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9.0/10
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La Disney nel 1940 ha dato alla luce qualcosa di unico, ha partorito "fantasia", un lungometraggio che ha creato una delle avventure più eccitanti e straordinarie della storia, un film che ha ispirato le future generazioni a usare con più dolcezza il rapporto tra musica e animazione, due grandi passioni umane incancellabili.

Ho parlato di Fantasia, non solo per il fatto che ha inventato un modo di esprimere l'animazione, ma anche perché nel finale del film viene usata la splendida e passionale "Ave Maria", una canzone soave che a mio parere è una delle liriche più rilassanti che conosca, ed è a mio parere il fulcro di "Kigeki".
L'"Ave Maria" quindi ispira tranquillità, ispira dolcezza, ispira calma, e "Kigeki" riesce a unire, ad annodare queste caratteristiche, riesce a trasmettere pace e serenità al telespettatore, riesce a imitare Fantasia e a conseguire un prodotto di alta qualità e di rara bellezza.

"Kigeki" riesce a ottenere questo fantastico e ottimo rapporto grazie all'atmosfera dei paesaggi caratterizzati da dei contrasti di chiaro scuro molto ben riusciti, paesaggi prevalentemente medievali e rurali.
Queste ambientazioni storiche fanno da fondo a una storia soprannaturale e fantasiosa, dove una ragazzina per difendere il proprio villaggio da invasori si rivolge a un uomo solitario ed enigmatico, un personaggio che accetta solo libri come pagamento, un personaggio tanto forte da distruggere un intero esercito da solo.

Questi fatti vengono raccontati lentamente e attentamente in un cortometraggio di pochi minuti con un solo scopo: rilassare lo spettatore invitandolo a liberare il proprio stress e le proprie preoccupazioni, o almeno è questo quello che io ho provato e che ho sentito mentre lo guardavo, un senso di vuoto e di calma interiore.