Interviste a Marco Schiavone di JPOP e Paolo Gattone di Goen

Antonio Perra ha pubblicato sul sito di ComicsBlog un paio di interessanti interviste a Paolo Gattone, direttore editoriale di GOEN, e a Marco Schiavone, CEO di Edizioni BD e direttore editoriale di JPop.
Riporteremo sulle nostre pagine solo alcuni brevi estratti e in particolare ci focalizzeremo su alcune domande presenti in entrambe, in quanto le differenti risposte possono dare alcuni buoni spunti di discussione.
Tuttavia le interviste complete offrono altri passaggi interessanti e svelano alcuni titoli in anteprima, da noi tra l'altro brevemente elencati nella rubrica di 'pillole' dagli editori italiani di manga. Per questo motivo vi consigliamo vivamente di leggerle, i link li trovate anche tra le fonti a questo articolo.
Come avviene solitamente la procedura di acquisto dei titoli in Giappone? Contatti l’editore, fai un’offerta, si partecipa a delle aste? Si sente spesso dagli addetti ai lavori che gli editori giapponesi sono piuttosto “schizzinosi” e selettivi nella scelta dei loro partner esteri…
Paolo Gattone: Eh, ma questa è una domanda da un milione di euro! Partiamo dal presupposto che non è facile trattare con i giapponesi. Con loro valgono criteri di anzianità e fiducia. Bisogna avere una lunga militanza nel campo e proiettare un’immagine di grande solidità aziendale per poter lavorare con loro. Questa fiducia, però, viene ripagata con il tempo da un rapporto molto forte, che, per esempio, con GOEN ci ha permesso di bruciare le tappe, arrivando in soli sei mesi di pubblicazione a lavorare con alcune delle più prestigiose case editrici giapponesi, e a pubblicare grandissimi autori, come Osamu Tezuka, Yumiko Igarashi, Riyoko Ikeda. Per acquistare un titolo devi sapere a chi chiedere (alla casa editrice, a un agente che fa da intermediario, a volte all’autore stesso), poi devi intavolare una trattativa composta da mille sfumature, non solo dall’offerta in sé e per sé. Ci sono editori che raccolgono offerte, raramente qualche asta, altri che ti affidano un autore o una serie perché ritengono il tuo parco testate adatto o perché sei in grado di garantire una certa qualità di edizione. Per tutta una serie di motivi, GOEN è oggi considerata molto positivamente dai partner asiatici e questo ci riempie d’orgoglio, perché presto avremo accesso anche alle più blasonate case editrici giapponesi. Una piccola anticipazione? Presto in nostri primi titoli da Kadokawa Shoten, Shogakukan, e…
Marco Schiavone: Credo che gli editori giapponesi tendano a lavorare ognuno con i pochi soggetti che ritiene affidabili perché essendo lontani ogni diatriba o vertenza sarebbe molto costosa da seguire. Ed è indubbio che nella pur piccola storia dell’editoria italiana vi sono stati diversi casi di personaggi, diciamo creativi, che ai pagamenti puntuali preferivano le favole. Per quanto riguarda le aste, queste sono rare, poiché difficilmente l’editore giapponese decide soltanto in base al denaro offerto, come invece succede più frequentemente con gli editori americani. La situazione economica attuale fa sì comunque che un’offerta generosa da un editore poco conosciuto oggi venga comunque presa in considerazione, mentre poco tempo fa, ricordo i nostri inizi, non veniva neanche raccolta.

Apparentemente il nostro piccolo mercato sembrerebbe saturo di proposte ed editori, eppure, quasi ciclicamente nascono nuove realtà editoriali che attingono al serbatoio di manga giapponesi, manhwa coreani e, anche se in minor misura, perfino ai manhua cinesi… Da una parte, quindi, gli editori lamentano la crisi delle vendite, dall’altra si è creata una situazione anomala in cui l’offerta è maggiore della domanda. Nonostante questo, i prezzi delle pubblicazioni rimangono alti. Cosa succede nel mercato e come deve organizzarsi un editore per rimanere competitivo?
Paolo Gattone: Credo che un editore debba crearsi un’identità per cercare di conquistare la fiducia dei lettori e dei rivenditori. Dal canto nostro abbiamo cercato di rispettare alcuni criteri: qualità di edizione, prezzi il più possibile contenuti, collane dall’identità precise (pescando anche nei classici), regolarità nelle uscite, aumento progressivo (e non eccessivo) delle uscite. Le nostre promozioni hanno dato buon esito e, seppure siamo ancora giovani, le prospettive per sopravvivere nel mercato sono altrettanto buone. Credo che la pluralità di operatori nel settore crei qualche confusione, ma la concorrenza è sempre uno stimolo positivo per migliorare, e un’opportunità per i lettori che hanno un grande ventaglio di scelte. Forse oggi il problema principale dei troppi operatori di settore è che per accaparrarsi un titolo o un autore famoso si arrivano a spendere cifre folli. Si vende meno della metà di tre anni fa e a volte si offrono cifre triple o quadruple rispetto al passato. Ciò fa sì che spesso vengano acquistati titoli con offerte molto al di sopra delle reali possibilità di vendita e il rischio di non pareggiare nemmeno diventa concreto prima, la norma poi.
Marco Schiavone: La situazione è molto anomala e ricorda per certi versi il mercato delle librerie di varia: all’abbassarsi della domanda, gli editori moltiplicano la loro offerta, sia per intercettare comunque un lettore interessato, sia per sostenere il loro fatturato, seppure con un numero di copie vendute a titolo più basso. Questo genera parecchi problemi: se tre anni fa, per esempio, vendevo 3000 copie a titolo per dieci titoli, e oggi per vendere 30.000 copie devo fare uscire venti titoli, questo vuol dire che il fatturato è più o meno lo stesso, ma il margine è azzerato e si sta lavorando a margine basso o nullo, con grossi rischi per tutti i fornitori. Non aiuta inoltre una fase di stagnazione che rende impossibile aumentare i prezzi dei volumetti (così come le tariffe di molti collaboratori). Oggi rispetto al 2006 la benzina costa il 20% in più, e aumenti simili hanno avuto il caffè al bar, o i quotidiani. E la carta per stampare i nostri volumetti, i cui prezzi però sono rimasti invariati, perché ci rendiamo conto che già così i nostri lettori fanno fatica a potersi permettere tutto quello che vogliono leggere.

Quando si parla di “materiali” inviati dal Giappone, in concreto di cosa si tratta? Di tankobon da “squartare” e scansionare in casa, di tankobon già “squartati”, di materiale già scansionato in Giappone e inviato su CD, copie dei file originali dello stesso autore (in caso questo lavori al PC)? Se le opzioni sono tutte previste, quale di queste è la più frequente?
Paolo Gattone: Tutto quello che hai citato. A volte scansioni albi, a volte hai i materiali, se disponibili (a caro prezzo). In generale il mix più frequente è file digitali su CD per le pagine a colori e scansioni da volumetto originale per il b/n (per questo bisogna avere una grande esperienza con lo scanner e buone competenze informatiche).
Marco Schiavone: Di solito ci vengono proposti i materiali di stampa archiviati dal tipografo giapponese. Questi a volte sono compressi, immaginiamo per motivi di spazio, perdendo qualità rispetto all’edizione originale. Quando non siamo sicuri di questa qualità, o quando ci viene chiesto di pagare un prezzo sproporzionato, preferiamo operare con le scansioni dei volumetti originali, perché questo ci consente poi di operare direttamente e lavorare i files per ottenere il miglior risultato possibile. A volte questo non ci viene consentito e siamo obbligati a usare i materiali originali, anche quando questi non sono buoni.
Quante copie deve vendere un titolo in Italia per essere considerato un “successo editoriale”? A questo proposito, quali sono i titoli del vostro catalogo che attualmente hanno ricevuto dal pubblico un’accoglienza più immediata e/o favorevole?
Paolo Gattone: Il successo di vendite si misura sull’aspettativa che ha ogni editore, parametrato sull’offerta fatta, sui costi di struttura, sui costi di edizione, sull’importanza strategica del titolo. Non esiste una risposta precisa: un titolo che vende 1000 copie può essere un successo (anche economico), mentre uno che ne vende 5000 può rappresentare una perdita secca. Nel nostro catalogo abbiamo ricevuto una sorpresa estremamente positiva per “ Tyr Chronicles”, mentre vanno bene i titoli legati per alle promozioni, “Yoichi – Professione samurai” e “ Sakura Mail”. La MIRAI COLLECTION ha subito un (prevedibile) balzo in avanti con il “ The Saint Comes at Midnight” di Masaomi Kanzaki. I classici si mantengono in costante progressione, con incoraggianti risultati per “ Koronde Pokkle” e per “Lady!!”, che era partito un po’ piano, ma sta recuperando alla grande.
Marco Schiavone: Quando ho iniziato a costruire JPop il mio distributore mi aveva dato 3000 copie come barriera da superare per rendere un titolo soddisfacente dal punto di vista commerciale. Credo che questa cifra si sia forzatamente abbassata, per tutti. Dei nostri titoli in corso, direi che Defense Devil e Saint Seiya Next Dimension sono quelli che godono del pubblico più ampio, dietro di loro ci sono Haruhi Suzumiya, Full Metal Panic, Cyborg 009, Wolf Guy, Sun Ken Rock, Zelda e subito dietro Attack No.1, The Climber, Loveless e Nabari.
Proprio in riferimento a questo argomento, pensi che la via dell’abbandono della carta come supporto per la lettura sia già segnata? Non si rischia, invece, di dare ancora maggior impulso alla pirateria? Mi spiego meglio: mettendo da parte l’ovvio fattore legale, qual è il valore aggiunto di un’edizione a pagamento tradotta ufficialmente rispetto a quella comunque immateriale, praticamente “usa e getta”, degli scanlator navigati, che probabilmente riescono a renderla disponibile anche più rapidamente?
Paolo Gattone: Sono un grande appassionato di nuove tecnologie e seguo con attenzione l’evolversi dell’editoria digitale, ma penso che sia ancora presto per la diffusione di massa del manga digitale. Esistono problemi oggettivi: gli iPad costano tanto, la Apple applica una rigida politica di censura, molti editori giapponesi sono interessati a controllare direttamente il business. Infine, secondo me, la nicchia di lettori italiani appassionati di manga preferisce il fascino della carta stampata. In più l’italiano medio non è portato a pagare quello che può avere gratuitamente, anche se con qualche espediente, tanto più che spesso il lavoro degli scanlator è anche migliore di quello dei professionisti.
Marco Schiavone: Se mettiamo da parte l’ovvio fattore legale, anche acquistare un’auto da un concessionario ha poco valore aggiunto rispetto a rubarne una in mezzo a una strada… ed è anche più noioso. Scherzi a parte, la mia idea è che l’edizione digitale possa essere un ottimo sistema per provare titoli da acquistare poi cartacei quando convinti della bontà degli stessi. Quindi per chi è indeciso credo sia meglio spendere pochi centesimi e provare a leggere un fumetto tradotto correttamente e con le grafiche adattate da professionisti. A me capita spesso di guardare scan di serie non ancora edite, per cercare di capire meglio di cosa parlano mentre aspetto che qualche mio traduttore mi prepari una scheda e un riassunto. Ho usato “guardare” appositamente, perché a volte quello che leggo non ha molto senso, per cui aspetto poi di capire meglio quanto mi risulta nell’immediato totalmente sconclusionato. Per quanto vi sia innegabile passione dietro molte scan, mi chiedo quanti lettori non abbiano mai preso in considerazione alcune serie solo perché passati prima da scan approssimative…
Fonti:
- intervista a Paolo Gattone
- intervista a Marco Schiavone
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2) Messaggio scritto da SUTAMANDRUS (anonimo) il 01/08/2011 alle 16:13 Questo Marco Schiavone mi sembra una persona con la testa sulle spalle che, nonostante sia considerato in termini di qualità e rapporto qualità/prezzo, uno dei milgiori editori di manga in Italia, ha comunque più volte manifestato rispetto nei confronti di noi lettori ... Complimenti ... 9 0 
19) Messaggio scritto da JJJ (anonimo) il 01/08/2011 alle 21:15 Le scan hanno rovinato il mercato, è inutile girarci intorno: non credo che chi legge scan di 20 manga poi compra tutte e 20 le edizioni cartacce ( se esistono in italiano). Prima delle scan , a fine anni 90 il manga più scarso e impopolare vendeva in edicola la media di 10.000 copie. Adesso un manga di successo ne vende 3000. Fate voi i conti. 2 5 
23) Messaggio scritto da JJJ (anonimo) il 01/08/2011 alle 23:05 @Erokira Non diciamo eresie: se le auto si potessero scaricare da internet senza alcun rischio di finire in galera , i concessionari chiuderebbero all' istante! Magari qualcuno che compra tutto quello che legge in scan c'è, ma il 90% dei lettori , se può leggere senza pagare, lo fa e basta. E questo deve capirlo anche Tacchan, che 11 anni fa le scan non c'erano e se uno voleva leggere un manga se lo doveva comprare , punto. Ed anche perchè non c'erano le scan, c'era più fame di manga. Oggi quando un titolo arriva in Italia c'è già una bella fetta di lettori che se lo è già letto scanlato in italiano e inglese, e questo porta a una svalutazione del prodotto, e quindi ad evitare l'acquisto. La stessa cosa che accde con il fan sub che ha letteralmente ammazzato il mercato televisivo e dell' home video. Certo, potremmo stare ore e ore a discutere se le scan o il fan sub rovinino o meno il mercato, ma di una sola cosa siamo certi, dei fatti. E i fatti dicono che da quando si sono diffusi il fan sub e le scan il rispettivi mercati editoriali sono andati progressivamente a gambe all' aria. Una strana coincidenza, non trovate? 0 2 
28) Messaggio scritto da Sutamandrus (anonimo) il 02/08/2011 alle 12:01 Mah ... sinceramente ho sempre l'impressione che la gente parli tanto del mercato del fumetto senza sapere esattamente come funzionano le cose ... ma solo per idee comuni.
Punto 1: in Italia si moltiplicano le fumetterie, però, a differenza di altri mercati, nel nostro paese vorrebbero essere trattare come librerie, ma spesso sono gestite da amanti e lettori che con i soldi di papà e mamma aprono un'attività senza avere le competenze commerciali per gestirla. Il numero di fumetterie operanti nel nostro paese è pressoche invariato perché con la rapidità con cui aprono, altrettanto rapidamente chiudono per incapacità professionali (vedi ordini inoltrati a casaccio con copie e copie di fumetti che restano a marcire sugli scaffali, senza poi avere la liquidità per recuperare gli arretrati mancanti che vendono meglio). Fortunatamente ci sono anche persone che oltre ad avere la passione sanno come muoversi e compiono scelte commerciali oculate: ci sono fumetterie storiche che esistono da anni con gestori altamente competenti, che sarebbe giusto premiare e riconoscere come VERE librerie, quali sono.
Punto 2: è verissimo che l'offerta si sta ampliando sempre di più ma consideriamo alcune cose. Nuovi editori nascono perché il mondo del fumetto è un mondo di nicchia che gode di un pubblico fedele (ossia un numero di lettori nazionali abbastanza costante) che può permettere di fare qualche soldo. Gli editori hanno aumentato di molto la loro produzione perché ormai le copie medie vendute ad uscita si sono fortemente ridotte. Se prima con 5 uscite di poteva vendere cumulativamente sulle 30.000 copie, ora per vendere lo stesso numero di copie servono 15 uscite ... Al giorno d'oggi sono pochissimi i manga che superano le 1.500/2.000 vendute.
Punto 3: il fatto che scans e fansub rovinino il mercato ha un fondo di verità. Consideriamo sempre che editare anime e manga ha costi elevati (soprattutto per gli anime) e per rientrare di questi costi l'editore deve sempre fissare un prezzo al pubblico ipotizzando già certi livelli di vendita e determinati sconti da applicare alla distribuzione. Immagino che normalmente l'editore si trattenga il 40-50% del valore di copertina per coprirsi i costi. Capisco anche io che 24.99 per un DVD siano tanti ... e sia molto più comodo scaricare e non pagare ... così facendo però il livello atteso di vendite si riduce e non viene raggiunto. RISULTATO: editori di anime chiudono, spariscono e i pochi che sopravvivono lo fanno grazie ad accordi particolari con TV o grandi distributori cinematografici. Stessa cosa per i manga ... perché spedere 5,90 quando posso scaricare gratis? ma così facendo, se l'editore ha previsto vendite per 3.000 irschia di non vedere raggiunto l'obiettivo => ad un calo delle vendite, fatti fissi i costi, giocoforza bisogna aumentare i prezzi, altrimenti non è economico editare manga ...
Detto tutto questo, il mio parere personale e ovviamente NON condivisibile è che il Italia il mercato del fumetto sia una nicchia della nicchia ... relativamente instabile. La possibilità di leggere senza pagare è troppo allettante e per molti titoli medi questo può voler dire mancanza di economicità nell'essere editati, in quanto gran parte dei lettori viene perso. NON NASCONDIAMOCI DIETRO AD UN DITO ... dei lettori di scans si e no il 40% comprerà anche la versione cartacea ...
Mah ... Vederemo cosa ci riserva il futuro ... 1 0 
30) Messaggio scritto da JJJ (anonimo) il 02/08/2011 alle 13:21 Io vorrei solo far notare che da quando ci sono le scan il mercato Globale dei manga in Occidente ha subito un ribasso continuo di anno in anno. Sarà un caso anche questo? Ryogo fa l'esempio di lui che ha comprato Bakuman grazie alle scan, ma chissà quanti che leggono a sbafo Bakuman perchè " si , è carino ma preferisco spendere quei soldi in altri manga" mentre invece se le scan non esistevano lo avrebbero comprato perchè privi di altri metodi per leggerlo? E nessuno sembra notare, a parte Sutamundrus, che il mercato invece di espandersi si stà in realtà contraendo. Le uscite in edicole si stanno desertificando, e ormai gli editori campano pubblicando manga con tirature ridicole a prezzi alti , aumentando le uscite e saturando il mercato. Mi chiedo quanto durerà prima che il mercato collassi. Se questo per voi è un segno di salute del mercato... 0 0 
32) Messaggio scritto da Sutamandrus (anonimo) il 02/08/2011 alle 14:57 Concordo sul fatto che il mercato sia drasticamente cambiato: ai tempi della prima edizione blu di DB targata StarComics si tendeva a prendere tutto, almeno il primo numero, ed in caso proprio non piacesse ci si fermava. Diciamo che magari in 10 prendevano il primo numero ... in 4 lo abbandonavano ed in 6 continuavano a leggerlo. Ora è già difficile che in 4 prendano il primo numero ... e questo mette in seria difficoltà gli editori. Consideriamo che i costi per editare manga stanno costantemente aumentando: carta, stampa, traduzioni, lettering ... per non parlare della distribuzione. La distribuzione è un vero SERVIZIO che l'editore acquista: e spesso se un manga funziona o meno è proprio merito della distribuzione, che credendo in un titolo lo spinge anche limandosi il proprio margine, per puntare ad un incremento delle vendite per i numeri successivi ... Per un editore è meglio una parabola discendente piuttosto che partire subito zoppi sin dal primo numero ... con vendite bassissime. Un tempo i manga avevano edizione standard da edicola ... poi col tempo si è iniziato a distinguere tra quelli che potevano andare in edicola e quelli che dovevano essere relegati al canale fumetterie. Esempio? Vampire Knight nella sua prima edizione era un titolo da sola fumetteria ... poi viste le buone vendite presumo che la nuova edizione DELUXE sia stata ideata per portarlo anche in edicola ... La sensazione è che se un tempo si provava almeno il primo numero, ora con le scans si rischia che molti comprino solamente il Naruto della situazione ... lasciando il resto e leggendoselo a scrocco ... Concordo inoltre sull'errato comportamento delle fumetterie: serie on-going = tenere arretrati in negozio. Serie finita = dimenticarsene ... circolo vizioso senza uscita ... Occhio RyogGo ... Berserk non ha più una tiratura alta da diversi anni 0 0 
34) Messaggio scritto da Sutamandrus (anonimo) il 02/08/2011 alle 15:09 Beh ... dire che le scans portano al fallimento di editori mi pare abbastanza esagerato ... Diciamo che più innescare un circolo vizioso per cui le vendite anche dei numeri 1 si possono ridurre. molto editore potrebbero essere costretti a razionalizzare le uscite, mantenendo solo quelle che supero una soglia minima di copie ... molti titoli rischiano di restare inediti da noi ... ancor più di oggi ...
Non comprendo invece il problema distribuzione di cui parla Tacchan ... Attenzione che immetere 10.000 copie di un manga nelle fumetterie NON vuole dire vendere 10.000 copie al pubblico ... Mi sembra che la distribuzione cerchi sempre di essere bilanciata ... spingere su quello che vende anche vincendo la diffidenza delle fuemtterie ... e non esagerare su quello che rischia di restare invenduto a scaffale ...
Attenzione ... 0 0 
38) Messaggio scritto da Sutamandrus (anonimo) il 02/08/2011 alle 16:03 @ micheles non è che non voglio capire ... è solo che penso di essere libero di avere una opinione personale e soggettiva diversa da altri in merito ad un argomento ... e non voglio assolutamente convincere nessuno ... Come dice giustamente RyoGo la produzione di fumetti in genere è altissima ... e tutto non si può comprare ... compresi i numeri 1 ... Peò temo che se ora ipotizziamo che di eventuali 150 uscite mese il lettore medio se ne possa permettere diciamo 20 ... è possibile che la comodità ed il risparmio portato dalle scans porti il lettore medio a prendere poi solo 3/5 mese ... Ne scaturirebbe un circolo vizio che colpirebbe gli editore e come un boomerang anche noi lettori. Ripeto: si tratta di una visione personale ( e forse molto pessimistica) della questione, da considerare come tale. Per quanto concerne il discorso distribuzione ... spesso è anche colpa delle fuemtterie che magari si mettono in casa 10 copie di un fumetto di cui possono al massimo venderne 3 ... non avendo poi più spazio per altri titoli di editori "minori" (passatemi il termine) di cui magari ne venderebbero 15 Penso che solo i dati di produzione e vendita a 2/3 anni illumineranno sulla questione 0 0 
45) Messaggio scritto da JJJ (anonimo) il 02/08/2011 alle 19:42 @Micheles Io non mi riferivo allla crisi in Italia, ma nell' intero Occidente, perchè gli editori americani, ad esempio, hanno notato che da quando esistono le scan , le vendite dei manga sono calate drasticamente di anno in anno , non è una cosa che mi sono inventato dall' oggi al domani. Certo, le scan non sono l'unica causa della crisi, ma credo che una bella zampata al cadavere moribondo l'abbiano data eccome. Poi si parla di crisi, di budget insufficiente, però alle fiere vedo sempre più manga e dvd svenduti a metà prezzo, mentre per gadget e SoC sembra ci sia la guerra a chi spara il prezzo più alto. Allora mi viene da pensare che o dei fumetti e anime frega sempre meno ( l'immutabile legge della domanda e dell' offerta) , oppure la gente risparmia un mucchio di soldi su questi ( perchè tanto se li scarica) e coi soldi risparmiati si compra quello che non può scaricare ( gadget e affini). Ovviamente sono tutte considerazioni IMHO 0 0 
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