Comunicare lo spirito del Giappone attaverso il te'
27 gennaio ore 18.30
Una conferenza-dimostrazione a cura della Maestra Michiko Nojiri, Direttrice del Centro Urasenke Roma, insignita nel 2010 dell’Ordine Sol Levante, Raggio Oro e Argento conferitole dall’Imperatore.Si parlerà di chado, naturalmente, ma anche della lunga e ricca esperienza, maturata dal febbraio ‘63 ad oggi, e degli scambi culturali tra Giappone ed Europa, oltreché degli aspetti più segnatamente coinvolti nell’interculturalità.
Michiko Nojiri, al termine della conferenza in lingua italiana, proporrà una dimostrazione di Cerimonia del tè, per una comprensione completa, in nome della comunicazione non verbale.
Istituto Giapponese Di Cultura
Via Antonio Gramsci, 74, 00197 Roma
06 322 4794
Fonte consultata: Istituto giapponese di cultura
Assomiglia più al pesto alla genovese che non ad un te'
Ma con cosa lo fanno?
Anzi no...non lo voglio sapere
PS
Interessante l'iniziativa, se fosse stato più vicino forse ci sarei andato ma fanno tutto in centro (ovviamente).
Comunque io credo di esserci, la possibilità di assistere a una vera cerimonia e squarciare il velo di immaginazione/quasi misticismo che la ricopre è troppo ghiotta
Shaoran, squarcia il velo di misticismo anche per me!
Il te' presente nella tazza si chiama macha. Ho avuto occasione di provarlo - anzi, ne ho ancora un po' in casa - e ti posso garantire che ha il sapore più strano che abbia mai provato. Lo fanno con una polvere di te', appunto di macha, e lo mettono nella tazzina insieme a dell'acqua calda; iniziando poi a sbatterlo sino ad ottenere un liquido uniforme, come quello nell'immagine. Lo utilizzavano spesso nelle riunioni, che solitamente si tenevano in stanze minuscole di circa quattro tatami tutte in legno. Provarlo dentro una di queste, è una sensazione sublime. Ho avuto l'onore di assaggiarlo in un ryokan termale tradizionale Giapponese situato nelle Marche (davvero!
Non bevendo alcolici e rifiutandomi di bere birra analcolica sono da poco un apprezzatore del tè. E apprezzo i Giapponesi, che esaltano questa bevanda semplice,dalla tradizione millenaria quanto salutare.
Il macha mi manca di averlo bevuto però!
Il tè verde amarissimo di quel tipo va accompagnato con un dolcetto di gelatina zuccherosissimo. Separati i due gusti sono estremi, ma si combinano perfettamente. Da provare.
>>rigorosamente al naturale senza zuccheri e robaccia
Definitely U.U
Cmq di norma si tratta di questo:
Il vino 'cinese' alla prugna, era per caso l'umeshu, ovviamente rigorosamente on the rock, immagino? (se si è buonisismo, e no, non è cinese)
Sono un po' schifignoso con quel che ingurgito, non lo so se avrei abbastanza fegato (stomaco?) per provarlo. L'aspetto non è dei migliori.
L'esperienza di Fagiana vorrei non provarla anch'io ^__^'
E' pure amarissimo?
Immagino che metterci lo zucchero dentro sia una sorta di "sacrilegio" vero?
Passo la mano e magari aspetto il prossimo evento: "la cerimonia del sakè"
PS / OT
Neanche quello ho mai assaggiato ma immagino sia potentissimo, una sorta di grappa? Lessi un articolo su Shogun dove scrivevano che in Giappone erano soliti offrirlo anche nelle saune e, per chi non c'è abituato, tra la potenza dell'alcool e le altissime temperature, rischia seriamente di farvi finire in ospedale ^__^'
E non è nemmeno tanto forte, ha solo dieci gradi ...
Ma per berlo, merita senza aggiunte, ma come tutti i thè del resto. Poi sono anche gusti eh.
Per il resto quello in foto a me sembra una specie di brodo verde (ha le "chiazze di grasso" come il nostro brodo di carne), ma se dite che è amaro non credo lo berrò mai!!
Non sono un grande estimatore di the e non me ne intendo molto, ma sarebbe bello provarne qualcuno diverso dal solito al limone...
@Dartes
Ho avuto l'onore di assaggiarlo in un ryokan termale tradizionale Giapponese situato nelle Marche (davvero! ) ed è stata un'esperienza unica. Te lo consiglio, magari come vacanza estiva.
Buono a sapersi se c'è una stazione termale giappa in Italia!!!
Puoi darci qualche informazione in più in merito ??
(info, paese, com'è fatto, ecc)
Fortunato chi ci può andare. Che invidia!
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