Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Secondo appuntamento con la rubrica immersa nel clima natalizio.
Questa volta vi proponiamo tre film, non proprio a tema natalizio ma per lo meno a suo sfondo: Pretty Cure Max Heart - Amici per Sempre, La scomparsa di Haruhi Suzumiya e Sailor Moon S - L'amante della principessa Kaguya.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


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Durante una vacanza in un impianto sciistico con i loro amici, Nagisa, Honoka e Hikari si imbattono in un misterioso uovo, dal quale nasce poi un pulcino di una specie sconosciuta.
Sulle tracce del volatile, però, vi sono Freezer e Frozen, due demoni del ghiaccio che intendono eliminarlo e mutare il mondo in un inferno di ghiaccio eterno.

E’ curioso a dirsi, ma, similmente a quanto accaduto per Sailor Moon, laddove il film della serie R si rivelò essere molto più bello della serie cui faceva riferimento, anche questo lungometraggio della serie Max Heart acquista diversi punti in più mancando dei difetti che affliggevano la serie televisiva e mantenendone, ancora una volta, i bei punti di forza che ogni spettatore amante di questa serie apprezza.
"Yukizora no Tomodachi" è un film colorato, frenetico, ricco di luci, di colori, d'azione, di magia, di creature fantastiche e mondi incantati, con un’atmosfera sognante capace di fare sorridere, ma a questo aggiunge anche quello che è il maggior pregio della serie Pretty Cure, ossia la gran cura spesa per narrare le vicende umane dei personaggi, anche quelli più di sfondo. Difatti, una parte molto interessante del lungometraggio è rappresentata proprio dall’incipit, dalle vicende vacanziere di Nagisa, Honoka e della loro allegra brigata di amici, dalle fedeli compagne di lacrosse Shiho e Rina all’amato Fujipi-senpai. E’ davvero divertente e anche un po’ tenero vedere questi giovani divertirsi tra la neve e attraversare un leggero percorso di crescita umana tra una caduta con lo snowboard e uno screzio con gli amici.

Tema principale del lungometraggio, fin dal titolo stesso, è proprio quest’ultimo, l’amicizia. L’amicizia che s'instaura tra i protagonisti della storia e Hinata, il misterioso pulcino, ma anche quella, che ha ancora molto da dire nonostante si conoscano ormai da un centinaio di episodi, tra Nagisa e Honoka. Nell’arco dell’ora di durata del film, difatti, le due ragazze attraverseranno una grande crisi, dall’incipit non originalissimo poiché già sfruttato nella prima stagione, ma il cui svolgimento risulterà essere davvero toccante. Nato da una semplice questione di vita quotidiana, difatti, il diverbio tra le protagoniste si trasformerà poi in una lite ben più articolata, spostata sul lato “magico” della storia e molto più avvincente. Nagisa e Honoka si metteranno ancora una volta in discussione, e da questa discussione usciranno cresciute e con più fiducia nell’amicizia, vera e forte, che le lega.

La lite tra Nagisa e Honoka e la riscoperta del valore dell’amicizia da parte di entrambe, ma anche il rapporto fra Hikari e quell’Hinata che tenta disperatamente di proteggere ad ogni costo, sono il fulcro della vicenda e l’elemento più appassionante. In questo, il film viene aiutato da una coppia di avversari caratterialmente un po’ piatti ma diabolici quanto basta, ed è meglio così poiché con dei cattivi più sfaccettati e una carica meno drammatica la storia avrebbe perso di mordente e sarebbe risultata meno emozionante.
A livello tecnico, il film si presenta più curato della già ottima serie tv, con ottime animazioni, con colori molto vividi e con un’ottima colonna sonora mutuata dalle avventure televisive.

Il film possiede una storia ricca d'ideali, ideali forse un po’ troppo estremizzati, ma è giusto così, in fondo. E’ una produzione per un pubblico giovane, ed è giusto veicolare a questi piccoli spettatori buoni valori come l’amicizia in ogni modo possibile. Dunque, quale migliore occasione di un film di sicuro successo con le loro beniamine come protagoniste?
Yukizora no tomodachi è un film potente, dalla grande carica emotiva, che sicuramente insegnerà molto ai giovani spettatori e magari farà anche versare qualche lacrimuccia a quelli più grandicelli.



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Film piuttosto lungo che ha un capo ed una coda, il che di per sé è un miracolo trattandosi di un film legato alla serie "La malinconia di...", il punto è semplice però: non è un'opera d'arte e non colma nessuna delle fin troppo vaste lacune che le due serie hanno lasciato. Fa una cosa sola, analizza i personaggi da un'altra prospettiva incentrandosi su uno in particolare: Yuki. Il 7 lo do anche perché l'oggetto osservato è il mio personaggio preferito.

Veniamo alla trama, ma urge una premessa: è strettamente connessa alla trama e ai giochi temporali di quest'ultima, quindi vederlo senza le due serie annesse fa capire la metà delle cose e se non si conosce Haruhi dell'anime non è possibile capire i punti di analisi di Kyon. Detto questo, veniamo alla storia nuda e cruda.
Siamo in un momento non definito dopo gli eventi delle due serie, Haruhi definisce la nuova missione della brigata SOS per Natale, quando... (pathos? Suspance? Dubbi?) la realtà cambia radicalmente! Haruhi non frequenta più la scuola di Kyon, la brigata SOS non è mai stata fondata, nessuna interfaccia umanoide (Yuki) ha mai confidato il segreto su Haruhi a Kyon, nessun Esper (Itsuki Koizumi) gli ha esposto una teoria alternativa sull'essere divinità con potere di influenza globale da parte di Haruhi e nessuna ragazza che viaggia nel tempo (Mikuru Asahina) gli ha esposto la pericolosità di Haruhi.

Insomma, una realtà tutta nuova che sconvolge Kyon, che si dibatte per cercare di ritrovare il suo caotico passato intricato e pieno di problemi legati ad Haruhi. Vediamo l'amante dell'abitudinarietà e del cinismo, cioè Kyon, mettere in discussione il suo punto di vista per cercare di riottenere la passata realtà, ma soprattutto assistiamo ad una Yuki Nagato umana che cerca la sua umanità non solo in una realtà "alternativa", ma anche come interfaccia umanoide che accumula un sostanziale errore: le emozioni.
Che dire, è qualcosa di insolito, che unito ad un tratto del disegno più fine e delineato ed a delle musiche gradevoli porta ad un risultato discreto, ma non eccezionale; semplicemente si esalta il personaggio di Yuki dando agli appassionati della serie una nuova forme di analisi di uno dei personaggi più "tecnici" della situazione, permettendo una visuale umana.
Il problema però è che la serie ha sfoderato altri problemi, per cui non si capisce il senso di questo film così intensamente puntato su un personaggio, in un'analisi fatta bene per carità, ma quando la serie in sé e per sé ha un sacco di buchi e ci sono situazioni in sospeso ovunque, che senso ha?

In conclusione, un 7 se lo porta a casa il film in sé, necessitando la conoscenza delle due serie è ovvio che perde punti, inoltre se questo film è "tanto per" senza che ci sarà un improvement di quello che questo film ha dato, non ne vedo molto il senso, diciamo che speriamo in bene. Questo film dà senza dubbio speranza, quindi non mi sento certo di sconsigliarlo.



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Una giornata come molte altre che quasi improvvisamente ma al contempo naturalmente diviene il crocevia per due storie che proseguono a volte parallelamente a volte intrecciandosi fra di loro. Così accade in quello che per le nostre Usagi, Ami, Rei, Makoto, Minako e anche Chibiusa è un tranquillo e divertente giorno di relax e shopping ma che per la gattina Luna sarà l'inizio di una nuova e personale avventura.
Sullo sfondo però si staglia la figura di Snow Kaguya, una crudele strega aliena che torna sulla Terra, da cui già molto tempo prima era stata scacciata, decisa a farne il proprio glaciale regno...

E' proprio con queste due storie che a volte scorrono parallele e a volte si incrociano che questo film, il secondo dei tre realizzati, delle guerriere che vestono alla marinaretta, riesce a distinguersi.
Merito principale è dovuto senz'altro alla storia dedicata a Luna nella quale viene alla luce il lato più romantico e sentimentale di quella che fino a ora era stata la guida e il supporto di Sailor Moon senza quasi mai staccarsi dal suo ruolo. Uno spunto di novità che tra l'altro rende il film nel suo complesso più vicino al manga realizzato dalla Takeuchi più di quanto sia la serie principale proprio per la maggiore attenzione al lato sentimentale della vicenda con il lato “eroico”, o da shonen forse, che stavolta va a fare da completamento all'insieme diversamente da quanto avviene per la serie TV.

Siamo a cavallo tra la terza e la quarta serie dell'anime quando viene lanciato questo lungometraggio quindi nel pieno del successo per la serie televisiva e con l'ampio budget a disposizione Sailor Moon: non può che essere tecnicamente ai livelli più alti. La grafica è bellissima sia sul charachter design che nella scelta dei colori sui personaggi e negli sfondi; a tutt'oggi terrebbe botta contro molte produzioni in HD.
Un po' più in basso collocherei il sonoro: si apre all'inizio (non potendo essere altrimenti aggiungerei...) con la classica <i>Moonlight Densetsu</i>, in chiusura abbiamo <i>Moonlight Destiny</i> brano pomposo e quasi solenne nella versione estesa ma che paradossalmente viene un po' fiacco in sottofondo ai titoli di coda. Per fortuna il resto della colonna sonora si compone dei brani già sentiti nella serie S tra cui l'ottimo tema di trasformazione delle Outer Senshi Uranus, Neptune e Pluto.

Complessivamente direi che <i>L'amante della principessa Kaguya</i> è un buon film d'animazione, forse un po' corto, ma comunque ben bilanciato nei tempi e che risulterà decisamente interessante per i fan della serie e non solo.