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Notizia del 03/01/2012 OKNOtizie
AnimeClick.it presenta: Dossier su Attack No.1 (Mimì)

Nonostante non sia facile stabilirne l'origine esatta (qualcuno sostiene il 1902 con la nascita di Shoujo Club), è certo che i fumetti per ragazze esistessero sin dagli inizi del XX secolo. All'epoca non c'erano ancora riviste interamente dedicate ai manga, che occupavano invece solo una parte di magazine a tematica più generale; dal momento che all'epoca maschi e femmine venivano educati separatamente – le scuole era quasi tutte divise per sesso – anche le riviste venivano divise in base al target di riferimento: riviste shounen per i ragazzi, shoujo per le ragazze. Praticamente fino alla seconda guerra mondiale, i fumetti per ragazze altro non erano che brevi strisce adatte solo a bambine, che una volta cresciute le abbandonavano per altri interessi. Fu solo con l'arrivo di Osamu Tezuka e il successivo affermarsi dello story manga che si iniziò a sentire il bisogno di un rinnovamento e di storie più complesse e articolate; iniziarono a comparire fumetti più lunghi, ma ancora principalmente incentrati su ragazzine preadolescenti e su rapporti madre-figlia. Il pubblico chiedeva storie e personaggi in cui potersi immedesimare, e gli autori dell'epoca, quasi tutti uomini, non sembravano in grado di darglielo.

Attack No.1 - shoujo fine meiji

Arrivarono gli anni '60, e il mercato dei manga era prossimo a rivoluzionarsi come mai era accaduto prima. L'avvento della televisione sancì un cambio di ritmo nell'intrattenimento popolare, grazie alla cadenza settimanale di molti degli spettacoli di maggior successo. Le riviste di manga decisero quindi di adattarsi, passando da una serializzazione mensile ad una settimanale; il loro crescente successo, inoltre, aveva portato ad un aumento del numero di riviste complessive: erano necessarie nuove storie, e quindi nuovi disegnatori. Sulla scia del successo di Yoshiko Nishitani, che per prima aveva introdotto le tematiche dell'amore adolescenziale con opere quali Mary♥Lou e Lemon to sakurambo, nacque una nuova generazione di disegnatrici in grado, finalmente, non solo di dare alle lettrici quel che volevano, ma anche di elevare narrativamente e graficamente i fumetti per ragazze a livelli prima impensabili. Una delle prime esponenti di questa nuova generazione fu Chikako Urano, che entro qualche anno sarebbe passata alla storia come una delle creatrici del genere “spokon shoujo”, i fumetti sportivi per ragazze. Qualche fumetto di tale genere esisteva già in passato, ma si trattava solo di qualche caso isolato e di scarsa rilevanza; la vera esplosione del genere sarebbe avvenuta solo nella seconda metà degli anni '60, per un motivo che andremo ora ad analizzare.

HIROFUMI DAIMATSU E LE STREGHE D'ORIENTE

Attack No.1 - Hirofumi DaimatsuLa nostra storia ha inizio nel 1953, quando la fabbrica tessile Nichibo richiamò nella sua filiale di Kaizuka, cittadina nei pressi di Osaka, le migliori pallavoliste tra le sue impiegate allo scopo di creare la miglior squadra dopolavoristica della nazione. Ad allenarle fu scelto Hirofumi Daimatsu, ex-militare con un passato da pallavolista universitario, che divenne ben presto conosciuto come l'oni-coach (allenatore demonio), per l'estrema durezza e crudeltà dei suoi allenamenti. I risultati non mancarono ad arrivare e, tempo cinque anni, la Nichibo Kaizuka regnava incontrastata in tutto il paese; nel 1958 conquistò tutti i tornei più importanti a livello nazionale e nel 1959 iniziò una serie di 258 vittorie consecutive che si concluse solo nel 1966.
Il 1958 fu un anno importante per Daimatsu e le sue giocatrici anche per un altro motivo. Il Giappone, infatti, decise di adattarsi alle regole internazionali della pallavolo da 6 giocatori in modo da permettere anche alle sue squadre di gareggiare a livello mondiale nelle varie competizioni. In questo modo fu anche possibile creare una nazionale che rappresentasse il Giappone ai campionati del mondo; Hirofumi Daimatsu fu scelto per guidarla, ed egli costruì la nazionale con le giocatrici della Nichibo Kaizuka. Il primo torneo di un certo peso furono i mondiali di Rio de Janeiro 1960, dove il Giappone arrivò secondo dietro l'U.R.S.S. Insoddisfatto del risultato, Daimatsu irrigidì ulteriormente i suoi sistemi d'allenamento e organizzò anche una tournée europea per far fare esperienza internazionale alle sue giocatrici. Quella che si presentò al campionato del mondo di Mosca 1962 era una nazionale nuova, in grado di conquistare con relativa facilità il primo posto; questa volta le sovietiche riuscirono a strappare loro un solo set – unico set perso dalle nipponiche in tutta la manifestazione. La nazionale giapponese era ormai la squadra da battere per le nazionali di tutto il mondo, e le sue giocatrici erano state soprannominate le “Streghe d'Oriente” (Toyo no majo) non solo per aver interrotto il dominio internazionale delle sovietiche, ma per essere riuscite a farlo proprio in terra nemica, a Mosca. L'epopea internazionale delle Streghe sembrava volgere al termine, finchè non si scoprì che alle successive Olimpiadi del 1964 la pallavolo sarebbe diventata, per la prima volta nella storia, specialità olimpica; e la sede sarebbe stata a Tokyo, in Giappone, proprio a casa loro. Non potendo ritirarsi proprio allora, le Streghe d'Oriente e Daimatsu iniziarono la preparazione in vista delle Olimpiadi, intensificando ulteriormente i già infernali allenamenti. L'11 ottobre 1964 iniziò il torneo olimpico, con la nazionale nipponica che annichilì una dietro l'altra tutte le avversarie, comprese le storiche rivali sovietiche nella sfida finale del 23 ottobre. Le Streghe d'Oriente entrarono così nella leggenda dello sport giapponese (e mondiale), tanto che Hirofumi Daimatsu e il capitano Masae Sakai sarebbero successivamente entrati nella Hall of Fame della pallavolo. L'oni e le streghe potevano ora ritirarsi a testa alta, avendo vinto tutto quel che era possibile vincere sia a livello nazionale che internazionale, e vivere una vita normale: sposarsi, fare figli, e magari allenare la futura generazione di giocatrici era, ad esempio, il sogno di Masae Sakai.
Ma qual era il segreto del successo delle Streghe d'Oriente? Si è tanto parlato degli allenamenti infernali dell'oni-coach Hirofumi Daimatsu, ma in cosa consistevano esattamente?

Attack No.1 - Streghe d'oriente 1Attack No.1 - Streghe d'oriente 2

La risposta a tale domanda ce la fornisce Eric Whitehead, giornalista occidentale invitato in via straordinaria ad una delle sessioni di allenamento della nazionale nipponica durante la preparazione alle Olimpiadi del 1964 e che pubblicò, qualche mese prima della manifestazione, un articolo in cui illustrava la “giornata tipo” delle atlete.
Ricordiamo che la nazionale era formata dalle giocatrici della Nichibo, per cui la giornata iniziava col lavoro. Dopo la sveglia alle 7, dalle 8 alle 15,30 si lavorava nella fabbrica tessile; mezz'ora per cambiarsi e alle 16 si era tutte in palestra, una piccola stanza buia e fredda, per l'inizio degli allenamenti. Dopo una semplice partitella amichevole entrava in campo Daimatsu, si metteva su una piattaforma rialzata e iniziava a lanciare palloni per tutto il campo; alle pallavoliste, disposte in tre file una dietro l'altra, il compito di prenderle a qualsiasi costo. Tuffi, scivolate, torsioni, mosse di judo, qualsiasi cosa, pur di raggiungere la palla, mentre Daimatsu inespressivo le insultava ad ogni errore – ad una che zoppicava dopo aver sbattuto violentemente una caviglia contro una panchina di ferro urlò di andare ad unirsi ad una squadra sudcoreana se l'allenamento era troppo duro per lei. Dopo due ore l'oni-coach aveva iniziato ad imprimere un effetto alla palla; alle 19 era pronta la cena, ma Daimatsu non sembrava curarsene: ormai le ragazze erano tutte singhiozzanti, i loro volti deformati dal dolore e dalla fatica. Mezz'ora dopo, quando ormai il cibo era freddo, veniva concessa una breve pausa di dieci minuti per mangiare, e poi subito di nuovo in campo per la seconda parte dell'allenamento. Alle 22, dopo 6 ore di fatica, l'allenamento proseguiva, entrando nella sua fase finale. Ad una ad una le ragazze si facevano avanti cercando di sostenere un attacco sistematico in zone che difficilmente potevano raggiungere: era un test per temprare lo spirito e spingere ai limiti estremi la naturale agilità delle nipponiche, che non potendo contare su forza e altezza non potevano che puntare su una ricezione infallibile. A Mezzanotte (otto ore dopo) l'allenamento teoricamente si concludeva, ma non quella volta: la ragazza che aveva zoppicato dopo l'urto contro la panchina di ferro aveva deluso Daimatsu e fu costretta a proteggersi, con gomiti, ginocchia e qualsiasi altra parte del corpo, da una sequenza di pallonate da breve distanza. La mattina del giorno dopo la maggior parte delle ragazze era già in piedi al lavoro; alcune erano invece in infermeria a farsi sistemare, ma tutte, senza eccezione alcuna, sarebbero state presenti a mezzogiorno, o almeno agli allenamenti del pomeriggio. Tutto questo per 6 giorni alla settimana, 51 settimane all'anno; la domenica, in cui la fabbrica era chiusa, l'allenamento durava anche di più; sia l'allenatore che le ragazze non facevano altro nella vita al di fuori della pallavolo: amore, famiglia, amici, tempo libero... non c'era spazio per nient'altro.

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Autore: Redazione  

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let's jazz
ReiRan->--@ ha vinto 1 Premio Utente ReiRan->--@ è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ReiRan->--@ 
1) Messaggio di ReiRan->--@ (03/01/2012, ore 00:11)
leggerò con calma questo bellissimo approfondimento di Slan (uh ci sono anche da guardare dei video *_*), ma intanto non posso non commentare dicendo che è colpa/merito proprio di Mimì, prima, e di Mila, dopo, se mi sono avvicinata e poi ho anche praticato la pallavolo; quindi riferendomi anche all'ultimo quesito della posta del cuore dico: avvolte gli anime e manga fanno davvero bene
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Non esistono le coincidenze, esiste solo l'inevitabile
Mitsuki_92 ha vinto 4 Premi Utente Mitsuki_92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Mitsuki_92 
2) Messaggio di Mitsuki_92 (03/01/2012, ore 00:16)
Davvero grazie per questo dossier.. Io AMO la pallavolo... questo amore me l'ha dato il buon vecchio "Mila & Shiro" e dopo, con le repliche la mitica e intramontabile Kozue. Ringrazierò sempre JPOP per aver portato il manga *-*
E Grazie per queste chicche che nemmeno io sapevo!
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Sanità mentale? Mai avuto un simile problema
GIGIO ha vinto 3 Premi Utente GIGIO è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a GIGIO 
3) Messaggio di GIGIO (03/01/2012, ore 00:22)
Il dossier lo leggerò domani con calma, contento anche io per il Manga portato in Italia di cui sempre però tirerò le orecchie per l'edizione pocket tascabile, è vero che le tavole erano quelle che erano ma un tantino più grandi essendo anche pieno di dialoghi l'avrei apprezzato di più......
Detto questo il manga l'ho letto, mi è piaciuto molto e lo consiglio vivamente.
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Noir è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Noir 
4) Messaggio di Noir (03/01/2012, ore 00:25)
sono molto interessata a questo articolo,perchè anch'io come ReiRan
mi sono avvicinata alla pallavolo e ho imparato ad amarla grazie a mila [cugina di mimì] e per questo non posso fare a meno di ringraziarla!

comunque l'allenatore Hirofumi Daimatsu mi ricorda molto Daimon di mila e shiro:sarà un caso?
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Ironic74 ha vinto 1 Premio Utente Ironic74 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ironic74 
5) Messaggio di Ironic74 (03/01/2012, ore 00:25)
Slanzard con capigliatura ancora fluente alla presentazione di Milano è una chicca da non perdere...
cmq ho tutti e 7 i volumetti usciti e li ho messi tra i grandi classici come Georgie e Lady Oscar...non può mancare nello scaffale di un vecchio ammiratore degli spokon
cercavo anche la versione serie tv live action ma a quanto spiega il buon slanzard in questo dossier, poco ha del fascino e della trama del manga/anime quindi lascerò perdere
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il Generale Nero
micheles ha vinto 1 Premio Utente micheles è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a micheles 
6) Messaggio di micheles (03/01/2012, ore 07:38)
Per lanciare il titolo J-POP ha organizzato anche una presentazione pubblica al FNAC di Milano: a presentare il titolo ... Renato "Slanzard" Pappadà, redattore del sito d'informazione su manga, anime e cultura giapponese AnimeClick.it.

E tra il pubblico come utenti di AnimeClick c'erano pure il sottoscritto e l'Araldo dello Sterminio

Ottimo speciale di Slanzard, ho trovato specialmente illuminante la descrizione del REALE allenamento a cui erano sottoposte le giocatrici della nazionale giapponese. E io che pensavo che gli allenamenti di Mimi' fossero esagerati!
Sul live del 2005 concordo: senza infamia e senza lode, e' un'altra storia rispetto a Attack No 1. Citerei anche che la fama di Mimi' ha dato luogo a vari epigoni e imitatori, in primis Mimi' e le ragazze della pallavolo, la serie di Mimi' Miceri per intenderci.

Anche a me l'edizione italiana da' fastidio per il formato lillipuziano e la mancanza di divisione in capitoli; ho capito che si e' copiata la ristampa giapponese, ma cio' non toglie che siano a mio avviso difetti. Invece buona la carta, la copertina, buona la storia e soprattutto i disegni: gli occhi sbrilluccicosi hanno sempre il loro fascino!
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Avrebbe voluto che lei, più di ogni altra persona al mondo, avesse pensato a lui non come ad un gigante buono a nulla, ma come ad un eroe.
Kotaro ha vinto 3 Premi Utente Kotaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kotaro 
7) Messaggio di Kotaro (03/01/2012, ore 09:30)
La serie l'ho guardicchiata da bambino, ma non mi è mai piaciuta (meglio Mila, che era più scanzonato e dunque più piacevole ai miei occhi). Il dossier però è come sempre interessantissimo e ricco di notizie. Complimenti vivissimi!
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GeassOfLelouch ha vinto 9 Premi Utente GeassOfLelouch è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a GeassOfLelouch 
8) Messaggio di GeassOfLelouch (03/01/2012, ore 11:07)
Attualmente conosco Mimì e la nazionale della pallavolo solo per sentito dire (vecchia recensione su Attacker No.1 di Slanzard, a parte) anche se il "cartone" sulla pallavolo che ho maggiormente amato era Mila e Shiro ^^

Che dire complimenti per l'immane dossier, molto più approfondito, su quest'opera e sul suo contesto storico
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9) Messaggio scritto da Kazuya Ryuzaki (anonimo) il 03/01/2012 alle 11:23
Attack No.1 è un classico senza tempo! Complimenti per la recensione! Adesso tutti quelli che prendevano per il culo la serie per la crudelta o le cose impossibili si dovranno ricredere che la reltà come spesso succede è peggiore della fantasia! Leggete bene la recensione criticoni!
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Magazzini Smart,i migliori d'America.
ShinichiMechazawa è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ShinichiMechazawa 
10) Messaggio di ShinichiMechazawa (03/01/2012, ore 13:00)
La mia opinione (negativa) su Attack no.1 non cambia di una virgola pur alla luce della sua ispirazione alla realta'.

Comunque il dossier in se e' ottimamente scritto e documentato.
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Ti amo Rito... <3 cit. Lala Satalin Deviluke
Mikoto è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Mikoto 
11) Messaggio di Mikoto (03/01/2012, ore 13:21)
@Kotaro
secondo me è meglio Mimì, perché lei si massacra per lo sport che ama poi è più dolce e simpatica di Mila ^^ comunque questo dossier sull'opera Attack no.1 è favoloso complimenti
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Telly è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Telly 
12) Messaggio di Telly (03/01/2012, ore 13:43)
Molto interessante e ben scritto! Complimenti!
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13) Messaggio scritto da Kazuya Ryuzaki (anonimo) il 03/01/2012 alle 13:50
I fatti hanno dimostrato che molte cose "assurde" accusate contro Mimì erano vere nella realtà quindi un minimo di passp indietro mi sembra più che dovuto! Comunque quasi tutto il genere sportivo gli spokon per 30 anni avevano i cosidetti colpi speciali o situazioni impossibili vedi ad esempio Ashita no Joe e F-motori in pista, invece a partire dagli anni 90 con es. Slam Dunk sono diventati anche "realistici", quindi criticare un genere intero durato per decenni per eventi inpossibili mi sempra davvero inopportuno!
Detto questo in non sono un fan di "Mimì" (sono anchio più affezzionato a Mila) ho visto l'anime da bambino e letto il manga recentemente e merita la fama o il rispetto per il suo valore storico!
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14) Messaggio scritto da Darrux (anonimo) il 03/01/2012 alle 14:03
Wow, davvero complimenti...bellissimo articolo!!
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http://editorialemangablog.blogspot.com/
Akemichan è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Akemichan 
15) Messaggio di Akemichan (03/01/2012, ore 16:00)
Davvero un articolo interessante ** Oltre al fatto dei manga adoro lo sport e tutta la storia della nazionale giapponese mi ha affascinato molto ^^
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Teneramente malato di memorie infantili, sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Dartes ha vinto 1 Premio Utente Dartes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Dartes 
16) Messaggio di Dartes (03/01/2012, ore 16:37)
Dossier davvero interessante e dettagliato, vivi complimenti all'autore.
Non amo gli spokon, ma a diversi titoli sono particolarmente legato. E' da diverso tempo che non vedo più serie sulla pallavolo e sport in generale, nonostante le abbia apprezzate molto, specialmente agli esordi. Chissà che non dedicherò loro uno sguardo per l'ennesima volta, tentato da questo approfondimento...
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E Cell disse:
Hanatazaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Hanatazaro 
17) Messaggio di Hanatazaro (03/01/2012, ore 16:54)
even if it is painful, even if I feel sad,
on the court I'm alright
as the ball howls, my heart bounces
receive, toss, spike
one, two, one, two attack!

(but my tears end up coming forth, I'm a girl after all)
tears as well as sweat, in a young [one's] fight
I want to cry far out to the sky:
Attack! Attack number one
Attack! Attack number one

even if it is painful, even if I feel sad,
after all, the team-members are there
as the whistle sounds, my heart bounces
receive, toss, spike
one, two, one, two attack!

(but my tears end up coming forth, I'm a girl after all)
inside tears, in a young heart
I want to cry out to the drifting clouds
Attack! Attack number one
Attack! Attack number one

Bella serie comunque
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Slanzard è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Slanzard 
18) Messaggio di Slanzard (03/01/2012, ore 18:58)
@noir: la parentela tra Kozue e Mila in realtà era completamente inventata dal doppiaggio italiano, in realtà non c'è niente del genere a legarle. In ogni caso, Daimatsu è la base su cui sono stati costruiti tutti gli allenatori severi dello spokon, dai 4 di Attack No.1 (Hongo, Inokuma, Iwashima e il quarto che non ricordo), a Munakata di Ace wo nerae (Jenny la tennista) a Daimon.

Per quanto riguarda i commenti all'edizione, devo dire invece di esserne soddisfatto. Il formato tascabile non mi dispiace, specialmente perchè ha permesso di avere volumi da 300 pagine a soli 6,50€. Ho apprezzato anche l'assenza della divisione in capitoli, che rende tutta la storia un unico fiume senza pause. Mi sarebbe tuttavia piaciuto venisse portato anche in Italia anche lo Shin (il primo, non il remake del 2005).

Non concordo invece con micheles riguardo il drama, che ho trovato davvero ottimo. Non mi aspettavo niente di che, specialmente dopo aver capito che la storia non c'entrava nulla con l'originale, tuttavia è bastato un episodio per entrare in atmosfera e poi mi sono sparato tutta la serie di fila. Sicuramente è superiore alla serie televisiva, ma credo di preferirlo anche al manga originale. I film non li considero nemmeno, dal momento che non solo sono un semplice collage di immagini prese dall'anime, ma sono state ritagliate in modo da risultare spesso incomprensibili, con facce o corpi incompleti in modo da dare, a volte, una sensazione quasi di claustrofobia.

vecchia recensione su Attacker No.1 di Slanzard, a parte

Mai fatto nulla del genere. :/
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il Generale Nero
micheles ha vinto 1 Premio Utente micheles è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a micheles 
19) Messaggio di micheles (03/01/2012, ore 19:21)
Del dorama ho visto solo le prime 4 puntate, era discreto, ma con tante altre cose da vedere l'ho lasciato in sospeso.Prima o poi lo finiro' se dici che e' meritevole.
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non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
20) Messaggio di Ghibli92 (04/01/2012, ore 00:57)
Un dossier interessantissimo per me, dato che non conoscevo la storia della nazionale giapponese di pallavolo. Complimentoni davvero!!!
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Sasshi è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Sasshi 
21) Messaggio di Sasshi (04/01/2012, ore 10:32)
Dossier molto interessante complimenti
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Una volta avevo un cane che sapeva dire il suo nome. Si chiamava bau
npepataecozz ha vinto 7 Premi Utente npepataecozz è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a npepataecozz 
22) Messaggio di npepataecozz (04/01/2012, ore 12:42)
Davvero bello questo dossier, soprattutto la parte in cui vengono descritti i riferimenti storici alla nazionale giapponese femminile che vinse le olimpiadi di Tokyo (tutte cose che non conoscevo).
Quanto all'anime, ha fatto indubbiamente la storia di quegli anni, anche chi non è appassionato di manga e anime se lo ricorda ancora benissimo e non disdegna di guardarne qualche episodio quando capita. Certo ancora una volta è l'adattamento italiano la cosa che fa più storcere il naso; quello fatto dalla Mediaset è davvero ridicolo. Ma in fondo è normale che chi riesca a spacciare il Tg4 per un telegiornale sia capace di oscenità simili......
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Friederike72 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Friederike72 
23) Messaggio di Friederike72 (05/01/2012, ore 02:29)
In Italia arrivò anche Mimì e le ragazze della pallavolo sulle tv locali: con Ayuhara e co. ovviamente non aveva nulla a che fare, anche se la protagonista venne battezzata Mimi Miceli ( che si chiamava così anche in originale ed è da lì che probabilmente nacque l'adattamento italiano del nome di Kozue ^^)
http://www.nekobonbon.com/Miceri/Testi/micerigen.htm
Io vidi l'anime di Attack sulle tv locali, non censurato e dall'episodio 1: meno male che mi sono persa le Marcelle, Annabelle e altre sciocchezze made in Merdaset
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tu sei chi credi e scegli di essere
nepi è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a nepi 
24) Messaggio di nepi (12/01/2012, ore 21:30)
Questa recensione è davvero notevole. Complimenti per l'impegno, per le ricerce e per l'ottimo risultato che si è ottenuto.
Attack n.1 è un vero e proprio pezzo di storia.
L'unica cosa che non concordo sul post qui sopra di Slanzard è sul suo formato "mignon"; avrei speso volentieri qualche euro in più a volume e gustarmi maggiormente le tavole e i dialoghi.
Comunque i miei complimenti!
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Slanzard è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Slanzard 
25) Messaggio di Slanzard (12/01/2012, ore 21:38)
Mmm, ok per i dialoghi, ma onestamente non credo ci sia molto da "gustare" nei disegni della Urano :/
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il Generale Nero
micheles ha vinto 1 Premio Utente micheles è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a micheles 
26) Messaggio di micheles (13/01/2012, ore 05:49)
Slanzard parla per te, a me i disegni della Urano piacciono moltissimo e capisco che Nepi se li voglia gustare. Purtroppo date le dimensioni lillipuziane si riescono a gustare solo le copertine.
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