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Meganoide

Episodi visti: 3/3 --- Voto 8
Detonator Orgun è un OAV di notevole impatto sullo spettatore, o per lo meno ne ha avuto sul sottoscritto. Esistono parecchi OAV composti di un pugno di puntate che spesso non lasciano nulla a chi li vede o, nel peggiore dei casi, gli lasciano l'amaro in bocca.
Tuttavia vi assicuro che non è questo il caso: l'opera in questione non solo riesce a coinvolgere lo spettatore per via del suo ottimo comparto tecnico e per i suoi scontri esagerati ma, per via di una pianificazione ben ponderata, riesce a convincere anche sul lato della storia.

Storia in questione che è tutto sommato (e apparentemente, oserei aggiungere) alquanto semplice: una misteriosa razza aliena si avvicina al nostro pianeta, ma uno dei campioni nemici, Orgun, diserta, in quanto desidera salvare la Terra dalla furia distruttiva dei suoi ex alleati.
Come ho già detto, non rimarrà negli annali sul piano dell'originalità. Tuttavia i pochi elementi portanti vengono sviluppati estremamente bene, grazie al doppio minutaggio degli episodi, e grazie al fatto che i ritmi sono stati dosati in modo estremamente sapiente. Inoltre il tutto è condito da tematiche che impreziosiscono l'opera, come il tema della modifica del genere umano visto da varie prospettive, che sfocia in un'interessante interpretazione dell'evoluzione forzata.
Molto interessante è l'idea dei mecha bio/meccanici, che sono di fatto una sorta di armatura ipertecnologica. Lungi dal volervi rivelare il punto di arrivo dello sviluppo di quest'idea, ma vi assicuro che lo troverete parecchio interessante e convincente.
L'intreccio è portato avanti a suon di combattimenti spettacolari, con un sacco di danni collaterali ed esplosioni degni del miglior mecha d'azione, senza però scivolare nel banale.

Per quanto riguarda i personaggi, "Detonator Orgun" fa piuttosto bene il suo mestiere, pur non eccellendo per via della durata limitata. Apprezzabile è la decisione di non inserire troppi elementi nel cast, unita alla probabile decisione di dare la priorità ad alcuni personaggi. Il protagonista dell'opera in questione risulta infatti particolarmente convincente: come qualsiasi persona normale, è estremamente spiazzato dalla vicenda che gli si para innanzi ma, conscio dell'importanza che la sua persona assume negli avvenimenti, decide di farsi carico delle sue responsabilità.
Anche la co-protagonista, che è un gradino sotto sul piano della caratterizzazione, risulta ben funzionale, e non sa di qualcosa di artificioso.
Per quanto riguarda i nemici, ci troviamo di fronte a dei singoli alquanto stereotipati, come lo sfidante con onore che vuole abbattere l'eroe, o il tipico villain senza remore o scrupoli.
Se come singoli non brillano, come collettività invece funzionano piuttosto bene, fungendo da buon motore narrativo per la trama dell'OAV.

Ora veniamo al comparto tecnico, una delle punte di eccellenza dell'opera in questione. L'anime è disegnato benissimo, e l'animazione è di ottimo livello. Il character desing, estremamente realistico, è tipico delle migliori produzioni di fine anni 80/inizio anni 90. Anche il mecha desing è ottimo, estremamente dettagliato e che ben si presta ai combattimenti "esagerati" che vedrete spesso. Non esagero nel dire che alcune opere più o meno contemporanee sono come un pugno in un occhio rispetto a questo; e non esagero nemmeno dicendo che, nonostante abbia più di 20 anni, vincerebbe se confrontato con alcune opere recenti. Questo dovrebbe farvi capire la bontà del comparto video.
Anche l'audio però è una spanna sopra la media, ed accompagna davvero bene le avventure del protagonista (personalmente ho parecchio apprezzato il tipo di musiche utilizzate, per nulla anonime e chiaramente fine anni 80).

L'opera si sviluppa dunque con sapienza fino a un ottimo finale, abbastanza epico sia nei combattimenti, che sono veramente spettacolari, sia nei contenuti che, pur non facendo gridare al miracolo, sono veramente degni di quello che è stato costruito.
In conclusione, ci troviamo di fronte a un'opera che sfrutta ogni secondo di cui è composta per intrattenere degnamente lo spettatore. E non lo fa solo dal punto di vista visivo, ma anche da quello dei contenuti. Un'opera così a mio avviso non merita meno di 8.


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AkiraSakura

Episodi visti: 3/3 --- Voto 8
"Detonator Orgun" si inserisce perfettamente in quella categoria di OAV per otaku di seconda generazione nati sulla scia degli storici "Megazone 23", "Iczer One" e "Dangaioh". Si tratta di prodotti in cui le animazioni, il design e la colonna sonora prevalgono sul resto; insomma, del puro e ammaliante fanservice d'annata, con tutta la sua carica di carisma e perizia tecnica strabiliante. "Orgun" tuttavia ha qualcosa in più: riesce anche ad abbozzare una breve trama convincente e a proporre personaggi abbastanza caratterizzati - in primis il protagonista Tomoru, con le sue incertezze e riflessioni, le quali faranno da contorno ad un vero e proprio percorso di crescita individuale e di progressiva auto-accettazione.

Il character design di "Orgun" riflette perfettamente il periodo di transizione dagli anni '80 agli anni '90; i lineamenti dei personaggi sono spigolosi e allo stesso tempo ancora parzialmente legati al tratto più dettagliato e rotondeggiante alla Toshiro Hirano/Mikimoto tipico degli OAV anni '80 tout court. Degno di nota è il mecha design, figo e sborone come vuole la tradizione ricorrente in questo tipo di opere. La regia è affidata ad uno dei registi del celebre "Bubblegum Crisis", Oobari Masami; allo script abbiamo un'altro veterano dell'OAV robotico anni '80, Kakinuma Hideki, l'ideatore di un altro classico del genere, la triologia di "Gall Force".

Per quanto riguarda la trama, "Orgun" riprende l'idea dell'alieno il quale avvisa i terrestri dell'imminente invasione da parte del suo stesso popolo, introdotta da "Baldios" e riproposta nel thriller fantascientifico "Layzner" del celebre maestro del realismo robotico Ryosuke Takahashi. L'alieno che dà il nome all'anime è un mecha organico rivestito da una corazza, il frutto dell'evoluzione umana indotta dalla fusione con la macchina - una cosa concettualmente molto cyberpunk -, il quale può ulteriormente accogliere al suo interno il protagonista Tomoru, in modo reminescente della fusione tra pilota e mecha di "Ufo Senshi Dai Apolon". Per la gioia degli otaku di prima generazione, sono presenti riferimenti alla space opera epica alla "Uchuu Senkan Yamato 2", uno su tutti la ragazza esper sulla falsariga della principessa Teresa di Trelezart in grado di deviare l'orbita dei corpi celesti con la sola forza del pensiero; e a "Gundam", come ad esempio un'arma finale dei cattivi in pieno stile Solar Ray. Ovviamente non mancano all'appello i supercomputers senzienti e un tocco del classico romanticismo che spesso accompagnava lo sci-fi animato tanto apprezzato dagli otaku dell'epoca.

Tra le epiche battaglie nello spazio sapientemente coreografate, avremo modo di assistere ad un devastante attacco energetico cruciforme che verrà ripreso in un certo anime del '95; è inoltre da segnalare che "Orgun" sia stato la principale fonte d'ispirazione per il famoso "Tekkaman Blade" della Tatsunoko. Insomma, allo stesso modo dei seminali "Iczer One" e "Megazone 23", "Orgun" è stato in grado di influenzare opere successive, guadagnandosi un posto di tutto rispetto fra i numerosi e illustri OAV dell'epoca.