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Notizia del 01/08/2010 OKNOtizie
Dai Sato (Eureka 7) denuncia: gli anime ad un passo dal baratro

Vi proponiamo il report di un'interessante intervista a Dai Sato, sceneggiatore di titoli di successo (Cowboy Bebop, Eden of the East, Ergo Proxy, Eureka Seven, Samurai Champloo e Ghost in the Shell: Stand Alone Complex), rilasciata dal sito Otaku2.com. Di seguito, la traduzione dell'articolo scritto da Patrick W. Galbraith:

Dai Sato, sceneggiatore di fortunati titoli animati del calibro di Cowboy Bebop e del recente Eureka Seven, ha partecipato ad una tavola rotonda di discussione nell'ambito di una conferenza intitolata Cultural Typhoon e tenutasi nel mese di luglio 2010 presso l'università giapponese di Komazawa; accanto a lui hanno presenziato anche il regista cinematografico Katsuya Tomita e il giornalista di musica Shin Futasugi.
Inizialmente era previsto che la conferenza, della durata di due ore, fosse di tipo accademico e abbracciasse questioni ad ampio raggio, dato anche il titolo del tema da analizzare: "Vivere in città: hip hop, anime, case popolari". Sato ha invece preso l'iniziativa, parlando per la maggior parte del tempo ed esternando alcune delle sue più profonde preoccupazioni relative all'attuale situazione del settore dell'animazione nipponica.

Dai Sato

Sato ha fornito una visione personale piuttosto scettica sugli anime, affermando che "non si possono fare gli anime come vogliamo" e riferendosi in particolar modo alla dipendenza nei confronti dei sub-appaltatori per le intercalazioni, o fotogrammi intermedi. I sub-appaltatori talvolta non sono affatto consci del tipo di prodotto su cui stanno lavorando, il quale di conseguenza rischia di perdere di spessore e coerenza.
Secondo Sato, questo fatto era evidente già lavorando in Macross, in cui la "continuità tra le immagini è a dir poco terribile, e tuttavia da allora non abbiamo fatto che ripetere lo stesso meccanismo di lavoro".

A causa dell'imponente dipendenza dagli appaltatori asiatici, Sato ha denunciato apertamente l'ideale del "Cool Japan". Secondo lo sceneggiatore, gli anime non sono un fenomeno "cool", perché invece si dimostrano resistenti alle mode del momento, e nè tantomeno essi sono veramente un prodotto nipponico. Sato si è dimostrato critico nei confronti dei vari politici e promotori di turno, i quali utilizzano l'idea del "Cool Japan" essenzialmente per i propri scopi personali.
"L'orgoglio giapponese è una parte del progetto nazionale" ha affermato, ma "Si tratta soltanto di una facciata, poiché la maggior parte delle persone non ha alcuna idea di chi ci sia dietro la produzione", sia che avvenga in Giappone o, più genericamente, in una qualsiasi altra parte dell'Asia.

Arjun Appadurai lo chiama "Il feticismo della produzione", e lo descrive come "Un'illusione creata dal modello di produzione transnazionale contemporaneo: dietro le apparenze nasconde capitale translocale, flussi di profitti transnazionali, gestione globale e manodopera localizzata molto lontano, impegnata su diversi fronti con operazioni ed allestimenti ad elevato contenuto tecnologico. Tutto ciò si riunisce in uno spettacolare idioma che suggerisce la sensazione che esista un controllo di tipo locale, una produttività nazionale e una sovranità territoriale, laddove nella realtà questo non c'è. Il concetto di "località", sia nel senso di sito di produzione locale, che nel senso esteso di stato nazionale, diventa un feticcio che cela forze globalmente disperse, le medesime realtà che guidano il processo di produzione". Una definizione, questa, che sembra fornire una descrizione piuttosto calzante degli anime giapponesi.

Dai Sato Macross

Sato ha poi rivolto un'accusa nei confronti degli specialisti del settore dell'animazione, i quali si rifiutano di insegnare ai sub-appaltatori asiatici le tecniche di lavorazione più sofisticate, oppure il metodo di elaborazione delle sceneggiature, e il motivo è di facile intuizione: la trasmissione di conoscenze rilevanti minerebbe la posizione di supremazia del Giappone nella produzione di anime. Nessuno investe in questo campo, quindi tutti gli asiatici non-giapponesi rappresentano un tipo di manodopera di basso profilo, a buon mercato e si adopra per svolgere mansioni meccaniche e ripetitive.
Sato ha identificato questo meccanismo come un problema fondamentale nell'animazione moderna nipponica, un aspetto di questo settore che lo sceneggiatore contrappone a Hollywood, un ambiente che invece ha accolto registi e manodopera specializzata proveniente da tutto il mondo.

Un'ulteriore ed interessante affermazione dello sceneggiatore spiega una delle ragioni per le quali la Cina è un luogo privilegiato per l'outsourcing degli anime: agli estremisti cinesi, che comunque godono di un'ottima istruzione, viene negato l'accesso alle buone offerte di lavoro. Inoltre, essi devono sottostare all'obbligo di risiedere all'interno di circoscritte aree geografiche, le quali sono poi diventate un nucleo industriale pulsante per tutta l'animazione nipponica: in queste zone concentrate si rinviene facilmente un tipo di manodopera che sa scrivere correttamente in ideogrammi cinesi, che ostentatamente copia i disegni degli anime, e che soprattutto ha un estremo bisogno di trovare lavoro. Che si tratti di un aneddoto veritiero o meno, Sato lo ha raccontato come valido esempio per dimostrare le pratiche di sfruttamento e la natura gerarchica della produzione di anime.

Dai Sato Eureka 7

Sato si è poi mostrato piuttosto seccato di fronte alla mancanza di rispetto che in Giappone si respira per le storie raccontate negli anime, puntualizzando a titolo di esempio che Ergo Proxy, di cui ha scritto lo svolgimento, è un titolo presente mediante box DVD nei negozi specializzati di in tutto il mondo, ad eccezione del Giappone.
Sato si è affrettato ad aggiungere che molti appassionati di anime hanno scartato a priori la visione di Eureka Seven, considerandolo un clone di Neon Genesis Evangelion senza nemmeno guardarlo. La storia, l'ambientazione e i personaggi sono del tutto differenti, ma ci sono comunque stati secchi pregiudizi basati sulle immagini di una misteriosa ragazza dai capelli blu e dagli occhi rossi che pilota un robot gigante, e sia i personaggi di Rei Ayanami (Evangelion) che di Eureka (Eureka Seven) corrispondono alla descrizione.

Sato è arrivato a chiedersi quanto i fan siano interessati a procedere a letture approfondite, prima di generarne informazioni a singhiozzo, come da classica definizione delle abitudini degli otaku, dall'epoca di Toshio Okada. Soltanto poche persone, forse davvero nessuna, ha proseguito Sato, sono interessate a conoscere il significato dei titoli degli episodi, o il motivo per il quale un determinato mecha fosse chiamato DevilFish o infine quale fosse il riferimento per l'utilizzo della denominazione Summer of Love: in quest'ultimo caso, Sato ha velocemente spiegato che si trattava di un omaggio alla cultura rave in Giappone.
"Purtroppo credo che i fan stiano perdendo la propria alfabetizzazione sui media, l'abilità di leggere la narrativa e le storie, d'intuirne i significati nascosti tra le righe, e persino la curiosità d'interrogarsi su di essi", è stata l'amara considerazione dello sceneggiatore.

Dai Sato Moe

Proprio in qualità di sceneggiatore, Sato si è cimentato in un dibattito piuttosto spinoso per quanto riguarda il ruolo delle storie all'interno degli anime giapponesi, dolendosi del fatto che i propri lavori siano stati etichettati come "difficili" (muzukashii-kei), all'opposto di quelli di "blanda atmosfera" (kuuki-kei): nei titoli kuuki-kei non accade mai nulla di rilevante, non esiste alcun sviluppo narrativo, nessuna trama significativa. Sono opere che tendono a focalizzarsi su personaggi carini o moe, riuscendo ad essere molto popolari tra i fan di quest'ultimo genere. Secondo Sato, figure professionali come la sua non ottengono progetti di lavoro, nemmeno se nel frattempo "Hollywood prosegue nello strapparci le idee, e ci riesce benissimo".

Sato non ha detto di avere in antipatia lavori di "blanda atmosfera" come K-On!, ed anzi ne apprezza gli incredibili design; inoltre non critica il fan service perché va ricordato che se molti registi cinematografici giapponesi sono giunti dall'ambiente dei film di genere "rosa", molti animatori provengono invece da esperienze di lavoro professionale con materiale erotico (doujinshi, eroge o ero-anime e manga).
Il desiderio sessuale è una parte fondamentale della pulsione creativa; è soltanto deleterio, però, se questa spinta viene diretta esclusivamente verso i personaggi, sprecando tempo nel mostrare quanto essi riescono a far apparire carine le immagini e i movimenti dell'anime in generale. Ciò mette a repentaglio precisamente quel tipo di movimento che caratterizza l'anime in quanto tale, ovvero lo stimolante lessico visivo emerso negli anime televisivi a partire dagli anni '70.

Poi c'è anche la questione relativa al rischio che si abbassi il livello intellettuale degli anime: "Nessuno vuole saperne di conoscere i NEET, o disoccupati", afferma Sato. "Piuttosto, tutti preferiscono guardare un gruppo di studentesse liceali che creano un complesso musicale e si chiedono "come si suona questa nota?" ". Arrivato a questo punto della conferenza, Sato è diventato livido e si è rivolto con rabbia a coloro che "adooooooooorano gli anime ♥ (anime daichuki)": "Se stiamo sempre a fuggire dalla realtà e dai suoi problemi, quando mai li affronteremo?".

Dai Sato Ergo Proxy

Le ambientazioni che negli anime riproducono più o meno fedelmente dei luoghi reali, costituiscono secondo Sato un problema altrettanto di rilievo: "E' come un'ossessione per noi che lavoriamo nel settore dell'anime". Stimola incredibilmente il turismo, e rende i fan più che soddisfatti, ma "Quando guardo gli anime di oggi, mi rendo conto che non ci è rimasto più un briciolo di orgoglio".
Gli anime sono diventati un "Super sistema collaudato", dove niente può più mutare facilmente. E' un sistema che si sta muovendo verso il modello di Akihabara, con l'importanza dei personaggi, delle immagini, del merchandising, e che Sato vede come una vera e propria perversione dell'idealismo delle origini. In altre parole, significa svendersi.
"Hayao Miyazaki invece era un comunista" ha tuonato Sato infervorandosi sempre più: "Lui voleva combattere il sistema, e aveva ragione!".

Prima di concludere, Dai Sato ha elogiato il rap e l'hip hop in ambito musico-culturale: secondo lo sceneggiatore, sembra che questi movimenti siano tuttora "underground" e di conseguenza le persone in quest'ambito non tradiscono sé stesse a favore di una facile fama di carattere commerciale. Sato ha poi paragonato il manga al rap, perché nella produzione di materiale scritto sono necessarie meno persone, e gli autori tendono a non "svendersi" facilmente.
Il parere di Sato è che anche gli otaku e i rapper non siano poi molto differenti tra loro: essi focalizzano la propria attenzione su qualcosa, e comunicano attraverso la creazione e al tempo stesso facilitando la creazione di nuovo materiale. La convinzione che l'otaku sia diverso dagli altri gruppi giovanili, o che sia in qualche modo migliore o peggiore di qualcuno di loro, è soltanto un'esagerazione mediatica. Persino se il settore commerciale intendesse ignorare qualche autore di proposito, ci sono comunque le doujinshi, o le "super indies" amatoriali, che potranno facilmente riscattarne la popolarità.
Il manga è il terreno da cui gli anime tradizionalmente hanno tratto le proprie storie e la creatività, ma anch'esso sta facendo sempre più affidamento sugli anime. E secondo Sato, "Il manga è l'ultimo porto saldo. Se si perderà quello, non ci sarà più alcun anime".

Ascoltandolo mentre descrive ciò, sembra che Sato stia consapevolmente combattendo contro gli attuali trend degli anime e che al tempo stesso stia cercando di creare storie forti ed originali, attaccando con fervore le storie di tipo "kuuki-kei" e "sekai-kei": in quest'ultimo caso, assistiamo a storie in cui i problemi personali di qualcuno vengono equiparati ai problemi del mondo intero, senza che vi sia alcun intervento nè interessamento da parte della società o dello Stato. Di conseguenza, Sato ha descritto Ergo Proxy e Eden of the East come anti-sekai-kei.
Certamente le questioni sociali sono al centro della serie di Eden of the East: Dai Sato ha confessato di essere stato in parte ispirato a scrivere sulle difficili condizioni dei giovani giapponesi, perché si trovava a Koenji quando Amateur Rebellion (shiroto no ran) stava facendo uso della candidatura di Hajime Matsumoto per fare campagna elettoraale di fronte alla stazione dei treni. Il risultato fu una serie di eventi live all'aperto e manifestazioni hip hop, portati avanti da DJ e alternati a cori che cantavano "non lavoreremo (hatarakanee zo)".
La gioventù disoccupata raccoltasi nel centro commerciale abbandonato in Eden of the East era un riferimento a questi "morti viventi". Andando nei sobborghi e vedendo le case popolari, Sato ha percepito città svuotate senza più energie, senza persone giovani, senza un futuro.

Dai Sato Eden of the East

E gli anime, hanno un futuro?
Le cupe previsioni di Sato dicono che gli anime si esauriranno in Giappone nel giro di pochi decenni.
Tuttavia, lo sceneggiatore di Eureka Seven vuole continuare a realizzarli, proprio perché confida fino all'ultimo che questo triste scenario non si verifichi; e per questo, conclude "Mi sto dando da fare affinché ci sia sempre un nuovo progetto su cui lavorare".



Autore: zettaiLara  

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La rivoluzione industriale ha creato la massa, il romanticismo l'ha resa stupida.Sembra sia vero che economia e sentimento possono collaborare.
Sephirothmn è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Sephirothmn 
1) Messaggio di Sephirothmn (01/08/2010, ore 00:06)
Rifletto

Cmq tocchiamo pal... ehm ferro per la frase "Le cupe previsioni di Sato dicono che gli anime si esauriranno in Giappone nel giro di pochi decenni" ^^
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yellow NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a yellow 
2) Messaggio di yellow (01/08/2010, ore 00:35)
non sapevo che lo sceneggiatore di Eureka Seven era anche quello di Cowboy Bebop, quindi è anche suo il merito della grandezza di Cowboy Bebop. cmq grandi parole veramente...sono quasi d'accordo su tutto col signor Sato...finalmente qualcuno che dice come stanno veramente le cose.Diciamo che con le ultime serie che escono adesso in giappolandia le speranze per un futuro migliore nel mondo degli anime sono poche...e come direbbe Miyazaki (visto che secondo Sato era comunista) abbasso il Moe, viva la revolucion!!
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Peace & Love sono temporaneamente sospese
Tano-kun è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Tano-kun 
3) Messaggio di Tano-kun (01/08/2010, ore 00:35)
Dice che il problema nasce dai tempi di Macross (1982) e adesso, solo adesso, si è sull'orlo del baratro? Tra l'altro questione più tecnica che di contenuti.
Quanto a "Eureka 7", sarà pure "muzukashii-kei", ma a me sta parecchio annoiando. Forse anche perché la cultura alla quale si ispira Sato non mi va molto a genio.
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Apachai ha vinto 4 Premi Utente Apachai è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Apachai 
4) Messaggio di Apachai (01/08/2010, ore 00:39)
Complimenti per la notizia, effettivamente Sato ha ragione su tutto!
Spero solo che la sua previsione sia sbagliata, non potrei vivere senza anime!
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Credi in me, perchè io credo in AnimeClick.it
Webmaster di AnimeClick.it Tacchan è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Tacchan 
5) Messaggio di Tacchan (01/08/2010, ore 01:00)
Bella notizia Lara! O__O

Che dire, probabilmente ci sarà sicuramente un calo, ma credo se ne verrà fuori. Si tratta di cicli e mode, prima va una cosa, poi l'altra, ma continuo a non vederla nera.

Di certo l'animazione e i manga dovranno affrontare a breve diversi problemi che stanno affliggendo il mercato, tra cui la trasformazione dello stesso, e la sempre più assidua voglia di ottenere il massimo di utili affrontando il minimo di spesa.

Faticano a emergere nuovi artisti con personalità e uno stile proprio, appunta per l'enormità dell'offerta e il voler puntare su un successo affrontando il minimo del rischio.... vedremo

Ciao!
Tacchan
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6) Messaggio scritto da FoxiRoxi (anonimo) il 01/08/2010 alle 01:05
Una durissima critica, ma ci stava!
Il problema del sub-appalto lo conosciamo anche noi per i recenti fatti (FIAT). Se i giapponesi finiscono per esportare il lavoro ai cinesi allora gli anime per forza saranno destinati a sparire, perchè diventeranno schifezze artistiche tenute inpiedi da storie più o meno complesse ma sempre viste e riviste...
Poi il problema di anime con storie dallo spessore simile al filo interdentale ormai ci siamo abituati, e forse non ci stanno male perchè altrimenti l'animazione diventerebbe troppo complessa per essere seguita dal grande pubblico internazionale.
Bisognerebbe un equilibrio che vada bene a tutti, ma sarebbe più facile beccare il 6 al superenalotto!
Speriamo che non scompaia niente tra dieci anni... Anche se non sarebbe un mio problema tra tutti quei anni! haha
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Sanità mentale? Mai avuto un simile fastidio  http://myanimelist.net/animelist/Franzelion
Franzelion è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Franzelion 
7) Messaggio di Franzelion (01/08/2010, ore 01:35)
Come non condividere ogni singola parola pronunciata.
Lo so, ultimamente capita piuttosto spesso che qualcuno faccia un discorso serio che viene poi riportato su animeclick, e a dar ragione ogni volta a tutti sembra un atteggiamento da leccapiedi...ma hanno proprio ragione, soprattutto questo qui che, vedendo anche i lavori che ha fatto, non è di certo uno qualunque, ma anzi...
Ha pienamente ragione sul fatto che fra qualche decina d'anni gli anime saranno qualitativamente finiti, e se non interviene qualcuno come lui a cercare di risolvere il problema si mette male...
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8) Messaggio scritto da Vanreese (anonimo) il 01/08/2010 alle 01:44
Beh, come dare torto a Sato-Sensei? Se mettiamo a confronto, faccio un esempio, Gunbuster o Area 88 con molte produzioni MOE del giorno d'oggi il giudizio non può che essere...catastrofico. -_-

Ormai non c'è più un anime senza la dodicenne tutta frizzi e lazzi che salva il mondo e nel frattempo mostra le mutandine a mezzo universo....

Atroce.
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Nella vita solo tre cose non si possono comprare: l'amicizia, l'amore e i punti Esperienza
otakyonism89 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a otakyonism89 
9) Messaggio di otakyonism89 (01/08/2010, ore 01:55)
credo basti vedere gli anime trasmessi ora in giappone per capirlo....
non credo ke il mercato degli anime avrà mai fine, è piu probabile ke il giappone perdi il monopolio su di esso...
Come dice un mio amico: "tutto finirà con un Big bang e poi da li tutto ricomincierà". Questa frase era riferita al mondo dei videogiochi ma credo ke anke per il mondo degli anime vada bene, no?
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Spider NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Spider 
10) Messaggio di Spider (01/08/2010, ore 02:05)
Stimavo già quest'uomo per le sue opere, adesso lo stimo anche per le sue idee.
Al di là del discorso sul moe come sintomo di una crisi concettuale che sta logorando il mondo degli anime (e che anch'io sto facendo da mesi), c'è molto da riflettere sulle problematiche dei sub-appalti, visto che proprio adesso in Italia si sta assistendo a una situazione analoga con la nostra più grande industria automobilistica.
Speculazione incontrollata e crisi di idee, una combinazione davvero letale per qualsiasi settore.
Quando lo dicevo che gli anime avevano intrapreso un sentiero che avrebbe portato alla loro implosione, non era certo un'ipotesi tanto campata per aria, anche perché adesso a confermarla è una figura autorevole del settore come Dai Sato. Uno che può dire di aver lavorato a degli Anime con la A maiuscola, altro che il pattume che si vede di questi tempi e che può piacere giusto agli otaku rimbambiti di oggi.
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E' sua moglie quella o le hanno vomitato sulla sedia?
hallymay è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a hallymay 
11) Messaggio di hallymay (01/08/2010, ore 03:05)
sono d'accordo
negli anni novanta l'arrivo di opere come evangelion, ghost in the shell, spirited away e cowboy bebop ci avevano fatto sperare che l'animazione giapponese arrivasse ai livelli di perfezione stilistica degli attuali telefilm americani, che spaziano da opere come lost ad affreschi generazionali come mad man
invece che abbiamo adesso? bleach... devo aggiungere altro?
è la piaga del giappone: la chiusura mentale e noi italiani ne sappiamo qualcosa dell'incapacità di rigenerare talenti dando spazio alla novità
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Narzal fa parte dello Staff AnimeClick.it Narzal è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Narzal 
12) Messaggio di Narzal (01/08/2010, ore 03:52)
Io non riesco a vederla nera come voi, trovo sempre anime che mi piacciono ogni anno.
Magari ultimamente ce ne sono di meno, comunque ci sono.
Il problema dei sub-appalti invece è davvero una piaga, almeno non è una cosa diffusa solo da noi.
Non che ci sia motivo di essere felici per questo, significa solo che di mentecatti ce ne sono davvero troppi e ovunque.
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Reborn-san NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Reborn-san 
13) Messaggio di Reborn-san (01/08/2010, ore 06:48)
Non posso che condividere in toto il pensiero di Sato.
Lo stato dell'animazione giapponese contemporanea è disastroso, le serie tutte uguali, i protagonisti insulsi.
Vedo tonnellate di anime e mi accorgo che, ultimamente, a meno di un mese dal termine di una serie già fatico a ricordarmi i titoli di ciò che ho visto, men che meno i nomi dei personaggi.
Non c'è originalità... e per originalità non intendo complessità. Ci sono solo stereotipi ed omologazione. Spero proprio che qualcosa cambi...
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M3talD3v!lG3ar è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a M3talD3v!lG3ar 
14) Messaggio di M3talD3v!lG3ar (01/08/2010, ore 07:16)
"Purtroppo credo che i fan stiano perdendo la propria alfabetizzazione sui media, l'abilità di leggere la narrativa e le storie, d'intuirne i significati nascosti tra le righe, e persino la curiosità d'interrogarsi su di essi"

"Se stiamo sempre a fuggire dalla realtà e dai suoi problemi, quando mai li affronteremo?"

STRAQUOTO!!! Parole di un grandissimo! Non per niente, il suo nome è associato a una serie di opere da far paura!!
Da tramandare a tutti i POSER OTAKU!!!
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15) Messaggio scritto da Veleno (anonimo) il 01/08/2010 alle 08:52
Bisogna ritrovare lo spirito degli anni 60/70/80 altrimenti per il futuro degli anime non vi sarà alcuna speranza.
Un'altra cosa che farei al loro posto è animare non solo le serie mangacee attuali ma dare un occhio anche a quelle dei decenni passati come JoJo, Ushio e Tora, Guyver, Rookies, Captain Tsubasa, (tutte le nuove serie inedite compreso il WYH anni 90), Fortified School, Bastard!!, Berserk (rifare l'anime daccapo + fedele al manga), etc etc.
Insomma perchè guardare solo a quello che il mercato offre oggi? Ci sono un sacco di capolavori, di perle del passato ingiustamente non omaggiate con degli anime (televisivi per lo più). Ecco io punterei su quelli, voglio vedere poi se il mercato non prende un bello scossone di ripresa!
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kamelian è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a kamelian 
16) Messaggio di kamelian (01/08/2010, ore 09:04)
Speriamo che si sbaglia
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hitotsukami NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a hitotsukami 
17) Messaggio di hitotsukami (01/08/2010, ore 09:23)
Straquoto M3talD3v!lG3ar non c'è più interesse verso gli anime/manga più impegnati...
finiremo a guardare solamente shonen e shojo ed i pochi seinen saranno solemente splatter o ecchi
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ganj NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a ganj 
18) Messaggio di ganj (01/08/2010, ore 10:01)
vorrei averlo fatto io questo discorso. Purtroppo questo è il mercato signor Sato, dobbiamo rispettarlo visto che gli anime sono creati come mezzo di intrattenimento commerciale. Se i produttori non considerano vendibile una serie anche se molto profonda nei contenuti, non viene pubblicata. Purtroppo queste cose fino a poco tempo fa non succedevano, ormai le idee si esauriscono.
Spero solo che altri come sato affrontino di petto la situazione per garantire agli anime il futuro che meritano.
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Magazzini Smart,i migliori d'America.
ShinichiMechazawa è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ShinichiMechazawa 
19) Messaggio di ShinichiMechazawa (01/08/2010, ore 10:11)
In passato ho accostato piu' volte l'attuale situazione dell'industria dell'animazione nipponica a quella del fumetto americano nei primi anni '90,situazioni che con le dovute differenze si somigliano in vari punti.

In particolare mi ha colpito questa dichiarazione:

"Purtroppo credo che i fan stiano perdendo la propria alfabetizzazione sui media, l'abilità di leggere la narrativa e le storie, d'intuirne i significati nascosti tra le righe, e persino la curiosità d'interrogarsi su di essi."

Magari questo Dai Sato non sara' un nome conosciutissimo,ma credo che il suo ottimo curriculum parli per lui.

E' innegabile che il mercato anime rischia di compromettersi seriamente,perche' a parte gli occasionali sprazzi di luce ( ad esempio Heroman,cosi' come negli anni 90 mentre tutto il settore comics stava andando a donnine Hulk viveva il suo periodo editoriale piu' felice grazie alle ottime storie di Peter David)la standardizzazione dei generi sta uccidendo qualsivoglia sperimentazione.

Noticina finale,mi ha incuriosito la sua opinione sulla scena rap nipponica;quella italiana dopo i fasti degli anni '90 e' praticamente allo sbando salvo poche eccezioni,mentre le mie nozioni di rap giapponese non vanno oltre Samurai Champloo.
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20) Messaggio scritto da Eiken (anonimo) il 01/08/2010 alle 10:25
"Uno che può dire di aver lavorato a degli Anime con la A maiuscola, altro che il pattume che si vede di questi tempi e che può piacere giusto agli otaku rimbambiti di oggi."

Insultare chi guarda una certa tipologia di anime moderni di oggi non ti fa figo, solo perchè a te personalmente non piacciono alcune produzioni odierne non significa che ad altri non piacciano. Non mi pare di venire a insultarti perchè a te piacciono quelle "sozzierie" di serie robotiche che guardi, finirei per fare lo stesso discorso, che gli anime robotici di hanno rimbambito.
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<i>We all pay for life with death, so everything in between should be free.<i>
Ichimaru Garuda è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Ichimaru Garuda 
21) Messaggio di Ichimaru Garuda (01/08/2010, ore 10:54)
"Purtroppo credo che i fan stiano perdendo la propria alfabetizzazione sui media, l'abilità di leggere la narrativa e le storie, d'intuirne i significati nascosti tra le righe, e persino la curiosità d'interrogarsi su di essi"

Questa è la frase su cui riflettere.
E lo screenshot dell'anime sottostante si presta bene.
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SCHEDA DEDICATA A SHINGO ARAKI (01/01/1939-01/12/2011):consultate il DEDOMUSEO per il palinsesto e tutte le attività finora svolte su D.TV a pag.1740!
demone dell'oscurità ha vinto 7 Premi Utente demone dell'oscurità è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a demone dell'oscurità 
22) Messaggio di demone dell'oscurità (01/08/2010, ore 11:06)
i nuovi prodotti soffrono della velocità di tempo in cui tutto viene globalizzato,commercializzato e dato in pasto ad un pbblico troppo svezzato e viziato.

i nuovi prodotti offrono ben poco nell'attuale panorama dell'animazione tranne in alcuni casi,dove il cervello dell'ideatore ha dei fini precisi e lo permette di distaccarsi da chi si uniforma in una corrente di pensiero già esistente e che non venderebbe affatto vista l'assuefazione di quel mercato.

le nuove frontiere richiedono proprio questo,un allontanamento da questa realtà e riprendere canoni lasciati in sospeso 20-30 anni fa e rimessi in gioco con le tecnologie attuali,non concependo dei restyling ma dei prodotti su ispirazione degli esistenti che deve essere fatto con una nuova idea,originale nella trama e negli intenti,e la fantasia e la storia della vita di tutti i giorni offre sempre spunti per creare qualcosa di nuovo,se poi i giapponesi si sono impigriti sui passati successi,non è certo colpa nostra se saranno tra qualche anno quasi morti o a un passo dal baratro.
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Poi mi chiedi come sto E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè
druido1980 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a druido1980 
23) Messaggio di druido1980 (01/08/2010, ore 11:09)
SApevo che la situazine fosse tragica, ma non mi aspettavo questi livelli

Effettivamente i gusti cambiano di generazione in generazione ed a volte vengono fatti cambiare di proposito dalle Multinazionali e simili...speriamo che prima o poi si ritorni sulla retta via
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durarara!!
dattebayo NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a dattebayo 
24) Messaggio di dattebayo (01/08/2010, ore 11:17)
è uno sfogo che ognuno è libero di fare ma che lascia il tempo che trova.
è come se Spielberg si lamentasse perchè esistono film idioti!
l'animazione è un supporto narrativo come lo sono manga,libri,film,è un contenitore per veicolare storie,idee concetti e come tale non può.."morire".
e cmq mi pare di capire che Sato sia favorevole alla "globalizzazione" dell'animazione giapponese che invece si trincera gelosamente dietro un falso teorema nazionalista e sfrutta l'aspetto pià speculativo della globalizzazione sfruttando manodopera a basso costo e producendo animazione di bassa qualità..
lui vorrebbe l'internazionalizzazione del fare animazione come lo fanno loro.
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25) Messaggio scritto da Eiken (anonimo) il 01/08/2010 alle 11:25
"lui vorrebbe l'internazionalizzazione del fare animazione come lo fanno loro."

Spero di no, globalizzare gli aniem significherebbe ridulri agli standard occidentali, quindi perderebbero tutto il fascino tipico della cultura orientale. Meglio di no, se devono diventare sozzerie come le produzioni occidentali e seguirne gli stereotipi meglio che implodano o si trincerino. Diverseculture non potranno mai coesistere, si dovrebbero fare troppi sacrifici e restrizioni degenerando in un prodotto mediocre per appagare le masse.
Gli anime devono rimanere un prodotto tipicamente nippo per i nippo e basta senza essere contaminati dalla rozza cultura occidentale.
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Almyna è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Almyna 
26) Messaggio di Almyna (01/08/2010, ore 11:25)
Riflettendo sulla notizia.. devo dire che Seto a proprio raggione, spero che lui continui a darsi da fare come sta facendo affinche noi possiamo vedere ancora dei bei Anime in futuro.
Che dire incrociamo le dita...
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Magazzini Smart,i migliori d'America.
ShinichiMechazawa è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ShinichiMechazawa 
27) Messaggio di ShinichiMechazawa (01/08/2010, ore 11:37)
@dattebayo: "lui vorrebbe l'internazionalizzazione del fare animazione come lo fanno loro."

E non la vedo necessariamente una brutta cosa.L'anno scorso mi e' capitato di vedere Avatar: The Last Airbender ( in italiano Avatar: La Leggenda di Aang;nessuna attinenza col film di Cameron per fortuna! ),una serie animata della Nickelodeon che prendeva e rielaborava diversi elementi dagli shonen nipponici.

E sapete una cosa?A mio modesto parere batte tutti i Bleach,i Naruto e i Soul Eater di questo mondo perche' raccoglie gli elementi migliori dalle tradizioni americane e nipponiche ( ovviamente ha i suoi difetti,ma i pregi risaltano in maniera maggiore ) e reinterpreta stereotipi come per esempio l'episodio "recap" oppure la "no killing rule" americana in maniera a dir poco strepitosa.

Il "melting pot" se ben sfruttato non e' mai un male,del resto anche grandi autori giapponesi come Jiro Taniguchi non nascondono il loro amore per le realta' non nipponiche.E sopratutto in una societa' come quella nipponica che si vanta della sua chiusura potrebbe dare una "scrollata ideologica" non da poco.
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28) Messaggio scritto da mecha (anonimo) il 01/08/2010 alle 12:10
è da un po che gli anime sono morti, vanno avanti a fanservice, moe, occhioni (addirittura in kyashan e jeeg, dove non c'entrano una mazza).
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Xxx aka Skorpion è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Xxx aka Skorpion 
30) Messaggio di Xxx aka Skorpion (01/08/2010, ore 12:13)
una misteriosa ragazza dai capelli blu e dagli occhi azzurri che pilota un robot gigante, e sia i personaggi di Rei Ayanami (Evangelion) che di Eureka (Eureka Seven) corrispondono alla descrizione.

Se Eureka ha i capelli blu qua qualcuno è daltonico...

Figurati se in sto sito di "fedeli al vecchio chiodo" non partiva una serie di insulti agli anime odierni e lodi e osannamenti agli anime del secolo scorso. Ma basta! Aprite gli occhi! Gli anime di adesso non hanno nulla da invidiare a quelli del secolo scorso! Certo, non tutti. L'unica differenza è che adesso ci sono molti più anime-spazzatura che finiscono per far generalizzare gente come voi che dice che al giorno d'oggi tutti gli anime fanno schifo.

Il paragone tra manga e rap mi è piaciuto
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non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
31) Messaggio di Ghibli92 (01/08/2010, ore 12:52)
Un uomo coi contrococomeri questo qui.
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32) Messaggio scritto da Gino (anonimo) il 01/08/2010 alle 12:56
Quoto Tacchan.
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Nostra è la furia
Kuro Ookami è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kuro Ookami 
33) Messaggio di Kuro Ookami (01/08/2010, ore 13:07)
concordo con quello che dice Sato. Molti anime ormai sono blandi e privi di una trama interessante, cose che invece era presente negli anime degli anni passati. Questo però non vuol dire che gli anime del passato siano migliori. Semplicemente le sceneggiature di oggi molto spesso lasciano a desiderare in favore di scenette moe o pucciose. Poi è vero ci sono attualmente anime originali e dalla trama molto interessante ma cose come K-on o lucky star, che comunque seguo e mi fan divertire, non rientrano tra questi anime.

Questo secondo me lo si vede anche in altri settori, FILM, MANGA e LIBRI.
Per i film basti pensare a questo continuo remake di Holliwood per le vecchie glorie anni 80
Nei manga sono ormai poche le idee originali e spesso piacciono le cose banali o piene di fancervice
E infine per l'editoria dei libri quello che ormai a successo sono libri blandi e banali senza un minimo di fascino come la saga di twilight o le varie cronache del mondo emerso.

Questo perché a mio avviso la cultura generale sta andando a farsi benedire in favore di mode passeggere e di un maggior interessa verso l\'effimero aspetto. Basti vedere che nell\'immaginario italiano attuale chi studia è un secchione sfigato mentre chi arriva è la capra ignorante che fa il calciatore.
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gli amori che non si realizzano hanno un significato? Le cose che svaniscono, sono uguali a quelle che non sono mai esistite?
sert è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a sert 
34) Messaggio di sert (01/08/2010, ore 13:14)
Scorpion ha perfettamente ragione...dovè che Eureka avrebbe capelli blu e occhi azzurri??

Mi trovo d'accordo con Sato sul fatto che molte persone oggi non sono così interessate agli anime come qualche anno fa e non si informano a dovere, l'esempio sono i significati dietro ai titoli di E7 o alla Summer of love. Certo c'è anche da dire che oggi ci sono decine di serie ogni stagione e questo fa si che si rimpiazzi una serie con un'altra.

Poi non ricominciamo con la solita storia che gli anime anni 70/80 erano meglio di quelli odierni...alcune sceneggiature erano meglio di alcunetre attuali ma anche negli anni 2000 ci sono state molte serie meritevoli quindi non penso proprio che il mondo degli anime si possa avviare verso la sua conclusione.
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Shaka_no_virgo è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Shaka_no_virgo 
35) Messaggio di Shaka_no_virgo (01/08/2010, ore 13:17)
Che alcune produzioni nipponiche siano piatte c'è poco da obiettare, se è vero che gli utenti finali stanno perdendo il gusto di ricerca della trama, e altre cose è chiaro che le case di produzione si adeguano. Non penso che tutti gli anime di oggi siano schifosi, Ergo Proxy non è male, neanche Ghost in the Shell scherza...solo che i titoli validi stanno diminuendo rispetto al passato. Di Moe ne ho le scatole piene e anche di fanservice, con tutto il rispetto per le Clamp molte inquadrature di Code Geass offrono solo fanservice, la domanda è...ma è utile ciò?
Comunque, meglio pochi anime buoni che tanti mediocri.
P.s. Eureka 7 sta deludendo anche me
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zawa zawa..
KUMA-29 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KUMA-29 
36) Messaggio di KUMA-29 (01/08/2010, ore 13:27)
concordo con @kuro Ookami pultroppo si abbandona la qualita in favore della quantita e velocita nell produrre e arrivare...LA NOSTRA SOCIETA STA DEVOLVENDO!
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Shonenbat NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Shonenbat 
37) Messaggio di Shonenbat (01/08/2010, ore 13:59)
Profondo rispetto per i suoi lavori, ma va detto, Eden of the east è stato un mezzo buco nell'acqua.
A volte una sceneggiatura complessa non è sufficente, l'atmosfera rilassata e il fanservice di K-on danno una pista a quel pattuglio di trama pseudo-apocalittica di EOTS...
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I believe in weirdness
Fagiana è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Fagiana 
38) Messaggio di Fagiana (01/08/2010, ore 14:07)
Questa persona ha tutta la mia stima.

"Hollywood prosegue nello strapparci le idee, e ci riesce benissimo"

Se non ci credete, andate un po' a vedere la miriade di film americani tratti da manga e anime, riscuotendo grande successo nel pubblico, mentre gli anime diventano via via sempre più omologati e monocordi.

"Il desiderio sessuale è una parte fondamentale della pulsione creativa; è soltanto deleterio, però, se questa spinta viene diretta esclusivamente verso i personaggi, sprecando tempo nel mostrare quanto essi riescono a far apparire carine le immagini e i movimenti dell'anime in generale"

In parole provere: il fanservice serve. Esso è una parte integrante della cultura nipponica, ma se prevale su tutto il resto, il giocattolo non funziona più tanto bene. Ci vuole criterio anche in questo.

"Se stiamo sempre a fuggire dalla realtà e dai suoi problemi, quando mai li affronteremo?"

Molti titoli, come "Evangelion", "Ghost in the Shell", "Tokyo Godfathers" e tanti altri hanno il pregio di mostrare al pubblico un frammento di realtà. Stiamo sempre parlando di pura finzione televisiva e cinematografica, certo, ma le problematiche espresse in tanti anime e manga hanno un riscontro nella realtà, sanno far riflettere, confermandosi come "opere importanti" al pari di libri e film, mezzi mediatici da molti considerati superiori alla japanimation. Ma adesso di lavori così se ne vede sempre meno, cercare di essere seri, o concreti, o semplicemente di proporre qualcosa di diverso, non è più di moda, e non solo negli anime: dovunque, in libri, musica, film, pittura, televisione, radio, c'è pattume.

Dove stiamo andando?
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Shonenbat NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Shonenbat 
39) Messaggio di Shonenbat (01/08/2010, ore 14:10)
Ma quali sarebbero tutti i film americani tratti da anime e manga che hanno fatto successo? I pochi usciti (fin troppi, ma vabbè) hanno floppato alla grande...
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RyOGo ha vinto 2 Premi Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
40) Messaggio di RyOGo (01/08/2010, ore 14:13)
Do pienamente ragione a Sato, ormai il pubblico a cui si rivolge gli anime non è più lo stesso di un tempo, più che appassionati alle trame complesse si innamorano dei personaggi, e via di moe o fanservice, che ci potrebbe anche stare se ha una trama meritevole, ma sembra non esserci quasi mai...
E io difatti supporto poche serie recenti, e non vedo l'ora di comprarmi i film di Gundam...
Già, Gundam...

EHI, ASPETTATE UN MOMENTO!!!
Quando uscì Gundam gli anime stavano già morendo, sostituite il moe ai meisaku e gli shonen ai robot, e la situazione era IDENTICA, manca solo la crisi del subappalto, ma per il resto le animazioni erano essenziali e scarne (tranne alcune eccezioni) e le trame tutte uguali, se qualcuno implementava un minimo di innovazione e faceva successo, via con 10 serie clone, che fosse il numero di navicelle che formavano il robottone o l'idea di piazzare un "attacco finale", o diverse sfighe alle protagoniste meisaku (tra cui perdere molti privilegi dovuti alla ricchezza inaspettata).
E quando arrivò Gundam, con le sue animazioni troppo complesse per l'epoca e la sua trama non a episodi autoconclusivi, fu un flop totale.
Ora adoriamo Gundam, possiamo replicare il suo travaglio parlando di Evangelion, ma forse ci manca il "Gundam" dei nuovi tempi... e no, Gurren Lagann è splendido quanto volete, ma non credo che potrà far molto...
Si può solo fare una cosa: creare ottimi prodotti. Ma se poi i sub-appaltatori li rovinano e il pubblico ci mette anni a valorizzarli, allora torneremo sempre a parlare di collasso ricordando i pochi casi... ma l'animazione non morirà di certo.
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Che cosa porto io sulle mie spalle?! Il mondo intero... ma non dirlo a nessuno, mi vergogno!
Musashi è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Musashi 
41) Messaggio di Musashi (01/08/2010, ore 14:22)
Credo che la preoccupazione ci debba essere. In questi ultimi anni qualsiasi prodotto viene studiato attentamente da professionisti del marketing, per ricavarne il più possibile ed essere sicuri che venda. Si pensa quindi all'animazione o al cinema come prodotti da vendere e non come prodotti artistici che arricchiscono il nostro bagaglio culturale. Da come parla Sato si capisce che ormai l'industria degli anime funziona esattamente come l'industria dell'auto o dell'elettronica e questo è preoccupante, perché significa che si è arrivati ad una mentalità aziendale che uccide la creatività cercando solo il guadagno.
Su una cosa mi trovo assolutamente d'accordo: "Purtroppo credo che i fan stiano perdendo la propria alfabetizzazione sui media, l'abilità di leggere la narrativa e le storie, d'intuirne i significati nascosti tra le righe, e persino la curiosità d'interrogarsi su di essi". E' una cosa che penso da parecchio riguardo alle trame dei videogiochi, di certi bestsellers e purtroppo anche di molti anime. Trovo che le storie siano spesso (non sempre, per fortuna) siano prive di complessità e che sia passata la voglia di far pensare le persone, di riflettere su noi stessi e sulla società in cui viviamo, su quello che riteniamo giusto o sbagliato. E quello che trovo preoccupante è che molte persone non se ne rendano conto, perché significa che stiamo perdendo la capacità di capire se una storia è "buona" e la voglia di fermarsi a pensare, di farsi catturare dalla trama e di girarla da tutti i lati per capire i significati profondi (un po' quello che mi è capitato la prima volta che ho visto Ghost in the Shell, ci ho pensato per settimane)... speriamo davvero che sia solo una tendenza del periodo...
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I believe in weirdness
Fagiana è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Fagiana 
42) Messaggio di Fagiana (01/08/2010, ore 14:25)
@Shonenbat:

Effettivamente adesso ce ne sono ancora pochi (relativamente parlando)... ma stanno aumentando,la mia preoccupazione è che ne arrivino ancora di più. Già ho il terrore che l'annunciato live action di Evangelion si riveli un' americanata totale! AIUTOOOOOOO!!!!!
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ardis NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a ardis 
43) Messaggio di ardis (01/08/2010, ore 14:29)
sembra che questa descritta da Sato sia una tendenza generale e non legata solo al campo degli anime... appiattimento della maggioranza del pubblico e dei prodotti (cose che si alimentano a vicenda creando un circolo vizioso sovrastato da interessi economici), delocalizzazione etc..sinceramente è davvero difficile non essere pessimisti, però è bello vedre che soprattutto dai protagonisti arrivino commenti così diretti...speriamo solo non restino dei casi isolati!
Comunque, l'analisi di un antropologo su un articolo di animeclick, evviva!!!!!!!!!!!!(scusate, deformazione professionale!!!!!!!!)
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Ryo Sanada è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Ryo Sanada 
44) Messaggio di Ryo Sanada (01/08/2010, ore 15:55)
Anche questa intervista è davvero interessante ed esprime bene le condizioni in cui si trova ora il mercato giapponese. Si punta più sulla forma che sul contenuto e questo porta inevitabilmente alla svalutazione del prodotto e della cultura nipponica. Spero davvero che nascano ancora tanti bei capolavori e che Sato, con questa sua intervista, possa aver smosso i cuori e le coscienze dei giapponesi.
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45) Messaggio scritto da whitestrider (anonimo) il 01/08/2010 alle 16:01
Questo personaggio afferma:
"Sato si è affrettato ad aggiungere che molti appassionati di anime hanno scartato a priori la visione di Eureka Seven, considerandolo un clone di Neon Genesis Evangelion senza nemmeno guardarlo. La storia, l'ambientazione e i personaggi sono del tutto differenti, ma ci sono comunque stati secchi pregiudizi basati sulle immagini di una misteriosa ragazza dai capelli blu e dagli occhi azzurri che pilota un robot gigante, e sia i personaggi di Rei Ayanami (Evangelion) che di Eureka (Eureka Seven) corrispondono alla descrizione"
Infatti Eureka Seven non è un clone di Evangelion. E' molto peggio!! Per quanto concerne l'outsorcing dell'intercalazione, sono almeno 30 anni che viene praticato regolarmente per tutti gli anime giapponesi! E' una pratica inevitabile per contenere i costi di produzione (pur elevatissimi)!
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Wildasd NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Wildasd 
46) Messaggio di Wildasd (01/08/2010, ore 16:03)
Davvero molto interessante questo articolo!
L'aspetto negativo denunciato da Sato nell'animazione e prima ancora negli usufruitori della stessa mi sembra ben visibile in molti dei titoli più recenti, che per quanto"carini" o "moe" (cosa che non disdegno affatto), spesso non hanno una trama, un motivo ispiratorio oppure un messaggio implicito in frasi o gesti dei personaggi. È indubbio che gran parte del pubblico si stà abituando a prodotti "leggeri", sembra quasi che si voglia sotterrare la testa di fronte alla denuncia dei problemi della società. Per non polemizzare troppo concludo con la speranza che non siano solo alcuni utenti di Animeclick a raccogliere questa denuncia xD
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La scortesia per me è una deformità inconcepibile.  -Hannibal Lecter-
oberon ha vinto 1 Premio Utente oberon è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a oberon 
47) Messaggio di oberon (01/08/2010, ore 16:28)
Voglio gli anime cinesi!!!
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Un Cavaliere non abbandona mai la sua Signora.
sylar 46 ha vinto 2 Premi Utente sylar 46 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a sylar 46 
48) Messaggio di sylar 46 (01/08/2010, ore 16:46)
E purtroppo Dai Sato c'ha pienamente ragione, ormai almeno la metà (e mi stò tenendo basso...) dei titoli sfornati dalle case di produzioni giapponesi, offrono poco o nulla di interessante, ricalcando canovacci già noti e ampiamente sfruttati in passato, con forse l'unica differenza, l'eccessivo e stucchevole utilizzo di personaggi moe che francamente sono diventati pesanti e mal digeribili (a mio pensiero e secondo i miei gusti ovviamente).
La soluzione?
Innanzitutto autori in grado di avere idee innovative in grado di farci emozionare come accadeva spesso in passato, in secondo luogo una diminuzione drastica del moe ed infine come ha già detto qualcuno, non sarebbe una cattiva idea animare qualche titolo datato stavolta in maniera fedele alla controparte cartacea che in aggiunta alle nuove tecnologie e ad i nuovi mezzi a disposizione potrebbe fuoriuscirne qualcosa di veramente interessante.
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Spider NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Spider 
49) Messaggio di Spider (01/08/2010, ore 17:07)
@ Eiken: Non ho detto che se uno gradisce una determinata tipologia di produzioni sia necessariamente un rimbambito, bensì che certi anime vengono concepiti prevalentemente per tale tipologia di pubblico. È un discorso ben diverso da come l'hai interpretato tu.
E con "rimbambiti", mi riferisco agli otaku giapponesi, la cui maggior parte, contrariamente al concetto di nerd occidentale, non sono appassionati che esaminano in modo maniacale ogni aspetto delle opere che seguono, bensì degli utenti passivi dalla limitata capacità di giudizio.
L'allarme lanciato da Sato denuncia una tipologia di pubblico che non è capace di influenzare il mercato con le proprie scelte, perché è il mercato stesso a renderli passivi, in modo da propinargli materiale di bassa qualità, completamente privo di idee.
È una situazione in un certo senso analoga a quanto succede in Italia. Da noi abbiamo una schiera di giovani rincretiniti dai media, convinti che la realtà del nostro Paese sia quella rappresentata nei cinepanettoni o nelle favolette raccontate dal partito dell'amore, e che passano il tempo a ricercare lusso e sterili divertimenti, dimenticandosi che viviamo in situazione economica e lavorativa preoccupante.
In Giappone invece c'è l'otaku sfigato, il quale, invece di preoccuparsi di essere un disoccupato, vive a 30 anni con i suoi, chiuso nella cameretta a farsi le pippe davanti alle mutandine delle protagoniste dell'anime moe di turno. O come quell'altro che si sposa con la ragazzina inesistente di un dating game.
Questo è il pubblico giapponese per il quale sono pensati simili prodotti. Fatevene una ragione, quando vi irritate se qualcuno critica quella tipologia di anime. Nessuno vi dà dei rincitrulliti se li seguite anche voi, e sicuramente siete ben più intelligenti di loro, li esaminate, li criticate, discutete sui "vari stadi del moe" come se fosse una materia accademica... ma la realtà è che si tratta di prodotti appartenenti a una sub-cultura pensata per gente passiva e superficiale.
Certo, lo stesso discorso si potrebbe applicare a molte serie robotiche degli anni '80, sono il primo a dirlo.
All'epoca quello era il boom e una grossa fetta degli anime del genere erano uno uguale all'altro, e sebbene tanti di allora li ricordi con piacere, non nego che molti di essi fossero spazzatura tanto quanto lo sono gli ecchi o gli harem che escono in questo periodo.
Il punto è che allora non si perdeva il concetto di realtà. Era intrattenimento, e intrattenimento rimaneva. E comunque opere con dei contenuti ce n'erano in abbondanza, spesso anche tra i prodotti di intrattenimento. Ma oggi in Giappone si assiste a una realtà fatta di disoccupazione, crisi economica, suicidi... E intanto c'è gente che, pur vivendo quella situazione in prima persona, sbava su delle mutandine disegnate, mentre i network e le case di produzione lucrano sulla sua pelle.

Poi, evitiamo i soliti discorsi xenofobi da anime-fan integralista, perché mi pare che qualcuno abbia interpretato il discorso di Sato associando erroneamente i sub-appalti alla contaminazione culturale, quando sono due concetti assolutamente slegati.
Sato ha denunciato il fatto che, per risparmiare in manodopera, la realizzazione dei disegni intermedi venga affidata a studi coreani (e non solo) dove lavorano autentici operai dell'animazione, che svolgono mansioni precise in modo meccanico, senza essere istruiti sull'aspetto più tecnico e artistico del lavoro. Questo per paura che essi possano rilevelare certi "segreti" del settore alle case di produzione del loro paese.
In questo modo si limita il lavoro della manovalanza nipponica e ne consegue una scarsa qualità tecnica.
La contaminazione culturale, invece, può essere una cosa positiva in periodi di estrema crisi creativa. Ne sanno qualcosa gli editori di comics, che negli anni '90 vissero un periodo caratterizzato da superficialità e mancanza di contenuti e, giunto davanti a una crisi tremenda (la Marvel era addirittura a un passo dal fallimento) riuscirono a risollevarsi importando creativi dall'Europa.
Ben venga la contaminazione culturale quando ti porta idee e stimoli nuovi.
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Steel is my body and fire is my blood
Hikaru NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Hikaru 
50) Messaggio di Hikaru (01/08/2010, ore 17:32)
Non capisco tutto questo pessimismo per gli anime...Secondo me non si può far nessuna previsione xke si tratta di un prodotto che nasce dalla mente umana, finchè ci saranno persone ingegnose e creative ci saranno sempre gli anime..xke entro 20 anni? Potrebbe accadere tra 2-3 oppure non accadere mai...Se poi si vuol tener conto della crisi economica e nel mercato del lavoro è vero questo ridimensiona molto le risorse a disposizione ma non può distruggere un qualcosa che ha cosi tanti appassionati per il mondo...
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Spider NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Spider 
51) Messaggio di Spider (01/08/2010, ore 17:55)
Il problema è proprio che ci sono poche persone ignegnose e creative, e anch'esse si ritrovano costrette a produrre anime standardizzati e di scarso spessore, perché il pubblico è mentalmente pigro per fruire di qualcosa di un po' più complesso.
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http://viaggionellanebbia.blogspot.com/
mastersilver88 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a mastersilver88 
52) Messaggio di mastersilver88 (01/08/2010, ore 18:16)
Il manga è il terreno da cui gli anime tradizionalmente hanno tratto le proprie storie e la creatività, ma anch'esso sta facendo sempre più affidamento sugli anime. E secondo Sato, "Il manga è l'ultimo porto saldo. Se si perderà quello, non ci sarà più alcun anime".

Come non quotare questa frase?!
Ora mi spiego perchè non riesco a guardare nemmeno un anime! Oltre all'orrore di quel design tutto puccio-coccoloso con cui vengono realizzati i personaggi, con poche linee e scopiazziando a gogo.
Bah.
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Ricordati che ti voglio bene...
The Narutimate Hero è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a The Narutimate Hero 
53) Messaggio di The Narutimate Hero (01/08/2010, ore 18:20)
Io non seguo molti anime moderni ma non c'è che dire, questo qui s'è incacchiato forte o_O

Però mi sento di mettere in dubbio il fatto che i rapper non si svendano, purtroppo ormai l'hip hop e la sua cultura sono cambiati, non in meglio a mio parere

Splendido lavoro questa notizia comunque
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Magazzini Smart,i migliori d'America.
ShinichiMechazawa è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ShinichiMechazawa 
54) Messaggio di ShinichiMechazawa (01/08/2010, ore 18:22)
---- WARNING: Wall of text ahead,read at your own risk! ----

@Spider: "Ne sanno qualcosa gli editori di comics, che negli anni '90 vissero un periodo caratterizzato da superficialità e mancanza di contenuti e, giunto davanti a una crisi tremenda (la Marvel era addirittura a un passo dal fallimento) riuscirono a risollevarsi importando creativi dall'Europa."

Esatto.Tanto per far capire un po le proporzioni della crisi del fumetto americano,se oggi l'opera di maggior successo ( ad esempio le recenti ed acclamate saghe di Lanterna Verde come Sinestro Corps War e Blackest Night ) in America difficilmente va oltre le centomila copie,in quel periodo si arrivava facilmente a sforare il milione.

Gli esempi piu' lampanti sono il primo numero del nuovo mensile degli X-Men e il primo numero di X-Force,che raggiunsero rispettivamente quota otto e cinque milioni diventando i due albi piu' venduti nella storia del fumetto americano,nonostante la loro qualita' ( discreto il primo,ributtante il secondo ).E parliamo di albi editi da una casa editrice che solo una manciata di anni dopo fu costretta a dichiarare bancarotta!

Inoltre dopo l'implosione del 96 i comics scomparvero dalle edicole e diventarono appannaggio esclusivo delle fumetterie.

Ora,molte delle dinamiche della crisi del 96 e della probabile crisi del manga sono diverse,ad esempio la questione degli autori ( ad esempio se molti mangaka fanno la fame,Rob Liefeld e soci invece indulgevano in stili di vita da divi di Hollywood ) ma ci sono diversi punti in comune,il piu' importante sottolineato qui sopra da Spider ovvero il declino di qualita' e profondita' delle storie,fatte sempre piu' per assecondare i gusti del pubblico ( per l'otaku del nuovo millennio la ragazzina tutta occhioni e pose equivoche,per il teenager dei '90s l'omone muscolosissimo disegnato in maniera sproporzionata e con in mano pistole tanto grosse quanto improbabili ).

Attenzione,questo non e' un generico sfogo del tipo "gli anime di oggidi' fanno schifo,quando ero bambino c'erano Holly&Benji e Candy Candy" ( serie che detesto,ma questa e' un'altra storia... ) anzi sono convinto che qualcosa di buono ci sia ancora.Pero' vedo che l'industria dell'animazione nipponica si sta adagiando su binari tanto apparentemente comodi quanto pericolosi.

Tornando a parlare di esempi positivi di contaminazione ( ne ho gia fatto uno in un post precedente ),si potrebbe parlare dell'apporto positivo di tanti sceneggiatori scozzesi come Mark Millar,Grant Morrison,Garth Ennis,Alan Moore o Warren Ellis oppure del primo Frank Miller il cui tratto era un miscuglio di influenze europee ( tra cui il grandissimo Sergio Toppi ) e anche nipponiche.

Oppure il giapponese Jiro Taniguchi,che non ha mai nascosto la sua ammirazione per il fumetto francese,al punto di chiedere che le sue opere siano stampate nella scansione "occidentale" ( da sinistra a destra ) per le edizioni non giapponesi.
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Xxx aka Skorpion è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Xxx aka Skorpion 
55) Messaggio di Xxx aka Skorpion (01/08/2010, ore 18:55)
Da certi commenti sembra che il fanservice sia una cosa appena inventata che c'è solo nelle serie odierne...
Bè vediamo di aprire gli occhi dato che il fanservice c'è sempre stato (Ranma, Evangelion...) e vediamo di non abusare del termine "moe" che ha un significato ben preciso.
Esce una notizia di un anime nuovo e nei commenti subito "moe di qua moe di là" solo perché c'è l'immagine di qualche ragazzina e senza neanche aver mai visto l'anime. Ma andatevi a vedere il significato della parola moe e smettetela di usarlo per qualsiasi ragazzina pucciosa, che cavolo!
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Nostra è la furia
Kuro Ookami è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kuro Ookami 
56) Messaggio di Kuro Ookami (01/08/2010, ore 18:55)
@ShinichiMechazawa : faccio un solo appunto: Garth Ennis è irlandese non scozzese
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SCHEDA DEDICATA A SHINGO ARAKI (01/01/1939-01/12/2011):consultate il DEDOMUSEO per il palinsesto e tutte le attività finora svolte su D.TV a pag.1740!
demone dell'oscurità ha vinto 7 Premi Utente demone dell'oscurità è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a demone dell'oscurità 
57) Messaggio di demone dell'oscurità (01/08/2010, ore 18:57)
io credo che le migliorie per uscire dal baratro si possono apportare sempre e comunque e dovunque,come dicevo prima, il problema principale è dato praticamente dall'impigrimento artistico dei nipponici,che difficilmente si concentrano nella produzione di un'opera come facevano prima.

purtroppo la facile commercializzazione e digeribilità al pubblico a cui essi sono costretti dà origine il più delle volte a qualcosa di inguardabile ed in altri casi a qualcosa di inudibile, è poi naturale che le crisi risulta marcata.

il consiglio che io posso dare è quello di impiegare più tempo innanzitutto per pensare a come un'opera deve essere concepita,scritta di getto nei primi barlumi di fantasia e poi correggerne il tiro dove effettivamente occorre,e che io sappia la fantasia e l'estro a un popolo come quello nipponico nella produzione di queste opere e similari non è mai mancato, semmai mi stupisco questo repentino tirare i remi in barca e stare a guardare il sole come nasce e tramonta,la cosa mi infastidisce parecchio.
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Go to DMC
ICHIGO-KON è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ICHIGO-KON 
58) Messaggio di ICHIGO-KON (01/08/2010, ore 19:37)
Gli anime non moriranno, è solo una questione di cicli, in questo momento il trend da seguire per avere successo (fare soldi...) è quello del moe e similari, ma tra un pò le cose cambieranno, come succedde sempre daltronde.
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RyOGo ha vinto 2 Premi Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
59) Messaggio di RyOGo (01/08/2010, ore 20:18)
@The Narutimate Hero
Non confondiamo l'hip hop di Fabri Fibra, Mondo Marcio, Inoki, Vacca e Flaminio Maphia con quello di Zeebra, Buddha Brand, King Giddra e K DUB (seppur quest'ultimo abbia fatto la canzone per Detroit Metal City), sono scene musicali molto diverse tra loro.
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Ricordati che ti voglio bene...
The Narutimate Hero è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a The Narutimate Hero 
60) Messaggio di The Narutimate Hero (01/08/2010, ore 20:21)
C'hai ragione RyOGo
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61) Messaggio di demone dell'oscurità (01/08/2010, ore 20:23)
quello semmai che mi domando è da dove effettivamente questo cambiamento nascerà, quale sarà il punto da cui un ciclo vincente ripartirà,laddove il problema nasce come dicefvo dall'impigrimento sempre più marcato di questi ultimi anni degli ideatori.

il trend può cambiare solo se le idee davvero originali vengono fatte passare e si ha il coraggio di metterle in pratica,ovviamente sono progetti in cui va richiesta sempre una grande collaborazione.

se ci fate caso,questo avveniva già nella fine degli anni 70 ed inizio 80,bisognerebbe copiare quelle sensazioni,non le opere di quel periodo.
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Frodo has failed
lawliet forever registrato NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a lawliet forever registrato 
62) Messaggio di lawliet forever registrato (01/08/2010, ore 21:44)
eppure io non penso che sia così nera la situazione. certo gli anime mediocri ci sono,ma come si diceva qualche tempo fa in un'articolo di tacchan se non sbaglio nel panorama anime attuale ci sono molti prodotti validi,e anche idee nuove. certo,forse alcuni generi come il mecha sono scesi,le serie di qualità sono poche,ma ad esempio gurren lagann,eureka seven e code geass mi sono piaciute,e hanno apportato novità al genere. sì,va bene,code geass,soprattutto all'inizio,prende spunto da death note(per poi andare per una strada totalmente diversa),ma un mecha con un tale approfondimento del lato strategico non si era mai visto,e anche la storia è molto complessa. gli shonen sono in declino,ma qualche buona serie sempre esce. il fanservice ormai spopola,e dà in certi casi molto fastidio,e anche il moe a volte viene usato troppo spesso,ma capisaldi del genere come k-on e lucky star(di prossima visione da parte mia)sono piacevoli e tutt'altro che pattume per otaku rimbambiti. i gusti son gusti,ma da questo a dire che sono spazzatura ce ne passa. sul fronte shojo e simili,nonostante la crisi del genere,opere come aria e romeo x juliet mi hanno notevolmente colpito. di seinen questo è vero,c'è molto poco,ma serie di cui purtroppo fino ad ora ho visto solo i primi episodi per motivi di tempo come kaiba,eden of the east mi han convinto.
inoltre abbiamo i grandi registi che portano avanti la vera animazione giapponese,grandi geni come miyazaki,oshii,kon,tomino,lo stesso sato,che che sostituiscono credo abbastanza bene nagai e tezuka(di cui per mia sfortuna non ho ancora potuto nè leggere nè vedere niente). queste poi sono solo le mie idee al riguardo,chiunque le può tranquillamente controbattere.
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A ninja appears... on the middle of Nowhere!
Swordman ha vinto 4 Premi Utente Swordman è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Swordman 
63) Messaggio di Swordman (01/08/2010, ore 21:46)
Molto interessante l'articolo specialmente il discorso della delocalizzazione e i problemi del sub-appalto. In questo caso entra in gioco anche la chiusura verso l'apporto di forza creativa proveninete dall'estero da parte dei giapponesi.

Per quanto riguarda le opinioni di Sato verso gli anime attuali ne ricavo più che altro una lamentela verso il fatto che i nuovi titoli appartenenti alla tipologia in cui lui è specializzato non sono quelli del momento. Del resto, come altri hanno già detto i generi che tirano variano col tempo: prima toccava ai robottoni, poi ai Majokko, ora i moe-kawaii vanno per la maggiore. Ma del resto la ruota gira...
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64) Messaggio di demone dell'oscurità (01/08/2010, ore 22:06)
purtroppo le invidie e gli scambi di scortesie tra artisti sono evidenti anche nel momento in cui si scrivono queste notizie,di esempi simili ne possiamo trovare di ogni tipo ogni giorno.

anzichè perdersi in chiacchiere dovrebbero studiare a tavolino con le proprie meningi un nuovo modo di concepire le opere e far in modo che esse abbiano successo.

a mio avviso è troppo facile parlare male altrui e di altre opere che hanno successo e si tende a fare una critica generalista, chi si comporta così mostra tutto il suo impigrimento artistico e ha ben poco da dire rispetto ai successi del passato.
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le teorie non sono altro che parole.
giorgio13 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a giorgio13 
65) Messaggio di giorgio13 (01/08/2010, ore 22:21)
"Nessuno vuole saperne di conoscere i NEET, o disoccupati. Piuttosto, tutti preferiscono guardare un gruppo di studentesse liceali che creano un complesso musicale e si chiedono "come si suona questa nota? Se stiamo sempre a fuggire dalla realtà e dai suoi problemi, quando mai li affronteremo?"

ma quanto ha ragione!
dopo aver letto questo mi passa completamente la voglia di vedere K-ON!
se proprio devo vedere qualcosa legato alla musica mi guardo quella meraviglia di Beck!

E' un sistema che si sta muovendo verso il modello di Akihabara, con l'importanza dei personaggi, delle immagini, del merchandising, e che Sato vede come una vera e propria perversione dell'idealismo delle origini. In altre parole, significa svendersi.
"Hayao Miyazaki invece era un comunista" ha tuonato Sato infervorandosi sempre più: "Lui voleva combattere il sistema, e aveva ragione!"


sono stato ad Akihabara e posso confermare in toto quello che ha detto: c'è tutta una campagna per promuovere pupazzetti in posizioni spinte, nonchè stupidi prodotti costosissimi e di nessun valore; i megaschermi martellano le orecchie con pubblicità di anime stupidi doppiati da vocette stridule...
concordo pienamente anche sull'elogio a quel grande che è Miyazaki.

comunque è normale che oggigiorno si punti soprattutto sul merchandising, perchè i DVD costano l'ira di dio: 2 miseri episodi di K-ON a 50 €! ma siamo matti?
per forza il fan sfegatato poi si prende il cuscino o il pupazzetto, perchè la serie in sè costa troppo!
quindi gli sceneggiatori puntano a creare qualcosa che possa essere sfruttato al massimo con prodotti del genere... in fondo li capisco.

onestamente non credo che il mercato degli anime possa finire a breve, anche perchè come altri hanno già scritto, quella del moe è solo la moda del momento (speriamo); magari la prossima generazione ritroverà interesse per storie più complesse...

certo che questo signore ne ha fatte di belle serie!
purtroppo le conosco solo di nome (a parte Eureka Seven che sto vedendo su Rai 4), ma dopo aver letto tutto ciò il mio interesse cresce di molto!
in effetti lui se lo può permettere di dire tutte quelle cose!

complimenti a Lara per questo interessantissimo articolo!
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demone dell'oscurità ha vinto 7 Premi Utente demone dell'oscurità è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a demone dell'oscurità 
66) Messaggio di demone dell'oscurità (01/08/2010, ore 22:29)
bisgona capire le intenzioni di questi "sfoghi" di questi "basta" e di queste "minacce di distruzione di massa",il tutto credo sia legato dallos tesso fine del piattismo di questi ultimi periodi.

non c'è più molto da stupirsi se c'è questo tipo di tendenza a guardare nel prato altrui visto che nel proprio non si lavora come un tempo.

nei momenti più difficili la storia ci insegna che sono uscite sempre delle grandi opere,per cui invito gli artisti giapponesi a prendere matite e fogli e ricominciare a lavorare sul serio!
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67) Messaggio scritto da Assenzio (anonimo) il 01/08/2010 alle 23:37
sarà anche uno sfogo, ma e' certamente anacronistico. La crisi della narrativa, ma diciamolo pure, della cultura in generale, e' di portata ben più macroscopica del singolo settore; tenendo conto dell'impossibilità di correggere un andamento generale, si finisce inevitabilmente in una resa priva di resistenza, non essendoci ( parer mio ) spinta vitalistica per un mercato meno redditizio ma elitario, una nuova aristocrazia culturale e non di sangue.
Tuttavia trovo impreciso l'ordine di priorità che propone, poiche', citando e interpretando alla lettera demone dell'osc, mancano matite e fogli. L'animazione soffre di una Pietosa qualità del disegno, con una vergognosa qualità del colore, praticamente tonalità pure spalmate con zero valore e saturazione. Altro che trama
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68) Messaggio scritto da eiken (anonimo) il 01/08/2010 alle 23:54
"Questo è il pubblico giapponese per il quale sono pensati simili prodotti. Fatevene una ragione, quando vi irritate se qualcuno critica quella tipologia di anime. Nessuno vi dà dei rincitrulliti se li seguite anche voi, e sicuramente siete ben più intelligenti di loro, li esaminate, li criticate, discutete sui "vari stadi del moe" come se fosse una materia accademica... ma la realtà è che si tratta di prodotti appartenenti a una sub-cultura pensata per gente passiva e superficiale."

Questo lo credi tu ma non è così per me, molti anime "moe" sono meglio delle vaccate shonen/mecha tutto cloni che guardi. E comunque Eurkea Seven è una anime che mi ha fatto davvero schifo e lui si lamenta che in molti non lo hanno compreso, ma mi faccia il piacere va.
Tu parti dal pregiudizio che il moe sia solo per accontentare gli otaku sfigati ma ti sbagli di grosso, il moe è uno stile di disegno odierno che ha dato inizio a un cambio generazionale necessario. Anime mediocri ne hanno prodotti a tonnellate anche in passato come oggi, sol oche allora non avendo la rete per scroccare ci si accontentava di quello che usciva il vhs, e grazie al cavolo che a qualcuno parevano ottimi, non c'era la scelta per compararli.
Se hai antipatia per questo genere continua a guardarti la tua immondizia mecha fino alla sfinimento, nessuno te lo vieta mi pare, ma spalare fango sempre su ciò che non ti garba è sin troppo facile, per di più se lo guard ia scrocco. La sclta esiste ancora.
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Elleone NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Elleone 
69) Messaggio di Elleone (02/08/2010, ore 00:13)
Moe, mecha, shonen, e via dicendo, finchè non si avrà una storia ben raccontata e che stupisca lo spettatore dall'inizio alla fine, avremo sempre anime mediocri pieni di clichè e stereotipati.
I grandi signori che vogliono guadagnare seguendo solo le mode del momento, ben presto si troveranno a bocca asciutta,si sà le mode sono passeggere. E' vero che in ogni tempo c'è stato un'invasione di genere, ma non come in quest'ultimi anni, dove in una stagione di anime, si vedono solo immagini di ragazzine semi nude, un simil-ecchi che si avvicina quasi all'hentai.
Purtroppo è una crisi che non colpisce solo gli anime, ma anche il cinema soprattutto americano, film con storie valide si contano sulle dita di una mano. Non parliamo poi del 3D che tutti vogliono fare, ma che gli spettatori già non ne possono più.
E' sempre un grave rischio seguire le mode, perchè se lo fanno tutti, nessuno ne guadagna a sufficienza.
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Spider NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Spider 
70) Messaggio di Spider (02/08/2010, ore 04:10)
@ Eiken: "ma spalare fango sempre su ciò che non ti garba è sin troppo facile"

Ehm... Ma non è quello che hai appena fatto tu? Solo che io ho motivato le mie affermazioni, tra l'altro spiegandoti chiaramente la strategia commerciale che c'è dietro simili prodotti e lo stile di vita delle persone a cui essi sono indirizzati.

Tu invece fai solo esternazioni da fanboy.

Vabbè che con uno che si infervora a tal punto perché gli toccano i suoi adorati anime moe e poi se ne esce che Eureka Seven è un anime che "gli ha fatto davvero schifo", penso sia anche una perdita di tempo stare a discutere.

De gustibus non disputandum est, per carità. Ma E7 è stato definito da critica e pubblico come una delle migliori serie dell'ultimo decennio. Un'opera di una complessità e uno spessore sia emotivo che culturale che anche chi ha gusti discutibili in fatto di anime non può che riconoscere.
Uno di quegli anime che restano nell'immaginario collettivo degli appassionati per sempre.
Mentre tra un paio d'anni vorrei vedere chi ancora si ricorderà di K-on.
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Elam NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Elam 
71) Messaggio di Elam (02/08/2010, ore 09:36)
Grande SATO!!!
Continua a scrivere le tue storie che io ti supporterò acquistandole in dvd!!!
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Misurino è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Misurino 
72) Messaggio di Misurino (02/08/2010, ore 09:37)
In parte condivido il pensiero di quest' uomo e lo stimo (non solo per gli ottimi anime che ha sfornato).
La situazione degli anime non è catastrofica, perchè negli ultimi abbiamo avuto anche anime di qualità come Durarara, Eden of the est, Dennou Coil.. il problema è che di solito i pochi anime decenti non seli fila quasi nessuno. Anche in Giappone. Basta entrare in un negozio come Animate e guardare gli scaffali, si capisce subito cosa attira il pubblico.
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73) Messaggio scritto da eiken (anonimo) il 02/08/2010 alle 10:16
"Mentre tra un paio d'anni vorrei vedere chi ancora si ricorderà di K-on."

Non io sicuramente. non mi piace. Apprezzo quasi tutti i generi ma se un genere non mi piace non è che vengo nel blog e cerco di convincere gli altri delle mie idee personali, personali perchè ciò che pensi è una tua idea non quella di tutti (nel senso che dubito fortemente che il genere moe sia un prodotto mirato solo per otaku).
Assolutamente giusto il discorso sull'italiano medio.
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Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes ha vinto 1 Premio Utente Limbes è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
74) Messaggio di Limbes (02/08/2010, ore 10:54)
Davvero una persona molto profonda e intelligente, Dai Sato.
Ma c'è ancora del buono nell'animazione moderna, come c'è sempre stato. Certo è sempre più centellinato, ma l'appiattimento culturale e il disimpegno intellettuale imperanti, come si può evincere, non affliggono solo l'Italia. E purtroppo non è un problema che riguarda soltanto l'animazione.

Certo, farebbe piacere vedere più anime impegnati e complessi che abbiano storie più ragionate, problematiche e stimolanti. Ma farebbe ancora più piacere che più fruitori chiedessero ciò. Siccome al fan medio non interessano cose su cui dover riflettere o che creino dubbi, domande e che portino alla riflessione critica - sai che palle!... -, allora per chi dovrebbero essere creati anime del genere? Che poi sarebbero i migliori, quelli di qualità, detto per inciso.

E' proprio vero, l'alfabetizzazione sui media si sta perdendo.
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LTheFirst è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a LTheFirst 
75) Messaggio di LTheFirst (02/08/2010, ore 11:27)
Beh, di solito sono un po' restio a condividere in pieno le affermazioni di queste persone, perchè sempre discutibili, ma... quest'uomo ha messo a nudo un intero sistema! Io ho visto Cowboy Bebop, Eureka Seven e Eden of the East, e insomma, direi che Dai Sato di anime ne capisce eccome! Non dimentichiamoci che ha collaborato anche a Ghost in the Shell e Samurai Champloo, un curriculum da far paura.

"Nessuno vuole saperne di conoscere i NEET, o disoccupati. Piuttosto, tutti preferiscono guardare un gruppo di studentesse liceali che creano un complesso musicale e si chiedono "come si suona questa nota?" "

Come dargli torto? Anche a me fa infervorare che un anime pieno zeppo di moe abbia successo, ma (quasi)capolavori come Eden of the East, Eureka Seven o Bakemonogatari vengano subito accantonati perchè noiosi, strani o "già visti".
Non avrei così in antipatia K-on! e altre serie simili se non fossero macchine per soldi: l'anime fa una pubblicità enorme a canzoni che verrano poi distribuite come singoli, per un giro d'affari milionario... Un esempio: fase 1) Ambientare la trama in un liceo. Fase 2) piazzare già nel primo episodio la scena di un concerto (e non si capisce veramente che c'entri con la trama) per fare pubblicità alla canzone suonata.
A questo punto non penso che questi anime vengano fatti con grande passione, ma piuttosto con un bel progetto commerciale in mente...
Quoto Spider per questo: certi anime sono indimenticabili, e c'è un motivo se lo sono.
E poi, come pretendiamo di elevare gli anime ad arte visiva se poi questi vengono prodottti meramente a scopo di lucro con trame e personaggi da quattro soldi?
Io ho fiducia nel futuro, ma spero che prodotti così commerciali e blandi non diventino gli unici disponibili sul mercato.
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