Rispetto la sua opinione ma, relativamente a Sailor Moon, mi convince ben poco la sua argomentazione.
Rispetto la sua opinione ma, relativamente a Sailor Moon, mi convince ben poco la sua argomentazione.
In realtà ha ragionissima, perché benché Sailor Moon abbia un taglio shoujo forte, la magia ha una sua componente di per sé oscura e ambivalente; cosa invece assente in assoluto nelle opere da lui citate, ma anche nell'impianto delle maghette degli ultimi 20 anni—Precure—che sono oggi il modello-archetipo del personaggio da cui si trae ispirazione/si sviluppa altro.
Si è un po la puntuale scoperta dell'acqua calda ma appunto la sua versione di Sailor Moon è pesantemente influenzata dalle varie serie Tokusatsu del primo periodo Heisei ma non solo (specialmente quelle dietro cui c'erano autori come Toshiki Inoue o Izubuchi).Alla luce di questa definizione, Sailor Moon viene descritto da Ikuhara come un’opera più vicina al genere degli henshin heroes, una categoria che include franchise caratterizzati dalla centralità della trasformazione e da una struttura narrativa affine all’eroe in costume. L’associazione sistematica del regista al genere delle magical girl, secondo questa prospettiva, deriverebbe quindi da una semplificazione critica piuttosto che da una reale adesione ai suoi codici.
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