Il progetto di per se è mobile e stimolante. Ma c'è una considerazione da fare: gli stranieri non sono come i giapponesi. In che senso? Lo straniero ha già una sua curiosità intrinseca verso il Giappone, e le fonti se le va a cercare: qualunque sia la materia di interesse, internet offre già lo strumento per ampliare le proprie conoscenze. Viceversa, sono molto pochi i giapponesi curiosi delle culture fuori dai propri confini, nonostante internet.
Devo dire, tuttavia, che il progetto di Kadokawa per formare nuovi elementi di nazionalità straniera nel settore anime/manga è una bella idea, SE, poi le condizioni di lavoro e i progetti da realizzare sono umanamente possibili.
Quindi, a mio modesto parere il progetto, di per se, era in parte già un fallimento.✌️
Il progetto di per se è mobile e stimolante. Ma c'è una considerazione da fare: gli stranieri non sono come i giapponesi. In che senso? Lo straniero ha già una sua curiosità intrinseca verso il Giappone, e le fonti se le va a cercare: qualunque sia la materia di interesse, internet offre già lo strumento per ampliare le proprie conoscenze. Viceversa, sono molto pochi i giapponesi curiosi delle culture fuori dai propri confini, nonostante internet.
Devo dire, tuttavia, che il progetto di Kadokawa per formare nuovi elementi di nazionalità straniera nel settore anime/manga è una bella idea, SE, poi le condizioni di lavoro e i progetti da realizzare sono umanamente possibili.
Quindi, a mio modesto parere il progetto, di per se, era in parte già un fallimento.✌️
Perdonami, ma non credo tu abbia compreso bene la situazione: il "Cool Japan" era un progetto che esisteva da più di vent'anni per sponsorizzare l'esportazione di prodotti di intrattenimento, cucina e altro di giapponese all'estero, incentivando rapporti di scambio, turismo e interesse generico verso il Paese. Qui si parla di un fallimento del tentativo di sviluppare case di produzione di anime estere, nello specifico.
Poi sul discorso dei "molti pochi" giapponesi che sono interessati a culture altrui...in Giappone la seconda cucina più in voga è quella italiana. Su servizi come duolingo gli studiosi di seconde lingue più seri sono loro, con l'inglese, cinese, italiano e altre tra lingue più studiate...per quanto riguarda il consumo di prodotti d'intrattenimento sicuramente sono molto abituati ad interagire in primis con i propri, cosa non negativa direi, ma anche lì il mercato di titoli esteri, specialmente americani, è sempre florido.
Non esageriamo quindi con questa narrazione dei tutti nippomani e dei giapponesi che pensano solo a loro stessi.
come la fine di un'era per i finanziamenti pubblici alla cultura pop giapponese all'estero, anche se il governo giapponese continua, attraverso altri strumenti, a considerare l'esportazione dei contenuti creativi una delle proprie priorità strategiche.
Diciamo che quando si fanno questo tipo di investimenti è molto spesso improbabile che ci sia un rientro.
Ora, tra l'eccesso di turisti e il momento economico non florido mi sembra chiaro che questo tipo di finanziamenti viene sacrificato.
È anche vero che non è che ormai anime e manga siano ancora la nicchia della nicchia, anzi...
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Devo dire, tuttavia, che il progetto di Kadokawa per formare nuovi elementi di nazionalità straniera nel settore anime/manga è una bella idea, SE, poi le condizioni di lavoro e i progetti da realizzare sono umanamente possibili.
Quindi, a mio modesto parere il progetto, di per se, era in parte già un fallimento.✌️