Oblivion IslandIn omaggio alla sua straordinaria capacità di realizzare animazioni di eccelsa qualità tecnica, Shinsuke Sato (Sunadokei, Gantz live action) e il suo Oblivion Island (L’Isola di Oblivion: Haruka e lo specchio magico) sono stati premiati con il Visual Technology Award.

Giunta ormai al suo nono appuntamento, la manifestazione annuale, organizzata dalla Motion Picture and Television Engineering Society of Japan, premia dunque gli sforzi della Production I.G. (Ghost in the Shell, Patlabor, Le Chevalier D'Eon) nello sviluppo della tecnologia nell'animazione, con lo stesso premio conferito, lo scorso anno, a Ponyo di Hayao Myazaki.

L’Isola di Oblivion è stato concepito come un lungometraggio diverso dai tradizionali film in CGI giapponesi legati alle animazioni dei Pokémon e di Doraemon, ma anche da opere come Sky Crawlers del regista Mamoru Oshi, lanciato nel 2008 proprio dalla stessa Production I.G., e dai classici film di Studio Ghibli e Miyazaki.

Protagonista del film è la piccola Haruka, una ragazzina come tante altre, orfana di madre, morta quando era piccolissima, e cresciuta dal padre, che si è occupato di lei.
La storia ha inizio con una visita al santuario di Inari a Musashino, in Tokyo, qui, con sua grande sorpresa, Haruka vede una volpe, o qualcosa che le assomiglia, che corre via trasportando un aereo giocattolo. Inseguendola entra in Oblivion Island. In questa misteriosa isola Haruka ritroverà l'orso di peluche con il quale giocava da bambina e molti altri oggetti perduti che le faranno affiorare ricordi che credeva perduti. Tuttavia, la presenza di esseri umani non è prevista su Oblivion Island e il Barone, colui che governa l'isola, inizierà a darle la caccia.

Shinsuke Sato è nato nel 1970 nella prefettura di Hiroshima, scrittore e regista si laurea, come il celebre Ryu Murakami (Blue quasi trasparente, Tokyo Decadence), presso la Musashino Art University. Debutta con un cortometraggio autoprodotto, girato in 16 mm, dal titolo Ryonai Genshuku, premiato poi nel 1994 al Pia Film Festival. Successivamente lavora come scrittore per registi del calibro di Jun Ichikawa e Isao Yukisada, per approdare alla regia del suo primo lungometraggio dal titolo Love Song nel 2001. Curando sempre sia la sceneggiatura che la regia dei suoi film, Sato dirige anche diversi filmati d'apertura per videogiochi, per dedicarsi infine al cinema d'animazione proprio con Hottarake no shima - Haruka to maho no kagami (L’Isola di Oblivion: Haruka e lo specchio magico), una coproduzione in computer graphic di Production I.G. e Tv Tokyo del 2009.

Haruka e lo specchio magico - Trailer