Ci hanno presi in giro poche chiacchere....Mo io che me ne faccio di Tegonia? Lo uso per il camino? Vergognosi....
Sarei curioso di sapere che numeri faranno da ora in poi.
Ci hanno presi in giro poche chiacchere....Mo io che me ne faccio di Tegonia? Lo uso per il camino? Vergognosi....
Non credevo di dover spiegare come funziona il mondo del commercio. Ma ci provo.
Il cliente è una roba da spremere.
Fine della spiegazione e benvenuti nel mondo reale.
Al netto di questo, ripeto le mie posizioni (condivisibili o meno, per carità):
1) è irreale aspettarsi che un'azienda vada avanti a pubblicare un manga senza badare agli introiti.
Giusto per essere ancor più chiaro: guadagno di oggi >>>>>>>> qualunque altra cosa.
Nessun'azienda sana di mente guarda al lungo periodo in un momento di crisi globale come quello attuale.
A meno che davvero non parliamo di un'azienda con spalle larghissime, ma non è certo questo il caso.
E sì, anche la fiducia del lettore e simili intangibles valgono abbastanza poco, fintanto che non se ne abusa in modo sconsiderato e plateale (Goen).
Xenon78, sopra, scrive che era incuriosito dai Transformers. Ok. Cliente perso, forse. Molto forse. E magari come lui ce ne saranno altri. E saranno una minoranza risibile, con ogni probabilità.
Diciamo che ci sono 1000 persone che compravano volumetti manga. E no, non ci sono, perché se c'erano non chiudevano la linea. Ma facciamo finta che ci siano davvero.
Quanti di questi comprano ANCHE comics? E i comics di SaldaPress nello specifico? E quanti di questi visitano AnimeClick, si informano a tutto tondo e ci tengono abbastanza? Per quanti di questi non sono "solo fumetti"? E quanti di quelli che oggi sono incazzati torneranno a comprare tra 3 o 6 mesi, sbollita la rabbia attuale? Esattamente quanti clienti stanno perdendo? Un numero tale da giustificare di andare avanti in un progetto fallimentare? Un numero tale da informare il cliente prima di non aver più niente da perdere?
E qui veniamo al mio secondo punto...
2) è irreale aspettarsi che un'azienda informi il lettore di essere messa male prima di non aver niente da perdere.
Boh, è una legge basilare del mercato. A meno che la cosa non sia del tutto inevitabile il lettore deve credere nel progetto. E spendere. E comprare. E quando davvero non hai più niente da perdere allora avvisi. Goen (e mica solo lei) ci ha insegnato che puoi addirittura non avvisare mai.
Xenon89, sopra, dice che lo sanno dalla fine del 2024. Posto che è tutto da dimostrare, ma anche fosse vero? E' possibile che avessero volumi in traduzione, o in impaginazione, e che quindi abbiano atteso. Che semplicemente si aspettassero di vendere un altro 10% di prodotti a magazzino nell'anno successivo, e quindi non gli convenisse ancora informare il cliente.
E' una scelta editoriale quella di pubblicare, non un obbligo, e la parte di contratto "etico" secondo cui si tenta di arrivare in fondo a una serie è solamente da parte del lettore. Per l'azienda esiste solo il contratto "economico" e l'utile a fine mese.
Poi oh, non sto dicendo che mi faccia piacere questo sistema eh, sto dicendo che stanno facendo semplicemente il proprio lavoro, e il proprio interesse. Che è esattamente ciò che ci si aspetta da un'azienda.
Piantiamola una volta per tutte con questa farsa ridicola, stucchevole, imbarazzante e infantile di raccontarci che l'azienda è nostra amica, per favore.
Ci hanno presi in giro poche chiacchere....Mo io che me ne faccio di Tegonia? Lo uso per il camino? Vergognosi....
Non credevo di dover spiegare come funziona il mondo del commercio. Ma ci provo.
Il cliente è una roba da spremere.
Fine della spiegazione e benvenuti nel mondo reale.
Al netto di questo, ripeto le mie posizioni (condivisibili o meno, per carità):
1) è irreale aspettarsi che un'azienda vada avanti a pubblicare un manga senza badare agli introiti.
Giusto per essere ancor più chiaro: guadagno di oggi >>>>>>>> qualunque altra cosa.
Nessun'azienda sana di mente guarda al lungo periodo in un momento di crisi globale come quello attuale.
A meno che davvero non parliamo di un'azienda con spalle larghissime, ma non è certo questo il caso.
E sì, anche la fiducia del lettore e simili intangibles valgono abbastanza poco, fintanto che non se ne abusa in modo sconsiderato e plateale (Goen).
Xenon78, sopra, scrive che era incuriosito dai Transformers. Ok. Cliente perso, forse. Molto forse. E magari come lui ce ne saranno altri. E saranno una minoranza risibile, con ogni probabilità.
Diciamo che ci sono 1000 persone che compravano volumetti manga. E no, non ci sono, perché se c'erano non chiudevano la linea. Ma facciamo finta che ci siano davvero.
Quanti di questi comprano ANCHE comics? E i comics di SaldaPress nello specifico? E quanti di questi visitano AnimeClick, si informano a tutto tondo e ci tengono abbastanza? Per quanti di questi non sono "solo fumetti"? E quanti di quelli che oggi sono incazzati torneranno a comprare tra 3 o 6 mesi, sbollita la rabbia attuale? Esattamente quanti clienti stanno perdendo? Un numero tale da giustificare di andare avanti in un progetto fallimentare? Un numero tale da informare il cliente prima di non aver più niente da perdere?
E qui veniamo al mio secondo punto...
2) è irreale aspettarsi che un'azienda informi il lettore di essere messa male prima di non aver niente da perdere.
Boh, è una legge basilare del mercato. A meno che la cosa non sia del tutto inevitabile il lettore deve credere nel progetto. E spendere. E comprare. E quando davvero non hai più niente da perdere allora avvisi. Goen (e mica solo lei) ci ha insegnato che puoi addirittura non avvisare mai.
Xenon89, sopra, dice che lo sanno dalla fine del 2024. Posto che è tutto da dimostrare, ma anche fosse vero? E' possibile che avessero volumi in traduzione, o in impaginazione, e che quindi abbiano atteso. Che semplicemente si aspettassero di vendere un altro 10% di prodotti a magazzino nell'anno successivo, e quindi non gli convenisse ancora informare il cliente.
E' una scelta editoriale quella di pubblicare, non un obbligo, e la parte di contratto "etico" secondo cui si tenta di arrivare in fondo a una serie è solamente da parte del lettore. Per l'azienda esiste solo il contratto "economico" e l'utile a fine mese.
Poi oh, non sto dicendo che mi faccia piacere questo sistema eh, sto dicendo che stanno facendo semplicemente il proprio lavoro, e il proprio interesse. Che è esattamente ciò che ci si aspetta da un'azienda.
Piantiamola una volta per tutte con questa farsa ridicola, stucchevole, imbarazzante e infantile di raccontarci che l'azienda è nostra amica, per favore.
Hai pienamente ragione nel merito della realtà oggettiva, ma il problema è il sottotesto di placida convalida morale di tale modus operandi. Ci sta dare una svegliata sul funzionamento reale delle cose a chi ha visioni edulcorate, ma NON facendoli passare come quelli sbagliati per pensarla in quel modo. Ad essere sbagliati non sono loro, è un mondo in cui conta SOLO il profitto e tutto si sacrifica ad esso.
Un'azienda sceglie mai di porare a termine un progetto malgrado le perdite per mantenere un impegno nei confronti di chi ha iniziato ad investirci? No.
Potrebbero, il più delle volte, assumere la perdita senza particolari conseguenze e considerarla un investimento in serietà, etica e cura del cliente? Assolutamente sì.
Non farlo è una SCELTA, non un obbligo.
Avevano già provato ad entrare nel settore manga 20 e pussa anni fa e si erano ritirati. Il loro Uomo tigre (15 volumi) è uscito in sei anni... Capisco che visto il successo dei manga ci abbiano riprovato ma non hanno imparato niente nè dalla precedente loro iniziativa né dagli errori di altre case editrici anche più solide e grosse...Ci hanno presi in giro poche chiacchere....Mo io che me ne faccio di Tegonia? Lo uso per il camino? Vergognosi....
Non credevo di dover spiegare come funziona il mondo del commercio. Ma ci provo.
Il cliente è una roba da spremere.
Fine della spiegazione e benvenuti nel mondo reale.
Al netto di questo, ripeto le mie posizioni (condivisibili o meno, per carità):
1) è irreale aspettarsi che un'azienda vada avanti a pubblicare un manga senza badare agli introiti.
Giusto per essere ancor più chiaro: guadagno di oggi >>>>>>>> qualunque altra cosa.
Nessun'azienda sana di mente guarda al lungo periodo in un momento di crisi globale come quello attuale.
A meno che davvero non parliamo di un'azienda con spalle larghissime, ma non è certo questo il caso.
E sì, anche la fiducia del lettore e simili intangibles valgono abbastanza poco, fintanto che non se ne abusa in modo sconsiderato e plateale (Goen).
Xenon78, sopra, scrive che era incuriosito dai Transformers. Ok. Cliente perso, forse. Molto forse. E magari come lui ce ne saranno altri. E saranno una minoranza risibile, con ogni probabilità.
Diciamo che ci sono 1000 persone che compravano volumetti manga. E no, non ci sono, perché se c'erano non chiudevano la linea. Ma facciamo finta che ci siano davvero.
Quanti di questi comprano ANCHE comics? E i comics di SaldaPress nello specifico? E quanti di questi visitano AnimeClick, si informano a tutto tondo e ci tengono abbastanza? Per quanti di questi non sono "solo fumetti"? E quanti di quelli che oggi sono incazzati torneranno a comprare tra 3 o 6 mesi, sbollita la rabbia attuale? Esattamente quanti clienti stanno perdendo? Un numero tale da giustificare di andare avanti in un progetto fallimentare? Un numero tale da informare il cliente prima di non aver più niente da perdere?
E qui veniamo al mio secondo punto...
2) è irreale aspettarsi che un'azienda informi il lettore di essere messa male prima di non aver niente da perdere.
Boh, è una legge basilare del mercato. A meno che la cosa non sia del tutto inevitabile il lettore deve credere nel progetto. E spendere. E comprare. E quando davvero non hai più niente da perdere allora avvisi. Goen (e mica solo lei) ci ha insegnato che puoi addirittura non avvisare mai.
Xenon89, sopra, dice che lo sanno dalla fine del 2024. Posto che è tutto da dimostrare, ma anche fosse vero? E' possibile che avessero volumi in traduzione, o in impaginazione, e che quindi abbiano atteso. Che semplicemente si aspettassero di vendere un altro 10% di prodotti a magazzino nell'anno successivo, e quindi non gli convenisse ancora informare il cliente.
E' una scelta editoriale quella di pubblicare, non un obbligo, e la parte di contratto "etico" secondo cui si tenta di arrivare in fondo a una serie è solamente da parte del lettore. Per l'azienda esiste solo il contratto "economico" e l'utile a fine mese.
Poi oh, non sto dicendo che mi faccia piacere questo sistema eh, sto dicendo che stanno facendo semplicemente il proprio lavoro, e il proprio interesse. Che è esattamente ciò che ci si aspetta da un'azienda.
Piantiamola una volta per tutte con questa farsa ridicola, stucchevole, imbarazzante e infantile di raccontarci che l'azienda è nostra amica, per favore.
Hai pienamente ragione nel merito della realtà oggettiva, ma il problema è il sottotesto di placida convalida morale di tale modus operandi. Ci sta dare una svegliata sul funzionamento reale delle cose a chi ha visioni edulcorate, ma NON facendoli passare come quelli sbagliati per pensarla in quel modo. Ad essere sbagliati non sono loro, è un mondo in cui conta SOLO il profitto e tutto si sacrifica ad esso.
Un'azienda sceglie mai di porare a termine un progetto malgrado le perdite per mantenere un impegno nei confronti di chi ha iniziato ad investirci? No.
Potrebbero, il più delle volte, assumere la perdita senza particolari conseguenze e considerarla un investimento in serietà, etica e cura del cliente? Assolutamente sì.
Non farlo è una SCELTA, non un obbligo.
Dai non scherzare, è una scelta obbligata. Tutto viene scelto tramite famosi piani economici finanziari, ovvero l'azienda fa dei prospetti a 2-3-5 anni e guarda se il trend odierno, proiettato nel futuro, da forza economica all'azienda oppure no.
Probabilmente Saldapress ha valutato che, nel futuro, la parte manga non fa 'quagliare' (per svariate motivazioni), quindi prima di perdere soldi molla l'osso.
Capisco che sta roba è di difficile digestione ma è così. Prima di morire si taglia.
Grazie, mi chiedevo giusto che serie stesse portando...Le vittime, tutte serie in corso anche in patria:
(volumi pubblicati/volumi in Giappone)
- Alice e Zoroku (5/13)
- Code cluster (2/2)
- Ghostgun (2/2)
- Ho creato una principessina (3/10)
- Insegnami a fare manga (2/8)
- Kuma kuma kuma bear (8/13)
- Se la mia idol preferita andasse al budokan, morirei (6/12)
- Teogonia (7/13)
- The dungeon of black company (3/13)
- The kingdom of ruin (3/13)
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Sì se sono lettori navigati. Però se il fruitore di anime aumenta grazie a Netflix, Prime, CR ecc... quello manga resta sempre un po' più di nicchia. Quindi è comunque più facile vendere roba che ha l'anime di successo. Perché uno inizia a leggere partendo dagli anime solitamente.