In un angolo della nuova e gettonata struttura del "foyer" ricavata all'interno del PalaBam, la redazione di AnimeClick.it si è raccolta per un'interessante intervista a Nicola Ronci, dell'Accademia Europea di Manga. Ve la riportiamo integralmente in esclusiva:
AnimeClick.it: Innanzitutto vorremmo chiederti come è nata l'Accademia Manga.
Nicola Ronci: Nasce quasi per scherzo. Nel 2007 le mie figlie volevano studiare i manga, erano adolescenti. Da papà protettivo quale sono, ho detto: "No, da sole non vi mando. Vi organizzo io un campo estivo di una settimana".
Il clima che si è respirato in quella scuola era l'ideale. Da lì è nato tutto, poiché l'abbiamo riproposto anche gli anni successivi.
Nel 2010 abbiamo avuto 300 studenti e abbiamo aperto il primo corso accademico d'europa sulla tecnica manga. Poi, a seguire, ci sono stati i viaggi in Giappone, e abbiamo anche ricevuto l'esclusiva da parte della Yoyogi Animation Gakuin, la maggiore Accademia di questo tipo in Giappone; si trova a Tokyo, ci riconosce per contratto come suo unico partner europeo.
A livello di unione europea, noi siamo l'unico contatto per tutti gli studenti interessati; al momento abbiamo studenti italiani e svizzeri, ma stiamo organizzando corsi preparativi a Parigi e a Londra, della durata di 3-4 giorni, per far andare poi gli allievi in Giappone.
Nel frattempo arriva a sedersi al nostro angolo anche Misao-san, la mangaka che insegna presso l'Accademia e che parla solo giapponese.

AnimeClick.it: Dopo che si è terminato il corso, che cosa si può intraprendere a livello di sbocchi professionali?
Nicola Ronci: i corsi estivi sono di tipo introduttivo. Sono intensivi, certo, ma si tratta pur sempre soltanto di una settimana.
E' come se mi iniziassi un corso di pianoforte che dura sette giorni; naturalmente imparerò la scala delle note e forse anche a suonare qualcosa, ma rimaniamo sempre su un livello molto di base. Il manga è un'arte particolare e specifica, con regole e tecniche molto diverse da quelle del fumetto occidentale.
I corsi estivi sono da frequentare per hobby, sono un clone migliorato di quella prima volta, quando l'organizzammo nel 2007. L'Accademia rilascia un diploma solo dopo il raggiungimento del quarto livello di professionalità, anche se naturalmente rilasciamo attestati per i crediti formativi scolastici.
Esiste poi il corso formativo professionale che dura 7 mesi: i ragazzi vivono dentro la scuola, che si trova vicino a Volterra in un Campus ristrutturato. Il corso dura da novembre a fine maggio: in estate gli allievi lavorano autonomamente su un loro progetto, che poi entro settembre viene portato in Giappone e pubblicato.
La tecnica è giapponese, ma la storia è nostra, ambientata in Italia, magari a Mantova. Se non fosse così, non sarebbe nemmeno interessante, e non solo per un giapponese.
Io voglio che si racconti il nostro quotidiano.
L'editore giapponese non contrattualizzerà mai con un occidentale, viceversa è però molto interessato, se la storia è fatta bene, ad acquistare i diritti di una nostra opera così creata, per provare a pubblicarla. Questa è infatti la linea che abbiamo seguito noi.
Abbiamo una casa editrice attraverso la quale stiamo traducendo i tre migliori manuali giapponesi di tecnica manga, perché li vogliamo portare in italia: la casa edtirice sta crescendo, le stiamo costruendo attorno anche una sua linea distributiva.
Vogliamo portare avanti questa idea, ci crediamo davvero molto. Pensiamo un attimo alla tiratura: un'opera di nicchia in Giappone viene pubblicata in "sole" 50'000 copie, ma per noi anche così si fornisce di che vivere a un bel po' di persone!
AnimeClick.it: Quali sono i vostri progetti futuri?
Nicola Ronci: innanzitutto vogliamo portare il percorso di studi da un anno a due. Si lavora già otto ore al giorno tutti i giorni, sabato e domenica compresi, tranne il lunedì. E' molto pesante, ma non ci sono altri modi per il momento. Vendere un corso di due anni sulla tecnica manga però è attualmente impensabile perchè non ci sono sbocchi professionali sufficienti. In giappone, se un apprendista scopre di non essere capace di disegnare, ma sa inchiostrare, va a fare precisamente quel mestiere. Qua in Italia questo tipo di lavoro non c'è: dove lo mandi?
In questo periodo stiamo selezionando nove persone, a cui parliamo in tutta franchezza, dicendo loro che se sono convinti di voler fare questo mestiere devono starsene lì, a disegnare e lavorare e basta. Niente discoteche, niente pause, nessuna vacanza, nessuno svago, assolutamente niente di niente. Diciamo loro il peggio del peggio, affinché sappiano le difficoltà che si troveranno ad affrontare. L'anno prossimo ne selezioneremo probabilmente altri ventiquattro.
Questo è il primo anno per loro, che stanno già lavorando come pazzi assieme a Misao-san; lei ad esempio produce dalle 60 alle 80 tavole al mese. In Italia in genere sono 15, 20 quando va bene. Io voglio portarle ad almeno 30 o 40.

Rivolgiamo poi la nostra attenzione a Misao-san, dedicandole alcune domande specifiche; Nicola Ronci traduce per noi.
AnimeClick.it: per quale motivo Lei si trova qui in Italia?
Misao-san: perchè la cultura del fumetto qui è molto diversa rispetto al mio Paese.
Sono rimasta molto sorpresa di vedere quanto interesse c'è per il manga qui in Italia!
AnimeClick.it: da quali opere parte la Sua passione per i manga?
Misao-san: ho cominciato quando ero molto piccola con Candy Candy. Inoltre mio padre era un designer molto bravo che lavorava per le moto Yamaha, quindi ho imparato perlopiù da autodidatta.
AnimeClick.it: come è arrivata l'Accademia a contattare proprio Misao-san?
Nicola Ronci: una sua amica abita vicino alla nostra accademia a Volterra, e ne aveva sentito parlare. In seguito l'ha riferito via e-mail a Misao-san, che non vedeva da moltissimi anni.
Quando siamo stati in Giappone Misao-san ha voluto un incontro e ci è piaciuta moltissimo, anzi, ci siamo piaciuti a vicenda. Lei era entusiasta, timidissima, preoccupata di non riuscire a insegnare in una scuola. Le abbiamo detto: "Se vuoi venire, noi ne saremo felicissimi".
E lei ha esclamato: "Yatta!"
AnimeClick.it: Misao-san pubblica anche propri manga in Giappone? E se sì, di che tipo?
Nicola Ronci: sì, naturalmente lei è una mangaka che ha all'attivo alcuni titoli pubblicati in patria. Le sue opere sono di stampo shojo-erotico (smut, ndR), ma non sono importate in italia.
Al termine dell'intervista ci accomiatiamo sia da Nicola che da Misao-san ringraziandoli per il tempo e la disponibilità che ci hanno gentilmente dedicato.
Infine, una di noi confessa in giapponese stentato che Candy Candy è stato anche il suo "mito" di bambina, assieme all'anime di Versailles no Bara, e Misao-san ci risponde: "Oooohh, bellissimo! Anch'io ne leggevo il manga!".
Vi invitiamo dunque a visitare il sito ufficiale dell'Accademia Europea di Manga!
AnimeClick.it: Innanzitutto vorremmo chiederti come è nata l'Accademia Manga.
Nicola Ronci: Nasce quasi per scherzo. Nel 2007 le mie figlie volevano studiare i manga, erano adolescenti. Da papà protettivo quale sono, ho detto: "No, da sole non vi mando. Vi organizzo io un campo estivo di una settimana".
Il clima che si è respirato in quella scuola era l'ideale. Da lì è nato tutto, poiché l'abbiamo riproposto anche gli anni successivi.
Nel 2010 abbiamo avuto 300 studenti e abbiamo aperto il primo corso accademico d'europa sulla tecnica manga. Poi, a seguire, ci sono stati i viaggi in Giappone, e abbiamo anche ricevuto l'esclusiva da parte della Yoyogi Animation Gakuin, la maggiore Accademia di questo tipo in Giappone; si trova a Tokyo, ci riconosce per contratto come suo unico partner europeo.
A livello di unione europea, noi siamo l'unico contatto per tutti gli studenti interessati; al momento abbiamo studenti italiani e svizzeri, ma stiamo organizzando corsi preparativi a Parigi e a Londra, della durata di 3-4 giorni, per far andare poi gli allievi in Giappone.
Nel frattempo arriva a sedersi al nostro angolo anche Misao-san, la mangaka che insegna presso l'Accademia e che parla solo giapponese.

AnimeClick.it: Dopo che si è terminato il corso, che cosa si può intraprendere a livello di sbocchi professionali?
Nicola Ronci: i corsi estivi sono di tipo introduttivo. Sono intensivi, certo, ma si tratta pur sempre soltanto di una settimana.
E' come se mi iniziassi un corso di pianoforte che dura sette giorni; naturalmente imparerò la scala delle note e forse anche a suonare qualcosa, ma rimaniamo sempre su un livello molto di base. Il manga è un'arte particolare e specifica, con regole e tecniche molto diverse da quelle del fumetto occidentale.
I corsi estivi sono da frequentare per hobby, sono un clone migliorato di quella prima volta, quando l'organizzammo nel 2007. L'Accademia rilascia un diploma solo dopo il raggiungimento del quarto livello di professionalità, anche se naturalmente rilasciamo attestati per i crediti formativi scolastici.
Esiste poi il corso formativo professionale che dura 7 mesi: i ragazzi vivono dentro la scuola, che si trova vicino a Volterra in un Campus ristrutturato. Il corso dura da novembre a fine maggio: in estate gli allievi lavorano autonomamente su un loro progetto, che poi entro settembre viene portato in Giappone e pubblicato.
La tecnica è giapponese, ma la storia è nostra, ambientata in Italia, magari a Mantova. Se non fosse così, non sarebbe nemmeno interessante, e non solo per un giapponese.
Io voglio che si racconti il nostro quotidiano.
L'editore giapponese non contrattualizzerà mai con un occidentale, viceversa è però molto interessato, se la storia è fatta bene, ad acquistare i diritti di una nostra opera così creata, per provare a pubblicarla. Questa è infatti la linea che abbiamo seguito noi.
Abbiamo una casa editrice attraverso la quale stiamo traducendo i tre migliori manuali giapponesi di tecnica manga, perché li vogliamo portare in italia: la casa edtirice sta crescendo, le stiamo costruendo attorno anche una sua linea distributiva.
Vogliamo portare avanti questa idea, ci crediamo davvero molto. Pensiamo un attimo alla tiratura: un'opera di nicchia in Giappone viene pubblicata in "sole" 50'000 copie, ma per noi anche così si fornisce di che vivere a un bel po' di persone!
AnimeClick.it: Quali sono i vostri progetti futuri?
Nicola Ronci: innanzitutto vogliamo portare il percorso di studi da un anno a due. Si lavora già otto ore al giorno tutti i giorni, sabato e domenica compresi, tranne il lunedì. E' molto pesante, ma non ci sono altri modi per il momento. Vendere un corso di due anni sulla tecnica manga però è attualmente impensabile perchè non ci sono sbocchi professionali sufficienti. In giappone, se un apprendista scopre di non essere capace di disegnare, ma sa inchiostrare, va a fare precisamente quel mestiere. Qua in Italia questo tipo di lavoro non c'è: dove lo mandi?
In questo periodo stiamo selezionando nove persone, a cui parliamo in tutta franchezza, dicendo loro che se sono convinti di voler fare questo mestiere devono starsene lì, a disegnare e lavorare e basta. Niente discoteche, niente pause, nessuna vacanza, nessuno svago, assolutamente niente di niente. Diciamo loro il peggio del peggio, affinché sappiano le difficoltà che si troveranno ad affrontare. L'anno prossimo ne selezioneremo probabilmente altri ventiquattro.
Questo è il primo anno per loro, che stanno già lavorando come pazzi assieme a Misao-san; lei ad esempio produce dalle 60 alle 80 tavole al mese. In Italia in genere sono 15, 20 quando va bene. Io voglio portarle ad almeno 30 o 40.

Rivolgiamo poi la nostra attenzione a Misao-san, dedicandole alcune domande specifiche; Nicola Ronci traduce per noi.
AnimeClick.it: per quale motivo Lei si trova qui in Italia?
Misao-san: perchè la cultura del fumetto qui è molto diversa rispetto al mio Paese.
Sono rimasta molto sorpresa di vedere quanto interesse c'è per il manga qui in Italia!
AnimeClick.it: da quali opere parte la Sua passione per i manga?
Misao-san: ho cominciato quando ero molto piccola con Candy Candy. Inoltre mio padre era un designer molto bravo che lavorava per le moto Yamaha, quindi ho imparato perlopiù da autodidatta.
AnimeClick.it: come è arrivata l'Accademia a contattare proprio Misao-san?
Nicola Ronci: una sua amica abita vicino alla nostra accademia a Volterra, e ne aveva sentito parlare. In seguito l'ha riferito via e-mail a Misao-san, che non vedeva da moltissimi anni.
Quando siamo stati in Giappone Misao-san ha voluto un incontro e ci è piaciuta moltissimo, anzi, ci siamo piaciuti a vicenda. Lei era entusiasta, timidissima, preoccupata di non riuscire a insegnare in una scuola. Le abbiamo detto: "Se vuoi venire, noi ne saremo felicissimi".
E lei ha esclamato: "Yatta!"
AnimeClick.it: Misao-san pubblica anche propri manga in Giappone? E se sì, di che tipo?
Nicola Ronci: sì, naturalmente lei è una mangaka che ha all'attivo alcuni titoli pubblicati in patria. Le sue opere sono di stampo shojo-erotico (smut, ndR), ma non sono importate in italia.
Al termine dell'intervista ci accomiatiamo sia da Nicola che da Misao-san ringraziandoli per il tempo e la disponibilità che ci hanno gentilmente dedicato.
Infine, una di noi confessa in giapponese stentato che Candy Candy è stato anche il suo "mito" di bambina, assieme all'anime di Versailles no Bara, e Misao-san ci risponde: "Oooohh, bellissimo! Anch'io ne leggevo il manga!".
Vi invitiamo dunque a visitare il sito ufficiale dell'Accademia Europea di Manga!
Così come stanno adesso le cose il manga occidentale non avrebbe alcuna chances ma....quel che stanno facendo queste persone è cominciare a mettere le basi per far si che il cambiamento avvenga!
Ed è assurdo (a parer mio) impuntarsi nel credere che sia tutto vano e tutto impossibile. Sono più che certo che.....presto o tardi il fenomeno si allargherà e sarà merito di persone come queste, che vogliono far cambiare le cose
sappiate perdonarmi, sono ancora acerba come aspirante disegnatrice e conoscitrice di questo mondo così vasto.
però questo è il mio sogno. ho grande fiducia nei miei insegnanti, nelle persone che lavorano a questo progetto, e spero, in futuro, di riuscire a raggiungere delle capacità tali da permettermi una pubblicazione in giappone.
chiamatemi sognatrice, ingenua, idolatra, invasata, ignorante, fallita, ma voglio poter dimostrare alle persone, come voi, che reputano questo sogno un'utopia, che è possibile.
non mi interessa di essere sfruttata. sono disposta a rinunciare a TUTTO, pur di realizzare questo mio sogno.
vi chiedo ancora scusa per essermi permessa di dire cose che vanno oltre la mia portata.
E sì, sono una studentessa dell'Accademia.
http://www.dimensionefumetto.it/articoli/numero11/manga.htm
E' evidente che i suddetti autori non siano gli ultimi arrivati, e che il loro stile di disegno sia diverso da quello classico giapponese. L'articolo cita pure il Centro fumetto Andrea Pazienza, ergo dovrebbe essere abbastanza recente.
Come in tutte le cose, ci vuole fortuna, e soprattutto devi essere capace. Per favore, siate originali!
@WanderingMarauder
non so quanti anni tu abbia, posso dirti che io alle superiori adoravo i manga e desideravo pubblicare in Giappone, poi ho scoperto il fumetto in generale, e sto cercando il mio stile e il mio modo per narrare le storie che voglio raccontare, leggendo il più possibile e anche cercando di leggere quello che non mi piace.
Mi sono informata e i miei insegnanti mi hanno parlato dei vari mercati del fumetto, e c'è ben poco da fare ma sono tutti bene o male in crisi, e stanno cercando di superare e sperimentare nuovi modi per poter continuare a pubblicare.
Bonelli in Italia pubblica i classici come Tex e Dylan Dog, che vendono, e sperimenta proponendo miniserie giovanili, palestra per lettori ed autori. Il mondo della media editoria sta iniziando ad emergere, vedesi Tunuè, Renoir Comics e Bao Publishing, se supereranno il momento mantenendo la loro fetta di mercato potrebbero anche, prima o poi, pubblicare autori italiani, e la Tunuè lo sta facendo, e con buoni risultati.
Poi in realtà vedendo le vendite in fumetteria ti accorgerai che i manga vendono molto, costano di meno, attirano più giovani, non saprei che altro dire al riguardo, se non che noi siamo una generazione ibrida, siamo nati tra i cartoni animati giappo e non, e le prime cose che compriamo a fumetti sono di solito le versioni a fumetti dei nostri cartoni preferiti, e questo non ce lo toglierà nessuno.
Il mercato americano se ne è accorto da tempo, infatti nell'ambito marvel/DC/supereroi si vedono da almeno 10 anni disegni con influenze non realistiche nelle loro produzioni. Inoltre anche l'America pubblica manga, e ci sono una miriade di case editrici che hanno creato la loro fettina di mercato e propongono serie nuove e cercano sempre novità. Per non parlare delle graphic novel (spero tu sappia cosa sono, sennò guarda la def. su Wikipedia "romanzo grafico", va abbastanza bene), dove la libertà di generi è veramente ampia, basta vedere un prodotto come Scott Pilgrim.
La Francia invece è come un'altalena, molti italiani lavorano lì sia per i buoni pagamenti (così come negli States), sia per le maggiori possibilità di pubblicazione.
Vabbè, non tutto ciò che esce dalla Francia è di qualità, ma capita in ogni mercato, certo è un buon posto anche per provare come coloristi, sempre ricercati.
Il Giappone da quel che so tende ad esportare e a non importare, è un mercato chiuso (ovviamente quello delle riviste a grande distribuzione), escludendo le opere che fuggono la logica dello sfruttamento a contratto da parte della casa editrice.
Questo è quel poco che so, se qualcun'altro vorrà correggermi faccia pure, spero di non aver sparato troppe castronerie.
Insomma, informati, chiedi alle persone di cui ti fidi e cerca per conto tuo, cerca di guardare il maggior numero di siti d'informazione, se vuoi pubblicare è importante conoscere il mercato per cui vuoi proporti, e quello giapponese è il più tosto, inutile mentire.
Alla Fiera del libro di Bologna gli editor giapponesi non ricevono mai senza appuntamento, non guardano portfoli e sono li sono per vendere, e qualche volta comprare qualche libro illustrato estero (è una fiera dell'illustrazione ma ci sono anche alcune case editrici, questo è l'elenco:
http://www.bolognachildrensbookfair.com/catalogue/exhibitors/p_1?Iniziale=-1&Espositore=&Nazione=GIAPPONE&Settore=-1&Destinazione=-1&submit=Ricerca).
Se prima sono stata Str***a ti chiedo scusa, mi infervoro non poco in certi discorsi.
Non posso che darti un grosso in bocca al lupo, se questo è quello che davvero vuoi fare, disegna e partecipa ai concorsi, sii te stessa quando disegni, non farti gabbare da chi fa facili promesse, che nel mondo dell'editoria non ce ne sono pochi, e ricordati che è vero, è importante seguire i propri sogni, ma conta anche mangiare!
Grazie! ^^ Non posso non concordare col tuo discorso "paradossalmente in stili di disegno abbiamo molta piu libertà artistica noi ke i giapponesi!!!", e anche con l'idea di sfruttamento che giace nella proposta lavorativa, che in un certo senso è la logica che viene applicata da certe testate nei confronti dei loro autori (Toriyama in Dragon Ball è un esempio, la serie doveva finire con Freezer, e lo stesso per Inuyasha).
E poi, io ho 23 anni, non posso sperare che "un giorno il mercato cambi", perchè nel frattempo ci devo campare col mio lavoro! Se io voglio pubblicare devo propormi per il mercato che c'è ora, e chi sta iniziando a studiare DEVE seguire il mercato per trovarsi pronto/a nel momento in cui dovrà affrontarlo. ^^
La prima volta che sentii parlare di Graphic Novel, fu su un articolo riguardante Will Eisner, e lo lessi tradotto in "Letteratura Illustrata".
Secondo me, è un termine a dir poco MAGNIFICO per identificare quel tipo di fumetto e che rende meglio l'idea...
Bonelli attualmente è in rosso su molte testate e le nuove generazioni (parliamo di quelli che negli anni 90 non leggevano manco un fumetto) difficilmente potranno appassionarsi.
Il mercato dei fumetti (non parliamo neanche di quello culturale) è cambiato moltissimo in Italia e nel mondo: negli anni '60 noi eravamo i fumetti del popolo, i fumetti dei rivoltosi, dei disagiati, degli idealisti, dei cinici, degli sfigati, eravamo i fumetti di quelli che attualmente vengono indicati "i commmmunisti" e abbiamo insegnato al mondo intero un nuovo modo di far fumetto. Ora non siamo più nulla, colpa di noi che ci siam addormentati sugli allori, colpa dell'imbovinamento dello status quo popolare (è un estremismo, lo so).
Quello che i fumettisti, sopratutto quelli troppo giovani e quelli troppo vecchi, dovrebbero capire è che siamo una manica di straccioni qui.
Poi ragazzi, io pagerei un rene per saper disegnare bene come anche il peggior autore shonen giapponese, ma non per questo sento di dover entrare in una specie di perversa "ideologia fumettistica giapponese".
Per coinciso, non esiste né esisterà mai un euromanga o un manga italiano "puro", l'ibrido è quello a cui si può e deve puntare (e non parlo di stile o storia o che, parlo di prodotto).
per la tua ultima frase meriti la mia stima più totale e un abbraccio virtuale, ho raggiunto la pace col mondo e ora sono felice, lo giuro! (nonostante abbia appena visto il trailer di POTC 4 e lo scempio del mio Barbossa, ma vabbè)
Il tuo ragionamento su Bonelli mi porta a chiedermi come faccia Tex a vendere ancora, e soprattutto la ristampa a colori, o anche Zagor, e tenendo conto che il suo non è un ente di beneficenza...e come faccia Bonelli a continuare a tenere aperta la baracca..
Per la questione vendite avevo sentito che erano andate bene per Volto Nascosto (addirittura meglio del previsto, nell'intervista allo sceneggiatore diceva che nello stesso periodo di uscita vendeva di più di Magico Vento! O_O).
Forse vuole approfittarne per "sondare il terreno" per vedere i gusti dei lettori attuali, poi vabbè c'è Enoch che penso sia la cosiddetta "eccezione che conferma la regola"..
Però mi aveva stupito il primo numero di Greystorm, decisamente "nuovo" come segno/idea/eccavolatevarie (ma non l'ho più preso per mancanza di interesse ç__ç).
Purtroppo adesso non ci sono "grandi autori" come quelli "di una volta" (che brutta frase da nonna!), che ci hanno fatto solcare il mare della popolarità e dell'innovazione, Pratt, Battaglia, Buzzelli, Crepax, fa strano dirlo ma quando li leggo mi mancano, perchè quello che raccontano è ancora vivo e palpitante, mentre loro non ci sono più da almeno 10 anni...ç__ç
"Forse non capite che un autore Bonelli prende 40 Euro a tavola quando i volumi vendono cifre di centinaia di migliaia di unità"
Quella è la cifra che prende chi fa le serie "scrause" (leggesi serie minori che vendono poco, credo comprenda Brad Barron e company), chi lavora su Tex, e te lo garantisco per sentito dire da chi ci lavora/ha già lavorato, prende oltre il centino (però fa Tex "vita natural durante": cavalli, deserti, pistole/rottami del 1800, ancora cavalli cavalli e cavalli, omini che sparano, donnine ogni morte di papa, e ancora cavalliiiiiiiiiiiiii).
Dopo aver fatto cavalli in circa 8 pagg di una vecchia storia per un esame, posso dire che sia 'na cosa infameeeee! la peggiore minaccia che puoi fare a un fumettista! D:
Il peggio è che mi ci vorrà un'altra storia per imparare definitivamente a farli ç__ç
Per il resto, da che scuola vieni? Quella di via Savona (milano)?
Comunque, come scrissi all'inizio, Bonelli è una azienda famigliare molto vecchia, con anche diverse arretratezze (il lettering si fa ANCORA A MANO, la presunta chiusura di Legs causa omosessualità non dichiarata dalla protagonista, ecc...), oltretutto fatica a gestire i suoi brand più famosi (tipo la nuova autocensura prevede che in Dylan Dog non compaiano suore e portatori di handicap, elementi che fecero il successo dei primi numeri di Sclavi).
Perdonate comunque l'OT pauroso.
Non capisco perche' ti scusi, non hai insultato nessuno, hai semplicemente difeso una tua opinione legittima per quanto impopolare. Tutti noi qui saremmo felici di sbagliarci e che le prospettive per gli aspiranti fumettisti fossero meno tragiche di quanto ci sembra. Purtroppo pero' e' difficile essere ottimisti. E' bello che tu spenda soldi, tempo ed energie in cose in cui credi, un po' meno bello che qualcuno di guadagni sopra
Come storia mi è piaciuto parecchio, ma come disegni e scelte narrative mi veniva da dire "un mese di allenamento e farò senz'altro di meglio", e io sono uno di quelli che se dice un termine è perchè si conosce abbastanza da sapere i propri limiti...
Insomma, ci credo che poi non vende, i disegni sono inguardabili!
Però ho notato che nelle mini serie invece sono più curati...
@Dark_Emperor: verissimo, in Francia i pagamenti sono onesti, è che per la situazione italiana Bonelli risulta, nel bene o nel male, un'"isola di salvataggio", poi vabbè si possono ricamare un sacco di discorsi pro e contro. XD
Scuola? in che senso? O.O se intendi cosa studio, io studio fumetto e illustrazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna. ^^
Non studio (ancora) in scuole private, vedrò in futuro se riesco a mettere soldi da parte.
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