Riportiamo un'analisi dell'anime Sasurai no taiyou ad opera dell'utente Micheles. A differenza dei canonici dossier che abbiamo pubblicato in passato (e che continueremo pubblicare in futuro), il seguente testo non si prefigge lo scopo di informare il lettore con uno stile distaccato e imparziale, bensì di analizzare, in modo anche estremamente personale, i significati e i simbolismi dell'opera in questione. Per questo si è deciso di pubblicarlo in una sezione apposita.
Buona lettura.
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A volte capita di riscoprire qualche vecchio anime dimenticato e di rimanerne sorpresi. È il caso di Sasurai no Taiyou, ovvero Sole Vagabondo, noto in Italia anche come Jane e Micci e Che Segreto!. Realizzato dalla Mushi Production su di un soggetto originale di Keisuke Fujikawa, è un anime da raccomandare al pubblico interessato alla storia del disegno animato giapponese. Con Sasurai no Taiyou si viaggia nel passato, visto che si tratta di un anime addirittura arretrato rispetto ai suoi anni, pensato per spettatori familiari con i classici degli anni sessanta, quali Ashita no Joe e Attack No. 1 che costituiscono evidentemente i suoi modelli ispiratori. Per apprezzarlo nel suo contesto storico non fa neppure male conoscere l'Uomo Tigre, l'Ape Magà, Bem il mostro umano, Sasuke il piccolo Ninja e i pochi altri anime di quell'epoca giunti in Italia. Si tratta di opere di cui si è perso il gusto presso il grande pubblico. È difficile al giorno d'oggi rendersi conto delle atmosfere tipiche di quegli anni, che hanno prodotto anime diversissimi non solo da quelli cui siamo abituati adesso, ma anche da quelli degli anni ottanta. Sasurai è soprattutto il ritratto di un Giappone che non c'è più.
GLI ADATTAMENTI ITALIANI
Preferisco usare il titolo giapponese perché in Italia Sasurai no Taiyou è stato adattato per ben due volte con diversi doppiaggi e diversi titoli: originariamente è andato in onda sulla TV locali come Jane e Micci, successivamente è stato ridoppiato e andato in onda su Italia Teen Television nel 2004 sotto il titolo di Che segreto!; infine è andato in onda anche su Junior TV come Sasurai. Nella seconda versione i nomi delle protagoniste sono stati cambiati da Jane e Micci a Nicoletta e Michela mentre in originale sono Nozomi e Miki. Purtroppo io sono riuscito a reperire soltanto la seconda versione. Inutile dire che si tratta di un adattamento opinabile, realizzato quando si credeva che i nomi giapponesi potessero far male alla psiche dei nostri bambini, motivo per cui tutti i nomi propri sono stati italianizzati. D'altra parte i cognomi giapponesi non sono stati ritenuti dannosi e quindi abbiamo l'assurdità di nomi come Nicoletta Mine, Michela Koda, Edgardo Egawa, Giancarlo Nohara. Tuttavia gli orrori dell'adattamento sono in qualche modo in tema con lo stile dell'anime, che presenta alcuni tra i peggiori disegni e animazioni della storia, inferiori a quelle delle serie anni sessanta che ho citato in precedenza. Paradossalmente ad un anime "brutto" si addice un adattamento "brutto".

Non giudico la qualità delle canzoni ma devo dire che sono appropriate, perché realizzate con lo stile italiano anni sessanta sulle musiche originali e quindi riescono a dare l'impressione di canzoni datate, che è essenziale vista la tipologia di anime. È poi indispensabile che siano state tradotte in italiano, perché i testi delle canzoni sono importanti, specialmente la canzone del pescatore che si sente in una delle ultime puntate ("mare, mare, donaci da mangiare! abbiamo tanta tanta fame!"). Queste canzoni sono lo specchio di un Giappone poverissimo, paragonabile all'Italia del dopoguerra, in cui la caratteristica considerata fondamentale per una canzone era quella di fare piangere. Non a caso la canzone ricorrente della protagonista, che sentiamo in quasi tutte le puntate, si chiama la Canzone del Cuore (Kokoro no Uta). Se l'adattamento è criticabile, non critico invece le voci, che nel doppiaggio moderno sono quella di Debora Magnaghi, nella parte della protagonista Nozomi, e Nadia Biondini nella parte della coprotagonista Miki. Entrambe sono doppiatrici professioniste competenti e amate dal pubblico italiano che anche in questo caso forniscono una prestazione più che dignitosa.

LA PRODUZIONE
Sasurai no Taiyou è stato realizzato in un anno di grande crisi per la Mushi Production, quel 1971 in cui Osamu Tezuka abbandona la società che ha fondato, anche se sarebbe più corretto dire che viene estromesso a causa dei gravissimi problemi finanziari imputabili alla sua gestione. Proprio per questi conflitti Sasurai no Taiyou è uno dei pochi anime della Mushi non tratto da un manga di Tezuka. Si tratta invece di un'opera di Keisuke Fujigawa e Miyumi Suzuki. La delicata situazione finanziaria giustifica gli evidentissimi problemi di budget di Sasurai, realizzato davvero al risparmio anche per quei tempi. La regia è di Katsui Chikao, un professionista che ha lavorato in decine di anime storici, qui alla sua prima prova di direzione, che giudicherei senza infamia e senza lode. Purtroppo vista la situazione finanziaria c'era poco che gli autori potessero fare per salvare l'anime, anche se si tratta di autori di prima classe. Fujigawa oltre che autore è anche un apprezzato musicista che ha lavorato alle colonne sonore di decine di serie anime, tra cui X-Bomber, Dancougar, Windaria, Transformers, God Mars e altre. Al character design vediamo la prima prova di Yasuhiko Yoshikazu e agli script vediamo un giovane Yoshiyuki Tomino: è qui che i due si incontrano per la prima volta e iniziano una collaborazione che porterà molti anni dopo a Gundam. Questo per rendere chiaro che la pochezza percepita in Sasurai non è dovuta all'incapacità degli autori. Sia come sia, non si tratta di un anime in grado di salvare la società dal fallimento, che avverrà nel 1973. È rimasto comunque nella memoria dei giapponesi e non solo, essendo poi stato venduto in tutto il mondo: oltre alle versioni italiane si trovano versioni francesi (Nathalie et ses Amis), olandesi, arabe e sicuramente molte altre.
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A volte capita di riscoprire qualche vecchio anime dimenticato e di rimanerne sorpresi. È il caso di Sasurai no Taiyou, ovvero Sole Vagabondo, noto in Italia anche come Jane e Micci e Che Segreto!. Realizzato dalla Mushi Production su di un soggetto originale di Keisuke Fujikawa, è un anime da raccomandare al pubblico interessato alla storia del disegno animato giapponese. Con Sasurai no Taiyou si viaggia nel passato, visto che si tratta di un anime addirittura arretrato rispetto ai suoi anni, pensato per spettatori familiari con i classici degli anni sessanta, quali Ashita no Joe e Attack No. 1 che costituiscono evidentemente i suoi modelli ispiratori. Per apprezzarlo nel suo contesto storico non fa neppure male conoscere l'Uomo Tigre, l'Ape Magà, Bem il mostro umano, Sasuke il piccolo Ninja e i pochi altri anime di quell'epoca giunti in Italia. Si tratta di opere di cui si è perso il gusto presso il grande pubblico. È difficile al giorno d'oggi rendersi conto delle atmosfere tipiche di quegli anni, che hanno prodotto anime diversissimi non solo da quelli cui siamo abituati adesso, ma anche da quelli degli anni ottanta. Sasurai è soprattutto il ritratto di un Giappone che non c'è più.
GLI ADATTAMENTI ITALIANI
Preferisco usare il titolo giapponese perché in Italia Sasurai no Taiyou è stato adattato per ben due volte con diversi doppiaggi e diversi titoli: originariamente è andato in onda sulla TV locali come Jane e Micci, successivamente è stato ridoppiato e andato in onda su Italia Teen Television nel 2004 sotto il titolo di Che segreto!; infine è andato in onda anche su Junior TV come Sasurai. Nella seconda versione i nomi delle protagoniste sono stati cambiati da Jane e Micci a Nicoletta e Michela mentre in originale sono Nozomi e Miki. Purtroppo io sono riuscito a reperire soltanto la seconda versione. Inutile dire che si tratta di un adattamento opinabile, realizzato quando si credeva che i nomi giapponesi potessero far male alla psiche dei nostri bambini, motivo per cui tutti i nomi propri sono stati italianizzati. D'altra parte i cognomi giapponesi non sono stati ritenuti dannosi e quindi abbiamo l'assurdità di nomi come Nicoletta Mine, Michela Koda, Edgardo Egawa, Giancarlo Nohara. Tuttavia gli orrori dell'adattamento sono in qualche modo in tema con lo stile dell'anime, che presenta alcuni tra i peggiori disegni e animazioni della storia, inferiori a quelle delle serie anni sessanta che ho citato in precedenza. Paradossalmente ad un anime "brutto" si addice un adattamento "brutto".

Non giudico la qualità delle canzoni ma devo dire che sono appropriate, perché realizzate con lo stile italiano anni sessanta sulle musiche originali e quindi riescono a dare l'impressione di canzoni datate, che è essenziale vista la tipologia di anime. È poi indispensabile che siano state tradotte in italiano, perché i testi delle canzoni sono importanti, specialmente la canzone del pescatore che si sente in una delle ultime puntate ("mare, mare, donaci da mangiare! abbiamo tanta tanta fame!"). Queste canzoni sono lo specchio di un Giappone poverissimo, paragonabile all'Italia del dopoguerra, in cui la caratteristica considerata fondamentale per una canzone era quella di fare piangere. Non a caso la canzone ricorrente della protagonista, che sentiamo in quasi tutte le puntate, si chiama la Canzone del Cuore (Kokoro no Uta). Se l'adattamento è criticabile, non critico invece le voci, che nel doppiaggio moderno sono quella di Debora Magnaghi, nella parte della protagonista Nozomi, e Nadia Biondini nella parte della coprotagonista Miki. Entrambe sono doppiatrici professioniste competenti e amate dal pubblico italiano che anche in questo caso forniscono una prestazione più che dignitosa.

LA PRODUZIONE
Sasurai no Taiyou è stato realizzato in un anno di grande crisi per la Mushi Production, quel 1971 in cui Osamu Tezuka abbandona la società che ha fondato, anche se sarebbe più corretto dire che viene estromesso a causa dei gravissimi problemi finanziari imputabili alla sua gestione. Proprio per questi conflitti Sasurai no Taiyou è uno dei pochi anime della Mushi non tratto da un manga di Tezuka. Si tratta invece di un'opera di Keisuke Fujigawa e Miyumi Suzuki. La delicata situazione finanziaria giustifica gli evidentissimi problemi di budget di Sasurai, realizzato davvero al risparmio anche per quei tempi. La regia è di Katsui Chikao, un professionista che ha lavorato in decine di anime storici, qui alla sua prima prova di direzione, che giudicherei senza infamia e senza lode. Purtroppo vista la situazione finanziaria c'era poco che gli autori potessero fare per salvare l'anime, anche se si tratta di autori di prima classe. Fujigawa oltre che autore è anche un apprezzato musicista che ha lavorato alle colonne sonore di decine di serie anime, tra cui X-Bomber, Dancougar, Windaria, Transformers, God Mars e altre. Al character design vediamo la prima prova di Yasuhiko Yoshikazu e agli script vediamo un giovane Yoshiyuki Tomino: è qui che i due si incontrano per la prima volta e iniziano una collaborazione che porterà molti anni dopo a Gundam. Questo per rendere chiaro che la pochezza percepita in Sasurai non è dovuta all'incapacità degli autori. Sia come sia, non si tratta di un anime in grado di salvare la società dal fallimento, che avverrà nel 1973. È rimasto comunque nella memoria dei giapponesi e non solo, essendo poi stato venduto in tutto il mondo: oltre alle versioni italiane si trovano versioni francesi (Nathalie et ses Amis), olandesi, arabe e sicuramente molte altre.
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Nessuno mai lo ha considerato un capolavoro, ma ai tempi lo si seguiva volentieri. Eravamo anche molto meno esigenti dal lato tecnico e ci facevamo trasportare di più dalle storie...
P.S. Quanto odiavo Micci...
Peccato che all'epoca gli orari sulle tv locali fossero un po' ballerini(ma Rai 4 oggi è nelle stesse condizioni solo che allora non c'era internet da consultare
lo dico sempre che dovrebbero riproporre anche gli anime meno noti di quegli anni, in tv:potrebbero esserci piacevoli ri-scoperte, come questa; mi ricordo "La balena Giuseppina" ad esempio..
L'anime difficilmente lo vedrò, non perché sia datato (rocky joe lo preferisco) ma perché non è il mio genere.
Comunque ho molto apprezzato la tua analisi degli anime negli anni 70, il messaggio di riscatto e tutto il resto. Condivido in pieno ciò che hai detto.
Non ero a conoscenza di questo titolo, ma vedrò di colmare la mia lacuna al più presto. Spero di riuscire nell'intento di recuperarlo, in quanto si tratta di un'opera assai datata. Vivi complimenti all'autore per il suo dettagliato lavoro.
Adesso ho iniziato a vederlo per bene un pò spinto dai commenti di micheles sulla sua scheda, un pò perché mi piace quel contesto storico. Ma sono ancora all'inizio.
Bell'articolo come sempre.
Tanto di cappello e complimenti!!
Mi ha messo voglia di rivederlo...
(appena ho tempo me lo leggo tutto per bene
Peccato questa serie in italia abbia avuto differenti doppiaggi e il "classico" problema dei nomi inventati di sana pianta...
complimenti ancora
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