Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Oggi nuovo appuntamento per il "ciclo" riservato ai lungometraggi. tra i titoli selezionati troviamo Memories, The End of Evangelion e Akira di Katsuhiro Otomo.
Per saperne di più continuate a leggere.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Oggi nuovo appuntamento per il "ciclo" riservato ai lungometraggi. tra i titoli selezionati troviamo Memories, The End of Evangelion e Akira di Katsuhiro Otomo.
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Memories
10.0/10
<b>Sostituita da una versione più recente - grandebonzo</b>
Memories of tomorrow
Questo raffinatissimo trittico sci-fi del 1995, realizzato sotto l’egida di Katsuhiro Otomo, si pone, nella filmografia di questo cineasta, tra il fenomeno di culto Akira e il flop planetario Steamboy. Il maestro si affianca ai due compagni di viaggio, già suoi collaboratori, Tensai Okamura e Koji Morimoto, che dimostrano di avere imparato la lezione: prendono in mano il timone della regia e mettono egregiamente in scena due episodi con impronta molto personale.
”Magnetic rose”, per la regia di Koji Morimoto, è un elegante e surreale psico-thriller d'ambientazione fantascientifica che ci trasporterà ai confini dell'universo a bordo di una nave spaziale per farci incantare e stregare da una fascinosa soprano lirica, liberamente ispirata alla figura di Maria Callas, dal passato misterioso ed enigmatico. Nel cast di questo medio metraggio sono da notare le presenze di Satoshi Kon per la sceneggiatura e di Yoko Kanno per la colonna sonora.
Tensai Okamura realizza “Stink bomb”, una black comedy dai risvolti catastrofici, che vede protagonista un simpatico e imbranato ricercatore chimico, il quale, avendo contratto accidentalmente un virus letale di cui è portatore sano, involontariamente semina morte e panico fra la popolazione della provincia di Tokyo: sarà necessario l’uso di un esercito internazionale per fermare la mina vagante umana. La storia, pur nella drammaticità dell’epidemia, non di meno ci regala scene di humour irresistibile, fornendo non pochi spunti di riflessione socio-politica sull'uso della ricerca medica applicata alla tecnologia militare.
“Cannon fodder” è un autentica prova d’autore firmata dallo stesso Katsuhiro Otomo, che qui sperimenta una nuova tecnica di animazione in cui fa un uso innovativo e intelligente della CG connotato da una forte valenza artistica. L’episodio è il più breve dei tre, ma la sua raffinatezza e la sua ricerca visiva lo pongono a buona ragione a coronamento e chiusura della trilogia. La storia descrive la giornata tipo di una famigliola che vive chiusa dentro una realtà sociale cupa, allucinante e oppressiva in un'atmosfera che ricorda molto quella di "1984". Si tratta di un autentico esercizio di stile e di virtuosismo: un unico, lungo piano sequenza in cui le immagini seguono un flusso continuo e ininterrotto dal primo all’ultimo fotogramma con un tratto dei disegni volutamente sporco ed espressionista.
A chiudere il sipario si trova un trascinante e ritmato motivo techno che schioda lo spettatore dalla sedia e lo incita a ballare.
Considero “Memories” un piccolo capolavoro d’autore: pur nella sua eterogeneità di temi e di stili viene fuori prepotentemente l’originalità, l’innovazione tecnica e la ricerca estetica dei suoi talentuosi autori in una miscela alchemica artisticamente deflagrante, che segna forse il punto più alto della carriera cinematografica di Otomo.
Memories of tomorrow
Questo raffinatissimo trittico sci-fi del 1995, realizzato sotto l’egida di Katsuhiro Otomo, si pone, nella filmografia di questo cineasta, tra il fenomeno di culto Akira e il flop planetario Steamboy. Il maestro si affianca ai due compagni di viaggio, già suoi collaboratori, Tensai Okamura e Koji Morimoto, che dimostrano di avere imparato la lezione: prendono in mano il timone della regia e mettono egregiamente in scena due episodi con impronta molto personale.
”Magnetic rose”, per la regia di Koji Morimoto, è un elegante e surreale psico-thriller d'ambientazione fantascientifica che ci trasporterà ai confini dell'universo a bordo di una nave spaziale per farci incantare e stregare da una fascinosa soprano lirica, liberamente ispirata alla figura di Maria Callas, dal passato misterioso ed enigmatico. Nel cast di questo medio metraggio sono da notare le presenze di Satoshi Kon per la sceneggiatura e di Yoko Kanno per la colonna sonora.
Tensai Okamura realizza “Stink bomb”, una black comedy dai risvolti catastrofici, che vede protagonista un simpatico e imbranato ricercatore chimico, il quale, avendo contratto accidentalmente un virus letale di cui è portatore sano, involontariamente semina morte e panico fra la popolazione della provincia di Tokyo: sarà necessario l’uso di un esercito internazionale per fermare la mina vagante umana. La storia, pur nella drammaticità dell’epidemia, non di meno ci regala scene di humour irresistibile, fornendo non pochi spunti di riflessione socio-politica sull'uso della ricerca medica applicata alla tecnologia militare.
“Cannon fodder” è un autentica prova d’autore firmata dallo stesso Katsuhiro Otomo, che qui sperimenta una nuova tecnica di animazione in cui fa un uso innovativo e intelligente della CG connotato da una forte valenza artistica. L’episodio è il più breve dei tre, ma la sua raffinatezza e la sua ricerca visiva lo pongono a buona ragione a coronamento e chiusura della trilogia. La storia descrive la giornata tipo di una famigliola che vive chiusa dentro una realtà sociale cupa, allucinante e oppressiva in un'atmosfera che ricorda molto quella di "1984". Si tratta di un autentico esercizio di stile e di virtuosismo: un unico, lungo piano sequenza in cui le immagini seguono un flusso continuo e ininterrotto dal primo all’ultimo fotogramma con un tratto dei disegni volutamente sporco ed espressionista.
A chiudere il sipario si trova un trascinante e ritmato motivo techno che schioda lo spettatore dalla sedia e lo incita a ballare.
Considero “Memories” un piccolo capolavoro d’autore: pur nella sua eterogeneità di temi e di stili viene fuori prepotentemente l’originalità, l’innovazione tecnica e la ricerca estetica dei suoi talentuosi autori in una miscela alchemica artisticamente deflagrante, che segna forse il punto più alto della carriera cinematografica di Otomo.
The End of Evangelion
10.0/10
Achille
-
Non dormire per una notte intera dopo avere visto un anime vi sembra pazzia? Tuttavia "The End of Evangelion" non è un anime, ma il vero epilogo di una saga che ha toccato le corde emozionali più sottili dell'animo di una generazione facendovi risuonare una melodia meravigliosa e al contempo struggente. Sono rimasto sgomento di fronte a quest'opera talmente torrenziale da svuotare completamente lo spettatore, che ingoia troppo, davvero troppo - visivamente, concettualmente ed emozionalmente -, fino a essere fagocitato egli stesso dal film.
E' superfluo parlare della realizzazione tecnica, perché la magnificenza dell'opera non è puramente autoreferenziale, ma subordinata allo sviluppo di una conclusione che prorompe apocalittica fino a divenire epica.
Si capisce, adesso, perché non fu possibile dare vita all'epilogo all'epoca della serie, quando, prima degli ultimi due episodi, il caro Anno, entrato nello studio, pare abbia così parlato agli animatori: "Aoh, non c'è so' più soldi... Mo' che c'envetamo"?
Vista la situazione in cui si trovarono non li si può biasimare per quello che riuscirono a ricavare; tuttavia la lacuna lasciata fu immensa.
Il film, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, non si limita a comporre in modo soddisfacente il puzzle, ma colma l'abisso tutto in un istante riuscendo, anzi, a straripare. L'opera lascia sconvolti, risultando, in alcuni momenti, straziante e devastando nei 15 minuti finali la comprensione - già messa a dura prova dalla serie - dello spettatore. Alla fine non saprete più cosa pensare e sarete lasciati completamente disancorati, poiché l'opera, nel suo essere criptica ed enigma, è soprattutto genesi dell'idea dell'arcano e della vita stessa, di spiegazioni che nessuno può dare, e del fluire dell'io all'interno dell'esistenza. Divenendo pura suggestione, il film insinua più di quel che si capisce e attraverso lo sguardo manda in tilt l'intelletto proprio per fare crollare ogni barriera all'accesso dell'inconscio e così squassare dal profondo i dubbi più oscuri dell'ego.
"The End of Evangelion" è un'esperienza unica e sconcertante, un delirio che vale una notte insonne.
E' superfluo parlare della realizzazione tecnica, perché la magnificenza dell'opera non è puramente autoreferenziale, ma subordinata allo sviluppo di una conclusione che prorompe apocalittica fino a divenire epica.
Si capisce, adesso, perché non fu possibile dare vita all'epilogo all'epoca della serie, quando, prima degli ultimi due episodi, il caro Anno, entrato nello studio, pare abbia così parlato agli animatori: "Aoh, non c'è so' più soldi... Mo' che c'envetamo"?
Vista la situazione in cui si trovarono non li si può biasimare per quello che riuscirono a ricavare; tuttavia la lacuna lasciata fu immensa.
Il film, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, non si limita a comporre in modo soddisfacente il puzzle, ma colma l'abisso tutto in un istante riuscendo, anzi, a straripare. L'opera lascia sconvolti, risultando, in alcuni momenti, straziante e devastando nei 15 minuti finali la comprensione - già messa a dura prova dalla serie - dello spettatore. Alla fine non saprete più cosa pensare e sarete lasciati completamente disancorati, poiché l'opera, nel suo essere criptica ed enigma, è soprattutto genesi dell'idea dell'arcano e della vita stessa, di spiegazioni che nessuno può dare, e del fluire dell'io all'interno dell'esistenza. Divenendo pura suggestione, il film insinua più di quel che si capisce e attraverso lo sguardo manda in tilt l'intelletto proprio per fare crollare ogni barriera all'accesso dell'inconscio e così squassare dal profondo i dubbi più oscuri dell'ego.
"The End of Evangelion" è un'esperienza unica e sconcertante, un delirio che vale una notte insonne.
Akira
8.0/10
DarkRyuzaki
-
Ho appena finito di visionare per la terza volta Akira: sono passati anni dalla mia ultima visione e devo dire che nonostante conoscessi già la storia non mi sono affatto annoiato, anzi tutt'altro, merito delle animazioni e della tecnica sulle quali però preferisco non dilungarmi troppo.
Questo film è un cult della fantascienza, ricordo ancora la scritta sul VHS che affittai, "Akira come Blade Runner", seppure l'opera di Otomo non raggiunga gli apici del film di R.Scott. Resta comunque uno dei capisaldi del genere e mostra molti punti in comune con il filone cyberpunk inaugurato da Gibson e Sterling in letteratura e proseguito da Masamune Shirow nei manga - Ghost in the Shell tanto per citare un titolo paragonabile per spessore ad Akira.
Il film in questione con il cyberpunk condivide il pessimismo di fondo, la visione futuribile di un mondo degradato dove proliferano gli sprawl di metropoli sovraffollate e violente, la generale sfiducia per una classe politica corrotta e i loschi interessi di governi, corporation e militari in una sperimentazione scientifica senza limiti e senza etica dove la linea di demarcazione tra l'umano e il non umano non è più delineata (come attestano i cyborg, i replicanti, o gli esperimenti su capacità psichiche paranormali di cui è vittima Tetsuo in Akira).
Devo ammettere che se la regia è eccellente, lo stesso non si può dire per la sceneggiatura che in alcuni punti sembra tagliare corto e mostra delle lacune, specie per chi, come me, non ha letto il manga. Però vorrei puntualizzare: chi accusa il film di astrusità, di non spiegare bene tutta la trama forse in parte ha ragione, ma vorrei ricordare che il film, seppur prodotto per essere commercializzato in tutto il mondo, è squisitamente orientale proprio in questo punto, cioè nel lasciare nella mente dello spettatore un qualcosa d'irrisolto su cui pensare e ripensare anche dopo la fine del film.
Il dubbio finale (o le possibili interpretazioni multiple) è caratteristico della cultura nipponica intrisa di "Zen" - nello Zen Buddhista si propone agli allievi d'interpretare un "Koan" cioè un paradosso apparentemente irrisolvibile.
Si possono notare questi "finali sospesi" in molti altri anime e film giapponesi, in cui la struttura narrativa non termina necessariamente con una soluzione, con un colpo di scena o un cliffhanger, come nei film occidentali.
In Akira non c'è "un" finale, ma ci sono "i" finali, tanti quanti sono le possibili interpretazioni che ciascuno dà (volgiamo citare Evangelion?). Dopo il risveglio di Akira e la catarsi in cui la catastrofe - questa parola indica l'ultimo verso di una tragedia greca - appare come una liberazione, si apre l'ultimo enigma: "Io sono Tetsuo!".
Cosa vuol dire? Alla terza visione ancora me lo chiedo, ma sono sicuro che prima o poi mi verrà l'illuminazione.
Questo film è un cult della fantascienza, ricordo ancora la scritta sul VHS che affittai, "Akira come Blade Runner", seppure l'opera di Otomo non raggiunga gli apici del film di R.Scott. Resta comunque uno dei capisaldi del genere e mostra molti punti in comune con il filone cyberpunk inaugurato da Gibson e Sterling in letteratura e proseguito da Masamune Shirow nei manga - Ghost in the Shell tanto per citare un titolo paragonabile per spessore ad Akira.
Il film in questione con il cyberpunk condivide il pessimismo di fondo, la visione futuribile di un mondo degradato dove proliferano gli sprawl di metropoli sovraffollate e violente, la generale sfiducia per una classe politica corrotta e i loschi interessi di governi, corporation e militari in una sperimentazione scientifica senza limiti e senza etica dove la linea di demarcazione tra l'umano e il non umano non è più delineata (come attestano i cyborg, i replicanti, o gli esperimenti su capacità psichiche paranormali di cui è vittima Tetsuo in Akira).
Devo ammettere che se la regia è eccellente, lo stesso non si può dire per la sceneggiatura che in alcuni punti sembra tagliare corto e mostra delle lacune, specie per chi, come me, non ha letto il manga. Però vorrei puntualizzare: chi accusa il film di astrusità, di non spiegare bene tutta la trama forse in parte ha ragione, ma vorrei ricordare che il film, seppur prodotto per essere commercializzato in tutto il mondo, è squisitamente orientale proprio in questo punto, cioè nel lasciare nella mente dello spettatore un qualcosa d'irrisolto su cui pensare e ripensare anche dopo la fine del film.
Il dubbio finale (o le possibili interpretazioni multiple) è caratteristico della cultura nipponica intrisa di "Zen" - nello Zen Buddhista si propone agli allievi d'interpretare un "Koan" cioè un paradosso apparentemente irrisolvibile.
Si possono notare questi "finali sospesi" in molti altri anime e film giapponesi, in cui la struttura narrativa non termina necessariamente con una soluzione, con un colpo di scena o un cliffhanger, come nei film occidentali.
In Akira non c'è "un" finale, ma ci sono "i" finali, tanti quanti sono le possibili interpretazioni che ciascuno dà (volgiamo citare Evangelion?). Dopo il risveglio di Akira e la catarsi in cui la catastrofe - questa parola indica l'ultimo verso di una tragedia greca - appare come una liberazione, si apre l'ultimo enigma: "Io sono Tetsuo!".
Cosa vuol dire? Alla terza visione ancora me lo chiedo, ma sono sicuro che prima o poi mi verrà l'illuminazione.
Quando parte "Komm, susser tod" è una delle sequenze più allucinanti della storia... anche se non si avvicinerà mai alle vette raggiunte dagli ultimi due episodi della serie originale: lì sì che era follia allo stato puro!!!
Chissà se il finale della nuova "tetralogia" potrà eguagliare cotanta bellezza...
"Memories" l'ho visto... I primi due "episodi" sono belli e coinvolgenti, solo l'ultimo si mostra un pò noioso...
"Akira" nonostante l'abbia visto 7-8 volte nn riesco ancora a recensirlo perchè non trovo le parole per descrivere tale capolavoro dell'animazione...
belle recensioni
Rivolgo tutta la mia solidarietà a Achille per "the end of evangelion", anch'io l'ho visto per sfida con solo una vaga conoscenza di base di Eva e son rimasta così -> O______O fino alle tre di notte. Nessun film horror ha turbato così tanto il mio sonno, e dire che sono impressionabile eh! XD
Akira prima o poi dovrò cercarmelo e vedermelo, è un pezzo troppo importante di storia di animazione giapponese.
Oserei dire che la risposta non ti stupirà.
Tutte e tre le opere sono meritevoli, dove le ultime due rappresentano dei colossi della cinematografia animata, ma sono tutte accomunate dall'incomparabilità rispetto agli originali: eccetto "Memories", che si svincola maggiormente rispetto agli omonimi racconti brevi di Otomo, "The End of Evangelion" non può competere col finale televisivo mentre "Akira", seppur sia un film di ottima qualità, non è che un pallido riflesso della grandiosità del manga, per altro impossibile da riprodurre costringendolo nella durata di un singolo lungometraggio.
Al solito non posso che complimentarmi con l'eloquentissimo Bob dallo penna impeccabile.
Per quanto riguarda la recensione su "The End of Evangelion" mi trovo nettamente in disaccordo con alcune affermazioni del recensore, soprattutto laddove sembra criticare il finale della serie come risultante lacunosa e mediocre rispetto alla conclusione cinematografica.
Per quanto possa aver apprezzato il delirio filosofico-grafico del film in questione, continuo a preferire di gran lunga la conclusione data da quegli ultimi e fatidici episodi. Senza nulla togliere al valore dell'opera che comunque rimane ottima.
Pervenendo infine ad Akira, a mio avviso il film è inferiore al manga, che risulta essere più completo ed esaustivo. Comunque un'opera da considerarsi davvero di livello nel panorama dell'animazione giapponese e quindi l'otto se lo merita tutto.
'Memories' ce l'ho fra gli anime da vedere da tempi immemori ma non mi decido mai a guardarlo, prima di guardare 'The end of Evangelion' devo senza dubbio rivedere con calma Evangelion che ho visto anni fa, confesso, senza prestarvi grande attenzione, e 'Akira' non mi ha mai ispirato abbastanza da vederlo.
In ogni caso scrivere una recensione ben fatta è un lavoro che richiede tempo e impegno quindi mi sento in dovere di fare ancora i complimenti a tutti i recensori!
Ps: Ad una seconda visione invece non mi è dispiaciuto......
Akira invece mi ha decisamente deluso, tanto che non ho intezione di recuperare il manga per vedere cos'è stato tralasciato, e per di più mi ha reso piuttosto sospettoso nei confronti delle opere in cui è coinvolto Otomo.
Memories però lo voglio vedere, la presenza del compianto Satoshi Kon nello staff mi attira molto.
Comunque se devo dire che, parte finale a parte, salvo molto volentieri la serie madre, dandogli peraltro un voto buono... the end of eva è stato un vero martirio. Sembra quasi di vedere la replica dell'essenza stessa della serie: tanta roba fatta bene, sconvolto da scelte finali a dir poco pessime (non emozionanti, ma al contrario atterrenti).
Una delle esperienze più brutte della mia vita da fruitore di anime, praticamente sono stato mezz'ora sul divano con gli occhi sbarrati con una certa smania che finisse lo strazio (peraltro sono masochista, per capire bene se c'era magari qualcosa che non avessi compreso in tale "capolavoro" me lo sono riguardato altre due volte... manco la maratona del signore degli anelli è stata così provante XD).
Tutto ma non 10 per me... diciamo un 6.
* The end of evangelion non l'ho ancora vista.
La vedrò prima o poi ma dubito altamente mi farà lo stesso effetto che ha fatto al nostro amico recensore XD
* Akira E' un capolavoro ma forse più di fama che non effettivo.
Il manga (come al solito) non m'interessa minimamente mentre il film animato beh... se e quando lo recensirò credo opterò per assegnargli un 7.
End of Eva aspetto di rivederlo, ma temo proprio che non lo apprezzerò...
@Isdmaster: Quando parte "Komm, susser tod" è una delle sequenze più allucinanti della storia...
Concordo e ci aggiungerei gli ultimi minuti dell'episodio 24... entrambi indescrivibili a parole.
@cercastorie:solo berserk mi ha turbato più di evangelion
Proprio qualche tempo fa stavo pensando a un simile confronto, ma a parte il fatto che uno è su carta e l'altro su animazione... sì, direi anch'io che solo Berserk per certe sequenze è riuscito a sconvolgermi quanto questo film.
Per gli altri due... mi mangio ancora le mani per non aver visto Memories (da fare al più presto), mentre sono più o meno d'accordo sulla recensione di Akira.
Akira è una pietra miliare dell'animazione giapponese, l'ho visto recentemente, forse l'unico difetto è che è un po' figlio degli anni in cui è uscito.
Il film di Evangelion era necessario, e non poteva che essere bello...
comunque avete offerto un bel trittico questa volta
A mio avviso è proprio il terzo corto a rendere l'opera imperdibile
Per quanto riguarda l' end of Eva... non commento per non dare adito a flame.
"Non dormire per una notte intera dopo avere visto un anime vi sembra pazzia?"
una sola notte?? A me, il sonno, lo ha tolto per più di una notte...scherzi a parte, complimenti per la tua recensione, sono d'accordo con tutto quello che hai scritto.
Memories mi manca, sinceramente, ma prima o poi lo vedrò; non solo per il parterre di tutto rispetto, ma perché mi interessa sia per contenuti che per struttura.
Mi manca anche The End of Evangelion, e credo che almeno per un po' non lo vedrò: devo disintossicarmi dalla serie TV.
Non dormire per una notte intera dopo avere visto un anime vi sembra pazzia?
Quand'è così sono la prima dei pazzi! Ho perso il conto delle opere che mi hanno tolto il sonno o che come minimo lo hanno allontanato per almeno un paio di notti
-Memorie: Grazie Bob, ottima recensione, già messo tra quelli da vedere
-The end of evangelion: quando guarderò la serie vedrò pure questo xD
- Akira: messo pure questo da vedere
Complimenti ai 3, ottime recensioni.
Akira è un film che per ben capirlo non basta vederlo una sola volta,m veramente TANTE volte che poterne capire tutte le sfumature. Il finale a mio avviso è molto interpretativo,comunque non sminiusce il valore di tal anime,considerato ancora oggi uno dei capostipiti del genere anime. Memorie invece devo ancora vederlo, e dopo aver letto la recensione, mi invoglia di più a vederlo.
Tolto il sonno nel senso di non riuscire a smetterle di vederle o tolto il sonno dopo averle viste, ripensando alle varie scene?
Un cortese inchino a tutti coloro che mi hanno fatto i complimenti e all'A.S. (anonima spolliciatori)!
Eretria90, devo precisare che Memories non è un OAV (come del resto neanche Akira) ma un lungometraggio a episodi uscito nelle sale e in seguito in dvd.
Intanto faccio i miei complimenti ai due "colleghi" pubblicati!
Considero Akira una pietra miliare dell'animazione mondiale. Con tutte le critiche che gli si possono muovere, in primis l'adattamento alla sceneggiatura, rimane il grande merito di aver sdoganato il linguaggio del lungometraggio anime oltre il Giappone e di averlo portato ad un livello di fruizione più maturo e adulto.
Inoltre, a livello registico, si allontana dal linguaggio tipico degli anime (siamo nell'88) fatto quasi esclusivamente di scorrimenti, zoomate e inquadrature fisse, per un approccio più alla occidentale e una regia più "naturale" che lo avvicina ai film live. Infine è da attribuire a questo mitico film l'introduzione della CGI (seppure si tratta dei primi rudimenti) e del pre-recording, la tecnica, ormai consueta, che prevede il doppiaggio prima della realizzazione dei disegni in modo da adattare perfettamente il labiale dei personaggi animati.
Non mi vorrei dilungare troppo ma vorrei citare anche la straripante e sontuosa colonna sonora di Geinoh Yamashirogumi che inaugura in un anime la contaminazione tra sonorità tradizionali (cori e percussioni) e musica elettronica, operazione ripresa anche da Kawaii in Gohst in the shell.
L'accostamento al cyberpunk forse è un po' forzato. Di sicuro quest'opera ne risente di alcuni influssi ma ci andrei cauto ad inserirlo a pieno titolo nel filone. Rivangando una vecchia discussione su questa rubrica, già a suo tempo avevo espresso la mia teoria secondo la quale escluderei anche Blade Runner dal movimento di Gibson e Sterling.
Più che a Blade Runner avvicinerei Akira a Fuga da New York di Carpenter, per l'ambientazione violenta e decadente.
Purtroppo l'edizione italiana in mio possesso (Stormovie) risente di una traduzione quanto mai dubbia: se lo si guarda in inglese si assiste praticamente ad un altro film, con dialoghi "arricchiti" di slang e parolacce dove in italiano è tutto più edulcorato…a questo punto chiedo a chi è più informato di me qual è la versione che più si avvicina all'originale? Italiano o inglese?
Per non parlare del ridicolo doppiaggio italiano degli ESPers!
Di Evangelion non conosco nulla, faccio umilmente ammenda. La recensione comunque, come sempre da parte di Achille, è bella e appassionata e spinge alla visione.
Auf wiedersehen
Tolto il sonno nel senso di non riuscire a smetterle di vederle o tolto il sonno dopo averle viste, ripensando alle varie scene?
La seconda che hai detto {cit.}
Concordo sull'imcompletezza di Akira, viene spiegata bene solo metà del manga, la seconda metà viene praticamente tagliata, ma questo non toglie che la nuova parte inventata nel film sia comunque ottima.
Per quanto riguarda Eva se uno ha visto la serie deve necessariamente vedere pure questo film che rappresenta il vero finale. Sono entrambe opere che non ci si dimentica, nel bene o nel male.
Interessante quanto dici. Effettivamente a me il cyberpunk non piace, mentre invece Akira e Blade Runner piacciono: probabilmente come dici tu non sono vero cyberpunk, per quanto qualcosa di cyberpunk ci sia.
Akira, grazie alla sua componente postapocalittica e al suo essere figlio dei suoi tempi, specialmente la versione cartacea, rappresenta uno degli esempi più vicini a questo genere, dedicandosi con attenzione alla componente sociale e ribelle, mancando tuttavia di un marcato aspetto tecnologico.
The end of Evangelion lo gia vista ma gli altri due li dovrò proprio guardarli anche se Memories non mi suscita molto interesse.
Ho apprezzato molto il comparto tecnico, ed anche il voler andare oltre agli schemi convenzionali dell'animazione giapponese commerciale dell'epoca. Anche il finale mi è piaciuto, più completo nella sua inesistenza ed assenza di concretezza. Io, come spettatore l'ho interpretato a modo mio.
Ma The End.... ragazzi, non scannatemi, ma io non lo ritengo affatto un capolavoro come fanno in molti, anzi, è un puzzle senza senso, un mosaico pretenzioso e un mix di riferimenti che, nonostante siano bene integrati con l'indole dei personaggi (in questo movie, ancora più sopra le righe che nella serie tv), finiscono per perdersi nel nulla... o se preferite, nell'epicità.
E' per questo che non considero esistere alcuna opera puramente cyberpunk nel mondo dell'animazione, perchè si enfatizza immancabilmente uno solo dei due aspetti e si tralascia il secondo.
Anche "Ghost in the Shell" del '95 non considera rilevantemente la componente sociale e di ciò non gliene faccio una colpa, è soltanto una realtà. Similmente si potrebbe procedere per tutti gli altri titoli che, in maggiore o minor parte, attingono a questo filone.
Appoggio Achille con la sua recensione all'End of Evangelion che magari non darò 10, ma 9 sicuro!
Di Akira ho visto solo il film in questione (mi preparo per eventuali blastamenti) ma a me a primo impatto non ha colpito particolarmente come tanta gente afferma, riconosco il suo stile ed effetto, ha il suo valore comunque, non c'è che dire..forse gli ridarò uno sguardo o meglio ancora lo potrei apprezzare un pò di più leggendomi il manga.
Mentre invece per Memories, non sò nulla di lui, non l'ho mai visto e nè sentito parlare, credo che un giorno me lo vedrò, sono curioso.
Akira è un capolavoro: postmodernità, decadenza, alienazione, simulazione... se impariamo a contestualizzare il fenomeno ci si accorge che la fama è più che meritata.
Ho letto commenti che tolgono Blade Runner dal filone cyberpunk... ripeto, che cosa intendiamo per cyberpunk?
Se vuoi un esempio di puro cyberpunk leggi Gibson, lui è l'esempio più universalmente riconosciuto di canone di questo genere in un modo dalla concezione multiforme.
La suddetta carenza estrania Akira dal suddetto genere se lo intendiamo in senso stretto.
Comunque Akira ha cavalcato le idee dei propri tempi, emergendo quando gli scrittori occidentali facevano nascere il cyberpunk maggiormente codificato, quindi la sua somiglianza con questi ultimi non deriva dal tentativo di emulazione ma dal semplice contesto storico e sociale.
Di Akira è veramente bello il manga,mentre l' anime pur non dispiacendomi non ne è assolutamente all' altezza,la sceneggiatura è stata largamente tagliata per renderne possibile l' adattamento in un film di 2 ore.
Su The End of Evangelion concordo con la recensione.
Da fanatico radicale direi che il termine "cyberpunk" si potrebbe tranquillamente circoscrivere al solo movimento letterario lanciato da Gibson e Sterling negli anni '80, denominato anche "mirrorshades". Da semplice appassionato direi che è un'etichetta valida a descrivere tutto ciò che in seguito si è ispirato a quel movimento, anche se sarebbe più appropriato parlare di "post" o "neo" cyberpunk, come nel caso di Matrix, Strange days, Nirvana, Johnny mnemonic, New Rose Hotel (gli ultimi due tratti direttamente da Gibson) e Ghost in the shell (anime) che a mio avviso (Locke Cole permettimi di dissentire sulla tua asserzione al commento n.42 in merito all'animazione) rientra pienamente nell'estetica del genere e secondo me ne inaugura il rinascimento con l'aggiunta di uno stile e un atteggiamento tutto nipponico e un pò zen. La rivolta o il fattore "punk", secondo me, è rappresentata perfettamente dal Signore dei pupazzi, quanto di più sovversivo e rivoluzionario mai visto in un personaggio! Inoltre la "componente sociale" è molto presente in 2nd Gig (la serie) che recupera e amplia molte delle istanze espresse nel film.
Infine c'è Lain, altro esempio di anime che rientra in quello stesso contesto e ne riprende gran parte dei concetti.
Una osservazione: lain non mi sembra che rispetti tutti i requisiti per definirsi cyberpunk, almeno, la componente cyber è evidente, ma quella punk un po' meno. Potresti spiegarmi come mai lo ritieni un esempio calzante di questo genere?
Ho recentemente scritto la recensione, se ti va, dagli un'occhiata.
In primis, Otomo iniziò il manga - da cui il film è tratto - nel 1982, quando il cyberpunk era ancora una sottocorrente non organica e non teorizzata in sviluppo negli States. Il boom del movimento fu successivo, quindi il mangaka-regista potrebbe avere ricevuto qualche influsso magari di sfuggita, o dedotto alcune componenti cyberpunk in maniera fumosa o anche autonoma. D'altronde negli anni '80 la fantascienza aveva smesso di puzzare d'astronave già da un po'.
In secundis, il cyberpunk nipponico pre-GITS è differente, nei suoi nuclei tematici, rispetto a quello statunitense d'origine. I film della serie Testuo ne sono l'esempio più lampante: invece delle immersioni nella matrice, ci si concentra sul rapporto uomo-macchina e sulle alterazioni corporee.
Akira si situa bene all'interno di un cyberpunk di questo genere, meno bene se restringiamo la corrente - come in effetti sarebbe filologicamente corretto fare - alla teorizzazione fatta da Sterling.
PS
Se posso permettermi di aggiungermi alla risposta di Bob, Lain stessa incarna l'insofferenza verso lo status quo della società anestetizzata dal consumismo.
1) Memories è un gioiello soprattutto il terzo episodio dove ogni giorno si combatte una guerra dcontro un nemico che forse neanche esiste.
2) The End Of Evangelion che dà il giusto finale che un pò tutti i fan aspettavano.
3) Akira ha un valore più che altro storico e se collegato all'opera magistrale che è il fumetto non può che essere apprezzato.
Finalmente tre opere DAVVERO sopra la media.
Faccio i miei complimenti ai recensori, visto che scrivono sempre molto bene, e a volte lo fanno anche abbastanza ironicamente.
Per Memories ci devo fare subito un pensierino e guardarlo assolutamente...
Per quello che ho capito è davvero un' opera ben realizzata.
Per Evangelion non sono un fan e non penso di vedermi nemmeno il film, anche se è una buona opera.
Infine, per Akira, anche io trovo superiore il manga, visto che ci sono alcune imperfezioni nell' animazione...
Detto questo quando si parla di bladerunner bisogna pensare anche al romanzo a cui è moolto liberamente ispirato. Per quanto il film si discosti più che abbondantemente dal romanzo sotto quasi tutti i punti di vista ne mantiene alcune degli elementi. Questo ovviamente lo porta a non poter essere catalogato strettamente come cyberpunk in quanto trae ispirazione da uno dei modelli a cui in seguito si sarebbero ispirati gli autori che hanno dato origine al genere.
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Memories è l'unico dei tre anime che non ho visto, ma ho apprezzato veramente tanto tanto il manga (il fim l'ho comprato proprio ieri e sinceramente ho delle grosse aspettative).
Akira è un capolavoro a livello manga e anche se l'anime perde un pò; ma per gli anni che ha dico che un 10 pieno non glielo può togliere nessuno!!
Infine cosa aggiungere per The final of Evangelion che non è stato detto???? Era un film da fare per come è finito l'anime.
Complimenti per tutte le tre recensioni le cui valutazioni sono proprio come avrei dato io!!!
Che strano, pensavo che il top dell'animazione giapponese fosse la trilogia di Gundam
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