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Sequel di "Sword Art Online II", presenta 24 episodi più uno riassuntivo dei primi quattordici episodi però non trattato dal punto di vista del nostro protagonista Kirito ma dal punto di vista di Sinon, un nuovo personaggio introdotto in questa seconda serie.
La serie presenta la tipica struttura di " Sword Art Online " ovvero la suddivisione in archi narrativi che in questa seconda serie sono tre: " Phantom Bullet " che si svolgerà in " Gun Gale Online " o " GGO ", " Calibur " e " Mother's Rosario " che presenta uno " Sword Art Online " come non l'avete mai visto ma ne parlermo meglio dopo. La storia riprende dopo circa un anno dalla conclusione della prima serie e presenta oltre a quelli che erano i personaggi della prima serie anche nuove figure, molto interessanti, e un nuovo " mitico ", non esagero quando lo definisco tale, avversario.
L'anime come già detto si divide in tre archi narrativi, il che porta ad avere tre diverse trame:
" Phantom Bullet ": il nostro protagonista Kirito dovrà affrontare la " morte " in un nuovo gioco " GGO " o per meglio dovrà scoprire un qualcosa collegato ad essa e si ritroveranno vecchie conoscenze che da una frase si può presumere torneranno ancora un giorno, magari in una terza serie.
" Calibur ": Kirito e il nostro gruppo di personaggi dovranno andare alla ricerca della spada " Excalibur " e per farlo dovranno affrontare varie peripezie.
" Mother's Rosario ": presenta una storia molto commovente e un punto di vista umano molto forte con una storia molto pesante ma allo stesso tempo vera e presentata in un modo veramente molto simile a come è davvero, cosa che mi ha lasciata sbalordita.
Ora volevo un attimo dare delle mie considerazioni personali sugli archi narrativi precedentemente citati: " Phantom Bullet ": mi ha colpita molto perché presenta non solo una grande trasformazione nelle fondamenta dell'anime ma anche perché mostra un'analisi psicologica dei personaggi veramente ben fatta con discorsi non facili da seguire ma molto preciso e incisivi per chi guarda e ciò è veramente molto positivo. Per quanto riguarda " Calibur " mi sarebbe piaciuto durasse di più, mi aveva veramente presa con la storia del dover ritrovare la spada e con questo mescolare la leggenda di " Excalibur " con le vicende dei nostri personaggi; peccato sia durato solo tre episodi però è veramente bello soprattutto nei combattimenti e anche per gli sprazzi comici che ha presentato oltre che per i colpi di scena e soprattutto, come già detto, per aver citato la leggenda della spada " Excalibur ". " Mother's Rosario " invece non ha bisogno di commenti, veramente stupendo e con l'analisi di un qualcosa di molto umano trattato con molta sensibilità ma comunque capace di far capire qual è la realtà che vive chi ha i problemi che presenta la nostra eroina Yuuki; ora perdonatemi se esagero ma mi ha fatto veramente pensare che un giorno si possa riuscire a trovare qualcosa per far fare un tenore di vita migliore a chi è meno fortunato e mi ha fatto scendere più di una volta le lacrime per la commozione e per la tristezza.
I personaggi, come già detto in precedenza, sono tutti quelli presenti nella prima serie con l'aggiunta di tre personaggi molto importanti quali Asada Shino a.k.a Sinon, Yuuki Konno e il " mitico " Death Gun. Ci saranno presentati anche altri personaggi quali i membri della gilda " Sleeping Knights " e un " amico " di Asada e come già detto in precedenza si ripresenteranno nemici del passato ma vi lascio a scoprirlo da soli.
Il comparto tecnico non ha bisogno di commenti, è perfetto e privo di qualsiasi tipo di sbavatura e nei combattimenti diventa veramente un qualcosa di pura epicità, mi son venuti i brividi in alcuni combattimenti che naturalmente non espongo per evitare spoiler, dico solo che lo studio A-1 Picture ha fatto ancora una volta uno splendido lavoro. Per il comparto sonoro è lo stesso discorso, io non riesco a capire come facciano a creare sempre componimenti musicali di così alto livello: le opening sono mozzafiato soprattutto " Courage " e " Ignite " non scherza, sono veramente degne di far concorrenza a " Crossing Field " e " Innocence " della prima serie; anche le ending soprattutto " Startear ". Le precedentemente citate sono veramente coinvolgenti e non ti permettono di saltarle perché appena iniziano ti spingono ad ascoltarle fino alla fine e ciò è veramente molto positivo. Le musiche di sottofondo sono sempre piacevoli e orecchiabili e sono sempre ben scelte per ogni momento.
Questo sequel è veramente consigliatissimo sia per la storia che tocca non solo la paura della morte più volte ma arriva anche a toccare un problema reale quale una malattia e anche problemi minori come quello della differenza fra le classi sociali, veramente sensazionale.
Voto finale: 10.