Ma Versaille no bara come farebbe al singolare? O in giapponese plurale e singolare hanno una sola forma? Ho sempre sentito la rosa di versaille, anche per l'edizione francese, mah certo non sono questi grossi problemi però mi stona male pure anche a me le rose di versaille. °_°
Marko
- 18 anni fa
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>Ma Versaille no bara come farebbe al singolare? O in giapponese plurale e singolare hanno una sola forma?
Esattamente, non c'è differenza tra singolare e plurale (ovviamente esistono alcune parole che sono la versione plurale di un'altra, o particelle che fanno capire se si parla di plurale o singolare, ecc. ma, normalmente, non esiste differenza tra le due forme).
ximpalullaorg
- 18 anni fa
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Il solito tatto e la solita cortesia tipica di D/Visual, vedo.
Piacca
- 18 anni fa
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Mah! io il fanboy medio non lo capisco... mi spiegate, anche se il titolo giusto fosse al singolare, cosa cambia nell'ordine del mondo che abbiano sbagliato il titolo del manga? D/V ha dato una spiegazione alla cosa... ora la si può non accettare... ma francamente mi sembra che ci si impunti da una parte e dall'altra per una bazzecola
DoctorDoomIII
- 18 anni fa
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Sono d'accordo con d/visual sulle motivazioni, ma come tante altre volte se abbassassero un po' la cresta gli farebbe solo bene.
La mail lunga è chiaramente una petizione, come se ne fanno 10,100,1000 via internet.
Nessuno li obbliga a considerarla, nè tanto meno ad accoglierla, ma magari dimostrare un po' di rispetto verso chi compra i tuoi fumetti e aiuta a pagarti lo stipendio sarebbe doveroso.
Kaneda
- 18 anni fa
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Accidenti, mettiamo a discutere di cose importanti, e non di un plurale o singolare... In più in jap (l'ho studiato due anni) non c'è differenza, devi comprendere dal contesto se si tratti di plurale o singolare.
lLuca
- 18 anni fa
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Io mi trovo d'accordo con quanto espresso in questo comunicato dalla D/VISUAL è vero che in Giappone spesso sotto il titolo VERSAILLES NO BARA compare la in francese "LE ROSE DE VERSAILLES" e quindi al singolare, ma è altrettanto vero che in altri gadget della Riyoko Ikeda Production il titolo compare sempre in francese ma al plurare "LES ROSES DE VERSAILLES". Se poi aggiungiamo chi ha scelto e voluto l'adattamento al plurale è la stessa autrice, l'unica che del resto puoi proferire parola decisionale su questo, che conosce benissimo la differenza tra un LA e un LE visto che studia l'Italiano, sa il Francese e l'Inglese (nel corso degli anni ha anche lavorato come traduttrice di alcuni testi dall'inglese/francese al giapponese) allora tutta la protesta perde di significato. Credo che per una volta che una casa editrice voglia fare un bel lavoro su Vnb dopo tante edizioni pessime e piene di errori/orrori sia sbagliato andargli contro ergendosi giudice e giuria, ci sono ben altre cose più importanti su cui protestare se lo si vuole fare.
Ruriko
- 18 anni fa
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Secondo me è possibile considerare valide entrambe le traduzioni, ma, dato che la Ikeda in persona ha preso una decisione al riguardo, condivido pienamente la scelta della d/visual.
Naco
- 18 anni fa
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Anche io l'ho sempre conosciuta al singolare, ma ma è anche vero che bara è uguale sia al singolare che al plurale, quindi non ha senso come disputa, sinceramente. La storia delle varie rose on la sapevo. Almeno questa serie di email mi ha insegnato una cosa nuova!
jin_roah
- 18 anni fa
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problema esistenziale davvero
veu
- 18 anni fa
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Va benissimo LE ROSE DI VERSAILLES! Al plurale!
Insomma è la Ikeda che decide, è lei che sa visto che è l'autrice... e se ha detto LE ROSE e NON LA ROSA vuol dire che sono LE ROSE! La D/Visual sta facendo un ottimo lavoro e avremo finalmente il manga come deve essere!
Fede
- 18 anni fa
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Non ci sono caxxi... quando è così, è così, punto. E poi saranno ben liberi i clienti di NON comprare? Se non vi piace il titolo non lo comprate... mamma mia che problema oh! Inutile che si protesti. Se l'autrice parla... si deve solo tacere. Non seguo molto D/visual e sono ignorante su questo manga ma secondo me come casa editrice sta lavorando bene. Un saluto.
I Carciofi di Albenga
- 18 anni fa
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Per una volta do ragione a D/Visual. Lo strumento dell' utente per contestare le scelte dell' editore è non comprare, altro che mail!
Piacca
- 18 anni fa
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Piccolo consiglio alla D/V... chiami il manga con il titolo Versailles No Bara cosi ognuno se lo immagina come vuole
Lala
- 18 anni fa
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Io invece la storia delle rose la sapevo, solo pensavo si riferisse solo a Oscar (rosa bianca) e a Maria Antonietta (rosa rossa)... ma la visione dell'autrice è evidentemente ancora più ampia e bella, e finalmente adesso la conosciamo. Va rispettata la volontà dell'autrice, punto e basta! Va messo il titolo che LEI ha deciso per la SUA opera!
Comunque le mail le potevano cestinare a prescindere. Non c'era bisogno di porgere il gentile invito. Bastava chiarire il concetto del rispetto dell'autore senza fare commenti superflui. Credo che molte persone abbiano scritto in buona fede senza conoscere effettivamente il pensiero della Ikeda.
a_d_n
- 18 anni fa
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essere fanboy fa davvero male... mamma mia a che livelli che si sta arrivando.
vero anche che non comprerei nulla di questa casa editrice che ha la cresta talmente alta da graffiare il soffitto...
domanda: non vi piace il titolo? non vi piace qualcosa di quella edizione?
risposta: NON COMPRATE!
consiglio: CHE PERDETE TEMPO a fare con petizioni che CMQ verranno cestinate? STIAMO in italia dove non sempre il cliente ha sempre ragione...
Evolution
- 18 anni fa
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Credo che anch'io avrei risposto esattamente così a questi stupidi fanboy (o chiamiamoli otaku...) che vengono a rompere i cosiddetti su una questione che non sta nè in cielo nè in terra... Certe volte questi qua son davvero insopportabili, sprecano il loro tempo libero tirandosela su una questione del genere quando c'è gente seria che lavora alacremente su qualcosa e, sinceramente, quando uno sa di stare lavorando bene le critiche inutili proprio gli affossano la voglia di fare qualcosa al di sotto dei piedi. Quando c'è la possibilità di mettere a tacere questa gente senza NESSUNA (e dico nessuna) ombra di dubbio la soddisfazione è impagabile! Comunque la D/V può avere la cresta alta quanto vuole, se le persone si offendono per i suoi comportamenti non compra e basta, ma loro sanno che nonostante tutto pochi che comprano da loro arriveranno a fare questo
Sia chiaro che comunque io non ho mai comprato niente della D/V, magari perdendomi molti titoli buoni, ma sicuramente non dovendo regalare un portafoglio ad ogni acquisto...
klm
- 18 anni fa
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La cosa veramente triste di tutto ciò è il "solito" tono caustico che usa la D/V nei loro comunicati. Che tristezza infinita quando si risponde così ai propri clienti...
Angel_Vegetto
- 18 anni fa
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E' sempre stato al plurale perché cavolo pensare che sia al singolare!!
Lala
- 18 anni fa
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"consiglio: CHE PERDETE TEMPO a fare con petizioni che CMQ verranno cestinate? STIAMO in italia dove non sempre il cliente ha sempre ragione..."
Anche se con amarezza, devo riconoscere che hai ragione. Ho sempre pensato che il dialogo fra editori e lettori fosse importante e necessario. Ci possono essere delle difficoltà, dei problemi, ma, quando si vuole, tutto si può risolvere. L'Italia non è un paese "civile"? Allora cerchiamo di farlo diventare noi tale. Il non comprare è una scelta legittima, ma si deve anche insistere sulla strada del dialogo.
VessielGavar
- 18 anni fa
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Qui sicuramente la d/visual ha ragione, e un po' di colpa a questi fan che mandano proteste lunghissime in massa anche quando semplicemente non hanno capito cosa sta succedendo diamogliela. Insomma, può starci se mi dite che l'azienda usa un "tono caustico", ma sono mesi che ha comunicato che il titolo sarà al plurale per espressa volontà dell'autrice. Sono fan talmente accaniti che le news manco le leggono? E perché devono per forza rimanere ancorati alle proprie convinzioni anche quando vengono semplicemente smentiti? Sempre lì sull'attenti ad aspettare di poter affermare che qualcuno sta rovinando la loro opera preferita. A volte il fandom si chiude nelle proprie idee senza mai metterle in discussione.
Nero
- 18 anni fa
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La D/V stavolta ha pienamente ragione (anche se il loro "stile" è quello solito), l'autrice ha sempre ragione visto che l'opera l'ha fatta lei ed è l'unica che può decidere su queste piccolezze.
Ibra gear second
- 18 anni fa
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Il dialogo va bene ma quando si esagera è altrettanto giusto perdere un pò di diplomazia e dire le cose come stanno anche perchè questi fan sfegatati sembrano sapere tutto loro. Appoggio la d/visual in pieno.
gamaoyabin
- 18 anni fa
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Credo che avvessero usato il singolare qualcuno avrebbe comunque protestato dicendo che come al solito le case editrici italiane non rispettato la volontà dell'autore e bla bla bla bla bla bla...
Marco
- 18 anni fa
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Considerando che in Italia è conoscuito come "Lady Oscar" e quindi nè come "Le rose" nè come "La rosa di Versailles" e che vent'anni di trasmissione dell' anime con quel titolo lo hanno fermato nella memoria dei fan, bhè allora la discussione a questo punto è un po' oziosa. La filologia nelle traduzioni è sacrosanta, ma va applicata prima della diffusione di un anime, prima che questo sia conosciuto dal pubblico di un paese. Dopo, ha poco senso, è chiudere il recinto quando i buoi sono scappati. Certo, piacerà ai fan più rigorosi e rispetterà la volontà dell'autore ma a volte la fama di un'opera va oltre e supera le intenzioni originali dell'autore e, che la Ikeda voglia o no, che sia giusto o meno, in Italia se parli de "Le rose di Versailles" pochi capiscono. Se invece parli di "Lady Oscar"... E' successo anche ai grandi: "Il canzoniere" di Petrarca e probabilmente anche "L'Orlando Innamorato" di Boiardo non avevano questi titoli, che sono da far risalire a commentatori, trascrittori, editori...
Lala
- 18 anni fa
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@Ibra E' una questione di scelte. Il dialogo è una scelta. Non credi?
@Marco La tua riflessione è interessante. E' vero che a volte un'opera supera le aspettative dell'autore stesso e che entra a far parte del patrimonio culturale comune. Però si tratta di fenomeni di assimilazione particolari, che solitamente scattano molto tempo dopo la morte dell'autore. Finché è possibile, è corretto tutelare la volontà del creatore dell'opera.
Ibra gear second
- 18 anni fa
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@ Lala: credo fortemente nel dialogo, anche perchè se no non starei neanche qui a scrivere. Volevo dire che quando delle persone ti tempestano con pretese che poi si rivelano errate e dannose per chi investe, è lecito che l'editore rispondendogli (potevano non farci caso e invece hanno dialogato quindi...) possa far notare loro che non c'è tanto da fare gli espertoni e i "capiscetti".
baljack
- 18 anni fa
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@ Marco : E' il caso di Shito che vuole tradurre "1984" rendendo "big brother" come "il fratellone". A livello teorico le sue spiegazioni hanno un senso ma in pratica...
baldios
- 18 anni fa
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io adesso mando una mail perchè correggano mazinga Z in mazinga K. la zeta era già di zorro, non vorrei che la ripetessero
cartman666
- 18 anni fa
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Vedendo che c'e' della gente che perde tempo per fesserie del genere, braccia rubate all'agricoltura, c'e' un detto americano che fa al caso loro, "get's a life"
KenzoTenmaFRNSGL
- 18 anni fa
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Una volta si diceva che le contestazioni giovano molto più al contestato che alla logica del contestatore. A parte la stronzaggine della polemica sigolarista vs pluralista, cosa che sembra andare nella direzione della campagna commerciale indiretta (perché spendere soldi in pubblicità quando c'è chi la fa gratis per te continuando a discutere di argomenti capziosi che non interessano a nisciuno?), e il mio totale accordo con quanto scritto da cartman666, il dialogo tra casa editrice e lettore sulle scelte editoriali non esiste (come se uno per pubblicare qualcosa dovesse prima farsi il giro di Farloccolandia -l'Italia- per chiedere al lettore tipo come vorrebbe l'edizione, la carta e la traduzione dei termini, cosa che farebbe danni all'editoria stessa, con il rischio di ritrovarsi tutte versioni scadenti che costano poco -il lettore tipo leggerebbe pure su carta grigio topo ricavata dai rotoli di carta igienica), a parte il controllo dell'andamento delle vendite -ma lì si parla di numeri e non di persone. Finché l'autore, in questo caso l'autrice, è in vita decide lei come va trattata la sua opera, non ci son cazzi -poi quando sarà morta potranno pure chiamarlo "Il meraviglioso mondo di Lady Oscar" o "Un travestito alla corte di Versailles". Come per tutte le cose, io aspetto di averlo in mano il primo volume di quest'edizione. Cosa, questa, che con D/visual potrebbe richiedere anni. Altro che il nome...
lLuca
- 18 anni fa
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Che poi, e questo voglio sottolinearlo, non è che la D/VISUAL si sia svegliata e abbai deciso pe ril plurale, basta prendere anche l edizione PLANET MANGA era stato presentato come: "LADY OSCAR -LE ROSE DI VERSAILLES-" con tanto di spiegazione che l aggiunto del LE ROSE DI VERSAILLES era stato voluto dall autrice!
Lala
- 18 anni fa
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Io non ho mai parlato di dialogo fra editore e lettore nell'ambito delle scelte editoriali, ma a livello di PR. Credevo fosse chiaro!
@Ibra Ho capito il tuo punto di vista, ma anch'io ho già espresso la mia opinione; bastava ribadire il concetto del rispetto dell'autore senza fare ulteriori commenti.
Come ho detto, sono per il titolo stabilito dalla Ikeda. E' possibile che in futuro prevalga il nome "scelto" dalla gente. Però, adesso, è bello condividere con l'autrice un pensiero che non è solo un titolo, ma anche la sua visione dell'opera.
Julius
- 17 anni fa
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Per voi saranno pure fesserie, perché magari non vi importa delle cose che comprate. Per me no, e, grazie a dio, anche ad altre persone. Chiamateci 'otaku' o fissate, ma almeno non ci pieghiamo alle cavolate all'italiana. E poi non basta non comprare, perché poi la gente come voi penserà che il titolo sia veramente al plurale. I toni che la d-visual ha usato sono proprio quelli usati dai colpevoli. Se prima avevamo dei dubbi ora, per come ci hanno risposto, ne abbiamo ancora di più! Nelle nostre e-mail chiedevamo spiegazioni, che sono arrivate solo in ritardo. Abbiamo scritto alla Ikeda in persona e non ci ha risposto, anche se in genere risponde a quasi tutte le sue domande... Nessuna casa editrice ha costretto la Ikeda a non mettere il titolo al plurale, poteva farlo quando voleva. Potrebbe farlo anche ora perché ha una sua produzione interna. Io comunque credo che un giapponese un problema del genere non se lo crei proprio, perché non è nella loro lingua e quindi nella loro mente. Semplicemente dispiace. Perché vogliono fare l'edizione perfetta e poi sbagliano il titolo! E' palese il riferimento della rosa a Maria Antonietta... e proprio noi occidentali sbagliamo! Comunque se DAVVERO l'ha detto l'Ikeda ben venga, noi cerchiamo solo di capire in tempo se è vero!^^
Ho sempre sentito la rosa di versaille, anche per l'edizione francese, mah certo non sono questi grossi problemi però mi stona male pure anche a me le rose di versaille. °_°