Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Per cominciare la settimana, un salto nell'action-ecchi agevolando Ben-Tou, New Cutie Honey ed Ikkitousen.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Per cominciare la settimana, un salto nell'action-ecchi agevolando Ben-Tou, New Cutie Honey ed Ikkitousen.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Ben-Tou
7.0/10
Capita che nonostante gli stereotipi, i cliché e i soliti temi, una serie riesca se non a sfondare almeno a farsi notare in positivo da molti. E' il caso di "Ben-Tou", ovvero se vuoi approfittare delle offerte al supermarket preparati a prenderle o a darle... le legnate.
Satou è uno studente come tanti e come tanti deve farsi i conti nel portafoglio se vuole mangiare, perché abita nel dormitorio della scuola in cui studia. Un giorno viene attirato da del bentou a metà prezzo in un supermarket ma, prima che possa metterci le mani sopra, si ritrova scaraventato a terra e pestato ferocemente. Il povero Satou non sapeva che per acquistare il bentou scontato bisogna combattere e vincere, e ci sono gang di ragazzi che come lui intendono mangiare e risparmiare. Il giovane si alleerà con Yarizui, una ragazza dalle incredibili doti combattive, che gli insegnerà come funziona questa assurda lotta, essendo nel giro da più tempo.
Ecco la trama è tutta qui, c'è poco da aggiungere se non che i combattimenti e l'attenzione per i dettagli sono due caratteristiche alle quali gli autori hanno fatto molta attenzione. La tematica di fondo è talmente folle e non-sense per certi versi da saltare subito all'occhio. L'originalità è il punto di forza di questo semplicissimo anime che ben si distingue da altre serie come per esempio "Ikkitousen", dove tutto gira attorno alle inquadrature e alla distruzione delle vesti di giovani e fin troppo prosperose fanciulle. Già perché in "Ben-Tou" la componente ecchi è assai frivola e si concentra essenzialmente in una quindicina di minuti in totale. Non ci sono mutandine al vento, né seni in bella vista o cose del genere. I combattimenti sono poi assai dinamici e fluidi, capaci di trasmettere il reale effetto di un calcio sul grugno di un poveraccio affamato.
L'aspetto grafico è abbastanza curato tanto nella conformazione dei personaggi quanto nell'uso dei colori. Nota di merito va alla riproduzione dei supermarket e delle canzoncine pubblicitarie al loro interno (che anche se poche risultano simpatiche). Perfino i bentou sono riprodotti maniacalmente bene, e d'altronde per un anime che ne prende il nome c'era da aspettarselo.
La sigla d'apertura è molto energica e azzeccata, mentre quella finale è calma e rilassata. Gli effetti sonori fanno il loro dovere, pur non variando granché e concentrandosi principalmente sul brontolio dello stomaco e sulle scazzottate nei combattimenti.
Insomma negli ultimi tempi il fattore originalità sembrava una lontana e fumosa utopia, ma poi con "Ben-Tou" mi sono dovuto ricredere. Non si tratta di un anime da ricordare negli annali o da catalogare come anime dell'anno poiché il finale è relativamente deludente e l'introduzione della solita coppia di gemelle ninfomani/lesbiche/incestuose, nonché di un'altra ragazza dell'altra sponda che si lascia odiare dall'inizio alla fine, relegano quest'opera ad anime di buon livello e nulla più in ambito generale. Non fosse stato per queste piccole aggiunte poco gradite e per il finale semi-aperto mal assemblato, sicuramente avrebbe guadagnato un punto in più da parte del sottoscritto che, nonostante ciò, ne consiglia la visione.
Satou è uno studente come tanti e come tanti deve farsi i conti nel portafoglio se vuole mangiare, perché abita nel dormitorio della scuola in cui studia. Un giorno viene attirato da del bentou a metà prezzo in un supermarket ma, prima che possa metterci le mani sopra, si ritrova scaraventato a terra e pestato ferocemente. Il povero Satou non sapeva che per acquistare il bentou scontato bisogna combattere e vincere, e ci sono gang di ragazzi che come lui intendono mangiare e risparmiare. Il giovane si alleerà con Yarizui, una ragazza dalle incredibili doti combattive, che gli insegnerà come funziona questa assurda lotta, essendo nel giro da più tempo.
Ecco la trama è tutta qui, c'è poco da aggiungere se non che i combattimenti e l'attenzione per i dettagli sono due caratteristiche alle quali gli autori hanno fatto molta attenzione. La tematica di fondo è talmente folle e non-sense per certi versi da saltare subito all'occhio. L'originalità è il punto di forza di questo semplicissimo anime che ben si distingue da altre serie come per esempio "Ikkitousen", dove tutto gira attorno alle inquadrature e alla distruzione delle vesti di giovani e fin troppo prosperose fanciulle. Già perché in "Ben-Tou" la componente ecchi è assai frivola e si concentra essenzialmente in una quindicina di minuti in totale. Non ci sono mutandine al vento, né seni in bella vista o cose del genere. I combattimenti sono poi assai dinamici e fluidi, capaci di trasmettere il reale effetto di un calcio sul grugno di un poveraccio affamato.
L'aspetto grafico è abbastanza curato tanto nella conformazione dei personaggi quanto nell'uso dei colori. Nota di merito va alla riproduzione dei supermarket e delle canzoncine pubblicitarie al loro interno (che anche se poche risultano simpatiche). Perfino i bentou sono riprodotti maniacalmente bene, e d'altronde per un anime che ne prende il nome c'era da aspettarselo.
La sigla d'apertura è molto energica e azzeccata, mentre quella finale è calma e rilassata. Gli effetti sonori fanno il loro dovere, pur non variando granché e concentrandosi principalmente sul brontolio dello stomaco e sulle scazzottate nei combattimenti.
Insomma negli ultimi tempi il fattore originalità sembrava una lontana e fumosa utopia, ma poi con "Ben-Tou" mi sono dovuto ricredere. Non si tratta di un anime da ricordare negli annali o da catalogare come anime dell'anno poiché il finale è relativamente deludente e l'introduzione della solita coppia di gemelle ninfomani/lesbiche/incestuose, nonché di un'altra ragazza dell'altra sponda che si lascia odiare dall'inizio alla fine, relegano quest'opera ad anime di buon livello e nulla più in ambito generale. Non fosse stato per queste piccole aggiunte poco gradite e per il finale semi-aperto mal assemblato, sicuramente avrebbe guadagnato un punto in più da parte del sottoscritto che, nonostante ciò, ne consiglia la visione.
New Cutey Honey
6.0/10
"Shin Cutie Honey" è una piccola serie di OAV che narra le vicende di Cutie Honey, una ragazza cyborg che nella serie precedente a questi OAV ha vendicato il suo creatore ucciso dalle malvagie creature del male.
Ovviamente stiamo parlando di un mahō shōjo molto ecchi in bello stile, con una protagonista trasformista che ama particolarmente cambiarsi d'abito in bella vista, mostrando le proprie (censurate) nudità. L'otaku che c'è in me sta sanguinando dal naso pensando alle morbide forme che ballonzolano spesso, a volte troppo, davanti allo schermo. Ovviamente qualche sorriso non manca, vista anche l'eccessiva procacità delle immagini e la facilità con cui queste vengono mostrate.
Non aspettatevi, quindi, fine erotismo o velate allusioni: se c'è si vede, altrimenti non c'è.
I disegni, i tipici puliti ed essenziali di Go Nagai, padre di questa lunga serie di anime, non brillano per bellezza, ma la mano è riconoscibilissima e piacevole, soprattutto quando andiamo a ritrovare un Danbei (Danbei Makiba?) trasformato in cyborg e dotato di tutta una serie di armi "miniaturizzate" prese in prestito dal Grande Mazinga - e questo è un grosso punto a favore, almeno per me!
Musiche carine e allegre accompagnano le varie battute, le scenette demenziali e i duelli truculenti e sanguinosi, ma non eccellono per novità o caratteristiche, insomma, sono un po' piatte e senza anima, lasciando un po' di vuoto sia all'inizio sia alla fine dell'anime stesso.
Parlando della struttura degli OAV, va invece fatto notare come gli stessi siano divisi in maniera netta in due tronconi ben distinti: il primo, formato dai primi quattro "capitoli" che formano una storia completa, ma che non mi riescono a entusiasmare in quanto gli eventi si susseguono con una rapidità quasi da capogiro, facendo un po' troppi balzi di trama, e concludendo quelli che sarebbero potuti essere i momenti clou in modo eccessivamente precipitoso. La storia è comunque in toto lineare e senza sorprese, il momento in cui si conosce il cattivo (praticamente al secondo fotogramma, subito dopo il primo piano sulle possibili grosse Boobs dell'avversario di Cutie) già si può immaginare come può andare a finire… è un po' una delusione.
Si riprende, invece, Go Nagai, con gli ultimi quattro episodi che, a parer mio, meritano una sufficienza, in quanto sono quattro storie non troppo collegate, senonché da una sottile aura di storia comune, e che caratterizzano meglio i personaggi. Inoltre sono davvero belli alcuni camei in cui si ritrovano Koi Kabuto (fateci caso e cercatelo…), Akira Fudo (per i meno avvezzi [ma esistono?] forse è più noto come Devilman), e il magnifico Prof. Kabuto (padre di Mazinga Z), che non riescono comunque a salvare troppo la serie.
Insomma, una partenza lenta e poco concludente e un finale senza "finale", ma con qualche sprazzo di brillantezza. Forse la sufficienza non la meriterebbe, ma mi ha fatto venire voglia di spulciare tra le videocassette per rivedere, volentieri, il mitico Devilman…
Non c'entra molto, lo ammetto, ma è l'unica cosa che mi è rimasta dopo aver visto quest'anime.
Ovviamente stiamo parlando di un mahō shōjo molto ecchi in bello stile, con una protagonista trasformista che ama particolarmente cambiarsi d'abito in bella vista, mostrando le proprie (censurate) nudità. L'otaku che c'è in me sta sanguinando dal naso pensando alle morbide forme che ballonzolano spesso, a volte troppo, davanti allo schermo. Ovviamente qualche sorriso non manca, vista anche l'eccessiva procacità delle immagini e la facilità con cui queste vengono mostrate.
Non aspettatevi, quindi, fine erotismo o velate allusioni: se c'è si vede, altrimenti non c'è.
I disegni, i tipici puliti ed essenziali di Go Nagai, padre di questa lunga serie di anime, non brillano per bellezza, ma la mano è riconoscibilissima e piacevole, soprattutto quando andiamo a ritrovare un Danbei (Danbei Makiba?) trasformato in cyborg e dotato di tutta una serie di armi "miniaturizzate" prese in prestito dal Grande Mazinga - e questo è un grosso punto a favore, almeno per me!
Musiche carine e allegre accompagnano le varie battute, le scenette demenziali e i duelli truculenti e sanguinosi, ma non eccellono per novità o caratteristiche, insomma, sono un po' piatte e senza anima, lasciando un po' di vuoto sia all'inizio sia alla fine dell'anime stesso.
Parlando della struttura degli OAV, va invece fatto notare come gli stessi siano divisi in maniera netta in due tronconi ben distinti: il primo, formato dai primi quattro "capitoli" che formano una storia completa, ma che non mi riescono a entusiasmare in quanto gli eventi si susseguono con una rapidità quasi da capogiro, facendo un po' troppi balzi di trama, e concludendo quelli che sarebbero potuti essere i momenti clou in modo eccessivamente precipitoso. La storia è comunque in toto lineare e senza sorprese, il momento in cui si conosce il cattivo (praticamente al secondo fotogramma, subito dopo il primo piano sulle possibili grosse Boobs dell'avversario di Cutie) già si può immaginare come può andare a finire… è un po' una delusione.
Si riprende, invece, Go Nagai, con gli ultimi quattro episodi che, a parer mio, meritano una sufficienza, in quanto sono quattro storie non troppo collegate, senonché da una sottile aura di storia comune, e che caratterizzano meglio i personaggi. Inoltre sono davvero belli alcuni camei in cui si ritrovano Koi Kabuto (fateci caso e cercatelo…), Akira Fudo (per i meno avvezzi [ma esistono?] forse è più noto come Devilman), e il magnifico Prof. Kabuto (padre di Mazinga Z), che non riescono comunque a salvare troppo la serie.
Insomma, una partenza lenta e poco concludente e un finale senza "finale", ma con qualche sprazzo di brillantezza. Forse la sufficienza non la meriterebbe, ma mi ha fatto venire voglia di spulciare tra le videocassette per rivedere, volentieri, il mitico Devilman…
Non c'entra molto, lo ammetto, ma è l'unica cosa che mi è rimasta dopo aver visto quest'anime.
Ikkitōsen
6.0/10
Nel Kanto sette scuole superiori sono in lotta tra loro per la supremazia: ognuna di esse è guidata da toushi, esperti di arti marziali, il cui destino è legato alla propria Magatama, un orecchino che contiene lo spirito del corrispondente eroe del periodo storico dei Tre Regni. La giovane e svampita toushi dell'istituto Nanyo, Sonsaku Hakufu, insieme a suo cugino Kukin, altro toushi, inizia così la sua lotta contro i guerrieri delle altre scuole, quasi tutte ormai conquistate dal malvagio Toutaku Chuuei, reincarnazione dell'imperatore Dong Zhuo - Zhongyngdel e condottiero del liceo Rakuyo. Essendo ogni lottatore accomunato allo stesso destino del suo antenato, anche Hakufu dovrà morire nella sua battaglia?
A molti non piace il capolavoro di Yuji Shiozaki. Io, invece, lo amo.
Nato nel 2000 sotto forma di manga (splendidamente pubblicato in Italia da J-Pop), "Ikkitousen" ha spaccato le platee di manga/animefan in tutto il mondo. Chi, da una parte, ne ha condannato il fanservice esasperato, trovando ridicoli gli spunti seriosi della trama (morti, immolazioni etc.) quando il contorno si riduce a mille combattimenti tra avvenenti ragazze dove sono la norma inquadrature semi-pornografiche di slip, tette e culi, felice armamentario spesso messo a nudo da audaci distruzioni di vestiti - insomma, il culto maschilista dell'ecchi e del catfight aggiornato alla Guerra dei Tre Regni. Poi c'è chi, come me, non solo lo ha apprezzato per queste ragioni, ma ha trovato anche geniali le doti di sceneggiatura di Yuji Shiozaki, a ricordo dei migliori Imagawa e Urasawa nella gestione di un cast immenso (un'ottantina di personalità) e nel raccontare la vicenda dal punto di vista di numerosi gruppi di personaggi. Nulla da ridire sulle caratterizzazioni non memorabili e sulla serietà nulla della trama, "martoriata" dal fanservice kitch, ma, che dire, "Ikkitousen" va benissimo così, una barzelletta scritta e disegnata benissimo, con un gustoso chara sexy e di una certa importanza storica nel delineare il nuovo genere, tipicamente nipponico, delle storie di arti marziali dove a praticarle sono ragazze hot che spesso e volentieri si ritrovano nude in battaglia.
Scontata una trasposizione animata, che arriverà puntualmente, tre anni dopo, da parte di J.C. Staff, ottenendo un successo strepitoso che troverà addirittura, per ora, ben quattro seguiti. Piace non solo, ovviamente, la felice intuizione della formula action+sexy, ma anche la rielaborazione parziale della trama originale per creare una storia che, nei sequel, si evolverà in una storyline nuova di zecca.
La nota negativa di questa prima serie, che si avverte parecchio se si è fan dell'originale, è certo la rimozione degli aspetti più audaci del manga: qualsiasi riferimento esplicito a rapporti e pratiche sessuali è cassato, sono tralasciati gli hobby masochisti dell'inquietante Totaku e sopratutto i generosi davanzali delle ragazze, esibiti in ogni scontro (per ovvie ragioni i vestiti hanno una durata minimale), sono spesso "oscurati" da insopportabili reggiseni inventati di sana pianta. Limiti da accettare per l'esistenza di "Ikkitousen" su supporto televisivo.
Non mancano, fortunatamente, un gustoso effetto bouncing delle mammelle, l'ossessivo amore per primi piani di mutandine e, sopratutto, un chara da rotondità e tinte caldissime, tutti espedienti che aumentano notevolmente il sex appeal delle provocanti donzelle. Dal punto di vista narrativo, invece, pur seguendo i primi tre volumi del fumetto, "Ikkitousen" li rielabora facendo sue situazioni e avvenimenti, ma cambiandone l'ordine cronologico e apportando diversi cambiamenti che apriranno la strada alla trama inedita che si svilupperà già dal successivo "Dragon Destiny". Il risultato finale, pur non mirando certo a essere memorabile, è di ottimo interesse per fan e non, regalando un finale soddisfacente e senza troppi quesiti irrisolti.
Di serietta si parla, è impossibile negarlo, ma "Ikkitousen" anime è spigliato e procede spedito, accattivante, non annoiando mai e prestandosi idealmente a maratone di più e più episodi, grazie al ritmo, alle ragazze (ovviamente!) e ai bei disegni, a fronte di animazioni, però, poco più che funzionali. È vero che per la sua natura action-ecchi fallisce miseramente nei suoi sub-plot drammatici, dove anche quando muore qualcuno si è bombardati da tette e biancheria intima, ma siamo sicuri che lo guardereste per questo? Pollice verso, semmai, per i personaggi, che, escluse icone sexy che entreranno nell'immaginario collettivo - la perversa Ryomo, con il suo eccitante occhio bendato, e la divina Kanu - e 2/3 dei personaggi carismatici oltre ogni limite (Totaku e Saji in primis), per il resto sono tutti macchiette fatte con il cartoncino, appena funzionali alla storia e per nulla interessanti. La stessa protagonista Hakufu, creata volutamente come una ragazza cretina oltre ogni umano limite, è così irritante che l'attenzione non può che essere interessata ai pochi comprimari "di spessore".
In ogni caso la versione animata di "Ikkitousen", seppur lontana dai fasti del fumetto, ne rappresenta un gradevole antipasto che merita una visione da parte degli amanti del genere, ed è forte la curiosità per i vari prosiegui che ne cambieranno la trama. Va da sé che se volete il vero "Ikkitousen" dovete rivolgervi al fumetto.
A molti non piace il capolavoro di Yuji Shiozaki. Io, invece, lo amo.
Nato nel 2000 sotto forma di manga (splendidamente pubblicato in Italia da J-Pop), "Ikkitousen" ha spaccato le platee di manga/animefan in tutto il mondo. Chi, da una parte, ne ha condannato il fanservice esasperato, trovando ridicoli gli spunti seriosi della trama (morti, immolazioni etc.) quando il contorno si riduce a mille combattimenti tra avvenenti ragazze dove sono la norma inquadrature semi-pornografiche di slip, tette e culi, felice armamentario spesso messo a nudo da audaci distruzioni di vestiti - insomma, il culto maschilista dell'ecchi e del catfight aggiornato alla Guerra dei Tre Regni. Poi c'è chi, come me, non solo lo ha apprezzato per queste ragioni, ma ha trovato anche geniali le doti di sceneggiatura di Yuji Shiozaki, a ricordo dei migliori Imagawa e Urasawa nella gestione di un cast immenso (un'ottantina di personalità) e nel raccontare la vicenda dal punto di vista di numerosi gruppi di personaggi. Nulla da ridire sulle caratterizzazioni non memorabili e sulla serietà nulla della trama, "martoriata" dal fanservice kitch, ma, che dire, "Ikkitousen" va benissimo così, una barzelletta scritta e disegnata benissimo, con un gustoso chara sexy e di una certa importanza storica nel delineare il nuovo genere, tipicamente nipponico, delle storie di arti marziali dove a praticarle sono ragazze hot che spesso e volentieri si ritrovano nude in battaglia.
Scontata una trasposizione animata, che arriverà puntualmente, tre anni dopo, da parte di J.C. Staff, ottenendo un successo strepitoso che troverà addirittura, per ora, ben quattro seguiti. Piace non solo, ovviamente, la felice intuizione della formula action+sexy, ma anche la rielaborazione parziale della trama originale per creare una storia che, nei sequel, si evolverà in una storyline nuova di zecca.
La nota negativa di questa prima serie, che si avverte parecchio se si è fan dell'originale, è certo la rimozione degli aspetti più audaci del manga: qualsiasi riferimento esplicito a rapporti e pratiche sessuali è cassato, sono tralasciati gli hobby masochisti dell'inquietante Totaku e sopratutto i generosi davanzali delle ragazze, esibiti in ogni scontro (per ovvie ragioni i vestiti hanno una durata minimale), sono spesso "oscurati" da insopportabili reggiseni inventati di sana pianta. Limiti da accettare per l'esistenza di "Ikkitousen" su supporto televisivo.
Non mancano, fortunatamente, un gustoso effetto bouncing delle mammelle, l'ossessivo amore per primi piani di mutandine e, sopratutto, un chara da rotondità e tinte caldissime, tutti espedienti che aumentano notevolmente il sex appeal delle provocanti donzelle. Dal punto di vista narrativo, invece, pur seguendo i primi tre volumi del fumetto, "Ikkitousen" li rielabora facendo sue situazioni e avvenimenti, ma cambiandone l'ordine cronologico e apportando diversi cambiamenti che apriranno la strada alla trama inedita che si svilupperà già dal successivo "Dragon Destiny". Il risultato finale, pur non mirando certo a essere memorabile, è di ottimo interesse per fan e non, regalando un finale soddisfacente e senza troppi quesiti irrisolti.
Di serietta si parla, è impossibile negarlo, ma "Ikkitousen" anime è spigliato e procede spedito, accattivante, non annoiando mai e prestandosi idealmente a maratone di più e più episodi, grazie al ritmo, alle ragazze (ovviamente!) e ai bei disegni, a fronte di animazioni, però, poco più che funzionali. È vero che per la sua natura action-ecchi fallisce miseramente nei suoi sub-plot drammatici, dove anche quando muore qualcuno si è bombardati da tette e biancheria intima, ma siamo sicuri che lo guardereste per questo? Pollice verso, semmai, per i personaggi, che, escluse icone sexy che entreranno nell'immaginario collettivo - la perversa Ryomo, con il suo eccitante occhio bendato, e la divina Kanu - e 2/3 dei personaggi carismatici oltre ogni limite (Totaku e Saji in primis), per il resto sono tutti macchiette fatte con il cartoncino, appena funzionali alla storia e per nulla interessanti. La stessa protagonista Hakufu, creata volutamente come una ragazza cretina oltre ogni umano limite, è così irritante che l'attenzione non può che essere interessata ai pochi comprimari "di spessore".
In ogni caso la versione animata di "Ikkitousen", seppur lontana dai fasti del fumetto, ne rappresenta un gradevole antipasto che merita una visione da parte degli amanti del genere, ed è forte la curiosità per i vari prosiegui che ne cambieranno la trama. Va da sé che se volete il vero "Ikkitousen" dovete rivolgervi al fumetto.
* New Cutey Honey non m'interessa più di tanto
* Ikkitousen per me merita un 7 né più né meno.
Non concordo (ovviamente) con l'autore della rece che preferisce il manga.
Ma chi mi conosce lo sa... io preferisco quasi sempre la versione animata, se poi tiriamo in ballo serie ricche di azione quel "quasi" diventa di troppo.
Spiegami allora cos'ha di meglio la serie animata di Ikkitousen al manga....una trama confusionario e per nulla attinente all'originale? beh quello è certo
Perfino l'ecchi è meglio sfruttato nella versione cartacea, nell'anime è rozzo è volgare, nel manga invece riesce ad attirare l'attenzione del lettore con inquadrature improponibili e con l'effetto "vedo-non vedo".
L'unico elemento migliore del manga è la colonna sonora semplicemente per il fatto che quest'ultimo, per ovvie ragioni, non la possiede.
Forse perchè i moderatori le selezionano per "genere" e capisco implicitamente al volo se qualcosa non rientra fra le cose che ho visto...
Ma perchè ho fatto una domanda e mi sono risposto da solo?
Pollice in su per la recensione di Micerino, aspetto l'intervento di micheles o qualche altro nagaiano che faccia un po' di chiarezza sulle millemila serie di Cutie Honey.
Ikkitousen avevo provato a vederlo ma non ce l'ho fatta. Va bene il fanservice e le scenette idiote, ma le parti drammatiche sono veramente fuori contesto. Mettersi un'armatura al posto di quelle ridicole divise scolastiche abbasserebbe di molto le percentuali di morti/incidenti gravi
A quando una rubrica sugli hentai o sui live-action?
Ammetto che non conosco assolutamente gli altri titoli!
Te l'ho già spiegato abbastanza chiaramente non c'è neanche bisogno di leggere tra le righe.
Questione di punti di vista.
1) Ikkitousen è una serie ricca di azione e come viene riprodotta l'azione su carta non mi soddisfa proprio per niente.
2) Che sia attinente all'originale o meno non m'interessa affatto.
Sono contento che nella quasi totalità dei casi la versione animate e quella cartacea differiscano in vari passaggi perchè rende entrambe le versioni più fruibili e meno noiose da seguire. Se hai visto una delle due hai un motivo in più per seguire anche l'altra versione che, anche se non fedele all'originale, non per forza di cose dev'essere peggiorata, anzi! Molto spesso le modifiche possono essere definite migliorie.
3) Personalmente preferisco di molto gli anime ai manga
E meno male! Spendo una fortuna in manga! Se fosse stato il contrario sarei finito rovinato
Ikkitousen è più ecchi che di combattimento.
Sotto il punto di vista dei combattyimenti sono dell'opinione che ve ne siano tanti di anime strutturati molto meglio e.... beh... penso vi siano tanti anime strutturati meglio anche sotto il punto di vista dell'ecchi..
Ikkitosuen non è dunque tra le mie serie preferite, neanche lontanamente.
Tuttavia alcuni personaggi sono molto carismatici, alcuni combattimenti sono discreti.
Solo 6 mi sembra poco, il sette (personalmente) lo reputo più adeguato ma non è un 7 pieno. Se ci fossero i mezzi voti forse gli avrei assegnato un 6 e mezzo.
"1)Ikkitousen è una serie ricca di azione e come viene riprodotta l'azione su carta non mi soddisfa proprio per niente."
Questa è un'ottima ragione, i gusti son gusti e non vanno messi in dubbio, volevo solo averne conferma
"2)......."
Non mi ritrovo con il tuo punto di vista, raramente nel campo dell'animazione nipponica la versione animata può essere considerata migliore dell'originale (che sia manga o altro), spesso infatti i cambiamenti apportati sono dettati da ciò che è in voga al momento e non da un tentativo di miglioramento vero e proprio, poi qui entro nel personale ma più volte mi è capitato di leggere una scena e pensare "Chissà come sarebbe se venisse animata", ebbene il caro Ikki mi ha deluso profondamente su questo aspetto, modificando o addirittura tagliando intere scene per fare spazio....a boh, a siparietti di dubbio gusto.
La serie anime sarà anche migliore del manga, ma rimane sempre un prodotto che fa la propria forza sulle meccaniche ecchi.. Troppo poco a mio personale avviso.
Ne parlavo l'altro giorno con un altro utente del sito.
Io son fatto così... non è che i manga non mi piacciano (magari! sai quanto risparmierei?) è solo che nella quasi totalità dei casi preferisco la versione animata.
Trovarti anche solo una eccezione mi riesce assai difficile, l'unica che mi viene in mente è Video Girl Ai. Non che la versione animata non mi piaccia ma obiettivamente è molto carente rispetto alla storia in formato cartaceo. Ma nel caso di VGA non si tratta di un'opera ricca di azione. GTO (a mio parere) è uscito bene in entrambe le versioni ognuna delle quali ha pregi e difetti. Black Lagoon è un altro titolo che seguo sia in formato cartaceo che animato e il confronto con il cartaceo (per me) è impietoso. Le scene d'azione non rendono bene per niente nel manga.
Si potrebbero fare tanti esempi ma il succo è che, pur preferendo le versioni animate (quasi sempre) ogni caso andrebbe valutato singolarmente. Per Ikkitousen io preferisco l'anime.
Peccato poi, perchè con tutti quegli ep che sono usciti, si poteva fare un vero lavorone.
Ben-tou non l'ho visto ma le recensione di Rieper non mi invoglia a vederlo, specialmente se la conclusione e' come la descrive.
Sequel che, come accenna Micheles, sto guardando attualmente con ritmi bradipeschi (un ep a settimana) da quanto mi fa schifo, sono arrivato qualche giorno fa a metà. Probabile Micerino avrà visto solo quello che è l'unica incarnazione animata di CH arrivata in Italia, magari giudicandolo in modo autonomo, ma tenendo conto che è il seguito della serie tv del 73 lo definisco più o meno vergognoso visto che umilia tutti i punti di forza dell'originale.
La serie tv aveva i bellissimi e sensuali disegni di Shingo Araki. Il sequel i soliti disegni fighetti senza arte nè parte.
L'originale era la prima storica serie ecchi e le allusioni sessuali erano molto maliziose ma posate, coerentemente con i disegni eleganti.
Nel sequel ci vanno pesante, in modo molto esplicito e volgare.
Nell'originale Honey poteva trasformarsi in mille versioni diverse, nel sequel sono in 3/4.
Nell'originale tutti i comprimari saranno stati ridicoli ma erano piacevoli, nel sequel tutte macchiette irritanti.
Infine, ma questo non è un problema dell'OVA, il doppiaggio italiano è una di quelle cose che fan sanguinare le orecchie...
Per ora il mio voto a New Cutey Honey è 3, proprio un seguito insulso di cui nessuno sentiva il bisogna. Scompare letteralmente accostato all'originale.
Per inserirmi nel discorso di Nyx e Stay Night: imho semplicemente va preferito il media in cui esce per prima la storia. Se nasce come manga è preferibile il manga, se come anime preferibile l'anime, se come romanzo preferibile il romanzo. Nel caso di Ikkitousen, comunque, le storie sono talmente diverse che imho son da leggere/vedere entrambe per poter dire quale preferire.
Semplicemente carina e leggera, come lo spirito originale dell'opera e, miracolosamente, con una realizzazione tecnica di buonissima fattura mantenuta per tutta la serie.
Mi stupisce non sia ancora stata riproposta in dvd, tra l'altro aveva un ottimo doppiaggio.
Non è incredibile che nel 2012 ci siano ancora molte cose mai riproposte in dvd? (Penso anche a cose ben più degne, come Giant Robò, Le ali di Honneamise, il film di X, Street Fighter, ecc)
Solo colpa della pirateria o miopia delle case editrici, aiutate però da un pubblico più incline a una novità sebbene mediocre che a opere valide ma "datate"?
Mi incuriosisce invece Ben-Tou, visto che Rieper è stato molto bravo a pontificarne i pregi. Un pensierino ce lo faccio.
@Shadowrunner: se non sbaglio, mi sembra che Yamato abbia già riproposto in DVD il film di X.
Complimenti ai recensori.
Ben-Tou è la commedia ecchi per eccellenza, che porta ben poco di nuovo, salvo l'idea di base. L'ho sospeso dopo un discreto numero di episodi. Su New Cutey Honey non mi posso esprimere, in quanto ho visionato unicamente la serie precedente. Da quello che ho avuto modo di accaparrare in giro, però, direi che si tratta di un'opera più che trascurabile. Ikkitousen è patetico. Non intendo dilungarmi più del necessario.
Vivi complimenti per le recensioni, come sempre.
E poi il tanto osannato Ikkitousen...lo guarderò, se ancora reperibile.
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