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Gald

Volumi letti: 6/6 --- Voto 9
<<L’unica cosa certa è che questa gente ha una sensibilità pari ai Romani. Non finisco mai di imparare da loro… vorrei poter venire a studiare in questo paese… ah… di nuovo…?>>


Thermae Romae (テルマエ・ロマエ) è un manga ideato, scritto e disegnato da Mari Yamazaki, autrice che molto ama e conosce il nostro paese e la nostra cultura.
I trentotto capitoli che compongono l’opera sono stati pubblicati in Giappone sulla rivista Comic Beam a partire dal febbraio del 2008 e, successivamente, racchiusi e portati in Italia in sei volumi dall’editore perugino Star Comics, a partire dal 2011.

L’opera in questione è di difficile lettura e comprensione, pur presentandosi apparentemente come un semplice seinen comico e storico.
Per indagare come si deve Thermae Romae bisognerebbe innanzitutto focalizzarsi sull’artista, conoscerla e capire cosa intende presentare al lettore.
Mari Yamazaki è infatti una fumettista giapponese prevalentemente formatasi tra Italia e Giappone, nata a Tokyo nel 1967, si trasferì all’età di quattordici anni in Europa e a diciassette in Italia, dove frequenterà l'Accademia di Belle Arti a Firenze.
Sempre in Italia conobbe e sposò l’attuale marito Beppi Chiuppani, per poi traferirsi negli Stati Uniti. Mari Yamazaki visse inoltre in Portogallo e Medio Oriente, soprattutto in Siria.
Nacque si in una famiglia edochiana di artisti, si formò si in Italia in Accademia di Belle Arti e sposò si un letterato, ma iniziò a disegnare fumetti solo nel 2000 e, la sua più celebre opera, Themae Romae iniziò ad essere disegnata solo nel 2007, quando la fumettista aveva già quarant’anni.
Grazie a questi pochi dati già possiamo capire come l’impatto culturale del nostro paese abbia fortemente influenzato l’autrice, l’Italia all’interno del manga c’è, è viva, si sente, la cultura dei Romani, che in fondo noi possediamo in piccola parte, è stupendamente visibile.
Thermae Romae, grazie alla sua originalità, vinse infatti nel 2010 il Manga Taishō Award III e successivamente il Miglior storia breve al Premio culturale Osamu Tezuka. Riconoscimenti che spinsero la Repubblica italiana a premiare Mari Miyazaki con l’Ordine della Stella d'Italia, onorificenza che premia coloro che hanno promosso con dedizione la storia, la cultura e le tradizioni italiane nel mondo.
Il manga ottenne inoltre un successo tale da meritare una trasposizione animata prima, andata in onda nel 2012, e un live action poi, presentato in Italia sempre nel 2012.


Trama e sviluppi
Roma, II secolo d.C., l’ingegnere termale Lucio Quinto Modesto si ritrova in difficoltà economiche ed inventive nella sua Roma adrianea.
Dopo svariati tentativi di ottenere l’approvazione dei suoi progetti da parte del suo datore di lavoro, Lucio viene licenziato e si ritrova così in un bagno (di guai) termale stanco e triste, senza sapere che presto le idee arriveranno e lo renderanno famoso nell’Urbe.
Ma queste idee non arriverà dalla Roma di Adriano, ma dal Giappone contemporaneo!

Per analizzare la trama vorrei partire da un quesito iniziale: i viaggi nel tema sono originali? Assolutamente no, anzi. Quindi, a rigor di logica, dovremmo sostenere che l’opera in questione non è originale, ma non è proprio così, anzi.
In un mercato spesso annoiato dai continui titoli sempre più simili tra loro, per fortuna, spuntano qua e là opere che, anche in un’apparente semplicità e ripetitività, sanno donare al lettore la possibilità di leggere un qualcosa di diverso.
Tornando quindi alla domanda iniziale ci terrei a sostenere che, di per sé, l’originalità del manga non sta proprio nel tema dei “viaggi nel tempo”, ma nella sua precisa applicazione e nelle sue modalità.
La mangaka non si prende la briga di spiegare troppo nel dettaglio il come Lucio possa viaggiare tra la Roma adrianea e il Giappone di oggi, non lo vuole fare sia per via di aspetti pratici difficilmente sbrigabili, sia per una questione di leggerezza dell’opera: inutili spiegazioni avrebbero appesantito la storia e “sgasato” la bellezza del racconto.
Qui il tema dei viaggi temporali è presentato genuinamente, semplicemente e simpaticamente, diverte il lettore, lo fa immedesimare nel racconto, lo mette nelle condizioni di non doversi chiedere necessariamente né il come né il perché. E proprio questo, a parer mio, risulta essere uno dei punti forti dell’opera, uno degli obbiettivi della mangaka meglio riusciti.
Un altro aspetto che ci terrei a sottolineare è quello relativo alla narrazione, sia dal punto di vista del ritmo che dell’intensità.
Il racconto è leggero, così come lo è l’idea di base, e allo stesso modo anche la narrazione segue questa filosofia narrativa. I pilastri fondamentali per lo sviluppo del racconto, infatti, inizieranno ad essere gettati solo nel terzo volume (quindi circa a metà della pubblicazione!) e il racconto vero e proprio subirà una decisa accelerata nel quarto e, ahimè, uno dei pochissimi tasti dolenti di Thermae Romae, un finale un po’ troppo affrettato nel sesto e ultimo volume. In tutto ciò, quindi, quale è stato il ruolo dei primi due volumi? I primi due volumi hanno sapientemente gettato le basi del racconto, hanno creato la struttura narrativa e l’ambientazione dell’opera anche passando per un’ostinata e convinta ripetitività che, personalmente, mi sento di apprezzare. E quale miglior modo per creare un contesto narrativo ed una ripetitività che dà la possibilità al lettore di gettarsi di testa dentro l’opera? Con piccoli racconti autoconclusivi racchiusi in un unico capitolo ovviamente, scelta semplice, efficace e, soprattutto, saggia.

Messaggi
All’interno di questa struttura ben studiata e ragionata dalla Yamazaki, l’autrice stessa intende lanciare dei segnali più o meno nascosti e di portare al lettore degli spunti interessanti intorno cui sviluppare un’opinione sull’uomo, antico e moderno, maschio e femmina, romano e giapponese, anziano e giovane, e via dicendo. L’uomo è una creatura magnifica oggi così come lo era più di duemila anni fa, l’uomo è una creatura strabiliante sia nel Giappone di oggi che nella Roma di ieri e, soprattutto, gli uomini sono uomini, forse apparentemente diversi tra loro ma in realtà meravigliosamente simili. E questo lo vediamo nella tradizione del bagno, tipico pilastro culturale sia per gli antichi Romani che per i giapponesi.
Ogni tanto negli scritti collocati tra un capitolo e l’altro l’autrice si lascia andare in alcuni suoi personalissimi ragionamenti morali, più o meno condivisibili e apprezzabili, ma anche in questo contesto non me la sento di criticarla in modo particolare, anzi, sotto certi aspetti ammiro la sua decisione di imporsi e dire la sua.
Insomma, nella sua semplicità, Thermae Romae dà la possibilità al lettore di ragionare intorno ad alcuni interessantissimi aspetti sia della nostra cultura che di quella del passato e, soprattutto, ci vuole far ragionare intorno ad alcuni punti che ci contraddistinguono, che contraddistinguono noi umani.

Disegno
Il tratto che Mari Yamazaki utilizza per raccontare la storia di Lucio è abbastanza grezzo. Non è stupendo, è vero, ma c’entra con l’opera e la contraddistingue.
Non è uno stile stereotipato, non è inutilmente addolcito da tratti morbidi o particolari che appagano la vista, non è presente dell’inutile ed ingiustificato fan service per catturare maggiormente gli sguardi, anche se ha avuto sicuramente l’occasione di utilizzarlo siccome l’opera parla di bagni termali.
Lo stile è semplice, duro e forse anche un po’ vecchio e rozzo, ma diretto. Ricordiamoci comunque che siamo davanti ad un’opera comica, dove la semplicità del disegno spesso aiuta il lettore nella lettura e risalta l’umorismo delle battute.
Insomma, uno stile che apprezzo, perfetto per questo tipo di opera, uno stile quasi occidentale soprattutto nella rappresentazione dei romani, sfondi bellissimi perché precisi ma senza essere inutilmente arricchiti da futili particolari, resa anatomica ben fatta che ricorda molto la statuaria classica e il “popolo dalla faccia piatta”, come lo definisce proprio Lucio, un po’ stereotipato ma ben rappresentato.

Edizione
Discreta. Volumetti della Star Comics stampati su carta di media qualità, non proprio bianca, e facilmente rovinabile alla luce del sole. Ho comprato il primo volume e i restanti cinque a distanza di qualche anno e il colore giallastro che ha presto il primo volumetto è un po’ un pugno nell’occhio rispetto ai restanti.
Costine non propriamente allineate nel migliore dei modi e resa del colore non di altissima qualità.
Buona la scelta di una carta grezza e di una sovraccoperta, ben si addice ad un manga storico, ma anche qui la qualità non è eccezionale ma discreta.
Prezzo abbastanza contenuto anche se, considerato le date di uscita dei volumetti, non proprio economico.
Una ristampa in un’edizione di lusso se la meriterebbe proprio, soprattutto in Italia, paese in cui è ambientato parte del manga, tenendo conto anche delle onorificenze ottenute dal manga e dall’artista.


In conclusione che dire? Ero un bambino quando Roma entrò prepotentemente nel mio cuore, quindi forse il mio giudizio potrebbe essere di parte ma, sdolcinatamente, devo ammettere che un angolino nascosto del mio cuore è stato conquistato anche da quest’opera. Chissà per quale motivo. Sicuramente non per la sua eroicità, né tantomeno per la sua grandiosità o la sua imponenza, tutti aggettivi che potrebbero essere tranquillamenti applicabili alla città di Roma. No, penso che Thermae Romae mi abbia conquistato per la sua semplicità, per la sua spontaneità, per il suo umorismo e soprattutto per la sua leggera e sfacciata bellezza.
Sicuramente quest’opera non rappresenta e non rappresenterà mai Roma nel mondo (o il Giappone di oggi), ma una sua piccola parte si, una sua piccola parte certo che si.
Thermae Romae rappresenta uno scorcio della cultura e della tradizione termale del popolo romano (e di quello giapponese), imponente e grandioso, e lo fa con la semplicità del disegno, così com’è, così com’era.
Viva Roma.


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-Shiho-

Volumi letti: 6/6 --- Voto 9
In un mercato editoriale saturo di serie dalle tematiche ripetitive, trovare un titolo originale è un'ardua impresa. Eppure Mari Yamazaki ha sviluppato un'opera tanto originale quanto interessante. "Thermae Romae" è un seinen in 5 volumi edito dalla Star Comics al costo di 5,90 euro (volumi con sovraccoperta e qualche pagina a colori).
Protagonista è Lucio Modesto, un ingegnere dell'antico impero romano impegnato nella progettazione di terme; mentre si abbandona al piacere di un bagno finisce risucchiato da un vortice di acqua calda e si ritrova in un mondo a lui sconosciuto, il Giappone moderno, che definisce simpaticamente "il paese della gente dalla faccia piatta". Al primo viaggio ne seguono altri, temporali e spaziali, che avvengono in maniera del tutto involontaria e casuale; ognuno di essi è accompagnato dallo stupore di Lucio Modesto di fronte alle innovazioni tecnologiche che il popolo giapponese ha apportato alle strutture termale e che lui cerca poi di riprodurre ogniqualvolta fa ritorno nella sua epoca, ottenendo un grande successo presso i suoi contemporanei e godendo di grande stima presso l'imperatore Adriano.

Disegno: il tratto della Yamazaki è un po' inusuale per gli standard dei manga giapponesi e in certi aspetti sembra quasi occidentale. Mostra una grande cura per la resa anatomica delle figure umane, in quanto i personaggi sono quasi sempre ritratti all'interno dell'ambiente termale e quindi sono spesso a torso nudo. Nell'aspetto si rifanno alla statuaria antica e sono privi dei grandi occhi che in genere caratterizzano la produzione orientale. Una grande cura è prestata anche per la realizzazione degli sfondi e soprattutto degli interni, cosicché la rappresentazione di terme e ville appare molto realistica.

Trama e personaggi: "Thermae Romae" è un seinen a taglio comico. La Yamazaki ha riprodotto lo stupore e l'ammirazione che un antico romano avrebbe provato entrando in contatto con la cultura giapponese. L'accostamento fra le due culture non è stato frutto di un capriccio o di una trovata commerciale: la Yamazaki ha voluto mettere a confronto, seppur in chiave comica, due culture distanti nel tempo ma vicine nell'impegno e nella passione rivolte agli impianti termali. In poche parole ha voluto confrontare la cultura delle terme del passato (l'impero romano) e la cultura delle terme moderna (il Giappone). E questo è un elemento di grande novità nel panorama editoriale dei manga in quanto mostra ancora una volta l'interesse e la curiosità che il Giappone mostra per la cultura italiana, ma testimonia anche il tentativo di un confronto costruttivo fra culture molto distanti. Inoltre questo manga è il risultato di ricerche della mangaka (che è sposata con un italiano): alla fine di ogni capitoletto vengono dedicate 2- 4 pagine alle sue riflessioni e alle spiegazioni, anche storiche, di alcuni elementi della cultura romana.

Il manga presenta però una struttura bipartita. Fino al IV volume "Thermae Roame" ha una struttura episodica dal canovaccio ricorrente: Lucio viene incaricato di risolvere un qualche problema connesso alle terme; finisce casualmente nelle acque termali e si ritrova nel Giappone moderno; entra in contatto con i Giapponesi e con alcune loro invenzioni; torna casualmente nel suo mondo; riproduce l'invenzione giapponese e ottiene successo presso i suoi contemporanei. Se nei primi volumi gli episodi, perlopiù autoconclusivi, presentavano lo sviluppo di poche pagine, già alla fine del terzo gli episodi sono più lunghi e si sviluppano in 2 o 3 capitoli. Un cambiamento sostanziale avviene però nel quarto volume, dove alla struttura episodica si sostituisce lo sviluppo di una vera e propria trama di fondo, che vede Lucio coinvolto in un viaggio temporale più lungo del previsto. Inoltre egli farà la conoscenza di un certo personaggio che cambierà il suo modo di percepire la realtà e il rapporto con gli altri.

In conclusione non posso che consigliare questo manga a tutti gli amanti delle opere ambientate in un contesto storico ma con un pizzico di umorismo in più. Se cercate comicità, originalità e bei disegni, "Thermae Romae" fa al caso vostro! Io ho apprezzato tantissimo questa opera, anche perché sono un'archeologa (quindi sono un po' di parte!), ma credo che possa essere apprezzata da un pubblico molto ampio per la sua versatilità e spensieratezza, oltre che per la comicità. Ho deciso di assegnare 9 come voto e non 10 perché qualche piccola leggerezza è presente: la struttura bipartita si armonizza bene ma l'ultimo volume è eccessivamente affrettato e la storia prende una piega un po' prevedibile già dal quinto volume. In ogni caso questo non sminuisce un'opera, che brilla comunque di luce propria.


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Kotaro

Volumi letti: 6/6 --- Voto 9
La prima volta che vidi Roma ero un tredicenne che la visitava in gita scolastica dalla Sicilia.
Già da quel primo, fugace, incontro, Roma mi colpì al cuore come le lance di una falange di soldati in armatura.
Enorme, immensamente più grande della mia Palermo, ricca di un fascino incomparabile. Chi l'avrebbe detto che, molti anni dopo, sarei finito a vivere proprio in quella città che al ragazzino al suo primo viaggio fuori dalla Sicilia di allora sembrava quasi finta, irraggiungibile, coi suoi meravigliosi monumenti e i suoi scorci da cartolina?
Certo, anche lei, come tutte le città del mondo, ha i suoi difetti, i suoi problemi e le sue magagne (provate a visitarla in uno dei tanti giorni d'inverno in cui sulla città si abbatte un fortissimo acquazzone, o in uno dei tanti giorni dell'anno in cui organizzano uno sciopero dei trasporti), ma quel che si dice di Roma è vero: è magica.
E' una città che ha vissuto numerosi periodi della storia del nostro paese, che hanno lasciato impronte ben precise nelle sue architetture, nei suoi acquedotti, nei suoi monumenti, nelle sue strade, nel fiume ormai sporco ma sempre affascinante che la attraversa. Accanto alle chiese più importanti del culto cattolico, alle splendide e bianche fontane che adornano le sue piazze, alle trattorie con le foto di Alberto Sordi alle pareti e i piatti di pasta all'amatriciana sui tavoli, Roma conserva ancora oggi i segni del glorioso impero di cui era il fulcro, fra colonne, fori, obelischi, rovine e anfiteatri che fanno capolino qua e là per le strade della città.
Lo scrittore russo Nikolai Gogol scrisse che di Roma "ci si innamora lentamente, ma per tutta la vita". Da siciliano che vive a Roma da otto anni posso ben confermare la veridicità di questa frase, poiché innamorarsi di Roma, della sua cultura, dei secoli di storia che si porta dietro, è stato facile. Posso, dunque, ben immaginare, quanto sia facile innamorarsi di Roma per gli stranieri, come i tanti giapponesi che ogni giorno si piazzano con le loro macchine fotografiche davanti alla Fontana di Trevi. O come Mari Yamazaki, che a Roma ha dedicato una serie a fumetti, Thermae Romae.

Roma, 128 D.C. L'ingegnere Lucio Modesto si occupa delle progettazione di terme e deve fare i conti con diversi problemi sul lavoro e nella vita familiare. Un giorno, risucchiato dalla vasca termale in cui era immerso, si ritrova magicamente trasportato in un altro tempo e in un altro luogo... il Giappone degli anni 2000!
Inizialmente spaesato, man mano che i suoi bizzarri viaggi nel tempo si ripeteranno, Lucio comincerà a comprendere un po' meglio lo strano mondo del "popolo dalla faccia piatta", che si dimostra essere ben più evoluto e civile di una semplice tribù barbarica, come creduto in un primo momento.
I suoi inaspettati soggiorni nel Giappone di oggi gli fanno scoprire un popolo sensibile, arguto e pragmatico, che usa le sue innovazioni tecnologiche per rendere piacevoli e funzionali bagni, vasche, terme, piscine. Tante meraviglie della modernità che Lucio guarda con occhi attenti e stupiti e che porta con sé nei suoi ritorni nell'Urbe, cercando di applicarle, coi mezzi che il mondo del 128 D.C. gli mette a disposizione, alla vita degli antichi Romani e agli impianti termali che progetta per cittadini e imperatori.
Pian piano, Lucio riesce a risolvere tutti i problemi che all'inizio della storia lo tormentavano, diventando uno degli ingegneri più stimati e richiesti di Roma. I suoi viaggi nel Giappone moderno, tuttavia, prendono una direzione inaspettata quando incontra la bella Satsuki, professoressa universitaria col pallino dell'antica Roma, per la quale l'avere un antico romano in carne ed ossa con cui comunicare in latino è un sogno diventato realtà...

Il mondo dell'antica Roma è sempre stato fonte di ispirazione per il cinema o la tv e non è affatto strano che anche i fumettisti giapponesi ne siano rimasti affascinati. Quel che stupisce è che Thermae Romae è una storia decisamente originale, che non si limita a rappresentare la biografia manga di un personaggio storico o a mettere in scena battaglie fra gladiatori, ma sceglie di raccontare qualcosa di più atipico e particolare.
L'incipit del manga è decisamente d'impatto, surreale e spassoso: un antico romano, tutto d'un pezzo, che si ritrova per magia solo, spaesato, in un mondo estraneo, abitato da gente che fa cose strane, parla una lingua incomprensibile e che pare non avere alcun rispetto e alcuna conoscenza della gloria di Roma.
Ricco di gags divertentissime e inizialmente pensato come una breve serie di episodi autoconclusivi, Thermae Romae si modifica nel corso del suo svolgimento per far fronte all'inaspettato successo, trasformandosi in una storia più serrata e di ampio respiro, che non manca di continuare a far divertire, ma aggiunge all'incipit di base più profondità e romanticismo.
E', in fondo, una storia d'amore, Thermae Romae. Per la gradevolissima deriva romantica che assume man mano che la vicenda di Lucio va avanti, certo, ma anche per altri aspetti.
E' la storia dell'amore che l'autrice del manga prova nei confronti della sua patria e delle sue tradizioni (i bagni termali, visti come occasione di rinfranco per il corpo e lo spirito), ma anche per l'Italia, la sua cultura, la sua storia antica e le sue opere d'arte.
Un'opera unica e inimitabile, nata dalla curiosa storia personale della sua autrice: giapponese, che ha studiato all'accademia di belle arti a Firenze, disegna manga, ha un marito italiano e vive a Chicago.
Questa bizzarra dicotomia fra Oriente e Occidente, questo grande amore per la cultura e l'arte in tutte le sue forme, senza distinzione di tempo e barriere territoriali, ha dato vita ad un manga particolarissimo e dal fascino irripetibile, che, spesso e volentieri, gioca con l'estetica del manga stesso, ora seguendone i dettami e le caratteristiche, ora divertendosi a scardinarli per creare qualcosa di nuovo e di unico al mondo.

La vicenda di un antico romano che fa la spola fra il suo tempo e quello del Giappone attuale è sicuramente molto surreale, ma è l'unica nota fantasiosa in un'opera che ha dalla sua un grande realismo in tutti gli altri suoi aspetti.
Il lavoro di ricerca svolto dalla Yamazaki è palpabile e documentato da molte annotazioni dell'autrice fra un capitolo e l'altro, così come è estremamente curata la ricostruzione storica e grafica dell'antica Roma, delle sue terme, dei suoi fori, e quella del Giappone attuale, ritratto con immenso realismo in ogni suo bagno, vasca, ufficio, negozio, paesello bucolico o grande metropoli.
Curatissima e molto piacevole anche la caratterizzazione dei personaggi.
Gli antichi Romani sono superbi, fieri del magnifico impero di cui fanno orgogliosamente parte, guardano dall'alto in basso gli altri popoli, mentre i giapponesi sono, qui come nella realtà, un popolo strano, a metà fra modernità e tradizione, composto in maniera ambivalente da saggi vecchietti che dispensano consigli e massime e da giovani in carriera che fanno uso di tecnologie moderne e stranianti. La saggezza, l'austerità e la malinconia dell'imperatore Adriano, ritratto nelle ultime fasi della sua vita, bucano le pagine e toccano il cuore del lettore.
In Thermae Romae, grafica e narrazione si intrecciano magnificamente nel tratteggiare personaggi e scenari. Lucio e gli altri personaggi dell'antica Roma sono uomini austeri, dai tratti maturi, dal fisico scolpito e dall'aria virile, quasi usciti da un libro di storia dell'arte classica, più che da un fumetto giapponese. Lo stile della Yamazaki è realistico, rude, quasi occidentale in molti aspetti, ma non manca di presentare, all'occorrenza, qualche tratto più tipicamente "manga" nella rappresentazione dei personaggi giapponesi o dei numerosi siparietti umoristici che costellano la divertente storia di Lucio. Un paio di capitoli iniziali, fra barbari col fisico villoso e muscoloso, capelli e barbe lunghe e un'analisi di ciò che accomuna il culto della virilità e del membro maschile a Roma e in Giappone, rivolgono persino una strizzatina d'occhio al genere del bara manga.
Lo stile della Yamazaki rivela, inoltre, una grandissima attenzione ai dettagli e al realismo degli scenari e alla riproduzione di architetture, sculture, oggetti e opere d'arte. Basti vedere le splendide copertine dei volumi, che riproducono alla perfezione antiche sculture romane facendone la parodia in salsa termale.

Pubblicato in sei volumi fra il 2008 e il 2013, Thermae Romae ha riscosso un successo enorme e inaspettato in patria, piazzandosi ad ogni nuova uscita fra i bestseller della settimana.
Il manga di Mari Yamazaki è stato commercializzato anche in edizioni limitate con gadgets annessi, è stato trasposto in una miniserie animata in sei episodi e in un film live action girato a Cinecittà di cui è in preparazione un seguito.
Al successo commerciale si affianca quello della critica: nel 2010 l'opera ha vinto il Premio Tezuka come miglior storia breve e il Manga Taisho Award. Inoltre, giungono apprezzamenti per l'opera della Yamazaki anche da parte di altri colleghi mangaka, come Gengoroh Tagame, noto autore che all'antica Roma aveva dedicato il suo Virtus.
In Italia, la casa editrice Star Comics ha pubblicato i sei volumi fra Ottobre 2011 e Gennaio 2014, in un'edizione estremamente curata, con sovraccopertine rigide, occasionali pagine a colori, numerosi redazionali e promozione lancio per il primo volume, il cui unico difetto sta nelle onomatopee lasciate in kana con traduzione a fianco, che stonano parecchio in un'opera come questa che per una buona sua parte si ambienta in un mondo, quello dell'antica Roma, estraneo al Giappone e che anzi ne disconosce pure l'esistenza.

Un famoso detto recita che "tutte le strade portano a Roma". Frase che si può ben intendere per descrivere Thermae Romae, soprattutto nelle sue fasi finali, e la vicenda personale della sua autrice, che grazie alla strada che l'ha condotta in Italia e ad un manga basato sull'antica Roma ha trovato grandi fortune.
Curioso, divertente, arguto, inaspettatamente profondo e romantico, Thermae Romae rappresenta una piacevole boccata d'aria fresca in un mercato, quello dei manga, spesso un po' troppo prigioniero dei soliti schemi. E' una storia matura e intelligente, unica nel suo genere, che fa ridere di gusto e lascia ai suoi lettori la voglia di informarsi un po' di più sulla cultura degli antichi romani e, perché no, anche quella di prenotare seduta stante un biglietto per l'aeroporto di Fiumicino.
L'ennesima, grande, dimostrazione dell'amore che i giapponesi nutrono nei confronti del nostro paese, in un manga curioso e bizzarro che val senza dubbio la pena di provare a leggere e che potrebbe inaspettatamente piacere anche a chi di manga non se ne intende, ma ha il pallino dell'arte o della storia antica.
Thermae Romae è un manga che insegna l'amore per l'arte e per la cultura, aldilà delle barriere geografiche e temporali. Grazie a lui, i giapponesi hanno (ri)scoperto l'interesse per l'Italia e per l'antica Roma. Giusto e doveroso, dunque, che questo manga, un sincero e appassionato atto d'amore alla nostra storia e alla nostra bellissima capitale, abbia ottenuto una degna pubblicazione italiana.


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GianniGreed

Volumi letti: 6/6 --- Voto 8
"Thermae Romae", di Mari Yamazaki, è un manga di sei volumi che ha alla sua base un idea tanto semplice e tanto efficace.
Ambientato nel periodo di massimo splendore dell'Impero Romano, quando l'imperatore era Adriano, ha per protagonista Lucius Modestus, un architetto romano specializzato in impianti termali. Per qualche strano motivo, immergendosi nell'acqua calda di una vasca termale, finisce in un bagno pubblico del Giappone moderno. Qui, con grande stupore e meraviglia, scopre che "il popolo dalla faccia piatta", come li chiama lui, è molto più evoluto tecnologicamente, anche in fatto di terme. Lucius studia quindi i vari strumenti e comodità del Giappone, e tornato a Roma nel suo tempo, mette a frutto quanto imparato. In poco tempo diventa l'ingegnere più famoso dell'impero, tanto che lo stesso Adriano lo convoca nella sua villa.

Il manga inizia con storie e capitoli autoconclusivi, con Lucius che di volta in volta fa avanti e indietro tra Roma e Giappone, scoprendo cose e dando vita a scene comiche e divertenti incentrate su equivoci dovuti alla barriera linguistica latino - giapponese e alle reazioni di Lucius ad ogni scoperta.
Questi capitoli, seppur divertenti soffrono di una certa ripetitività di situazioni. Se il primo volume risulta essere fresco e molto divertente, già dal secondo si iniziano a vedere i limiti della storia, che cade subito nel riciclo. Il motivo di questo viene spiegato dall'autrice nel manga stesso: la storia doveva essere molto più breve, uno o due volumi al massimo.
Per fortuna, dopo un po' la brava autrice riesce a correggere il tiro. Si inizia a vedere una certa trama di fondo che pian piano si sviluppa, ma è solo a partire dal volume 4 che la storia decolla, con l'arco narrativo più lungo, fino alla conclusione della stessa, con un finale di amore e morte a mio parere perfetto, che mi è piaciuto molto.
Alla fine non viene spiegato come e perché Lucius viaggi nel tempo, ma in verità penso che vada bene anche così. "Thermae Romae" non è un manga di fantascienza.

Storia a parte, "Thermae Romae" ha altri aspetti che lo rendono un bel manga, degno del successo ottenuto (premi vari, una trasposizione animata, anche se in flash, ma soprattutto un film dal vivo).
Il lavoro fatto dall'autrice è frutto di accurata ricerca storica e grande passione. Non starò a scrivere la storia della sua vita, ma in breve la Yamazaki per un periodo ha vissuto e studiato in Italia ed è sposata con un italiano. Dalle sue vicende personali è nata l'idea di questo manga che racconta le similitudini di due popoli così lontani nello spazio e nel tempo ma legati dall'amore per le terme.

Lo stile di disegno è lontano da quello dei manga classici. Non ci sono disegni dinamici pieni di linee cinetiche. Al contrario le vignette sono molto ordinate, molto statiche, con i personaggi disegnati in modo semplice ma allo stesso tempo dettagliato. Si vede la preparazione artistica da disegno classico dietro alla mano dell'autrice. Molto dettagliate sono invece tutte le rappresentazioni degli edifici.

In conclusione, a me è piaciuto molto.
Superato quindi lo scoglio dei primi due ripetitivi volumi, il manga sfodera le sue carte, diventando uno dei più originali di questi ultimi anni. Lo consiglio a chi cerca un manga diverso dal solito shonen tutto botte.


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King Ganon

Volumi letti: 6/6 --- Voto 5
TRAMA IN BREVE:
Lucio Modesto, antico romano che si occupa di costruire terme, inizia accidentalmente a fare viaggi spazio-temporali nel Giappone moderno.

COMMENTO GENERALE:
Che cos'è Thermae Romae? Thermae Romae è un manga storico, piazzabile a malapena sul seinen, che rischia di cadere nello shonen, con risvolti comici spesso ben riusciti. È molto interessante come l'autrice, molto documentata sulla tradizione dell'antica Roma e già grande intenditrice di quella della sua terra natia, riesca a mettere in risalto le differenze e le similitudini di queste due culture così lontane nel tempo e nello spazio. Le parti ambientate nell'antica Roma avevano sempre, nonostante fossero meno interessanti dal punto di vista del divertimento, una qualcosa di didattico e di utile alla trama. La struttura ad episodi, poi, faceva sì che una trama dai risvolti di basso livello potesse sorgere da delle premesse così difficili da gestire in questo senso come quelle di questo manga.

Perché uso il passato? Perché questo non è Thermae Romae, questo <i>era</i> Thermae Romae, fino al quarto volume circa. Ad un certo punto la Mari Yamazaki ha la bella idea di cambiare struttura. Ottimo, in quanto la struttura ad episodi avrebbe potuto stancare, anche se in 6 volumi ci si poteva riuscire a mantenerla interessante. Il problema sta nel fatto che la narrazione viene totalmente stravolta. Gli ultimi due numeri circa sono un altro manga, sono un'altra opera, sono un altro genere ed hanno trama diversa.

Che cos'è Thermae Romae? Thermae Romae è un manga shojo sentimentale ambientato nel Giappone moderno, dove una ragazza interessata di storia romana si invaghisce di un antico Romano e cerca di raggiungerlo nel passato. Quello che era un interessante approfondimento culturale diventa una lettura di bassa qualità che si basa su una narrazione posticcia, scontata ed originale, solo per arrivare a quel finale che avrebbe fatto contenta qualche ragazzina di 14 anni che comincia con quest'opera la lettura del fumetto orientale. Mi riferisco principalmente a tutto il sesto volume, dove vengono ribaltati tutti i punti fermi che facevano la forza della prima parte dell'opera. Se inizialmente i viaggi nel tempo erano accidentali, casuali, e mai riuscivano come si desiderava, ma soprattutto erano prerogativa del protagonista, ora chiunque può viaggiare nel tempo, e guarda caso proprio nel momento più giusto: basta sperarlo.

Un ulteriore elemento negativo che si è andato a formare durante l'evoluzione della storia è il fatto che lo scambio culturale si realizza solo in un senso: Giappone -> Antica Roma. Ok, è logico che sia così, però pian piano che si va avanti vengono messe in risalto solo le parti più scabrose della società romana, come la prostituzione, la schiavitù e l'assenza di latrine per i ceti più bassi. Così, pian piano, Roma, dalla sontuosità che aveva nelle descrizioni iniziali, comincia a diventare un disgustoso ammasso di illegalità e scarso igiene che ha solo che da imparare dal Giappone.

A me dispiace dover criticare così negativamente quest'opera, perché mi ero sempre esposto a suo favore, inizialmente, da chi la criticava. Critiche che, oggettivamente, non erano affatto sensate vista la tutto sommato buona qualità dei primi volumi. Ma un volume finale così affrettato, così vuoto, scontato e privo di compattezza narrativa non può che distruggere un'intera opera, soprattutto se essa (fortunatamente) conta soli 6 volumi.

STILE DEL DISEGNO:
Stile sporco e poco dettagliato nei volti, ma molto raffinato nella rappresentazione delle strutture architettoniche.

EDIZIONE:
Sovraccoperta e copertina molto leggera ed una carta spessa, adatta ad uno storico (se mai fosse stato uno). Al prezzo di 5,90, non adeguati all'edizione, facendo il paragone anche ad un'altra edizione di Star Comics a cui è contemporanea come Vinland Saga, che è sicuramente superiore, ma è venduto ad un euro in meno.

VOTO:
Contando che i primi volumi si meritano un buon voto positivo tra il 7,5/8, il quinto si merita 5 e l'ultimo 2 direi che un 5 è anche troppo generoso.

CONSIGLIATO A:
A chi non compra gli ultimi due volumi e si immagina da sé che bel finale che potrebbe avere, e ci vuole poco a crearne uno migliore con la propria fantasia.

nero

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nero

Volumi letti: 4/6 --- Voto 7
Non si può dire di sicuro che Thermae Romae non sia un'opera originale. Peraltro in Giappone è stata inserita nella categoria subculture, e cioè non viene considerata una storia per un pubblico generico, ma per un'audience con interessi quantomeno insoliti. Per usare altre parole, potremmo definirlo un manga di nicchia. La trama infatti ruota tutta intorno alle terme, e la stessa autrice afferma che non si aspettava certo che fossero in molti ad apprezzarla. Eppure io trovo che TR sia molto interessante sotto tanti punti di vista, mi emoziona e per me è anche piuttosto divertente - anche se, sia chiaro, ha pure i suoi bei difetti.
Purtroppo la storia è alquanto ripetitiva: lo svolgimento dei vari episodi segue sempre lo stesso schema, e soltanto nel quarto volume sopraggiunge un colpo di scena che lo scombussola del tutto. Inoltre non viene minimamente spiegato come fa Lucio a compiere simili viaggi nel tempo, il che non è poi così tremendo da un certo punto di vista, ma come lettrice preferirei non essere lasciata a bocca asciutta.
La Yamazaki perdipiù mette un po' troppa enfasi sulle proprietà terapeutiche delle terme: possibile che basti immergersi nell'acqua calda per risolvere tutti i propri problemi? Sembra quasi un tentativo di propaganda. Del resto la sensei si lamenta varie volte del fatto che in Giappone il tradizionale amore per i bagni pubblici stia quasi sparendo, e rispetto molto il suo desiderio di vederli uscire da questo periodo di decadenza. Ma c'è altro: le reazioni di Lucio davanti al "popolo dalla faccia piatta" non mi sembrano realistiche, io al posto suo probabilmente mi sarei spaventata tantissimo, non so voi... Aggiungo anche che Satsuki, la ragazza che appare nel quarto volume, mi sembra la classica Mary Sue, visto che l'autrice prende gusto a sottolinearne i meriti: è un personaggio poco credibile, ecco - di quel genere che ti fa chiedere "Ma che problema ho, io?".
Tra i pregi di TR invece vi è sicuramente l'ottima fattura dei disegni, ispirati all'arte classica - le copertine per esempio sono spettacolari. Lucio è un personaggio interessante e ben caratterizzato, ed il suo comportamento rappresenta bene la mentalità dei romani dell'epoca, che ritenevano la loro cultura superiore a tutte le altre. Nel secondo volume l'autrice tratta in maniera esplicita, innovativa e piuttosto interessante il tema del sesso, parlando anche del culto di Priapo nell'antica Roma. Mi piace inoltre il fatto che (giustamente) Lucio non possa capire ciò che dicono i giapponesi: in alcuni manga personaggi appartenenti ad epoche diverse o addirittura a mondi diversi per qualche strano motivo si intendono comunque benissimo (tipo Inu Yasha, Lamù e vari manga delle Clamp).
Thermae Romae è anche un manga divertente ed emozionante, a mio parere: leggendolo ho pensato varie volte che mi piacerebbe molto visitare i bagni pubblici giapponesi, o delle terme romane del tempo di Lucio, anche se è impossibile. L'autrice si è documentata bene sull'epoca in cui è ambientata la storia, anche se avrebbe potuto mostrare più aspetti della vita del tempo.
In definitiva Thermae Romae non mi dispiace affatto, non si tratta certo di un'opera perfetta ma rimane pur sempre godibile, è molto particolare e sarebbe un peccato non provarla.


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PICCI19

Volumi letti: 4/6 --- Voto 9
“Thermae Romae” è un manga di Mari Yamazaki, pubblicato il Italia dalla Star Comics.
E' ambientato nell'antica Roma, durante il II sec d.C. e vede come protagonista Lucio Quinto Modesto, un architetto che costruisce le terme. Durante un lavoro, cade dentro all'acqua in una stazione termale e viene catapultato avanti nel Giappone moderno, dove imparerà ad usare nuove invenzioni e tecnologie per rinnovare le terme di Roma. In breve acquisterà fama e diventerà l'architetto di fiducia dell'imperatore.

Il disegno è particolare, non se ne vedono così in giro, essendo di stile classico, ispirato all'arte latina e greca. Gli sfondi ed i personaggi sono bellissimi e molto caratterizzati.

L'unica pecca di quest'opera è la monotonia. Dopo un po', i viaggi in Giappone diventano tutti uguali, con l'idea fissa che il mondo del popolo dalla faccia piatta sia superiore a Roma e questo infastidisce il protagonista. Il manga si riprende andando avanti, con dei colpi di scena incredibili.

Conterà in totale 6 volumi e si concluderà in Giappone a fine 2012. Una scelta perfetta, siccome un manga così non poteva andare avanti tanto e, forse, stava andando già per le lunghe. Però, grazie alle gag esilaranti mai ripetitive ed all'ingegnosità del protagonista, quest'opera si merita un 9. (Forse qualcosa di meno, ma un 8 è troppo poco!)

Pan Daemonium

Volumi letti: 2/6 --- Voto 4
Per ora “Thermæ Romæ” è l'unico fumetto nel mio scaffale intitolato "I dimenticati".
Difatti, una volta arrivato al volume 2, ho deciso felicemente di mollarlo e dimenticarlo.

Purtroppo la delusione è amara. Essendo amante del mondo classico, avendo una cultura tradizionalista, leggendo tra un romanzo ed un altro almeno un'opera latina o greca, essendo anche appassionato di filologia classica, non posso che risultare profondamente amareggiato da come s'è deciso di procedere in questo manga.
Più che altro perché è un manga comico, ma a me non fa affatto ridere. Secondo le mie conoscenze questo è l'unico manga che tratta (o dovrebbe trattare) del mondo romano in modo "serio". Difatti questo è il motivo per cui l'ho iniziato, per poter assistere ad una seria descrizione della Roma Imperiale dei primi secoli d. C., magari intervallata da gag comiche. Però così non è, perché innanzitutto la descrizione di Roma non l'ho trovata seria, ma superficiale, idem per le "descrizioni" d'intervallo inter-capitolo, che sembrano tratte da Wikipedia, per quanto sono scialbe nel raccontare aneddoti dell'epoca, dato che il manga era sponsorizzato anche per avere queste "fantastiche" aggiunte storiche.

Interessante è, comunque, la storia, o perlomeno l'idea, ossia quella di un architetto di terme che entra in contatto con il popolo nipponico del XXI secolo tramite un non so qualche varco spazio-temporale. Il manga va di capitolo in capitolo ponendo la stessa solfa: Lucius scivola in una vasca termale e fuoriesce in un Giappone moderno, di cui emula le novità tecnico-materiali. Forse la parte più interessante del manga, dato che quella romana ha fallito, è la descrizione delle terme giapponesi. Il punto è che non si può andare di capitolo in capitolo semplicemente cambiando l'arredamento di una sala. La stanza è sempre quella e lo si nota. Ogni capitolo è la copia dell'altro, di conseguenza l'humour diviene noia profonda. Io quasi mi sono addormentato.
Il tutto è supportato da vicende personali del suddetto architetto assolutamente inverosimili oppure noiose (rispettivamente l'amicizia con Adriano e le vicende con la moglie) per un manga che, a parte l'idea para-scientifica del viaggio nello spazio-tempo, dovrebbe essere realistico e tecnico, perché si parla di Roma e perché si parla di terme.
Non sono, inoltre, tra coloro che criticano l'opera perché "è anti-romana". L'opera, anzi, descrive bene la romanità ed anche la "boria" romana, l'egocentrismo giustificabile del popolo romano e quindi questo è un punto in positivo.
Come ho detto, ciò che realmente mi ha annoiato è il proseguirsi di capitoli decorati nella forma, ma uguali nella sostanza e questo mi ha innervosito profondamente. Per il resto, ossia disegni, trama, ambientazioni, caratterizzazioni, vario dall'abbastanza soddisfatto al molto poco convinto. In particolare per l'ambientazione, che troppo spesso è chiusa alla terma. Io avrei voluto che Roma in generale fosse protagonista del manga, non unicamente la stanza della terma. Inoltre la caratterizzazione dei personaggi relativamente alle terme: finta. Quanto ho odiato le innumerevoli, pagina per pagina presenti, esclamazioni del tipo "Ah, quant'è bello fare il bagno nelle terme", "Ah, niente di meglio che fare un bagno nelle terme", "Ah, come alleviare i problemi se non con un bagno nelle terme?".
Sempre, insistentemente così. Tutti i problemi improvvisamente scompaiono per un bagno.
Ora, io in una terma non ci sono mai stato, ma il tutto mi sembra quasi propagandistico, quasi come se si spingesse affinché la gente ricominciasse ad apprezzare le terme. Forse, d'altronde, questo fine è presente, perché Yamazaki-sensei afferma di essere insoddisfatta dall'oblio che le terme nipponiche stanno attraversando. Ho pieno rispetto per questo sentimento del mangaka, che condivido, anche per quanto riguarda l'Italia e la sua storia termale oramai in declino compiuto, a cui si è aggiunto un Cristianesimo censore di costumi che ha eliminato la possibilità di fare il bagno assieme.
Però, ripetere le solite frasi con la solita vicenda è davvero nauseante, dopo 2 volumi.

Mollo, magari lo riacchiapperò fra qualche anno, anche perché son solamente 6 volumi, quindi tutto ciò che è stato detto in questa recensione vale per ciò che ho provato per i primi 2 volumi. Magari gli ultimi 4 mi avrebbero (o mi faranno) fatto cambiare idea.


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Akemichan

Volumi letti: 3/6 --- Voto 9
Lucio Modesto è un architetto romano specializzato in terme che riesce a viaggiare tra la Roma del passato e il Giappone del presente, riuscendo a riprodurre le invenzioni moderne nel suo tempo. Detta così, la trama mi aveva già incuriosito particolarmente per questo collegamento Roma/Giappone/Terme e non me ne sono pentita.

Innanzitutto, la trama è davvero semplice e anche ripetitiva; si suddivide in una serie di episodi auto-conclusivi che si sviluppano sempre alla stessa maniera: Lucio deve trovare una idea per delle terme, entra in acqua e finisce in Giappone, si ritrova da qualche parte che gli suggerisce la soluzione, cade in acqua per sbaglio e ritorna nel suo tempo dove realizza delle opere eccezionali. Le storie sono piuttosto separate fra di loro, nonostante qualche collegamento vario riguardo alla vita privata di Lucio e alla sua fama come architetto. Anche il viaggio del tempo prevede un 'atto di fede' da parte del lettore, in quanto finora non è stato per niente spiegato come e perché avvenga.
Tuttavia, la forza del manga non sta nella sua trama o nella sua varietà, ma nella bravura dell'autrice a collegare idealmente due civiltà così diverse come Roma e il Giappone (a questo proposito interessantissime le schede di approfondimento alla fine di ogni avventura, che lo rendono anche interessante per aumentare le proprie conoscenze) e soprattutto il suo umorismo.

Ogni episodio è sempre frizzante, le reazioni di Lucio alle nuove scoperte sono tremendamente realistiche eppure estremamente esilaranti. Forse l'unica cosa che mi ha dato un po' fastidio è l'autocelebrazione che sembra emergere dalle parole di Lucio che apprezza ogni cosa che trova in Giappone, ma in realtà non credo che sia una cosa voluta, ma che si basi semplicemente sul fatto che sia inevitabile che una civiltà evoluta sorprenda in questo modo un antico romano, a prescindere dalla nazionalità. Inoltre, questa cosa migliora con il tempo.

Un'altra forza del manga sta nei suoi personaggi, soprattutto nel protagonista, che come ho già detto è estremamente realistico nei suoi comportamenti e non può non risultare simpatico, anche perché, chi di noi non avrebbe approfittato di un'intera nuova civiltà per farsi bello tra i suoi contemporanei? Gli altri sono meno approfonditi, ma riescono comunque ad apparire a tutto tondo, soprattutto i simpatici giapponesi incontrati da Lucio.

I disegni non sono esattamente il mio genere, ma credo siano perfetti questo manga, che cerca di essere, nonostante la premessa assolutamente immaginaria, tremendamente realistico; di qui infatti anche la precisione storica.

Insomma, consigliatissimo. Al massimo potete provare a leggere il primo episodio: se vi strapperà almeno un sorriso continuatelo, perché non fa che migliorare di episodio in episodio.


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Monfrin

Volumi letti: 2/6 --- Voto 10
Sin da quando trovai l'annuncio dell'uscita di questo titolo su Animeclick, da parte di Star Comics, rimasi molto incuriosito e decisi di acquistarlo non appena fosse stato rilasciato. E devo dire che ne è valsa completamente la pena! Anzi, trovo davvero che sia un peccato che sia diffuso solo nelle fumetterie.

La storia comincia nell'anno 128 dopo Cristo a Roma, quando l'ingegnere specializzato in progettazione di terme Lucio Modesto sta attraversando un momento di crisi professionale: le sue idee sembrano non essere più apprezzate dal suo datore di lavoro che le considera troppo conservatrici e non più al passo con i tempi. Deluso ed arrabbiato si reca con un amico nel bagno termale, e lì dopo essersi immerso completamente nella vasca scorge un'apertura dentro la quale viene risucchiato. Quando finalmente riesce a riemergere in superficie, si ritrova in un altro posto completamente sconosciuto, circondato da bagnanti di una razza dai tratti somatici mai visti. In realtà si trova nella vasca di un bagno pubblico nel Giappone dei giorni nostri. Un dipinto sulla parete del bagno rappresentante il monte Fuji lo trae in inganno, e pensando che quello fosse il Vesuvio, crede di essere sbucato nelle terme nei pressi di Napoli. Però qualcos'altro non torna: chi sono quelle persone dalla "faccia piatta" che lo circondano e che parlano un idioma incomprensibile? Sulle prime crede di trovarsi in una vasca dedicata agli schiavi catturati in qualche territorio assai remoto recentemente conquistato dalle legioni imperiali. Però osservando meglio si accorge che c'è qualcosa che non quadra. Gli oggetti che lo circondano sembrano realizzati con una cura ed una tecnica assai progredita, le decorazioni alle pareti (in realtà locandine di pellicole cinematografiche) troppo belle, e l'atteggiamento estremamente cordiale e premuroso degli uomini dalla "faccia piatta" nei suoi confronti stridono con la sua convinzione che possano essere un popolo sottomesso da Roma.
D'altra parte i giapponesi quando vedono quel bizzarro straniero che cerca di uscire dal locale senza vestiti si prodigano per ritrovarli (senza risultati, visto che erano rimasti nelle terme di Roma antica), quando poi Lucio si sente male a causa dell'aria inquinata dai gas di scarico delle automobili, vistolo in difficoltà uno degli avventori del bagno pubblico lo invita a bere una classica bevanda rinfrescante a base di latte e frutta in vendita nei bagni pubblici. Lucio si riprende per un po', ma poi perde i sensi, e al suo risveglio si ritrova al punto di partenza, cioè nella vasca delle terme in cui era iniziato questo bizzarro viaggio nel paese degli uomini dalla "faccia piatta".
Però i ricordi dell'esperienza vissuta sono totali e vividi, e quindi Lucio si dà da fare per applicare quello che ha visto nel bagno pubblico al suo progetto di terme rivoluzionarie ottenendo un clamoroso successo. Così viene sempre più ricercato e gli vengono affidati progetti sempre più complicati, e ad ogni nuovo episodio succede sempre qualche strano incidente che lo riporta nel Giappone odierno, anche se in luoghi diversi, sempre legati però a bagni o terme. Grazie a queste sue "particolari esplorazioni", una volta ritornato, sempre senza sapere come e perché nel suo tempo, Lucio riesce a risolvere brillantemente tutti i problemi che gli si pongono davanti, e la sua fama cresce tanto da suscitare l'interesse dello stesso imperatore Adriano.

Nonostante le situazioni assurde ed in alcuni casi decisamente comiche (in un caso per coprire la sua nudità un abitante della zona gli porgerà uno yukata che il nostro eroe indosserà come un toga, in un altro episodio, che apre il secondo volume, addirittura riemergendo da una una sorgente termale nella regiome del Tohoku nel bel mezzo di una cerimonia religiosa, viene scambiato per l'incarnazione del dio giapponese della fertilità Konsei), Lucio è sempre estremamente serio e sensibile alle persone e alle cose che vede. Da cittadino romano è orgoglioso della propria cultura ed è assai devoto all'imperatore Adriano; dal principio ha un certo atteggiamento di superiorità nei confronti di questi strani barbari "dalla faccia piatta", però man mano che si susseguono queste sue visite nel loro strano mondo, imparerà ad apprezzarli e a mettere un po' in crisi le sue convinzioni.
La struttura della trama è ad episodi autoconclusivi (nei due volumi sino ad ora usciti ve ne sono in totale 10), però comunque legati da un filo logico, e per questo molto apprezzabile.

Il tratto della Yamazaki è molto pulito è mette molto in risalto le differenze fisiche tra i romani (di cui sembra copiare perfettamente le fattezze delle antiche statue) e i giapponesi. La cura e la perfezione nel descrivere graficamente ambienti e persone della Roma imperiale mi sembrano davvero straordinari, specialmente se pensiamo che viene da un paese così lontano, anche se ha soggiornato e studiato a lungo in Italia.
Molto belli anche i suoi commenti che si trovano alla fine di ogni episodio, così pure anche la lettera dedicata ai lettori italiani che chiude il primo volume.

Questo manga è un'opera davvero diversa da tutte quelle che mi sono capitate da visionare, non riesco ad incasellarla in un genere, visto che ne abbraccia diversi. A prima vista potrebbe sembrare dedicata solo ad un pubblico molto ristretto, amante della storia e della cultura, ed invece io credo di no, è una lettura che ho trovato piacevole ed interessantissima, direi persino istruttiva, sia perché rievoca aspetti anche poco conosciuti dal lettore medio di fumetti italiano rispetto alla storia e alla civiltà romana, così pure ci offre uno spaccato delle tradizioni e dei costumi dei bagni e delle terme giapponesi. Un aspetto, quest'ultimo, di cui l'autrice è sempre stata appassionata, e che però ammette con una punta di amarezza, sta tramontando nell'interesse delle giovani generazioni nipponiche. Per questo la stessa Yamazaki è davvero rimasta sorpresa del successo eccezionale di questo suo lavoro in Giappone, tale anche da portare alla trasposizione cinematografica dal vivo, e anche ad una versione in animazione che usciranno quest'anno. Naturalmente sarei felicissimo che anche queste ultime potessero venire importate il Italia!
Non mi resta altro che promuovere a pieni voti questo titolo e consigliarlo caldamente a tutti!


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Kucabara

Volumi letti: 1/6 --- Voto 6
Difficile recensire Thermae Romae, ci troviamo di fronte a qualcosa di molto originale, quasi inusuale, difficilmente collocabile in un genere. Quest'opera è tutta particolare ad incominciare da ciò che l'ha ispirata, l'autrice infatti, nel periodo giovanile passato in Europa sentiva la mancanza dei tipici bagni termali giapponesi (in Giappone è, o per lo meno era, molto diffusa la cultura del bagno pubblico, così come lo era per i romani, luogo sociale di ritrovo oltre che esigenza). Proprio questa esigenza ispirò l'autrice ad adoperare il pretesto delle terme per tracciare delle analogie tra l'antica Roma ed il Giappone Moderno. In realtà anche nell'attuale Giappone i bagni pubblici stanno scomparendo, l'autrice rimpiange quei luoghi e quelle situazioni, quegli scorci di Giappone e di umanità oramai ritrovabili solo nelle regioni rurali.

Il protagonista delle vicende è l'architetto termale Lucio, il quale dopo aver perso il lavoro a causa dei suoi progetti giudicati antiquati, si ritrova catapultato dall'antica Roma al Giappone moderno, al ritorno da ogni viaggio riadatta le cose apprese al suo mondo sfornando progetti sempre più straordinari per il suo tempo, talmente d'avanguardia che l'imperatore Augusto sarà presto colpito dalla abilità di Lucio, il quale tuttavia, concentrandosi troppo sulla carriera in ascesa, perderà maldestramente la moglie.

L'idea è di per sé originale, quanto il modo di rendere conoscibile la cultura giapponese con questo continuo confronto con la romanità (simbolo di una cultura egemone, estranea ed invadente). Discreto anche il disegno, gli episodi sono un po' monotoni, più che altro seguono sempre una linea narrativa solita con elementi costanti che si ripetono inverosimilmente, riuscirà l'autrice ad uscire dalla monotonia delle vicende? È presto per giudicare basandosi solo sul primo volume, certo a mio avviso manca ancora qualcosa, almeno che non si sia fanatici di bagni termali, spererei in un cambio di rotta nei prossimi numeri, poiché se si persiste sulla falsariga del primo capitolo prima o poi il format, per quanto possa divertire in diverse occasioni (pensiamo allo scimpanzè del secondo episodio), alla lunga stanca.
L'edizione Star Comics è di buona qualità, un po' proibitivo il prezzo 5.90 (1.90 in offerta lancio fino al 19 Novembre, a questo prezzo consiglio vivamente l'acquisto)


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gats

Volumi letti: 1/6 --- Voto 7
Ho comprato il primo numero di questo manga dopo averne letto la trama ed esserne rimasto incuriosito. Dopo aver letto il volumetto devo dire di essere rimasto soddisfatto solo in parte. Voglio dire: l'idea del romano che progetta terme andando avanti e indietro nel tempo non è neanche male ma sia il modo in cui attua questi viaggi sia il suo comportamento una volta arrivato ai giorni nostri mi sembrano molto poco realistici. Non so, parlerò solo per me, ma io sarei terrorizzato all'idea di non potermi immergere dentro dell'acqua termale senza essere sballottato in una zona a me sconosciuta abitata da una razza di persone mai vista!

Anche la storia, per quanto un numero sia pochissimo per giudicare, non mi ha convinto del tutto, più che altro per il fatto che si tratta perlopiù di avventure autoconclusive anche se hanno tutte un filo logico che segue la vita del protagonista.

Mi hanno, invece, lasciato molto soddisfatto i disegni, che ho trovato semplici ma buoni e particolareggiati. Ottimi anche i cenni storici presenti all'interno del volume, l'ambientazione e la rappresentazione dell'antica Roma.

Personalmente consiglio l'acquisto del primo numero per provare a vedere se vi piace, poi regolatevi un po' voi. Io personalmente andrò avanti ancora per un paio di numeri per scoprire l'andamento della storia prima di decidere se sia o meno un manga deludente, ovviamente sperando che le buone premesse si sviluppino in maniera positiva.


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sinzamabir

Volumi letti: 1/6 --- Voto 7
Mi spiace scrivere qualcosa di negativo per questa opera ma mi sembra che i voti degli utenti sono talvolta troppo generosi, traggono in inganno chi deve effettuare un acquisto facendolo a volte rimanere male.
Veniamo a noi: il mio voto non è basso, darò un bel 7, l'idea è molto originale i riferimenti all'Antica Roma e qualche cenno storico ne fanno davvero una storia interessante. Ma per quanto riguarda il modo di spostarsi da un tempo all'altro mi fa un po' ricredere. Credevo di trovare un'opera per adulti, ma può essere tranquillamente letto da un pubblico più giovane.
Il personaggio (l'arch.Lucius) riesce a sfruttare i viaggi nel migliore dei modi anche se mi chiedo se io uscissi dalla vasca da bagno di una casa o di un negozio riuscirei a non essere arrestato. Il disegno non male ma niente di più.
Continuerò a comprare i volumi e spero che non mi deluda.


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ZARI

Volumi letti: 1/6 --- Voto 9
Thermae Romae credo che sia una delle opere più originali uscite di questi tempi, pur restando una storia semplice. L'idea di un protagonista che viaggia nel tempo infatti non è che sia nuova, bensì è interessante come questi sfrutti la cosa, senza capire, oltretutto (almeno per ora) che tipo di viaggio realmente compia. Un romano che apprende tecniche moderne per la costruzione di terme nel suo tempo è semplicemente geniale, oltre al fatto che mette in relazione due popoli estremamente diversi. Inoltre leggendo si imparano diverse cosette interessanti sul funzionamento delle terme oppure modi di fare a noi sconosciuti (ad esempio io non sapevo che in Giappone si bollissero le uova nelle terme).

È secondo me da elogiare inoltre il realismo scelto dall'autrice nel mostrare giapponesi e Lucio che non si comprendono: in manga come Inuyasha, ad esempio, i personaggi si comprendono nonostante appartengano a ere diverse, con una lingua anche diversa. Ho anche molto apprezzato gli intermezzi a fine di ogni capitolo, dove si possono leggere ulteriori informazioni sulle usanze romane o giapponesi (sempre riguardanti le terme, ovviamente), si nota che l'autrice è una donna che ha studiato l'argomento e che ha una certa cultura. La lettura è scorrevole e piacevole e il disegno non delude. Insomma, a mio parere è un'ottima serie.


 4
Goddess

Volumi letti: 1/6 --- Voto 9
È la prima volta che leggo un manga del genere e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa: trama molto semplice e chiara, storia divisa in brevi episodi in ognuno dei quali il nostro eroe-ingegnere Lucio Modesto si cimenterà nella costruzione (riproduzione) di nuove terme sia pubbliche che private capitando di tanto in tanto nel Sol Levante ai giorni nostri, da cui trarrà ispirazione per le sue "opere".
Personalmente trovo veramente piacevoli anche i disegni, sono davvero di una raffinatezza incredibile: più che un manga sembra un'enciclopedia di sculture!
Questo intreccio tra Giappone moderno e Antica Roma è davvero un mix perfetto, sono davvero entusiasta di questa - a mio parere - geniale trovata dell'autrice. Consiglio a tutti la lettura di questo interessante nonché divertente manga.