The King of Eden riprende la storia dall’enjambement di Eden of the East e le si riallaccia con un’apocope, giocando con l’introduzione in medias res, espediente già utilizzato per la serie. La corrispondenza nei modi dei due incipit è uno dei tanti paralleli con la produzione tv, della quale il film è un’ανάλογον, nel bene e nel male.Kamiyama infatti riconferma i suoi τόποι e le sue lacune. È capace di dare sostanza al discorso socio-politico intavolato dalla fabula; ha un approccio personale alle problematiche d’attualità a lui tanto care. Ma non sa gestire ciò che scrive. Kamiyama si ridimostra sceneggiatore e regista ancora bisognoso di una guida senza la quale si perde, perdendo il punto delle sue creazioni.
L’ex collaboratore di Oshii ha sempre palesato più o meno grandi difficoltà nella strutturazione e nella conduzione del racconto. Opera quasi euedrale, eccetto per il passo falso della conclusione, Seirei no Moribito sembrava l’ultimo gradino verso la maturità di un Kamiyama che invece, nel suo più recente progetto, è tornato a smarrire il bandolo della narrazione.
Così The King of Eden gira per troppe strade e la sempre spaesata Saki sembra metaforizzare in sé un film disorientato, quasi una prosopopea dei problemi del lungometraggio. Non è un principe evanescente – re dell’aria e forse a causa di ciò impalpabile – a reindirizzare il percorso, non sono le comparse vecchie e nuove a guidare l’intreccio che pare andare per conto proprio ripercorrendo vie già battute.
Con la sua grafica garbata – anche troppo – e con toni mai sopra le righe, The King of Eden avanza con stile verso il nuovo enjambement, inconcludente quanto la serie e più dispersivo nella propria durata minore. Mentre, per sua stessa ammissione, il primo Stand Alone Complex era stato un disegno preparatorio e il 2nd GIG l’affresco compiuto, qui Kamiyama non lima le mancanze seriali sfruttando l’esperienza acquisita con i primi 11 episodi di Eden of the East. A riconferma che l’evoluzione del secondo S.A.C. era dovuta al maestro e non all’ex ‘allievo di grandi speranze’, che si spera non resti tale in aeternitate. E che, del suo prediletto e pluri-citato J.D. Salinger, dovrebbe studiare attentamente Franny e Zooey.
Per il resto bell'articolo, complimenti all'autore (magari avrei optato per rendere alcuni passaggi in modo un po' più scorrevole, ma tant'è... ad ognuno il suo stile ^^)
Sapresti fare meglio di lui? Allora tanto per cominciare non nasconderti dietro un profilo anonimo e registrati.
I soliti anonimi che mettono zizzania.
Chi viene pubblicato qui (sto mettendo al rubrica da parte) credo che faccia recensioni che sono esenti da difetti.
ps "della quale il film è un'ανάλογον, nel bene e nel male." sarebbe?
Ora, per piacere, ricordatevi che state scrivendo su internet, non su una rivista specialistica, e che quello che scrivete, in teoria, dovrebbe venir letto da tutti. Internet non è per specialisti. Non significa che bisogna abbassare il livello, ma che, ad esempio, utilizzare parole in greco antico, espressioni in francese e latino non facilita la comprensione neanche ad un dignitoso appassionato di manga e anime . è improponibile scrivere così su internet, se l'obiettivo è comunicare.
Per chi non vuole comunicare hanno inventato il silenzio.
@Kabutomaru: mah, a dire il vero io non ne sarei così sicuro, eh. Nessuno ha in dono la ragione assoluta... e poi ci sono così tanti modi diversi di scrivere che giudicare in assoluto un lavoro in tal senso è assai difficile (a meno di evidenti errori). Discorso diverso sull'appropriatezza del linguaggio utilizzato, che è una questione molto sottovalutata, ed eppure determinante.
"della quale il film è un'ανάλογον, nel bene e nel male."
Ed è in questi momenti, che sono fiero di fare il liceo Classico - o meglio, risulta necessario. I termini Greci erano una delle poche cose che mancavano; credo però che siano esagerati. Insomma, quelli Latini, bene o male, li capiscono tutti. Ma introducendo quelli Greci la cosa si fa ben più difficile...
Devo ammettere che - nel mio livello di mediocrità - ho dovuto rileggerla un po' di volte per capire il significato generale, che condivido.
Ma la recensione di Madoka Magica era un ammasso di parole auliche no sense che alla fine sull'opera niente dicevano, però purtroppo è lo staff che decide e noi non ci possiamo fare niente.
@Dartes
Liceo Classico Utile, si per e per te che studiamo il Greco per forza di cose, ma quanta gente conosce il greco antico qua? L'unica pecca di questa recensione è che magari limbes poteva mettere la traduzione italiana tra le parentesi.
complimenti per il forbito linguaggio ma..
Certo che arrivare addirittura al greco.... m'è toccato usare un translator per capire che volevano dire!!!
PS: come non quotare lalilulelo (anonimo) e Kabutomaru !!!
Questa recensione non è minimamente paragonabile a quella di Madoka Magica. Quella era uno scempio e - come dice lalilulelo - opera di un erudito. Invece, credo che quelle di Limbes siano semplicemente il suo stile di scrittura. Non per questo però bisogna spingersi fino a recensioni che a molti causeranno problemi di traduzione.
ZetsubouSensei
ανάλογον: credo intenda analogia, qualcosa di analogo ai precedenti.
τόποι: sono i luoghi, anche se non capisco bene cosa intenda dire.
Io aggiungerei anche un "fatti non foste a viver come bruti ma per seguir in virtute e canoscenza".
Io ci provo da parecchio tempo, ma il succo mi sfugge lo stesso
Recensione comunque abbastanza eccessiva...le prime tre righe mi sembrano una presa in giro
a me il primo film nn ha entusiasmato, ma nn lo considero mica il simbolo della decadenza di un regista!! Inoltre apre la strada al ben superiore Paradise lost. Io vedrei King of eden come il dodicesimo+tredicesimo episodio della serie TV.
"L'unica pecca di questa recensione è che magari limbes poteva mettere la traduzione italiana tra le parentesi."
La vera pecca è l'idea stessa di inserire termini simili. E' praticamente ovvio che la maggior parte dei lettori non capirebbe nulla. E' inutile inserirle per poi metterne la traduzione vicino: a questo punto non sarebbe più ovvio scrivere direttamente quelle?
Ah, l'enjamblement era dai tempi delle lezioni di francese alle medie che non udivo questo termine. Mi tornano in mente ricordi belli ma anche più ricordi brutti. Meglio dimenticare
Io l'ho trovata impeccabile: elegante, forbita, asciutta e sostanziale. I termini ricercati, a volte, sono indispensabili per la sintesi e la concretezza, vanno dritti al senso e al significato primordiale delle parole. In fondo per ovviare quei due o tre termini eruditi basta un buon vocabolario.
L'aggiunta di una certa terminologia o citazione può andare a favore della lettura, ma quando il testo è già chiaro per tutti.
Tornando al film in un finale si aspetta un crescendo, il climax, invece il regista si perde arrovellandosi nella sua ideologia senza strizzare l'occhio all'azione riuscendo a inficiare tutto ciò che aveva già fatto di buono nella serie, una delle migliori di quell'anno.
Non pensavo ci si spaventasse così tanto per un paio di termini inconsueti da generare una simile isteria. Be', la vita è una continua curva di apprendimento, preparatevi a un'esistenza di sclero.
Piccola postilla.
Se al liceo non s'insegna più nemmeno cosa sono i τόποι, tanto vale metterci sopra una lapide.
@Swordman
Ah, l'enjamblement era dai tempi delle lezioni di francese alle medie che non udivo questo termine.
è veroooo!!
Prego! Comunque, in questo caso non intende luoghi. Bensì punti focali, sui quali si concentra il suo stile e la sua narrazione.
Devo però ammettere che è sempre un piacere passare il tempo sulle recensioni di Limbes: sia per leggere un piccolo saggio, sia per puro interesse personale nell'ammirare il suo lavoro e cercare di migliorarsi. Spero, in futuro, di avvicinarmi almeno lontanamente alla sua padronanza di linguaggio.
[Si, è un complimento.]
Bella recensione sul serio Limbes, conosco la serie per averla seguita nella fase iniziale e ne sono sempre stato affascinato, condivido l'idea che avrebbe dovuto trovarsi il modo di espanderla in qualche modo...la prossima volta, per far contenti tutti, propongo di piazzare dei link all'accademia della Crusca , oppure a qualche dizionario di greco ( attico classico ovviamente, come mi faceva notare il mio professore, on line, sono certo che Bob71, con il suo s a v o i r e f a i r e e le sue optime letture, lo si deduce dalla quantita di sinonimi che usa, è pronto ad indicarci la via giusta.
Per il francese ( che in pochi oramai studiano!) basta google.
@Kabutomarou non puoi fare una contestazione di questo genere...scusami se sono polemico...premesso che questa è una recensione ed allora si deve aver diritto di proporre qualcosa di proprio, spesso nei siti nipponici troviamo note, parole, titoli intraducibili, o con testo inglese assurdo, il Giapponese temo sia peggio della nostra lingua in quanto a sfumature, che dovremmo fare ? Ometterli perchè non li capirete? Limbes ha il diritto, e la capacità di usarle contestualizzandole, queste frasi...
Non contestate l'uso di una frase particolare, contestate al più eventuali inesattezze che possono capitare ( io ne sono il campione! ) visto che siamo umani e lavoriamo su dati che sono riportati spesso due volte, io uso fonti e francesi ed inglesi, dalle fonti originali...
Scusate ancora.
Non è una questione di isteria per il resto, semplicemente così come un buon articolo/recensione attira commenti positivi, se esso non risulta leggibile ai più (ignorando l'effetto flame XD), attira al contrario delle critiche.
Detto questo rinnovo i complimenti al recensore.
Dio mio, tizio anonimo di cui non mi sforzo minimamente di ricordare il nome più erudito del greco antico, Limbes scrive, punto! Ognuno scriva quello che vuole proprio perché siamo su internet. E' risaputo il suo carattere, ma che sappia scrivere e che non lo faccia per mettersi in mostra, questo è assodato. E tu sei il vero erudito, perché stai lì a dare - senza che nessuno te l'abbia chiesto - la definizione del termine.
La sapete qual è la verità? Che molti rosicano. Così, piuttosto che ammettere che loro non saprebbero mai e poi mai tirare fuori un'analisi del genere, preferiscono essere disonesti con se stessi, e dire che l'autore si vanta, che si compiace di usare le parole come la plastilina, che è un sofista, e così via. Ah, pardon... forse non dovevo usare neanche il termine "sofista". Beh, piuttosto di lamentarvi della presenza del greco provate a smuovere un po' la vostra curiosità, sforzatevi di andare al di là della mera lettura passiva o per assorbimento o per osmosi che sia. In fondo ciò è la vera causa dell'impoverimento culturale italiano degli ultimi anni.
Ora qualcuno penserà che sono un'utente manovrata da Limbes, d'altronde già in molti me l'hanno rinfacciato in più occasioni XD Nulla di trascendentale, io l'ho sempre ammirato, e seguire i suoi consigli mi ha fatto migliorare tantissimo, ed è anche merito suo se adesso so scrivere molto ma molto meglio rispetto a due anni fa. Soprattutto, per inciso, è merito mio, perché è partita da me la volontà di spingermi un po' più in là del registro linguistico da mercato.
Mostriate un po' di rispetto per chi ha speso del tempo e ha dedicato la sua bravura a uno spazio come questo.
Questa volta però devo rimangiarmi tutto; e personalmente, penso che siamo arrivati al colmo. Mi vanno bene le parole auliche e le costruzioni complesse, ma inserire dei termini in greco - nel loro alfabeto, poi! - è troppo. Non è (più) questione di linguaggio elevato, ma di masturbazione mentale, puro autocompiacimento che, personalmente, trovo inaccettabile.
Per me la parola chiave di una recensione deve essere "chiarezza": ovviamente un lessico variegato è il benvenuto, ma c'è un limite a tutto. Se la recensione è incomprensibile - come questa, se non si è studiato greco - allora si viene meno allo scopo stesso della recensione, ossia spiegare a qualcuno l'opera. Dai, seriamente: che cosa mi vuole dire la frase "il film è un'ανάλογον"?
Dai, detto "il film è un ανάλογον" è proprio senza senso, perché manca il referente, che sta nel periodo precedente. Il film è un ανάλογον della serie televisiva. Cerca il termine con la grafia greca sul web, vedrai che non è poi così astruso.
Semmai, il problema sta nell'utilizzo piuttosto sbarazzino di termini scritti in una lingua non leggibile se non studiata.
Tutto qui.
Perché, ricordiamolo, se comincio a scrivere di letteratura russa e m'abbandono al cirillico a ogni pié sospinto devo avere ben chiaro da che pulpito sto elargendo il mio punto di vista.
Se si tratta d'una pubblicazione specialistica, basata su un approfondimento di un argomento x, allora posso pure dare per scontato che chi legge sappia già i fondamentali.
Se invece sto scrivendo in uno spazio generalista, con l'intento di dare un mio parere e poco più (perché capiamoci: la recensione qui sopra certo non è un approfondimento), allora credo sia errato usare termini illeggibili senza fornire una traduzione.
Con illegibili, ripeto, intendo quelle parole scritte in un alfabeto ch'esula dal latino.
Insomma, spero che il prossimo passo non sia recensire anime infilando ideogrammi a destra e a manca.
Per il resto, felice che Limbes conosca il greco meglio del cinema di Bay.
Alla prossima
Catulla, riesci a capire che con la frase "Cerca il termine con la grafia greca sul web, vedrai che non è poi così astruso." decreti il fallimento dello scritto di Limbes?
Saluti
No, decreto la sua capacità - per niente comune - di stimolare la curiosità di un lettore "attivo". Lo stimolo e l'interesse prendono anche le mosse da un'incognita, anche la più stupida, sennò a che serve ricercare? Tutto qui. Nessun fallimento, Limbes può scrivere tutto quello che vuole, perché nessuno gli ha messo dei paletti.
Onestamente, io non mi focalizzerei nemmeno sul greco, ma proprio sull'italiano (con sinonimi un pò abusati) di questa recensione:
Con la sua grafica garbata
Giuro, non ho mai visto un anime o letto un manga che avesse una grafica maleducata
Ora sembra che ce l'abbia con Limbes, ma non è così, lo dico perchè se lui/lei/essi scrive così è chiaro che si aspetti anche delle discussioni sul suo modo di recensire, che rispetto ma non condivido già da un pò.
Mi spiego meglio: se nell'elargire un messaggio non fai nulla per assicurarti che coloro a cui esso è destinato abbiano i mezzi necessari per comprendere quello che dici la colpa è tua, non di chi non è riuscito a seguirti, e mi pare profondamente disonesto accusarli, più o meno esplicitamente, di pigrizia mentale. Piuttosto direi che ad essere pigro è proprio chi non si dà la pena di venire incontro ai suoi interlocutori, a maggior ragione se si tratta di adottare delle contromisure tanto semplici come la traduzione di un termine con cui alcuni di loro potrebbero non avere molta familiarità.
Con questo non voglio dire che Limbes scriva male, perché non è vero; ma sono convinta che se riuscisse a combinare questa sua dote con una maggiore empatia nei confronti delle persone destinate a leggere i suoi scritti la già eccellente qualità degli stessi ci guadagnerebbe, e noi tutti con essa.
Semmai, la perplessità mia sorge quando chi scrive non riesce a rendersi conto da solo dei termini che deve rispettare.
Scrivere un pezzo specialistico su una testata generalista non è bene così come pure il contrario.
Molto semplicemente far ciò, come mi è stato insegnato, è andare fuori tema (se ancora s'utilizza questa terminologia).
Quindi, l'articolo più sopra poteva essere reso senza quelle parole in greco o con tra prentesi la loro traduzione "leggibile").
Avrebbe perso di senso o qualità? Non credo.
Ancora una volta mi tocca sottolineare che qui nessuno credo voglia strozzare la vena letteraria di Limbes.
Non si parla di complessità dei termini ma della loro leggibilità all'interno di un contesto ben preciso (nel caso nostro, una pagina di Animeclick).
Su tutto credo possa valere il mio esempio sull'uso di ideogrammi che ho esposto più sopra.
Ma che scrivo a fare? Già tutto ho spiegato più sopra e non amo tediare il prossimo ripetendomi.
Alla prossima
Il problema è che mica tutti abbiamo fatto il liceo (classico, in questo caso); io ho un umilissimo diploma da geometra... abbasso le discriminazioni!!!!!
Saluti
Il resto non è rosicare, nè chissà cos'altro... ti pare logico che uno debba aprire google per cercare il significato di parole scritte in greco? Ritorna il discorso "prendersi meno sul serio a volte aiuterebbe a fare prodotti migliori"...
E ritornano sempre le stesse lamentele, sempre le stesse. Il "prendersi meno sul serio" non mi è nuovo, e purtroppo non lo posso condividere.
Credo che a questo punto ognuno abbia la sua idea, che va rispettata - ci mancherebbe. Il vero problema sarà il contesto: siamo in una community. Ma nonostante questo ci sono persone che, se tengono a quello che fanno, non possono "prendersi meno sul serio". Soprattutto loro non possono scendere a patti con chi legge.
Neanch'io normalmente lo faccio. Per esempio nella mia tesi di laurea ho usato dei termini specialistici che non tradurrò, non posso farlo. Ma se dovessi fare rileggere la tesi a mia madre o a un profano in materia non toccherei neanche una virgola al momento di sottoporgliela. Al massimo a una sua domanda spiegherei.
Ais, è risaputo che dell'empatia con gli utenti a Limbes non è mai importato un fico secco XD
Come risposta a Catulla mi avvalgo delle ottime parole di @ OMEGA_BAHAMUT...niente di più sacrosanto
Io vorrei aggiungere solo un piccolo appunto/provocazione.
Presupponiamo anche per un istante che coloro che scrivono le recensioni di film e libri sui giornali nn siano degli ignoranti....io nn ho mai visto 1 sola volta così tante citazioni auliche. Gli stili di scrittura differiscono da individuo ad individuo ma pur essendo persone con lunghi studi letterari alle spalle i "recensori" professionisti nn si avvalgono di piccoli "trick" stilistici.
Voglio mandare un messaggio al lettore ?! Bene! deve arrivare forte e chiaro, devo convincerlo della mia idea e la devo supportare con dati, fatti riscontrabili.Punto.
Come diceva il buon Renzo a don Abbondio: " che vuole che io faccia del suo latinorum?!"
@Catulla: Rimango dell' idea che la recensione, per quanto ottima già così, non ne avrebbe risentito se si fosse allegata la traduzione dei termini in greco. Per quanto riguarda la tua tesi il paragone è del tutto inappropriato e lo sai anche tu. La tua tesi non è stata scritta per tua madre (difficilmente una tesi si diffonde oltre ambito specialistico in cui nasce) ma per la commissione di laurea, anzi più specificatamente per il tuo relatore e controrelatore visto che non è per nulla certo che gli altri la capiscano. Se tu fossi andata a discutere una tesi di ingegneria davanti ad una commissione di lettere la valutazione sarebbe stata del tutto arbitraria. Quindi la tesi deve contenere terminologia specifica perchè diretta a gente in grado di comprenderla.
Ch'è reciproca?
Mah, come questa cosa sia pertinente con il nostro discorso mi è difficile da capire.
Saluti
ad ogni modo sono d'accordo con Ais sul fatto che se uno non capisce, non è colpa di chi legge ma di chi scrive (non essendo un sito esclusivamente per critici, ma per tutte le età)
@Catulla
se dovessi fare rileggere la tesi a mia madre o a un profano in materia non toccherei neanche una virgola al momento di sottoporgliela. Al massimo a una sua domanda spiegherei.
bah così non stimoli l'interesse altrui... o meglio lo stimoli solo ad alcuni.
se la esponessi a chiunque, invece, in "parole povere" tutti capirebbero il tuo lavoro di fondo e una volta acquisito interesse o amore per quel che dici potresti fornire loro fonti per informarsi ulteriormente...
Non credo tua mamma voglia leggersi tutti i tuoi libri di università per poi capire la tua tesi... piuttosto il suo interesse era capire solo a livello generale (e non specifico) ^^
quotone per Micheles!!! Xd
Volete scritture semplici, chiare, lineari, "servizievoli" verso il vostro interesse? Limbes non ha questo tipo di scrittura, e lo sapete, quindi premunitevi e non fatevi del male leggendolo. Lui dal canto suo è libero di esprimersi come gli pare. D'altronde ci sono tantissimi altri redattori che scrivono egregiamente e che hanno tutte le caratteristiche della scrittura limpida.
Per me l'importante è che quello che leggo sia scritto bene. Poi evito di essere intellettualmente stitica, ma è una scelta mia. E con questo direi che per me la questione è chiusa, il greco mi ha perseguitato per tutta la vita e continua ancora a farlo, quindi direi che per oggi ho fatto proprio il pieno
@Epicuro
No, il discorso dell'empatia riguardava una risposta ad Ais quin. Per il resto, ribadisco, le nostre posizioni su quest'argomento sono opposte, a questo punto.
E non ritengo corretto definire implicitamente gli altri "intellettualmente stitici" se non apprezzano il modo di scrivere di qualcuno, anche perchè con tutto il rispetto umanamente possibile, se voglio allargare i miei orizzonti culturali non aspetto certo Limbes.
Una recensione nasce come discorso su un'opera, le contestazioni dovrebbero riguardare eventuali imprecisioni, lacune o errori nel testo, mentre il confronto dialogico sull'analisi intavolata dovrebbe essere il naturale approdo dello finestra apertasi. Spostare il dibattito dal titolo recensito all'aspetto della recensione, tanto più mettendo in discussione la legittimità di una scrittura, mi pare oltremodo vuoto.
Non mi sono mai state imposte limitazioni lessicali, quindi utilizzo tutti gli strumenti linguistici di cui dispongo per formalizzare i miei ragionamenti nel modo più preciso e sintetico possibile. Mi pare viga ancora la liberà d'espressione, sebbene la distinzione non omologata rappresenti spesso motivo di ostracismo.
Da parte mia ho sempre ritenuto e continuo a ritenere ipocrita l'auto-castrazione, in quanto implica sia una vergogna sotterranea per le proprie cultura e capacità, sia una supponenza di fondo verso gli altri. Mi stupisce infatti che chi, tra la pletora di difensori dell'uguaglianza testuale, accusa con tanta protervia la complessità espositiva, tacciandola di snobismo, non abbia considerato come l'autolimitazione, in realtà, sottintenda una prospettiva verticale dei rapporti in cui il mittente si abbassa al livello del destinatario. Implicita sanzione d'inferiorità redatta dal primo nei confronti del secondo.
Paradossalmente è più paritario offrire in toto le proprie capacità all'interlocutore, presupponendo un rapporto orizzontale sull'assunto che si possiedano o si possano sviluppare mezzi per comprendere concetti espressi in termini differenti da quelli che si è abituati a maneggiare.
Io mi porgo secondo il mio registro, al lettore la decisione di raccogliere lo stimolo alieno, (s)forzando i propri schemi, o di rifiutarlo, tenendoseli stretti. Tuttavia l'aggressione e/o il dileggio delle altrui facoltà e libertà intellettuali sono sintomatici di profondo razzismo, e/o di eventuali complessi.
Non è stato giusto accusarti di snobismo, come del resto non è stato giusto da parte tua tacciare gli altri di ignoranza o chiusura mentale. Ormai è chiaro che la pensiamo in modo diverso, ma io cerco sempre di comportarmi in modo rispettoso, quindi mi fa piacere ricevere lo stesso trattamento.
Ok Ok..parole convincenti..... ma non ti dimenticare che si parla di recensione di anime, mica di maieutica!! (così uso anch'io un parolone)
E riguardo all'ironia sui "ragazzetti delle medie" , ebbene, tra i tanti iscritti ad AC, ci sono anche dei giovanissimi, che magari non capiscono un'acca di una certa dialettica; bisognerà comunicare qualcosa anche a loro, no?
E poi, per favore, e lo dico anche agli altri utenti, non facciamo la gara a chi parla più difficile od a chi tira fuori paroloni desueti (ops.. l'ho fatto ancora!!)
E con questo pace e bene a tutti
Ma dico io, allora a cosa servono i registri linguistici (dovrebbero reiniziare ad insegnarlo più spesso nelle scuole)? Secondo il ragionamento fatto allora tutti coloro che sono stati giornalisti/tesisti/saggisti/ecc-isti a questo mondo, vivono una condizione di rimorso interiore per il semplice fatto di aver dovuto adattare il proprio linguaggio in base al contesto?
Che poi diciamocelo, questa faccenda del parlare forbito via forum/siti mi puzza sempre un po' di e-penis (siccome quelli che conosco che lo fanno, poi nella realtà parlano normalmente... e mi chiedo quanto ci mettano a scrivere un singolo post XD)
"Implicita sanzione d'inferiorità redatta dal primo nei confronti del secondo."
Perdonami Limbes ma non son molto propenso a darti ragione su questo punto. Abbassarsi al livello degli altri non vuol dire arrendersi agli altri e dimostrare la propria inferiorità, piuttosto capire la differenza che c'è tra noi e loro e cercare di colmarla sfruttando le proprie capacità. In questo modo avere una discreta capacità intellettuale/sottofondo culturale ci permette semplicemente di interfacciarci con più persone aumentando il numero di gente con cui possiamo interagire (visto che possiamo capire sia il linguaggio di alto, medio e basso livello e calibrare il nostro modo di esprimersi in base all'interlocutore) aumentando al massimo la possibilità di diffusione del nostro messaggio. Sì, proprio del messaggio: quella parte fondamentale della conversazione che si instaura tra emittente e ricevente e che è il cuore di una comunicazione tra due entità... Cuore basilare ed importantissimo che tu sembri oltremodo bistrattare a favore della mera e semplice forma. Ora, ovviamente, scegliere di dare la priorità alla forma rispetto al contenuto è una tua liberissima scelta ( poichè l'onere della comprensione e fruibilità del messaggio al destinatario è sempre a carico dell'emittente, che iniziando la conversazione dimostra la propria volontà di far ricevere ad un altro un determinato messaggio, e non del ricevente, come sembrate essere convinti tu e Catulla) che sicuramente ti precluderà di comunicare con tante persone comuni, ma che certamente ti permetterà di dialogare con quelle poche persone capaci di comprendere il livello della tua forma.. ma tu vuoi davvero questo? Se non lo vuoi allora devi imparare a comunicare meglio rendendo più chiare e trasparenti le tue frasi e concetti (perchè se devi avvisare qualcuno della possibile caduta di una trave non gli stai ad urlare contro "Oh passante ignaro, attento all'oscura e pesante minaccia alla tua vita che grava sopra di te" enunciato che ti farà apparire più come il solito indovino in cerca di soldi che come un onesto ed attento cittadino, ma gli griderai piuttosto "Attento alla trave che c'è lì sopra" molto più semplice e diretto).
Se invece lo vuoi, come dicevo prima, son fatti tuoi.. ma ti sembra veramente che questa limitata fruibilità sia adatta ad una recensione che compare in vetrina, e che quindi dovrebbe avere ruolo puramente divulgativo e puntare ad essere capita dal maggior numero possibile di persone? Personalmente ritengo di no e tu come membro dello staff quando ne proponi una dovresti pensarci.
saluti
Preferisco restare anonimo nella vita, piuttosto che sparare minchiate. E poi si sa bene che anche con "registrazione" uno mica rivela nome e cognome. Torno a dire che do maggior credito agli esperti VERI di anime e manga e non al primo venuto che spaccia superiorità intellettuale da scolaretto. E' la prima volta che mi imbatto in anime e manga trattati come fossero una versione di greco o latino. Tornate coi piedi sulla terra.
PS. Anch'io ho fatto il Classico. E di certo nella vita vera non parlo così. Ve lo immaginate uno che va al supermarket parlando come Eschilo? Andiamo! Gli anime e i manga sono una cosa seria, e così i loro autori. Siate seri anche voi quando li "recensite"... Bye bye
Darcia, veramente il mio concetto era proprio l'inverso. Ovvero, chi dice di abbassarsi al livello dell'interlocutore tra le righe lascia intendere di ritenersi superiore a lui. "Io, dall'alto della mia maggiore sapienza, contengo il mio linguaggio che altrimenti tu, povero zotico analfabeta, non saresti capace di comprendere".
A parere mio, magari ingenuo, penso invece che gli strumenti cognitivi che non si hanno possano essere acquisiti, sempre che lo si voglia. D'altronde non si nasce insegnati, come si dice, e io per primo sono alquanto ignorante.
Poi, ribadisco, stiamo parlando di aria fritta, poiché non vedo a cosa porti abbaiare contro due piccole parole - e contro chi le ha adoperate - che, se si ritengono tanto scandalose, come da invito del post 43 possono anche essere ignorate e saltate, non muore di certo nessuno. Trovo piuttosto fuori luogo un tale accanimento, a maggior ragione perché è inutile. Insomma, se si vogliono ottenere dei provvedimenti restrittivi per irregimentare le espressioni 'complicate', si raccolgano firme per, ad esempio, vietare l'uso del greco - vergogna, la lingua dei froci ellenici - o si facciano sit-in contro le letture 'difficili'. "Rivogliamo la recensione acqua e sapone".
E però mi viene da pensare ad altre precedenti occasioni in cui ci si è scagliati contro testi formalmente più 'semplici', accusandoli di essere dilettanteschi. Per cui magari mi viene da pensare che molto spesso si cerchino soltanto pretesti per sfogare contro 'l'altro da sé' tutto il proprio biasimo, vomitandogli addosso la propria incontinente sofferenza. In più bisogna osservaree da quale pulpito si scatena l'imprecazione, perché da un parte ho un Seiya che crede che garbato sia l'antonimo di maleducato, e dall'altra c'è l'anonimo linguista che, durante la sua lezione, prende a colpi di mannaia la grammatica.
Il greco non lo conoscono tutti. Questo è un dato di fatto.
Libero di utilizzarlo così come io sono libero di non capirlo.
E, comunque, ciò non fa di me (così come di nessuno) un "povero zotico analfabeta" se non un ignorante (del greco) nel senso letterale del termine. Un'ignoranza che al giorno d'oggi ritengo quantomeno giustificata e per nulla anacronistica, a differenza della recensione.
La gente attacca le versioni troppo semplici, considerandole dilettantistiche? Sarà, ma francamente non ho mai notato fenomeni di massa di questo genere (al massimo capitava che gli utenti manifestassero la loro opinione differente e poi stop). Sarà banale ripetere delle frasi abusate, ma a volte ci vuole: "la virtù sta nel mezzo"!
"A parere mio, magari ingenuo, penso invece che gli strumenti cognitivi che non si hanno possano essere acquisiti, sempre che lo si voglia."
Leggere un testo che non si capisce mi chiedo quali strumenti cognitivi fornisca (se le intenzioni fosero veramente quelle di allargare il vocabolario del lettore si andrebbe ad indicare a lato il significato della parola usata...)
Piuttosto si glissa sul discorso "uso dei registri" (commento 58).
Vi dirò, la serie mi aveva attirata, ma alla fine dell'ultimo episodio mi sono chiesta: e quindi?!
Insomma, sono rimasta con un po' di amaro in bocca perchè l'anime mette troppa carne sul fuoco e alla fine non argomenta bene nessuna delle tematiche affrontate.
l'anonimo linguista insiste nel dire che anime e manga vadano lasciati a chi di anime e manga se ne intende qualcosa. E non a Superuomini affascinati dal culto di se stessi o, meglio, da specchio d'acqua in cui rimirare la propria diafana vacuità. Tradurre in greco, please.
Chiamasi anacoluto. E comunque l'anonimo linguista ha detto cose interessanti, degne di meritare una discussione a livello contenutistico, non meramente formale (come se contestare quest'ultimo aspetto invalidasse l'argomentazione).
se ti piace tanto questo stile, nächstes mal, contattami e ti scrivo la recensione di Gundam AGE in Sanscrito (e sai che ne sarei capace
con tutto il dovuto rispetto per lo sforzo dell'Autore, trovo che questa recensione non sia un tentativo di elevare il discorso, né di spingere la gente ad aumentare il proprio "livello critico" di cultura, bensì uno sfoggio di nozioni fine a sé stesso. Certo, se lo scopo del suo Autore era spingere la gente a parlare di lui e del suo scritto anziché di EotE, beh, bersaglio raggiunto ...
La verità è che siete tutti invidiosi perché ce l'avete più piccolo, e la cosa del greco invece è soltanto un alibi.
Oh, ma fatevi un trapianto di cervello, se non capite cosa c'è scritto avete qualche problema.
Narzal, non si può votare "la penso come Limbes"?
Complimenti per la rece Limby, l'anime non mi interessa; però l'ho letta molto volentieri.
Mi piace come l'hai scritta, è qualcosa di nuovo ed è davvero stilosa, l'ho apprezzata anche se non conosco il greco (peffortuna che esiste gugol xD).
Qualche precisazione e risposta in ordine sparso.
Illidor, dovresti prestare più attenzione quando riporti frasi decontestualizzate. Difatti quello che citi è il ragionamento sottinteso all'adeguamento del registro espressivo che portavo a mo' di esempio: proprio la posizione inversa alla mia.
Poi comunque tieni bene a mente che l'ignoranza è giustificabile ma non giustifica, tanto meno è cosa di cui andare fieri.
OMEGA_BAHAMUT, ormai siamo degli ometti, non dovremmo più aspettare di essere imboccati, ma alzare il culetto dal seggiolone e andarci a prendere le posate.
Poi ti assicuro che non è mia abitudine glissare, per convenienza, su alcun punto, eccettuati quelli più risibili. Alla tua obiezione sull'uso dei registri, rispondo rimandandoti alla distinzione tra lingua parlata e lingua scritta. E per inciso, più prosaicamente, nel mezzo sta la mediocrità.
PS
Lenalee, il film è un ponte necessario alla visione del secondo lungometraggio che completa la trama sviluppata nella serie.
PPS
Narzi, sei troppo micioso XD
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