Promemoria per tutti che il gruppo Hitotsubashi fra Shueisha e Shogakukan possiede tipo millemila riviste molto più meritevoli della lineup attuale di WSJ ma il pianeta non vuole uscire dalla forma mentis che Manga automaticamente sinonimo di ciò che esce lì sopra.Boichi esprime una preoccupazione sincera: la tendenza dei mangaka in erba a vedere la pubblicazione su Weekly* Shonen Jump come il traguardo definitivo potrebbe, nel lungo periodo, danneggiare la diversità creativa dell'intero settore.
Perché la corea no vero? Con 800 cloni di solo leveling ahah
Cosa c'entra? Non ha mica detto che Jump è la fonte di tutti i mali eh, semplicemente che c'è il rischio di omologare un po' tutto quando così tanti cercano il successo su WSJ.Perché la corea no vero? Con 800 cloni di solo leveling ahah
Stesso discorso che ho fatto sopra. Ma aggiungo che parlare come se fossero solo i "jappi" ad avere questo problema fa un po' ridere, i cliché sono ovunque e ognuno ha i propri. Anzi, azzarderei che ci sia più originalità in anime e manga che nelle controparti occidentali.Già perchè invece la morbosi delle light novel e anime nei confronti degli isekai quella sì che è un motore per il medium...
Ho sempre detto che, per quanto apprezzati, i jappi dovrebbero quantomeno provare a distanziarsi un filo dai clichè che si portano dietro ormai da quarant'anni, specialmente per quanto riguarda la psicologia dei propri personaggi e sperimentare un po' di più.
Stesso discorso che ho fatto sopra. Ma aggiungo che parlare come se fossero solo i "jappi" ad avere questo problema fa un po' ridere, i cliché sono ovunque e ognuno ha i propri. Anzi, azzarderei che ci sia più originalità in anime e manga che nelle controparti occidentali.
Domanda che non c'entra nulla: ma chi è quello nella foto?
Ha indubbiamente ragione a livello artistico, però umanamente capisco anche che chi sogna di sfondare in questo mondo pensi subito di puntare lì... purtroppo come tante cose non c'è un vero e proprio bianco e nero, è una questione un po' complessa e sfumata.Stesso discorso che ho fatto sopra. Ma aggiungo che parlare come se fossero solo i "jappi" ad avere questo problema fa un po' ridere, i cliché sono ovunque e ognuno ha i propri. Anzi, azzarderei che ci sia più originalità in anime e manga che nelle controparti occidentali.
Senza riferirsi a nick particolari di questo sito e parlando generalmente dell'argomento, quasi sempre chi fa questi discorsi (Boichi non c'entra nulla ovviamente, il suo era totalmente sensato e slegato da questa questione in particolare) in realtà è soltanto irritato perché i mangaka giapponesi continuano a fregarsene quasi del tutto dei moralismi in stile usa e macinare comunque (anzi, soprattutto, se conti la crisi dei comic americani che devono sottostare a "politiche" molto diverse) fantastilioni XD O per banale "tifoseria", quantomeno quando non si ammette che i cliché occidentali sono molto più onnipresenti. Di base, il personaggio giapponese da manga medio fatto con lo stampino ha comunque più anima e "particolarità" del personaggio occidentale medio altrettanto macchiettistico - che molto spesso sta lì per svolgere una funziona più propagandistica/atta a far vedere che l'autore ha un certo tipo di ideologia e ne è orgoglio piuttosto che per rendere interessante la storia. Poi giustamente ognuno ha i suoi gusti, però hai ragione nel sottolineare quanto faccia ridere vedere critiche ai giapponesi per i loro cliché quando a livello occidentale, soprattutto ammeregano, si sta messi molto peggio.
Promemoria per tutti che il gruppo Hitotsubashi fra Shueisha e Shogakukan possiede tipo millemila riviste molto più meritevoli della lineup attuale di WSJ ma il pianeta non vuole uscire dalla forma mentis che Manga automaticamente sinonimo di ciò che esce lì sopra.Boichi esprime una preoccupazione sincera: la tendenza dei mangaka in erba a vedere la pubblicazione su Weekly* Shonen Jump come il traguardo definitivo potrebbe, nel lungo periodo, danneggiare la diversità creativa dell'intero settore.
Per cui se non si scardina quel problema a monte è ribadire la scoperta dell'acqua calda.
A volte spiace constatare come alcuni fumetti occidentali sembrino realizzati più per trasmettere ideologie/convinzioni/visioni del mondo che per raccontare una bella storia.
Perché la corea no vero? Con 800 cloni di solo leveling ahah
Ridurre il fumetto occidentale come una macchina propagandistica equivale a ridurre il manga a una macchina pedofilica (loli).
Spero si capisce che queste riduzioni siano nate dall'ignoranza e dalla incapacità di uscire dalla propria bolla, ripetendo parole gia sentite, piuttosto esplorare il medium.
Che poi i manga non hanno alcuna presenza ideologica degli vari autori, beh allora il problema è mancanza di pensiero critico.
Bocihi ogni caso ha ragione. Non c'è molto da commentare, basta vedere la standardizzazione degli isekai e quello che succede in Corea del sud.
La legge del mercato premia non i migliori fumetti, ma quelli che vendono più. Se lo standard è Shonen jump, allora ovvio che si avrà una slopificazione stile jump. Basta vedere gli esempi visti su.
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