Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Secondo appuntamento con la rubrica immersa nel clima natalizio.
Questa volta vi proponiamo tre film, non proprio a tema natalizio ma per lo meno a suo sfondo: Pretty Cure Max Heart - Amici per Sempre, La scomparsa di Haruhi Suzumiya e Sailor Moon S - L'amante della principessa Kaguya.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Secondo appuntamento con la rubrica immersa nel clima natalizio.
Questa volta vi proponiamo tre film, non proprio a tema natalizio ma per lo meno a suo sfondo: Pretty Cure Max Heart - Amici per Sempre, La scomparsa di Haruhi Suzumiya e Sailor Moon S - L'amante della principessa Kaguya.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Durante una vacanza in un impianto sciistico con i loro amici, Nagisa, Honoka e Hikari si imbattono in un misterioso uovo, dal quale nasce poi un pulcino di una specie sconosciuta.
Sulle tracce del volatile, però, vi sono Freezer e Frozen, due demoni del ghiaccio che intendono eliminarlo e mutare il mondo in un inferno di ghiaccio eterno.
E’ curioso a dirsi, ma, similmente a quanto accaduto per Sailor Moon, laddove il film della serie R si rivelò essere molto più bello della serie cui faceva riferimento, anche questo lungometraggio della serie Max Heart acquista diversi punti in più mancando dei difetti che affliggevano la serie televisiva e mantenendone, ancora una volta, i bei punti di forza che ogni spettatore amante di questa serie apprezza.
"Yukizora no Tomodachi" è un film colorato, frenetico, ricco di luci, di colori, d'azione, di magia, di creature fantastiche e mondi incantati, con un’atmosfera sognante capace di fare sorridere, ma a questo aggiunge anche quello che è il maggior pregio della serie Pretty Cure, ossia la gran cura spesa per narrare le vicende umane dei personaggi, anche quelli più di sfondo. Difatti, una parte molto interessante del lungometraggio è rappresentata proprio dall’incipit, dalle vicende vacanziere di Nagisa, Honoka e della loro allegra brigata di amici, dalle fedeli compagne di lacrosse Shiho e Rina all’amato Fujipi-senpai. E’ davvero divertente e anche un po’ tenero vedere questi giovani divertirsi tra la neve e attraversare un leggero percorso di crescita umana tra una caduta con lo snowboard e uno screzio con gli amici.
Tema principale del lungometraggio, fin dal titolo stesso, è proprio quest’ultimo, l’amicizia. L’amicizia che s'instaura tra i protagonisti della storia e Hinata, il misterioso pulcino, ma anche quella, che ha ancora molto da dire nonostante si conoscano ormai da un centinaio di episodi, tra Nagisa e Honoka. Nell’arco dell’ora di durata del film, difatti, le due ragazze attraverseranno una grande crisi, dall’incipit non originalissimo poiché già sfruttato nella prima stagione, ma il cui svolgimento risulterà essere davvero toccante. Nato da una semplice questione di vita quotidiana, difatti, il diverbio tra le protagoniste si trasformerà poi in una lite ben più articolata, spostata sul lato “magico” della storia e molto più avvincente. Nagisa e Honoka si metteranno ancora una volta in discussione, e da questa discussione usciranno cresciute e con più fiducia nell’amicizia, vera e forte, che le lega.
La lite tra Nagisa e Honoka e la riscoperta del valore dell’amicizia da parte di entrambe, ma anche il rapporto fra Hikari e quell’Hinata che tenta disperatamente di proteggere ad ogni costo, sono il fulcro della vicenda e l’elemento più appassionante. In questo, il film viene aiutato da una coppia di avversari caratterialmente un po’ piatti ma diabolici quanto basta, ed è meglio così poiché con dei cattivi più sfaccettati e una carica meno drammatica la storia avrebbe perso di mordente e sarebbe risultata meno emozionante.
A livello tecnico, il film si presenta più curato della già ottima serie tv, con ottime animazioni, con colori molto vividi e con un’ottima colonna sonora mutuata dalle avventure televisive.
Il film possiede una storia ricca d'ideali, ideali forse un po’ troppo estremizzati, ma è giusto così, in fondo. E’ una produzione per un pubblico giovane, ed è giusto veicolare a questi piccoli spettatori buoni valori come l’amicizia in ogni modo possibile. Dunque, quale migliore occasione di un film di sicuro successo con le loro beniamine come protagoniste?
Yukizora no tomodachi è un film potente, dalla grande carica emotiva, che sicuramente insegnerà molto ai giovani spettatori e magari farà anche versare qualche lacrimuccia a quelli più grandicelli.
Sulle tracce del volatile, però, vi sono Freezer e Frozen, due demoni del ghiaccio che intendono eliminarlo e mutare il mondo in un inferno di ghiaccio eterno.
E’ curioso a dirsi, ma, similmente a quanto accaduto per Sailor Moon, laddove il film della serie R si rivelò essere molto più bello della serie cui faceva riferimento, anche questo lungometraggio della serie Max Heart acquista diversi punti in più mancando dei difetti che affliggevano la serie televisiva e mantenendone, ancora una volta, i bei punti di forza che ogni spettatore amante di questa serie apprezza.
"Yukizora no Tomodachi" è un film colorato, frenetico, ricco di luci, di colori, d'azione, di magia, di creature fantastiche e mondi incantati, con un’atmosfera sognante capace di fare sorridere, ma a questo aggiunge anche quello che è il maggior pregio della serie Pretty Cure, ossia la gran cura spesa per narrare le vicende umane dei personaggi, anche quelli più di sfondo. Difatti, una parte molto interessante del lungometraggio è rappresentata proprio dall’incipit, dalle vicende vacanziere di Nagisa, Honoka e della loro allegra brigata di amici, dalle fedeli compagne di lacrosse Shiho e Rina all’amato Fujipi-senpai. E’ davvero divertente e anche un po’ tenero vedere questi giovani divertirsi tra la neve e attraversare un leggero percorso di crescita umana tra una caduta con lo snowboard e uno screzio con gli amici.
Tema principale del lungometraggio, fin dal titolo stesso, è proprio quest’ultimo, l’amicizia. L’amicizia che s'instaura tra i protagonisti della storia e Hinata, il misterioso pulcino, ma anche quella, che ha ancora molto da dire nonostante si conoscano ormai da un centinaio di episodi, tra Nagisa e Honoka. Nell’arco dell’ora di durata del film, difatti, le due ragazze attraverseranno una grande crisi, dall’incipit non originalissimo poiché già sfruttato nella prima stagione, ma il cui svolgimento risulterà essere davvero toccante. Nato da una semplice questione di vita quotidiana, difatti, il diverbio tra le protagoniste si trasformerà poi in una lite ben più articolata, spostata sul lato “magico” della storia e molto più avvincente. Nagisa e Honoka si metteranno ancora una volta in discussione, e da questa discussione usciranno cresciute e con più fiducia nell’amicizia, vera e forte, che le lega.
La lite tra Nagisa e Honoka e la riscoperta del valore dell’amicizia da parte di entrambe, ma anche il rapporto fra Hikari e quell’Hinata che tenta disperatamente di proteggere ad ogni costo, sono il fulcro della vicenda e l’elemento più appassionante. In questo, il film viene aiutato da una coppia di avversari caratterialmente un po’ piatti ma diabolici quanto basta, ed è meglio così poiché con dei cattivi più sfaccettati e una carica meno drammatica la storia avrebbe perso di mordente e sarebbe risultata meno emozionante.
A livello tecnico, il film si presenta più curato della già ottima serie tv, con ottime animazioni, con colori molto vividi e con un’ottima colonna sonora mutuata dalle avventure televisive.
Il film possiede una storia ricca d'ideali, ideali forse un po’ troppo estremizzati, ma è giusto così, in fondo. E’ una produzione per un pubblico giovane, ed è giusto veicolare a questi piccoli spettatori buoni valori come l’amicizia in ogni modo possibile. Dunque, quale migliore occasione di un film di sicuro successo con le loro beniamine come protagoniste?
Yukizora no tomodachi è un film potente, dalla grande carica emotiva, che sicuramente insegnerà molto ai giovani spettatori e magari farà anche versare qualche lacrimuccia a quelli più grandicelli.
Film piuttosto lungo che ha un capo ed una coda, il che di per sé è un miracolo trattandosi di un film legato alla serie "La malinconia di...", il punto è semplice però: non è un'opera d'arte e non colma nessuna delle fin troppo vaste lacune che le due serie hanno lasciato. Fa una cosa sola, analizza i personaggi da un'altra prospettiva incentrandosi su uno in particolare: Yuki. Il 7 lo do anche perché l'oggetto osservato è il mio personaggio preferito.
Veniamo alla trama, ma urge una premessa: è strettamente connessa alla trama e ai giochi temporali di quest'ultima, quindi vederlo senza le due serie annesse fa capire la metà delle cose e se non si conosce Haruhi dell'anime non è possibile capire i punti di analisi di Kyon. Detto questo, veniamo alla storia nuda e cruda.
Siamo in un momento non definito dopo gli eventi delle due serie, Haruhi definisce la nuova missione della brigata SOS per Natale, quando... (pathos? Suspance? Dubbi?) la realtà cambia radicalmente! Haruhi non frequenta più la scuola di Kyon, la brigata SOS non è mai stata fondata, nessuna interfaccia umanoide (Yuki) ha mai confidato il segreto su Haruhi a Kyon, nessun Esper (Itsuki Koizumi) gli ha esposto una teoria alternativa sull'essere divinità con potere di influenza globale da parte di Haruhi e nessuna ragazza che viaggia nel tempo (Mikuru Asahina) gli ha esposto la pericolosità di Haruhi.
Insomma, una realtà tutta nuova che sconvolge Kyon, che si dibatte per cercare di ritrovare il suo caotico passato intricato e pieno di problemi legati ad Haruhi. Vediamo l'amante dell'abitudinarietà e del cinismo, cioè Kyon, mettere in discussione il suo punto di vista per cercare di riottenere la passata realtà, ma soprattutto assistiamo ad una Yuki Nagato umana che cerca la sua umanità non solo in una realtà "alternativa", ma anche come interfaccia umanoide che accumula un sostanziale errore: le emozioni.
Che dire, è qualcosa di insolito, che unito ad un tratto del disegno più fine e delineato ed a delle musiche gradevoli porta ad un risultato discreto, ma non eccezionale; semplicemente si esalta il personaggio di Yuki dando agli appassionati della serie una nuova forme di analisi di uno dei personaggi più "tecnici" della situazione, permettendo una visuale umana.
Il problema però è che la serie ha sfoderato altri problemi, per cui non si capisce il senso di questo film così intensamente puntato su un personaggio, in un'analisi fatta bene per carità, ma quando la serie in sé e per sé ha un sacco di buchi e ci sono situazioni in sospeso ovunque, che senso ha?
In conclusione, un 7 se lo porta a casa il film in sé, necessitando la conoscenza delle due serie è ovvio che perde punti, inoltre se questo film è "tanto per" senza che ci sarà un improvement di quello che questo film ha dato, non ne vedo molto il senso, diciamo che speriamo in bene. Questo film dà senza dubbio speranza, quindi non mi sento certo di sconsigliarlo.
Veniamo alla trama, ma urge una premessa: è strettamente connessa alla trama e ai giochi temporali di quest'ultima, quindi vederlo senza le due serie annesse fa capire la metà delle cose e se non si conosce Haruhi dell'anime non è possibile capire i punti di analisi di Kyon. Detto questo, veniamo alla storia nuda e cruda.
Siamo in un momento non definito dopo gli eventi delle due serie, Haruhi definisce la nuova missione della brigata SOS per Natale, quando... (pathos? Suspance? Dubbi?) la realtà cambia radicalmente! Haruhi non frequenta più la scuola di Kyon, la brigata SOS non è mai stata fondata, nessuna interfaccia umanoide (Yuki) ha mai confidato il segreto su Haruhi a Kyon, nessun Esper (Itsuki Koizumi) gli ha esposto una teoria alternativa sull'essere divinità con potere di influenza globale da parte di Haruhi e nessuna ragazza che viaggia nel tempo (Mikuru Asahina) gli ha esposto la pericolosità di Haruhi.
Insomma, una realtà tutta nuova che sconvolge Kyon, che si dibatte per cercare di ritrovare il suo caotico passato intricato e pieno di problemi legati ad Haruhi. Vediamo l'amante dell'abitudinarietà e del cinismo, cioè Kyon, mettere in discussione il suo punto di vista per cercare di riottenere la passata realtà, ma soprattutto assistiamo ad una Yuki Nagato umana che cerca la sua umanità non solo in una realtà "alternativa", ma anche come interfaccia umanoide che accumula un sostanziale errore: le emozioni.
Che dire, è qualcosa di insolito, che unito ad un tratto del disegno più fine e delineato ed a delle musiche gradevoli porta ad un risultato discreto, ma non eccezionale; semplicemente si esalta il personaggio di Yuki dando agli appassionati della serie una nuova forme di analisi di uno dei personaggi più "tecnici" della situazione, permettendo una visuale umana.
Il problema però è che la serie ha sfoderato altri problemi, per cui non si capisce il senso di questo film così intensamente puntato su un personaggio, in un'analisi fatta bene per carità, ma quando la serie in sé e per sé ha un sacco di buchi e ci sono situazioni in sospeso ovunque, che senso ha?
In conclusione, un 7 se lo porta a casa il film in sé, necessitando la conoscenza delle due serie è ovvio che perde punti, inoltre se questo film è "tanto per" senza che ci sarà un improvement di quello che questo film ha dato, non ne vedo molto il senso, diciamo che speriamo in bene. Questo film dà senza dubbio speranza, quindi non mi sento certo di sconsigliarlo.
Una giornata come molte altre che quasi improvvisamente ma al contempo naturalmente diviene il crocevia per due storie che proseguono a volte parallelamente a volte intrecciandosi fra di loro. Così accade in quello che per le nostre Usagi, Ami, Rei, Makoto, Minako e anche Chibiusa è un tranquillo e divertente giorno di relax e shopping ma che per la gattina Luna sarà l'inizio di una nuova e personale avventura.
Sullo sfondo però si staglia la figura di Snow Kaguya, una crudele strega aliena che torna sulla Terra, da cui già molto tempo prima era stata scacciata, decisa a farne il proprio glaciale regno...
E' proprio con queste due storie che a volte scorrono parallele e a volte si incrociano che questo film, il secondo dei tre realizzati, delle guerriere che vestono alla marinaretta, riesce a distinguersi.
Merito principale è dovuto senz'altro alla storia dedicata a Luna nella quale viene alla luce il lato più romantico e sentimentale di quella che fino a ora era stata la guida e il supporto di Sailor Moon senza quasi mai staccarsi dal suo ruolo. Uno spunto di novità che tra l'altro rende il film nel suo complesso più vicino al manga realizzato dalla Takeuchi più di quanto sia la serie principale proprio per la maggiore attenzione al lato sentimentale della vicenda con il lato “eroico”, o da shonen forse, che stavolta va a fare da completamento all'insieme diversamente da quanto avviene per la serie TV.
Siamo a cavallo tra la terza e la quarta serie dell'anime quando viene lanciato questo lungometraggio quindi nel pieno del successo per la serie televisiva e con l'ampio budget a disposizione Sailor Moon: non può che essere tecnicamente ai livelli più alti. La grafica è bellissima sia sul charachter design che nella scelta dei colori sui personaggi e negli sfondi; a tutt'oggi terrebbe botta contro molte produzioni in HD.
Un po' più in basso collocherei il sonoro: si apre all'inizio (non potendo essere altrimenti aggiungerei...) con la classica <i>Moonlight Densetsu</i>, in chiusura abbiamo <i>Moonlight Destiny</i> brano pomposo e quasi solenne nella versione estesa ma che paradossalmente viene un po' fiacco in sottofondo ai titoli di coda. Per fortuna il resto della colonna sonora si compone dei brani già sentiti nella serie S tra cui l'ottimo tema di trasformazione delle Outer Senshi Uranus, Neptune e Pluto.
Complessivamente direi che <i>L'amante della principessa Kaguya</i> è un buon film d'animazione, forse un po' corto, ma comunque ben bilanciato nei tempi e che risulterà decisamente interessante per i fan della serie e non solo.
Sullo sfondo però si staglia la figura di Snow Kaguya, una crudele strega aliena che torna sulla Terra, da cui già molto tempo prima era stata scacciata, decisa a farne il proprio glaciale regno...
E' proprio con queste due storie che a volte scorrono parallele e a volte si incrociano che questo film, il secondo dei tre realizzati, delle guerriere che vestono alla marinaretta, riesce a distinguersi.
Merito principale è dovuto senz'altro alla storia dedicata a Luna nella quale viene alla luce il lato più romantico e sentimentale di quella che fino a ora era stata la guida e il supporto di Sailor Moon senza quasi mai staccarsi dal suo ruolo. Uno spunto di novità che tra l'altro rende il film nel suo complesso più vicino al manga realizzato dalla Takeuchi più di quanto sia la serie principale proprio per la maggiore attenzione al lato sentimentale della vicenda con il lato “eroico”, o da shonen forse, che stavolta va a fare da completamento all'insieme diversamente da quanto avviene per la serie TV.
Siamo a cavallo tra la terza e la quarta serie dell'anime quando viene lanciato questo lungometraggio quindi nel pieno del successo per la serie televisiva e con l'ampio budget a disposizione Sailor Moon: non può che essere tecnicamente ai livelli più alti. La grafica è bellissima sia sul charachter design che nella scelta dei colori sui personaggi e negli sfondi; a tutt'oggi terrebbe botta contro molte produzioni in HD.
Un po' più in basso collocherei il sonoro: si apre all'inizio (non potendo essere altrimenti aggiungerei...) con la classica <i>Moonlight Densetsu</i>, in chiusura abbiamo <i>Moonlight Destiny</i> brano pomposo e quasi solenne nella versione estesa ma che paradossalmente viene un po' fiacco in sottofondo ai titoli di coda. Per fortuna il resto della colonna sonora si compone dei brani già sentiti nella serie S tra cui l'ottimo tema di trasformazione delle Outer Senshi Uranus, Neptune e Pluto.
Complessivamente direi che <i>L'amante della principessa Kaguya</i> è un buon film d'animazione, forse un po' corto, ma comunque ben bilanciato nei tempi e che risulterà decisamente interessante per i fan della serie e non solo.
Si tratta di un lungometraggio convincente con una trama coinvolgente, però ne consiglio la visione ha chi ha già visto almeno una delle due serie.
Il film di Haruhi lo devo ancora vedere, ma sto aspettando che esca la versione doppiata, se esce. Comunque ho letto la novel.
Di Sailor Moon sto seguendo ora la prima serie in lingua originale, e il film lo guarderò al momento giusto.
Sulla Disappearance non riesco neppure lontanamente ad immaginare un voto inferiore al 9, è il Beautiful Dreamer dei nostri giorni, ristrettissimo il 7 anche se la recensione nel complesso è buona, ma troppo sbrigativa per i miei gusti e non ho capito il ragionamento nella parte centrale. Non mi trovo d'accordo nell'affermazione del film che ruota solo intorno a Nagato, avremo nella pellicola un Kyon protagonista assoluto, diverso dal solito apatico della serie dimostrerà una determinazione non indifferente, consapevole finalmente della sua Haruhidipendenza, e lo spettatore, con la scomparsa improvvisa della protagonista, si immedesima nella sua angoscia grazie anche ad una regia magistrale.
Quel film di SM non me lo ricordo per nulla
Non avrei saputo dire di meglio ahaha
Dei film proposti oggi, ho visto solo 'La scomparsa', e ne sono stata pienamente soddisfatta.
Il mio punto di vista differisce da Nae. Nel film più che su Yuki, che effettivamente spicca più del solito, ho percepito maggiormente l'assenza di Haruhi... colei che da' brio ed eccitazione alla vita di Kyon, che altrimenti sarebbe anonima. Il vuoto che lascia, e il desiderio di lui di riaverla... mi hanno emozionata
Probabilmente sono di parte. Adoro in maniera eccessiva quella pazza!
Quello sulle Pretty Cure dovrei averlo, ma non l'ho ancora visto.
Mentre l'unico che ho visto è la Scomparsa di Haruhi Suzumiya.
Su questo graficamente, come scelta dei colori e animazioni è veramnete un ottimo prodotto, ma la pecca è che è mooolto lungo e come dice il recensore non si capisce a che punto della trama generale stia (a meno che mi legga da qualche parte a quale volume delle novel corrisponda).
Ad ogni modo sarà che forse ho visto questo movie subito dopo la 2 serie (che mi ha annoiato non poco con quella Infinita ed inutile Endless Eight) che mi ha fatto cadere di brutto l'interesse su Haruhi, ma non ho molto apprezzato questo film (del quale quasi non ricordo nemmeno la trama
Nonostante questo film sia molto meglio della Endless Eight.. poco ma sicuro...
Aspetto altre news sull'Haruhi no Sekai per riavvivare la fiamma.
Mai sentito nominare... il disegno proprio non m'ispira e con la magia non vado troppo d'accordo...non credo lo guarderò. Ho già tantissime serie e tantissimi film in attesa.
Passo! Anche se Koty vuol dire fiducia
* The Disappearance of Haruhi Suzumiya
Ho la serie da parte (da un sacco di tempo) ancora da guardare come si deve...non m'ispira granchè. Prematuro dunque pensare di vedere il film
* Sailor Moon S - L'amante della principessa Kaguya
Chi mi conosce sa quanto non apprezzi questa serie animata e, più in generale, il genere majokko. Passo tranquillamente.
3 titoli di scarso interesse per il sottoscritto.
More luck next time
Come serie del genere un voto alto quindi lo merita.
Harui non l'ho mai sopportata...una serie che non sono mai riuscito a vedere con il sorrisoXD
E infine sailro moon...un titolo famosissimo ma che non ho mai seguito anche se,sempre tanti anni fa, qualche episodio me lo vedevoXD
The Disappearance of Haruhi Suzumiya è piacevole, per essere uno speciale del tanto sfruttato titolo. A mio parere, qualcosina di più se la sarebbe meritata. Eiga Futari wa Pretty Cure Max Heart 2 - Yukizora no Tomodachi mi ispira notevolmente, e vedrò di recuperarlo al più presto. D'altronde, i titoli che portano il nome delle Pretty Cure sono da vedere. Infine, Sailor Moon S - L'amante della principessa Kaguya è di sicuro una buona saga, ma nulla di più; una come un'altra, senza lode né infamia. Complimenti ai recensori!
Ma per Harui Suzumiya personalmente aggiungo...non poteva sparire e rimanere sparita?
(perdonatemi, ma non riesco proprio a farmelo piacere
Yukizora no tomodachi è un bel film. A livello di trama non è nulla di diverso dalle serie televisive delle Pretty Cure (ma, del resto, gran parte dei film tratti dalle serie, come quelli di Dragon Ball o Saint Seiya per esempio, sono solo dei filler più grandi, no?), ma è bello proprio per questo. E' il massimo che Pretty Cure possa dare, nell'ambito di un film per il cinema. I pregi di Pretty Cure, infatti, vi sono tutti: il realismo e la grande attenzione posta alla quotidianità dei personaggi (caratteristica delle prime tre serie - di cui questo film tratto dalla seconda fa parte - purtroppo scemata con le successive ma sempre più o meno presente), i combattimenti spettacolari e molto fisici e, soprattutto (e questo è il suo pregio più grande), una grandissima esaltazione dell'amicizia. Un'amicizia lirica, esasperata, splendida, incrollabile, che va difesa con tutte le proprie forze, con le unghie e con i denti e che, fra litigi più o meno importanti e combattimenti ricchi di pathos, è degna dei migliori shonen di combattimento degli anni '80... ma, ehi! Pretty Cure è una saga moderna, che si rivolge a un pubblico femminile e piuttosto giovane, eppure insegna al suo pubblico che cos'è l'amicizia e quali siano i giusti valori in cui credere e da rispettare nella vita di tutti i giorni molto meglio di tanti colleghi dedicati ad un target maschile e teoricamente più grande che invece mostrano solo che picchiarsi è bello e figo, come la mettiamo?
Yukizora no tomodachi non è che il non plus ultra della filosofia della saga Pretty Cure, rielaborato in un formato cinematografico, più bello graficamente e più conciso rispetto alla relativa serie tv, ma i pregi ci sono tutti, la filosofia dietro è la stessa, ed è ciò che rende questo film imprescindibile per qualsiasi spettatore di giovane età appassionato della serie, poichè avrà molto da imparare dalla sua visione, imparare a cementare nella sua vita un'amicizia forte e sincera come quella qui rappresentata non potrà fargli che bene.
Passando a L'amante della principessa Kaguya, è il secondo per ordine di gradimento nella mia classifica dei tre film di Sailor Moon (il cui ordine corrisponde, che strano, a quello cronologico delle tre opere).
E' l'unico dei tre film ad essere stato scritto dall'autrice originale del manga, infatti vi è una sua riduzione a fumetti che potremo leggere nel secondo volume delle Short Stories che usciranno il prossimo mese. E si vede, perchè lo stile della narrazione è molto più vicino a quello del manga che a quello dell'anime. L'amante della principessa Kaguya è infatti un film più intimistico e sentimentale, dove le sequenze d'azione, seppur presenti, lasciano volentieri lo spazio maggiore alla trattazione dei sentimenti, molto delicata e toccante (al contrario del successivo Il buco nero dei sogni che è più incentrato sull'azione e del primo film La promessa della rosa che è invece un perfetto bilanciamento di azione e sentimento e infatti è a mio avviso il migliore dei tre).
Il tocco della Takeuchi si vede poi nei continui rimandi alla mitologia nipponica. L'intera storia, infatti, non nasconde fin dal titolo la sua fonte d'ispirazione, il Taketori Monogatari che racconta la storia della bellissima e algida Kaguyahime, principessa della luna giunta sulla Terra in tenera età e corteggiata da numerosi uomini, cui mai essa si concederà, ma che continueranno a cercarla e ad amarla, come l'astronomo Kakeru del film (anche se per lui il lieto fine sarà d'obbligo, contrariamente al romanzo origiinale). Complessivamente un bel film, che sfigura un pò al pensiero che è il film di Sailor Moon S ma è ugualmente una splendida visione, imprescindibile per i fans della saga e della gattina Luna nel particolare.
(tra l'altro la recensione a me dà l'impressione di avere un voto più alto delle parole spese ^^; ).
un film non perde punti solo perchè necessita delle serie per essere capito, anzi dovrebbe acquistarne XD!
questa non la avevo mai sentita!
E poi in questo caso il film è parte integrante della storia, proprio scritta dall'autore, non un film filler tipo quelli di conan ad esempio (con tutto il rispetto per il film di conan XD)
@GianniGreed
Non credo che esca la versione doppiata del film dato che la Dynit ha detto di non voler portare la seconda serie in italia (a causa di Endless Eight ahah!)
Non sono un amante dei Haruhi e co., anzi, ho droppato l'otto volante alla seconda puntata, ma questo film è, tecnicamente parlando, più che notevole sotto molti punti di vista: disegni, animazioni, fondali, e molto buono per colonna sonora e regia. Della storia che dire, la partenza è ad handicap (bisogna conoscere bene la prima stagione dell'anime e la prima puntata della seconda) ma essendo un amante dei viaggi temporali e dei relativi paradossi temporali ho apprezzato tantissimo questo film che, come ho definito nella mia recensione, per ritmo e lunghezza sembra più l'unione di 6-7 puntate che uno "one-shot". Sette è troppo poco, per spiegarmi mi esprimerò usando i numeri: qualitativamente il film rappresenta il top dell'animazione giapponese (voto 10, senza lode per via della colonna sonora), la storia regge benissimo anche se molto lunga (voto 9), la regia è all'altezza (voto 8 ) ; media matematica = 8 e mezzo, media "ponderata" (secondo me in un film come questo la regia incide percentualmente in maniera inferiore) = 9 più.
Pur non esistendo delle endless eight non ho visto nemmeno gli altri due anime qui recensiti per cui dovrò fidarmi delle parole e della valutazione dei recensori a cui faccio i miei complimenti (a tutti e tre) come al solito.
Dai, 7 è poco!!!! Credo che se anche le prime serie le avessero fatte cosi forse sarebbe stato anche meno pesante endless eight che poi è una genialata!
Certo, Nae, è normale che come dici tu lascia qualche lacuna se non hai visto le serie precedenti... questa è la quarta novel... è come se ad esempio tu guardassi Dragon Ball Z o GT senza aver visto la prima e seconda serie.
L'errore, se cosi lo si può definire, è stato trasmettere le prime due serie a puntate ed in quella maniera.
Comunque W la Brigata SoS e che Haruhi la benedica
Lo stato dell'arte dell'animazione giapponese degli ultimi anni.
Quasi lo stesso destino per il film di Sailor Moon S che è bello anch'esso ma scalda la seconda piazza in quanto La promessa della rosa è ancora meglio. Il trittico di film si completerà comunque nella mia videoteca con i DVD in uscita or ora
Per Haruhi... Mah
Il secondo movie delle Pretty Cure è sicuramente meglio del primo sotto vari punti di vista, più che altro per i vestiti "powerati", per scene di combattimento tuttavia preferisco il movie precedente, che in Italia non è MAI stato doppiato (grosso errore, perché è molto bello).
Per Sailor Moon, nulla da aggiungere a quanto detto. Il voto mi pare equo, dare di più non se ne parla (è solo un movie), forse qualcosina in meno, ma credo che sia solo una faccenda prettamente soggettiva.
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