Il primo premio rende giusto onore a un film come Fujiko, capace di far ridere e di far riflettere nello stesso tempo, leggero e profondo ed equilibrato. Un film piacevolissimo, lo rivedrei senz'altro e mi piacerebbe tanto poterlo "spammare", quindi spero che si renda disponibile in streaming prossimamente (inutile dire che sarebbe un film che potrebbe far bene pure al cinema in Italia, per le tematiche universali e per l'intelligenza con cui è costruito, ma tanto è inutile anche solo pensarlo, visto che la cosa si è capito che è pura utopia allo stato attuale delle cose). Quanto agli altri premiati, da un lato sono contentissima per My Name che mi è piaciuto tanto, e anche per We Are all strangers che trovo una buona prova di sceneggiatura; tutti gli altri purtroppo non li ho visti, pur avendo seguito il programma del festival il più possibile tutti i giorni per quanto mi è stato permesso, e mi dispiace un sacco T__T
Contentissima anche dell'ottimo risultato di Suzuki=Bakudan su MyMoviesOne! Già ero felicissima che fosse disponibile online, in più vedere che sia stato così apprezzato malgrado si trattasse di un titolo sconosciuto ai più, mi rende ancor più contenta!
Peccato non aver visto quasi nessuno dei titoli premiati, anche se la sezione online è stata molto ridotta rispetto all'anno scorso, le opere che ho visionato sono state interessanti e mediamente mi hanno sopreso anche di più rispetto al passato. Detto questo spero di poter recuperare in futuro almeno The Seoul Guardians.
Un'edizione del festival particolare, piagata dai problemi tecnico-organizzativi che peggiorano invece di migliorare e su cui nel tempo non sembra proprio esserci presa di coscienza. Programma troppo fitto, ritardi cronici, problemi con le prenotazioni e per finire un problema tecnico che ha posticipato l'ultima proiezione. Rispetto agli anni passati ho notato un calo medio nella qualità dei titoli e una mancanza di varietà: dove prima avevamo titoli action, comici, mystery, leggeri e sperimentali, abbiamo avuto la fiera del dramma (e spesso del melodramma) e la ricerca quasi morbosa e fine a se stessa di sofferenza e patimento per lo spettatore. La lunghezza media delle pellicole è aumentata, buona parte dei film mi sono sembrati più lunghi del necessario per quello che dovevano raccontare, lenti e quasi forzati. Quelli più degni di nota non hanno spiccato come in passato, anche se ci sono stati buoni esponenti e qualche sorpresa. Mi trovo d'accordo in linea di massima col risultato delle premiazioni, proprio perché trovo fossero i titoli più bilanciati, che eccedevano meno nel dramma fine a se stesso e con una storia che avesse senso raccontare.
Di 5 Centirmeters per Second non ero già fan dell'anime, di cui non ho apprezzato storia e ritmo e qui nel film trovo gli stessi problemi amplificati e una lunghezza maggiore. Rimane la bella fotografia e basta. Era però uno dei pochi titoli conosciuti della selezione online, ormai troppo risicata per avere senso un premio dedicato (siamo passati da 20-30 titoli a meno di 15 di cui 10 a concorso su 52 dei totali). Mi stupisce che Suzuki/Bakudan non abbia riscosso più successo, e avrei voluto vedergli un riconoscimento anche in sala.
Per quanto riguarda i premi del pubblico, d'accordo su Fujiko, bella storia senza retorica (evitare di elevarlo a simbolo di altro) e ben bilanciata con una prova attoriale notevole nell'evolversi del personaggio. Era per me uno dei titoli papabili per il primo posto e sono contento ci sia stato riscontro. Non sono tanto d'accordo sul premio a The Seoul Guardians, perché come documentario mi è sembrato un po' generico, però posso capire perché sia piaciuto e va bene così. C'è abbastanza consistenza tra il premio del pubblico e quello black dragon per questi due titoli. Al terzo posto abbiamo quattro titoli a parimerito, conseguenza anche del cambio di calcolo del punteggio, ponderata come la media di imdb. Certo, fa un po' strano vedere così tanti premi, e piacerebbe anche capire come avvenisse il calcolo negli anni passati. Tunnels è una ricostruzione molto sentita della guerriglia nei tunnel sotterranei della guerra in Vietnam, con un ritmo che mantiene l'attenzione dello spettatore e una buona focalizzazione sui personaggi. MyName era per me altro candidato al primo posto, altra storia interessante e bene narrata e con un buon ritmo. Gli trovo come difetto la parte relativa al presente, un po' superflua e senza un vero epilogo a parer mio. The King's Warden è un drama storico e immagino abbia un significato maggiore per uno spettatore che conosca la storia coreana. Come dramma a se comunque funziona con buoni costumi e recitazione di livello, anche se era prevedibile il melodramma nella seconda parte. Blades of the Gaurdians è l'adattamento di un manhua (di cui esiste anche un adattamento animato) e come spesso accade soffre di alcuni parti affrettate con personaggi che compaiono e che si fatica un po' a collocare inizialmente e spiegoni per condensare il materiale originale nel minutaggio del film. Risulta comunque fruibile e in particolare sono notevoli le scenografie e le ambientazioni reali e le scene di azione anche in virtù del suo regista ed esperto coreografo di arti marziali Yuen Woo-ping, premiato con il Gelso d'Oro alla carriera prima della proiezione.
Molto contento per il premio come opera prima a Unidentified Murder, film spassoso e un po' indie che non mi aspettavo.