Dovrò rivederlo perché è un film davvero denso, sia sul lato contenutistico che visivo. Per ora concordo praticamente su tutto con questa recensione. Il primo film è il mio preferito, insieme a Il contrattacco di Char, per quanto riguarda il mondo gundamico, quindi le aspettative per questo secondo capitolo erano piuttosto alte e in parte sono state pure rispettate. Apprezzo molto Murase che, come in tutti i suoi lavori da regista, mantiene anche qui quell’impronta registica orientata nel lasciare intendere le intenzioni e il carattere dei personaggi attraverso piccoli gesti o dettagli piuttosto che sbattere tutto in faccia allo spettatore, in modo che quest’ultimo possa trarre le proprie conclusioni da sé, e inoltre dona al film una certa ambiguità (in senso positivo) che stratifica l’interpretazione di certe scene. Alcune sequenze, oltre che visivamente impattanti e immersive, elevano questa sorta di intermezzo spingendo lo spettatore a svariate riflessioni sia su temi sociali e politici che relativi alla psiche umana e alle relazioni amorose e generazionali tra individui. Peccato, appunto, per un ritmo davvero troppo frammentato, una messa in scena caotica e la scelta di alcune inquadrature disorientanti in diversi punti, e una fotografia che in certi frangenti complica ulteriormente la comprensione di ciò che accade su schermo.