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Notizia del 13/06/2012 OKNOtizie
Toei Animation: i primi passi del cinema animato giapponese

L'editore Cartoon Club ha recentemente dato alle stampe un nuovo volume di Mario A. Rumor, noto autore di numerosi saggi tra cui ricordiamo The Art of Emotion. Il cinema d'animazione di Isao Takahata, e pubblicista, redattore capo e collaboratore della neonata rivista Man Ga) e di numerosi gruppi editoriali.

Toei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese


Rumor -Toei passi


In questa nuova opera Rumor ha esplorato le origini e lo sviluppo di una delle maggiori case di produzione nipponiche, la Toei Animation, il primo grande gruppo giapponese di animazione ad imporsi sulla scena mondiale, un editore che per tutti gli appassionati è sinonimo di opere celeberrime quali Goldrake, Candy Candy, Lady Oscar, ed in anni più recenti, Saint Seiya e One Piece; ma vi è un'altra fetta di vita di questa società, nata nella metà degli anni cinquanta, una vita oscurata dai grandi successi televisivi degli anni seguenti, un ventennio di lavori, fallimenti e grandi successi cinematografici che ha preparato la grande esplosione degli anni ottanta e novanta dell'animazione giapponese, e proprio a questi primi decenni, dal 1958 al 1978, è dedicato questo volume, attraverso il racconto dei film, degli animatori, e degli autori che hanno preso parte a una fase cruciale per la nascita della industria cinematografica nipponica e che sono diventati, due decenni dopo, degli idolatrati beniamini.

Per approfondire meglio la presentazione di questo nuovo volume e discutere dei progetti della Toei Animation, abbiamo proposto una breve intervista all'autore, che ha gentilmente accettato.

_________________


AnimeClick.it: Il titolo del nuovo libro è in sé un programma affascinante e complicato: “Toei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese”. Perché non partire dalla Toei più nota al pubblico occidentale, quella che ha creato Goldrake, Capitan Harlock, Candy Candy e miriadi di altre serie, ma proprio dall’attività Toei che può sfuggire al pubblico meno smaliziato? I grandi film di animazione degli anni ‘60 oggi sono in parte trascurati, malamente trasmessi nelle Tv italiane anche se riproposti in alcuni festival come nell’ambito del Future Film Festival bolognese. Cosa hai voluto esplorare?

Mario A. Rumor: Più che smaliziato, il pubblico è poco attento e facile alle distrazioni. Per quanto affascinante, e proprio perché già nota al pubblico di appassionati, la Toei televisiva non rientrava negli interessi di questo libro. Ne parlo anche, ma il tutto è riferito al medesimo periodo: gli inizi dello studio nei primi anni ‘60, quando si cercava di dare connotati e credibilità alla nascente industria cinematografica animata da contrapporre alla scuola statunitense. Come per altri miei libri, ho voluto esplorare un campo che di solito o si ignora, o si conosce ma passa comunque inosservato perché, come dici giustamente, si tratta di film molto vecchi, con indole artistica talvolta troppo ingenua per gli anime fan di oggi. Sono film che pochi hanno davvero visto e di cui nessuno si occupa. Con qualche ragguardevole eccezione. Luca Della Casa nel 2008 ha curato la rassegna Toei Doga all’interno del Future Film Festival portando addirittura Hyokkori Hyotanjima (1967). Inoltre c’è la riedizione de Il Gatto con gli stivali (1969) che Gianluca Di Capua ha pubblicato in Dvd qualche anno fa con grande passione e professionalità. Va da sé che i film animati Toei davvero conosciuti sono quelli derivati da manga popolari come Galaxy Express, Dragon Ball e One Piece. La matrice televisiva originaria ha sancito il loro successo qui in Italia. In Francia, invece, con un mercato più coraggioso e aperto, al cinema e in home video si è visto di tutto, da Hakujaden (1958) a Dobutsu Takarajima (1971), anche perché portava in dote il nome di Hayao Miyazaki. Non è del tutto appagante con il ben di dio custodito negli archivi dello studio, ma è già qualcosa.

Al centro della vita nei primi decenni della società Toei, e fino al 1971, vi è una figura fondamentale: Hiroshi Okawa, “sua animosità”, come lo chiami tu. Puoi parlarci di questo produttore?

Okawa è stato un grande uomo di cinema, un imprenditore serio e rigoroso. Teneva alla buona immagine di Toei e si è prodigato, per primo, in tempi difficilissimi, a far conoscere anche all’estero la qualità dell’industria animata giapponese. Talvolta con esagerato egocentrismo, volendo promuovere un’idea di cinema troppo ravvicinata a quella occidentale e americana. Più spesso facendo scelte che i suoi dipendenti condividevano poco ma che alla fine dei conti contribuirono a portare sullo schermo. Non ci fosse stato lui, probabilmente l’animazione giapponese sarebbe nata con frammentazioni, piccoli studi e film di respiro diverso. Okawa ha accelerato il processo di creazione e lo ha ingigantito all’inverosimile, tant’è che nessun altro studio al mondo in quel periodo, tranne Disney e Hanna & Barbera, poteva competere quantitativamente con esso. Il solo altro personaggio con la medesima intraprendenza e determinazione è stato ovviamente Osamu Tezuka. La necessità di avere competitori interni, di diversificare l’offerta ha aiutato a creare l’attuale industria degli anime. Nello scontro, anche ideologico e pratico, sono scaturiti quelli che oggi chiamiamo veterani (Yoshiyuki Tomino, Masami Hata, Gisaburo Sugii, il compianto Osamu Dezaki, Rintaro, Isao Takahata, Hayao Miyazaki, ecc.).

Nei primi decenni della sua vita, e della storia dell’animazione nipponica, Toei Animation è stata una vera fucina di talenti (oltre che agenzia di collocamento per talenti!): attraverso i suoi uffici sono passati alcuni dei maggiori registi, disegnatori che ritroviamo decenni dopo alla testa del movimento che ha portato all’affermazione mondiale del Giappone in campo animato. Quale ruolo ha avuto la Toei esattamente, nel bene e nel male?

Come dicevo prima, nello scontro ideologico tra la figura imprenditoriale di un Okawa e il desiderio di affermazione personale degli animatori che cercavano di fare un cinema anche diverso e meno infantile c’è la parte migliore dell’animazione giapponese. Quella che oggi non trovi più. Come dice spesso Miyazaki: esistono bravi artigiani, ma niente cuore. Lo ha detto riferendosi persino al giovane Hiromasa Yonebayashi, regista al debutto con Arrietty (2010) e sicuramente lo pensa del figlio Goro. Oggi è tutta tecnica e bravura, allora invece esistevano i presupposti pratici e ideologici per autentica creazione. C’era più cuore perché quegli animatori ebbero il coraggio di confrontarsi con il sistema, che poteva essere l’azienda Toei ma anche la società giapponese dell’epoca. C’era più voglia di immaginare le cose, di parlare al pubblico e incrociare le rispettive passioni. Toei ha fornito i presupposti per formare una generazione di artisti e di inventori: basti pensare a come sapranno cavarsela con pochi mezzi nelle serie Tv negli anni successivi. Nella troppa sovresposizione e nel superlavoro (cinema e televisione) Toei ha anche consentito la fuoriuscita di alcuni suoi dipendenti che andarono a formare altre società. E questo fu sicuramente un bene.

Oggi in qualche misura
Toei sta cercando di ripresentarsi cinematograficamente come un polo spettacolare non più e non solo legato ai suoi maggiori successi televisivi. Da un lato buttandosi sul 3D CGI (il nuovo Capitan Harlock in uscita il prossimo anno), dall’altro riconfermando la sua passione per l’animazione tradizionale come dimostrato dai lavori annunciati nei prossimi mesi. C’è Ashura dal fumetto di George Akiyama, per ora pubblicato solo in Francia, e conosciuto come autore indigesto, del quale si è occupato il regista Keiichi Sato. E c’è anche Niji-iro Hotaru: Eien no Natsu Nasumi, che promette bene

Dopo la presentazione di Annecy 2011 si è molto discusso sui progetti dedicati in CG della societa, tanto di Capitan Harlock che del film dedicato a Lady Oscar.

Ho domandato personalmente a Kaz Yamashita dell'ufficio internazionale di sbottonarsi su Lady Oscar, ma come scrivevo nel mio pezzo sulla rivista non è possibile avere informazioni. Né è dato sapere se la produzione del nuovo Lady Oscar è ferma, in hiatus, oppure stia andando avanti, nonostante siano passati un bel po' di anni dall'annuncio. Mentre procede, la lavorazione di Capitan Harlock per il quale, come dicevo, stanno facendo le cose in grande. E Matsumoto sostiene apertamente il progetto.

Capitan Harlock CG Annecy 2011 - Anteprima


Albator (Space Pirate Captain Harlock) – Pilote... di Lyricis


Il Gatto con gli stivali, del 1969, ispirato all’omonimo racconto di Charles Perrault, rappresenta il primo grande successo commerciale della Toei, il primo grande successo milionario di un anime nei cinema, l’inizio della Golden age dello studio. Un’opera che ha fatto la storia, la Toei ha per simbolo il gatto Pero non a caso. Perché venne scelto quel testo, che ancor oggi, peraltro, ha così grande successo come abbiamo visto di recente nella versione USA con la voce di Antonio Banderas, ma non credo che all’epoca fosse notissimo in Giappone?

Il rapporto dei lettori giapponesi nei confronti della letteratura occidentale è sempre stato piuttosto intenso, soprattutto dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando si riprese a pubblicare testi che il governo aveva bandito ed escluso prima e durante il conflitto. Era popolare Pinocchio di Collodi, era amatissimo Charles Dickens, la letteratura per l’infanzia visse un exploit incredibile con nuove traduzioni di autori e autrici americani, canadesi, inglesi e francesi. In altri miei libri ho raccontato l’entusiasmo di Hanako Muraoka nel portare a nuova vita Anne of Green Gables di Lucy M. Montgomery. Quell'entusiasmo si poteva rintracciare anche in altri contesti simili: Eleonor H. Porter, Louisa May Alcott per restare ai più giovani; ma anche Jane Austen e le sorelle Brontë trovarono spazio e successo. È negli anni di lavoro presso Toei che il giovane Miyazaki scoprì Sotto il pavimento di Mary Norton, e l’idea di farne un film di animazione appartiene a quel periodo. Inoltre già conosceva e ammirava Jacques Prévert. Insomma, quella generazione leggeva molto più che altrove. E continua a farlo anche il Giappone di oggi.

Hols (in Italia è uscito come La grande avventura del Piccolo Principe Valiant) è un’epifania di colori, idee. Quali sono stati i motivi del rifiuto da parte del pubblico?

Troppo adulto e problematico. Il pubblico era già televisivo e abituato a ben altro genere di intrattenimento. Per la cronaca, addirittura molti animatori Toei faticarono a stare dietro alle idee di Takahata. Non riuscivano a comprendere personalità tormentate e complesse come quella di Hilda. Il film divenne realmente popolare nei primi anni ’80, quando Takahata pubblicò con Tokuma il suo libro sul film.

Hols - Trailer



Tornando al nuovo volume, e lasciando le domande da fan, puoi parlarci di come lo hai costruito? Quali autori hai contattato?

Sono partito dagli inizi-inizi del cinema animato giapponese. Ho voluto dedicare un paio di capitoli al lavoro amatoriale dei pionieri, da Seitaro Kitayama a Kenzo Masaoka (il padre del cinema di animazione giapponese), cercando di rintracciare sommariamente le radici di questa arte del disegno. In qualche caso già lì è stato possibile individuare le ragioni che porteranno alla fondazione di Toei. Poi avanti tutta raccontando Toei attraverso quasi tutti i suoi film prodotti dal 1958 ai primi anni ’80. Avevo parecchie videocassette dei vecchi film da visionare, acquistate direttamente in Giappone quando i Dvd ancora non esistevano. Un lavoraccio recuperare il resto. Soprattutto confidavo nell’aiuto e nel sostegno di illustri esperti come Ilan Nguyên e Takashi Namiki (che di Toei ne sanno anche più di Toei stessa), ma per ragioni personali e professionali non è stato possibile. Per inciso, Namiki mi raccontava di aver in animo di scrivere pure lui un saggio sull’argomento. Avrei voluto fornire più dietro le quinte che critica e ricerca storiografica. A questo giro, è andata così.

È prevista qualche presentazione?

No, al momento no.

Quale rapporto ti sembra legare i due periodi, quello che hai analizzato nel volume e quello più noto delle serie TV e l'attuale.

Per quanto riguarda i due periodi, quello classico e quello attuale, il legame è sfilacciato dagli anni trascorsi, dalla politica dell'azienda che è quasi del tutto televisiva e dalla ricerca di nuovi orizzonti di intrattenimento, come indicato dal “nuovo” Capitan Harlock e dai film che usciranno a breve e che si discostano dalla routine di Toei. Sono due belle scommesse, soprattutto il film Ashura. Bisogna tener presente le molteplici attività della società, ha contribuito in modo ben determinante alla realizzazione del film della Tezuka Productions su Buddha. E Tezuka Productions non muove un dito se prima non ha solidi finanziamenti e staff di animatori di cui si fidi.


Ringraziamo Mario A. Rumor per il tempo che ci ha concesso e ricordiamo ancora una volta il suo nuovo volume:

“Toei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese”
Editore Cartoon Club, 2012
200 pp., illustrazioni in b/n e a colori, € 20,00


Fonti consultate:
YamatoVideo
FumodiChina


Autore: Domenico V  







Slanzard è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Slanzard 
1) Messaggio di Slanzard (13/06/2012, ore 00:15)
Il libro sembra particolarmente interessante, soprattutto perchè tocca un argomento di cui si parla abbastanza poco. Di Rumor poi ho letto il volume su Anne of Green Gables, apprezzandolo parecchio, per cui questo libro me lo segno per i futuri acquisti.
4 0 Per usare i pollici versi devi avere 50 punti e non essere ammonito.

se piangendo posso risparmiare le lacrime degli altri,  allora io combattero,  io piangerò,  ma poi mi alzerò, impugnerò le mie armi e darò battaglia!
KazuyaRyuzaki è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KazuyaRyuzaki 
2) Messaggio di KazuyaRyuzaki (13/06/2012, ore 00:37)
Penso propio di acquistarlo, daltronde non poteva che essere così dato che il tema trattato: Toei Animation che è LA casa di produzione di anime per antonomasia! Infine concludo complimentando della bella intervista facendo i complimenti allo staff!
0 0 Per usare i pollici versi devi avere 50 punti e non essere ammonito.

Sir, we are surrounded!   Excellent, now we can attack in any direction!
meitei è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a meitei 
3) Messaggio di meitei (13/06/2012, ore 01:56)
Io rispetto il lavoro, l'intelligenza e la figura di Mario A. Rumor, pero' le solite approssimazioni:

"Oggi è tutta tecnica e bravura, allora invece esistevano i presupposti pratici e ideologici per autentica creazione. C'era più cuore perché quegli animatori ebbero il coraggio di confrontarsi con il sistema, che poteva essere l'azienda Toei ma anche la società giapponese dell'epoca. C'era più voglia di immaginare le cose, di parlare al pubblico e incrociare le rispettive passioni."

Non gli si potrebbe riconoscere un metodo nuovo di comunicazione che c'è oggi? Magari capace di instaurare un dialogo con realtà che non sono piu' lotte studentesche, ma elementi di una società che si rispecchia in un modello artificioso (otaku, Hikikomor, neet, etc)? perché fare la fastidiosa considerazione "prima avevano piu' sentimento, erano VERI"?

Molto bella la parte in cui parla della tarda scoperta "forzata" da parte dei Giapponesi alla letteratura occidentale. Benché spesso gli anime vengano tacciati di inconsistenza, magari hanno ben piu' nobili influenze SOTTO la "commerciale" classificazione per genre (mecha, majokko, eh )

"Insomma, quella generazione leggeva molto più che altrove. E continua a farlo anche il Giappone di oggi."

Verissimo! e oltre a sfornare scrittori contemporanei affermati (Murakami, Kirino), si dedica molto spazio alla riscoperta dei classici (ristampe di testi meno conosciuti di autori famosi coadiuvate da vesti grafiche e traduzioni molto attuali) e l'espansione dell' uso di un nuovo format come le Novel

Hiroshi Okawa mi manca. Forse mandavano qualcosa sulle solite reti private, ma non ne sono sicuro. Davvero una bella intervista, Debris!

PS: qualcuno ha poi trovato/comprato la rivista Man-GA?
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micheles ha vinto 1 Premio Utente micheles è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a micheles 
4) Messaggio di micheles (13/06/2012, ore 05:38)
le solite approssimazioni
meitei, il discorso sul cuore non e' di Rumor, ma di Miyazaki, Rumor lo sta solo parafrasando. Che poi si possa non essere d'accordo con Miyazaki e' comprensibile.

Comunque libro interessantissimo che acquistero' sicuramente. La grande avventura del Piccolo Principe Valiant e' nella mia lista di cose da rivedere da tantissimo tempo.
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5) Messaggio scritto da flanders (anonimo) il 13/06/2012 alle 11:15
Ah proprio una bella intervista Debris! finalmente un autore che parla senza darsi troppe arie da professorone. il libro è sicuramente interessante e una novità per noi vecchi fan. bel colpo a intervistare Rumor. Animeclick è sempre il TOP. bene bene continuate così
2 Bel commento 0 Brutto commento!

Senza sacrificio, l'uomo non può ottenere nulla. Per ottenere qualcosa, è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore
JokerRoses è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a JokerRoses 
6) Messaggio di JokerRoses (13/06/2012, ore 11:18)
Credo che l'acquisterò , sono curiosa 😊
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Devil è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Devil 
7) Messaggio di Devil (13/06/2012, ore 11:52)
Complimenti, un'ottima intervista, veramente interessante. Venendo al libro in sè mi piacerebbe molto leggerlo, sembra un bell'approfondimento su un tema infatti poco trattato e del quale mi piacerebbe saperne molto di più.
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nuovo tempio: dedotvgeminipalace.altervista.org/‎  -   sommario definitivo a pag.2150.
demone dell'oscurità ha vinto 7 Premi Utente demone dell'oscurità è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a demone dell'oscurità 
8) Messaggio di demone dell'oscurità (13/06/2012, ore 13:03)
io credo che come si dice volgarmente dalle mie parti "nessuno nasce imparato",ovvero nessuno nasce nè saccente,nè tanto meno in grado di essere un mostro di bravura,nonostante il talento,gli inizi sono sempre costellati di insuccessi e di lavori poco esaltanti.

una grande casa come quella della toei non sarebbe mai divenuta tale se non fosse prima passata dalla gavetta,prima di arrivare alle idee vincenti che dopo decenni conosciamo tutti a menadito.

in fondo questo "lato oscuro" della toei ora elencato in questo libro dimostra ancora una volta che per essere considerati dei "grandi" bisogna prima vedere cosa accadeva quando si era "piccoli e sconosciuti",a mio modo di vedere è da prendere come insegnamento per le generazioni future che vogliono intraprendere,a mio avviso,questa difficile arte.
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dee è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a dee 
9) Messaggio di dee (13/06/2012, ore 13:52)
spero che prima o poi escano informazioni riguardo al nuovo film di Lady Oscar. il trailer era spettacolare!

Comunque ottima intervista!
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Coloro che sarebbero disposti a cedere le proprie libertà fondamentali per ottenere un po' di sicurezza temporanea non meritano né l'una né l'altra.
Debris è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Debris 
10) Messaggio di Debris (13/06/2012, ore 14:04)
.... mi fate vergognare, come recensore valgo nulla, come intervistatore...Oddio, lo staff credo mi tenga sotto controllo ( ed a ragione) per questo volume, inoltre, ci ci vorrebbe un penna assolutamente migliore della mia, ve lo garantisco..perchè ha delle particolarità uniche, se non avessi avuto alcune indicazioni in precedenza...bhè diciamo che non lo avrei compreso bene.

@Meitei fai delle osservazioni che inizialmente ho fatto anche io, ma a parte la risposta di Micheles che in buona parte sposo, temo di dover aggiungere che la realtà sociale e culturale giapponese sia leggermente diversa da quanto valutiamo, la Toei degli anni 60 svolgeva una funzione culturale sconosciuta oggi, era un'agenzia culturale e riusciva a collegarsi con profondi moti sociali di scoperta della realtà che oggi, sostanzialmente mancano nella società nipponica, ricordate il commento sulla rivista Samurai Ace di alcuni giorni fà ?? Non lo avevo messo a caso.

Non è questione di Otaku, nè di Ikkimori, è questione di una societa che è stata bloccata su se stessa che rifiuta temi importanti, il premiatissimo film Colorful, in quanti lo hanno visto in Giappone ?? Premiato e dimenticato. . ma questo è altro discorso.

@ Demone, non è un "lato Oscuro", cito te ma un pò tutti parlate di lato oscuro....diciamo è un lato un pò meno noto, al Future Film Festival è stato fatto un discreto sforzo per dare spazio a queste opere..temo però che bisognerà convincere Luca della Casa a riprendere il progetto, presentando un film l'anno.

Due note finali di ringraziamento, le aggiungo nei commenti essendomene dimenticato, a Slanzard, sveliamo le carte ha trovato lui il volume! alla nostra paziente Amministrazione ( loro sanno perchè) ed a Cartoon Club. Ovviamente.
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demone dell'oscurità ha vinto 7 Premi Utente demone dell'oscurità è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a demone dell'oscurità 
11) Messaggio di demone dell'oscurità (13/06/2012, ore 20:35)
ditatti debris ho usato un termine simile perchè è il lato che meno si conosce,cioè che è oscuro alla massa,ma che invece non sfugge ai fruitori più attenti.

bisogna anche dire che sono questioni mediatiche che avvengono anche nel mondo della musica,dove solitamente un'operazione simile viene portata sempre avanti da cantanti conosciutissimi,ormai con un'apice di successo enorme,che fanno venire a galla queste "opere della resistenza",cioè opere solitamente passate sotto silenzio,insolute,incomplete,di scarso successo,o involute.

e quando viene fatta una simile operazione tali opere di cui vengono elencate alcune nel topic vivono una seconda giovinezza,perchè il marchio è noto e la curiosità accanto al marchio fa il resto,quindi dovrebbe essere un ottimo traino per far conoscere queste opere "oscure" ai più.

è un progetto su cui ritengo ci siano buone possibilità che possa diventare un successo.
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Coloro che sarebbero disposti a cedere le proprie libertà fondamentali per ottenere un po' di sicurezza temporanea non meritano né l'una né l'altra.
Debris è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Debris 
12) Messaggio di Debris (14/06/2012, ore 21:20)
Lo spero anche io...ehi curioso che nessuno dica...ma non avete fatto proprio alcuna domanda sulla rivista ? ' passata mezza giornata e non arriva
"La Domanda"...
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