A leggere l'articolo non sembra qualcosa che avrebbe fatto normalmente Alberto Angela. Solitamente il programma presenta in modo serio e professionale il paese la cultura della puntata. Da quanto mi sembra di capire questa volta invece ha presentato il Giappone come farebbero altri presentatori TV, da persona non del tutto a conoscenza di come funzionano le cose da loro, e di ciò che caratterizza il Giappone. Oppure ho frainteso? Perché la puntata non l'ho vista, quindi non saprei.
La recupererò per sfizio ma non è che mi aspettassi molto altro, un' intera stagione di Ulisse non basterebbe ad analizzare appieno anche solo la figura dei samurai figurati una puntata che vuole pescare un po' da tutti gli elementi del Giappone, se fa da entry level e non ha detto inesattezze io già mi accontento, sulle pronunce pazienza, si può sempre migliorare.
Mi sono persa i primi minuti, poi l'ho visto tutto. All'inizio ero abbastanza seccata: stavo trovando tutto molto superficiale e scontato. Andando avanti, è migliorato un po'. Però ammetto che mi aspettavo molto di più da un programma così osannato. Con i mezzi che ci sono oggi, per sentire la corretta pronuncia di una parola, in qualsiasi lingua, basta uno smartphone. Vedi una puntata di un anime o un drama e sentirai di tutto. Non ho amato nemmeno quel saltare di palo in frasca fra vari argomenti. Alcune scelte musicali erano discutibili: sigle italiane di cartoni anni 70 messe a caso (perché Jeeg sulla statua di Gundam? Per far felici i girellari?), la musica del trono di spade quando parlano dell'imperatore sono alcuni esempi di quelle che a mio avviso sono cadute di stile. È vero, il pubblico è quello ampio, di non appassionati, ma avrei voluto solo un po' più di serietà. Poi ci si lamenta del turismo incompetente.... Ma quanti faranno ricerche serie dopo aver visto questa puntata? Quanti invece diranno: figo, che strano posto, chissà se è vero che non posso mangiare per strada, provo a farlo e lo metto sui social per le reaction.... Tutto sommato ho trovato molto più vero Angela che gioca a fare Star Wars con la spada laser nel ventre di Tokyo. Forse quell'immagine riassume meglio lo spirito fanciullesco del Giappone che i cat cafe o i cosplayer
Ah, ecco, vedo che no sono il solo ad essere rimasto con la sensazione di "incompiuto"... Certo che per mostrare un assaggio di tutto non sarebbe bastata l'intera serie di Ulisse ma per chi come me è profondamente interessato alla cultura giapponese ed ha avuto l'occasione di andarci alcune volte la soddisfazione nel vedere questa puntata è effimera... Gli interventi di Laura Imai Messina, quella che avrebbe potuto parlare con competenza del tema, sono stati limitati e focalizzati su determinate voci, un occasione persa. Diciamo "Giappone a volo d'uccello", per smuovere le acque e stuzzicare la curiosità di chi confonde i giapponesi con cinesi, coreani e via dicendo. Per quanto riguarda le pronunce dei vari termini giapponesi le mie orecchie stanno ancora cercando di riprendersi. XDD
Come detto nell'altra news, lavoro per un pubblico generalista tutto sommato apprezzabile.
Bella la parte sull'ambasciata italiana (che non conoscevo) e anche quella su Odaiba (di cui ho un bellissimo ricordo). Peccato non aver potuto vedere di più, ma il tempo è tiranno anche per le produzioni. Mi è mancata Osaka in particolare, ma anche Nara o Kamakura (quest'ultima nemmeno mi sembra sia stata citata).
Non ho apprezzato per niente il medley di Cristina d'Avena (che ha trascurato tutta una tradizione alternativa a partire dai Cavalieri del Re), la parte di Hachiko raccontata con le immagini del film di R. Gere invece che di quello originale giapponese e non ho apprezzato nemmeno la mancanza di qualunque musica/canzone di sottofondo giapponese (a favore di tutta una pletora di musichette da pubblicità).
Peccato, insomma, per qualche superficialità di troppo. In ogni caso da vedere con chi di Giappone sa poco o niente.
A mia madre, vispa 70enne che conosce pochino del Giappone, è piaciuto parecchio e mi ha fatto un sacco di domande. Quindi per un pubblico che conosce poco (o nulla) di quella realtà credo sia stato un buon approccio. Quella (grossa) fetta di pubblico non credo abbia prestato troppa attenzione a quali sigle anime sono state utilizzate o alla pronuncia dei nomi giapponesi, nè credo andrà ad approfondire la pronuncia corretta di Go Nagai.
Secondo me è stato presentato quello si poteva presentare; cioè ponendo l'accento sui luoghi molto suggestivi e sugli aspetti culturali coinvolgenti. Sono d'accordo nel dire che il documentario sia stato anche molto generico e non molto approfondito, ma secondo me sono difetti dovuti più alla mancanza di tempo, che ad una vera e propria volontà di trascurare qualcosa. Era impossibile comprimere tutto in una serata.
Visto quasi tutto anch'io (ho perso qualche minuto alla fine ma poca cosa e recupererò a breve per completezza), concordo con chi dice che è stato una buona introduzione per le persone "a digiuno" di Giappone, lui ovviamente molto bravo a coinvolgere nel racconto, l'unica cosa che davvero non mi aspettavo era tutta quella difficoltà con le pronunce, essendoci tantissimi modi di ovviare al problema. Chissà.
Pure io ho avuto la sensazione che avessero voluto mettere tutto dentro un grande calderone, mescolando concetti e mettendoli in relazione tra loro, spesso in maniera inesatta e confusionaria. Ma per un pubblico generalista, tutto sommato, per quanto si sarebbe potuto fare di più, non è stato un servizio così scarso.