Vi è un filo di hikkimori in tutti quanti quelli che stanno più di tre ore continuate sulla rete non per lavoro ma aldilà di questo,il fenomeno è in espansione effettiva - anche se è un pò difficile che raggiunga le dimensioni nipponiche - e spero soprattutto non le dimensioni umane nipponiche è difficile il sistema sociale nipponico e quello scolastico per fortuna sono un unicum - in Inghilterra avevano avuto dei casi....un pò diverse.
Credo comunque che da noi colpirà sopattutto quei soggetti che comunque,anche senza il Web,senza la rete,finirebbero comunque ,per escludere gli altri. Per cercare se stessi altrove. Spero si trovino.
è triste pensare che in Giappone siano più di un milione. è un fenomeno che sta crescendo sempre di più,non solo nel sol levante,ma anche nel resto del mondo..posso capire che la società di oggi li facciano schifo però questa è la realtà e bisogna accettarla! dato che siamo in tema,c'è anche un anime che parla degli hikikomori in modo terribilmente reale: Welcome to NHK,se volete farvi un idea di come si comportino queste persone guardatelo. Purtroppo esistono anche i mammoni italiani che non hanno voglia di lavorare e si affidano completamente al patrimonio dei genitori oltre a non avere i soldi per andarsene
Non credo che se non esco di casa l'intero sistema crolli. E' una loro scelta e non è detto che la loro sia non vita solo perché preferiscono stare davanti ad uno schermo piuttosto che uscire. Non parlo per sentito dire ma ho vissuto un periodo analogo, anche se decisamente più all'acqua di rose. Uscivo dalla mia camera ed uscivo una volta alla settimana, eppure quell'uscita da casa era una tortura per me (uscivo quasi sempre perché costretta dall'amica che forse si era accorta che qualcosa non andava). E' fobia sociale, appunto terrore del mondo esterno che non accetta chi è diverso (non parlo solo di colore della pelle o religione). Con tutto questo non giustifico quelli che non vogliono lavorare o uscire per ozio, ma solo quelli che si sentono inadeguati. Cose che per voi sono facilissime per me e per altri sono ostacoli insormontabili.
...purtroppo questo fenomeno è causato giustamente da quello ke diceva l'articolo,i vincoli ke sono forzati a seguire i giovani(x quanto riguarda i giapponesi),un uso sbagliato di internet,dove si pensa principalmente a crearsi un altergeo virtuale poichè magari nella vita reale nn si riesce a fare questo,rimanendone soddisfatti,poichè le difficoltà nn riescono ad affrontarle,e si rintanano credendo di fidendersi,scappando solamente... altro motivo penso sia anke la lontananza a livello personale ke si puo avere con i propri genitori,a differenza di 50 anni fa,la famiglia si è allontanata,oramai i ritmi odierni di vita hanno stravolto il vincolo ke si aveva con loro,ovviamente nn e così nella totalià delle famiglie,ma è un aspetto sempre più crescente,poi oramai la società è piena di punti di riferimento senza basi,o peggio diseducativi,ke però seguono molti giovani... la speranza,e ke questo sia solo un fenomeno passeggiero,e ke nell'arco di qualke anno diminuisca,sperando nel buon senso delle persone,l'estraniarsi e lo stare soli puo portare solo a farsi del male,l'uomo è nato x stare in compagnia,è un essere sociale...
purtroppo specialmente in età giovane,la fragilità psichica credo raggiunga il suo apice,poikè dalle esperienze vissute in questa età potrà formarsi più o meno il carattere ke si porterà in tt la vita,quindi nn dire ke meritano la morte,penso nessuno possa giudicare in questo modo,nn sappiamo in ogni singolo caso cosa porta a questa estraneazione,ed i problemi a livello familiare o personale... ...come sempre dobbiamo sperare in noi stessi,e a ki ci vuole bene... Saludos... ps:scusatemi x avermi dilungato...
wheeler (anonimo)
- 17 anni fa
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E' un problema da prendere e affrontare seriamente, come lo è la tossicodipendenza (o alcoldipendenza) giovanile, anoressia e sindrome borderline. sono tutte manifestazioni del disagio nei confronti della società. non sono da liquidare con un "tanto vale che si suicidino". trovo vergognoso che, qualunque età tu abbia jabawack, riesca a dimostrare così poca maturità da dire cose del genere... tanto vale che si suicidino gli alienati, quindi? e già che ci siamo tutti coloro che "pesano" sulle spalle della società o che hanno problemi a godersi la vita, quindi i tossicodipendenti, gli alcolisti, gli spostati e poi i criminali e gli handicappati?!
uno che se ne sta 24 ore davanti al pc o in camera significa che non ha di meglio da fare e soprattutto che non ha una vita sociale attorno (hobby, passatempi, amici, famiglia) e se non ha attorno tutto questo credo sia semplicemente perchè ha portato la sua vita a quello che io chiamo fallimento.....Suicidarsi ovvio no in quanto la vita può essere recuperata in ogni istante ma conviene farlo in fretta altrimenti che tu sia esistito o meno cambia poco/nulla.....
Come molti di quelli ke frequentano questo sito e sono spesso affascinati dalla cultura giapponese quello degli hikikomori è un fenomeno di cui avevo già sentito qualke accenno. certo leggere che secondo alcuni questa "gentaglia tanto vale che si suicidi" mi sembra un commento oltre che ingiusto anche molto irresponsabile. Questi sono ragazzi che vanno aiutati e non denigrati, a volte la vita è veramente pesante e lo dico per esperienza, quindi non mi meraviglio che si possa arrivare anche a estreme conseguenze quali il non uscire dalla propria stanza per mesi o addirittura anni. Dal canto mio auguro a questi ragazzi di riuscire ad uscire dal proprio "guscio" per quanto difficile possa esserlo e per quanto, mi rendo conto sia inutile il mio augurio.
Utente145
- 17 anni fa
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Io ho molto più rispetto per un hikikomori che per chi esce di casa ma investe la gente perchè è troppo idiota da non sapere quando è ora di non bere.
fissi (anonimo)
- 17 anni fa
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liberi di fare ciò che vogliono, il creatore ci ha dato questa possibilità di co-crearci perchè assogettarla a ciò che è "normale" per me o te o loro?. Io pratico il non giudizio e l'amore incondizionato per qualsiasi pensiero vivente e per l'uno, la morte del corpo è reale ma passeggera siamo tutti conessi internet ne è una primitiva e limitata copia, daltronde non siamo perfetti.
Furios
- 17 anni fa
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Alessandra Mangiarotti e forse una psichiatra? perchè io non credo agli psichiatri dato che la maggior parte di loro sono interessati alla fama e a i soldi CREADO patologie assurde solo per poter scrivere e vendere libri che dimostrino al mondo che sono persone intelligenti ..... BUFFONI!!!! Sarei curioso di sapere cosa ne pensano, gli psichiatri, di persone come Giacomo Leopardi... era uno che viveva rinchiuso nel suo mondo ma nessuno lo ha mai criticato per questo. I migliori genii che l'umanità a mai avuto erano tutti delle persone che possono essere rientrare nella categoria "hikikomori" eppure non sono considerati delle persone malate ma persone da cui prendere esempio, come mai loro sono cervelloni e i giovani d'oggi sono dei poveri malati? chi sono i MALATI coloro che accettano tutta la M@çàA che la società di oggi ti proprone come cose giuste, o coloro che si rendono conto che siamo arrivati al punto di non ritorno??? tutto quello che accade nel mondo (vedesi casi come AMANDA NOX, ecc ecc) non è forse un segno del disagio cronico di questa nuova generazione?? coloro che vivono come eremiti davanti al computer, sono davvero persone che soffrono?? solo perchè DIVERSI, solo perchè si rifiutano di andare a SBALLARSI in discoteca e drogarsi COME FA IL 100% DEI GIOVANI sono malati?? solo perchè hanno una personalità e non si vestono, comportano, pensano come COSTANTINO (lo preso a caso ma mi referisco a tutti i programmi della MARIA DEFILIPPI) sono persone che soffrono e devono essere curati? potrei fare altre 10.000 domande del genere ma la verità e che NESSUNO deve dire a gli altri cosa è giusto e cosa no... perchè esiste una verità per ogniuno di noi...
P.S a me piace vivere la mia vita come C@@@O voglio e infatti lo dedico alla POLITICA !!
Secondo me gente del genere è disadattata e senza capacità o volontà di cambiare. Il mondo non ti accetta? E se invece di rinchiuderti in casa facendo soffrire le persone che ti vogliono bene, ti comportassi in maniera meno egoistica, chiedendoti il perchè delle tue fobie e cercando di cambiarti?? Mah... storie del genere mi fanno proprio incavolare... poveri i genitori e gli amici di quei ragazzi!
Vediamo, questo è qualcosa di interessante, almeno da un punto di vista sociologico. Temevo infatti che la vita digitale, potendo essere in parte "guidata", potesse risultare più appetibile per chi mostra maggiori fragilità e sensibilità di quella "reale", anche se Matrixsamente parlando, il reale sono semplici segnali elettrici elaborati dal nostro cervello. La crescita del fenomeno mi fa pensare che sia la forma di ribellione delle nuove generazioni di questo decennio (il ribellarsi è fisiologico, fa parte della natura umana, come anche il fatto di ribellarsi tutti allo stesso modo, perché l'unione fa la forza, così più o meno ogni decennio c'è un "nuovo" modo) quindi penso che sia solo qualcosa di passeggero di cui nei prossimi decenni vedremo i frutti e qualche emulazione nostalgica (un po' come adesso si vedono vecchi hippy). Non direi che non lascino il segno le loro esistenze, anche perché se interagiscono, anche solo virtualmente, danno comunque il loro contributo, forse su scala più amplia (magari discutono con gente che sta dall'altra parte del mondo). Sarebbe il caso di citare Emily Dickinson, ma non so se l'esempio calzerebbe a pennello (poetessa vissuta nel 1700) tanto per far capire che è possibile lasciare il segno anche dal chiuso di una stanza. Alla luce di ciò e, leggendo le cronache, vedendo quanto si può facilmente essere uccisi per il rifiuto di consegnare una sigaretta all'esaltato di turno, non mi sento di condannare questo stile di vita, se non altro più "sicuro". Quello che mi dispiace è non poter incontrare queste menti, sognatrici di cose migliori, e questo sì che lo considero un po' una perdita per la società (anche se in effetti ho visto più volte alienati scorrazzare per le vie delle città, mascherando la loro anormalità nel "gruppo" sotto un velo di triste divertimento, tipo quello raccontato da una famosa canzone di Caparezza, a proposito anche lui dice di vivere per lo più nel garage dove compone). Per lo meno ora conosciamo l'impatto sociologico di Internet (almeno penso), ora si dovrà vedere quale nuovo e interessante stravolgimento porterà la prossima innovazione. L'unica cosa che posso dire è che la società no è mai ferma, è sempre inmmutamento, e si adatta a seconda delle esigenze, tutto sta a vedere quali saranno le prossime esigenze, chi lo sa magari la crisi scatenerà il caos e saremo tutti costretti a uscire per mangiare e sopravvivere, come in certi racconti e film di fantascienza, e anche qualche Manga/Anime e addio hikikomori, e benvenuto "uomo bestia". Non si può mai dire, quello che le necessità e le emotività faranno all'uomo nel futuro, anche prossimo, prima che ciò avvenga (saperlo prima è impossibile, a malapena si può congetturare).
Che il mondo faccia schifo è un dato di fatto. Ma la vita è sempre stata dura, anche più di così nel passato. Capisco quindi il perchè uno voglia isolarsi dal mondo. Non approvo comunque. Una vita così... mah... voglio vedere quanti hikikomori arriveranno alla vecchiaia (sempre che ci vogliano arrivare) Questi ragazzi fanno sicuramente parte di famiglie che possono permettersi di manterli (non si vive di aria). Oggi mi sento così cinica da dire che quando gli staccheranno la corrente e non gli porterranno più il cibo o reagiscono o muoiono. Che tristezza.
Mi sembrava particolarmente a tema e ce l'ho messa. Lain è un'ottima serie, anche se tecnicamente lascia molto a desiderare
Nichi (anonimo)
- 17 anni fa
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Mah secondo me molti casi non sono da considerarsi malattie ma solo grandi amori per l'ozio,e per verificare questo NHK ni youkoso fa scuola:proviamo a togliere il boccone sempre pronto,il tetto sicuro,l'elettricità ecc e poi vediamo se escono per guadagnarsi un pò da vivere e di conseguenza cominciano a relazionarsi.Perchè è facile cadere in errore paragonando chi ha una malattia psicologica e chi semplicemente sfrutta l'occasione buona dei genitori sempre pronti a dare tutto,traendo soddisfazioni solo da una vita virtuale perchè la timidezza o altri fattori influiscono in una difficile integrazione nella società.Infatti a mio parere a volte si rischia di usare la parola "HIKIKOMORI" quasi come scusante e nn và affatto bene.Certo magari qualcuno proprio come carattere tende a non socializzare facilmente quindi preferisce starsene in casa nel tempo libero ecc; però non sono certamente scusati quelli che non svolgono il proprio dovere e "vivacchiano" alle spalle degli altri!!Poi naturalmente ci sono i casi delle malattie vere e proprie ma quello è un altro discorso.
@Furios "NESSUNO deve dire a gli altri cosa è giusto e cosa no... perchè esiste una verità per ogniuno di noi..."
molto edificante, davvero...se tutti facessimo così il mondo che viviamo sarebbe preda del menefregismo più totale...oltrettutto il Leopardi che hai citato tu, se non lo sai, soffriva il suo disagio più di tanti altri e ha sempre cercato di farsi accettare, bene o male di avere una vita sociale attiva (si vedano i suoi viaggi per l'Italia: roma, pisa, firenze,...) cosa impeditagli dalle tendenze del suo tempo troppo progressiste per accettare il suo pensiero. Oltrettutto era lo stesso Leopardi a parlare della "social catena", il desiderio di vivere la sofferta esistenza umana insieme agli altri, esistenza anche questa infelice ma almeno più degna.. gli hikikomori sono figli del nostro tempo ma non per questo vanno ignorati...la vita sociale è propria dell'uomo e se c'è qualcuno che per paura, disagio esistenziale o semplicemente ribrezzo si estrania da questo mondo (per quanto marcio esso sia) va compreso e AIUTATO...
il problema è in crescita proprio per le dinamiche dell'attuale società frenetica e priva di ogni riguardo nei confronti dell'individuo, attenta solo agli sviluppi di una massificazione sempre più aberrante, cosa che in Giappone purtroppo è molto più forte che nel resto del mondo...
Kuro (anonimo)
- 17 anni fa
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Cielo, ho sempre pensato di essere un po' hikikomori, in effetti. Non è tanto un disagio troppo grave il mio eh, tanto che esco di casa tranquillamente. Però è vero che è una cosa che trovo difficile, mi sento troppo debole per affrontare tante cose. Ovviamente prima o poi dovrò affrontare la vita. Ne sono consapevole e, per ora, non sono arrivava all'autoesclusione.
Quindi, in un certo senso, penso di capirli un po'. Non sono a livelli estremi ma penso di capire un po' cosa pensano della società e anche di loro stessi, probabilmente.
Ovviamente, non ne sono sicura, forse i realtà non li capisco affatto, pur tendendo anche io a escludermi un po' dalla vita sociale.
Questo lo dico per far capire a chi leggerà il mio commento che ciò che scrivo lo sto scrivendo perchè penso di essere abbastanza simile a loro.
Nemmeno io son d'accordo con l'affermazione iniziale di jabawack, le persone che si isolano è gente che, evidentemente, non ce la fa da sola ad uscire dal guscio che, per chissà quali motivi, si è isolato dal resto del mondo. Non credo vogliano suicidarsi, se no l'avrebbero già fatto, senza dover cercare un 'nuovo mondo' su internet. Forse vorrebbero uscirne ma sono troppo sfiduciati.
Non concordo del tutto nemmmeno con il commento di Kendappa, per lo stesso motivo. Per te magari sarebbe facile cercare di cambiare e di affrontare le tue fobie, ma per molta gente è difficile.
è indubbiamente egoista far soffire le persone, ma di certo soffrono anche loro. Dubito lo facciano apposta per far proeccupare gli altri. Non me la sentirei di farne una colpa. Molta gente dicono con leggerezza che basta poco per cambiare senza poi sapere cosa provano loro. Te lo dice una che soffre d'ansia e si sente spesso dire 'ma stai tranquilla', come se bastasse volerlo, allora nessuno soffrirebbe d'ansia, non solo io!
Dev'essere uno stato d'animo difficile da capire per chi non ci è passato, quindi invece di dire 'ma secondo me dovrebbe fare così' senza sapere cosa prova chi si autoesclude bisognerebbe prima cercare di capirli, almeno. O comunque, non dire cose che valgono solo per se stessi. facile dire che basterebbe che facesse così o colà, come se per tutti fosse uguale.
Spero di non aver offeso nessuno col mio commento, visto che mi sono rivolta direttamente a due utenti meglio scriverlo esplicitamente ^^
So che è facile parlare quando una cosa la si vede solamente dall'esterno e non la si vive sulla propria pelle, ma io sono dell'idea che se una persona vuole esprimere la propria rabbia verso il mondo, non ottiene nulla rinchiudendosi in se stessa. Così facendo ottiene solo un aumento ancor maggiore d rabbia. È un circolo vizioso: più stai solo, più questo ti fa soffrire. Più soffri, più sei spinto a rimanere solo. Ultima cosa: sono d'accordo su tutta la linea co n quel che ha detto Furios e su una cosa in particolare: nessuno, e dico nessuno, ha il diritto di imporre le proprie verità sugli altri. Ho finito.
Siamo talmente stupidi da assimilare solo i lati negativi di una cultura meravigliosa coem quella giapponese. Che tristezza. Persone che non sanno guardare in faccia la realtà e che campano grazie agli altri. Grandissimi immaturi...
Alex (anonimo)
- 17 anni fa
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Ma questi ragazzi non hanno una famiglia, qualcuno che si accorga del loro disagio? Perché di disagio si tratta, non certo di scelta di vita. Dalle nostre parti la possiamo chiamare sociopatia.
Kuro (anonimo)
- 17 anni fa
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@Otaking:Questo è vero. è un circolo vizioso, proprio per questo è difficilissimo uscirne, poi.
La verità è che è più facile chiudersi in se stessi, invece di esternare il proprio disagio. è comodo. è un modo per fuggire. E non va bene.
C'è chi non ha difficoltà ad affrontare le cose. C'è chi ci riesce con difficoltà, da solo. C'è chi ci riesce con l'aiuto di qualcuno. E chi invece non ce la fa e alla fine finisce per chiudersi in se stesso.
E quando si arriva ad autoescudere trova molto, molto difficile uscirne.
Secondo me non esiste nemmeno un modo uguale per tutti per 'guarire' perchè è una cosa soggettiva.
Gash (anonimo)
- 17 anni fa
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uhm uhm..Rinchiudersi addirittura in casa senza "mai" uscire, mi pare un pò esagerata la cosa. Non durerei più di 3 giorni chiuso in casa (anche se abito vicino alla campagna), anzi forse già al secondo giorno sclererei altamente. Poi che in Italia ci siano i mammoni che vivono alle spese dei genitori, bè, quello è ancora un altro problema (quelli escono di casa, e si divertono pure in molti), che può essere dovuto a tanti fattori, ma in questo articolo si parla di "autoreclusi" e di per se la parola è paurosa, e sì una forma di protesta verso la società attuale, ma purtroppo, non porta a nessun risultato.
Allora cominciamo col dire alcune cose Punto 1 i Jappi teenager sono molto "strani" nel senso oltre ad essere timidi, hanno un modo di vivere che già si alienano dal mondo;
Punto 2 vanno nei karaoke io ci sono stato...(non come intendiamo noi in Italia locale aperto al pubblico)che sono Box4 metri per 4 a cantare e ballare da soli,poi si portano ilcd con la loro registrazione a casa,
Punto 3 anche quando sono nelle metrò, o in posti fantastici come GINZA,SHIBUJA,SHINJUKU(quartieri di Tokyo)Hanno un modo di vivere in società differente dagli standar Europei o occidentali. TIPO vestirsi da Cosplayer ed andare a lavorare così vestiti. Da noi chiamerebbero la neuro.
Per Lavoro e divertimento vado spesso in Jap e noto che oltre agli OTAKU, gli Hikikomori sono un vero "fenomeno negativo"!
Non si può giustamente equipararli ai Ns MAMMONI, perchè sia per comodità(casa-pranzo cena tutto preparato e pulito)sia perchè la vita in jap costa molto più della nostra,gli affitti per una stanza di 30 metri quadri costa 1400€ al mese..Se poi per menefreghismo e Troppo Legame con la famiglia si resta in casa fino ai 33-37 anni,la colpa è sia delle famiglie, sia dei Mannoni.
I Jappi invece si autorecludono per i motivi più disparati: dalle pressioni sociali, alla severità del sistema scolastico, alla spinta verso l'omologazione, alle madri oppressive, ai padri assenti, al bullismo.
P.S. I Jappi lavorano 12 ore al giorno, potete immaginare quando tornano a casa quanto tempo possono passare in famiglia a dialogare con i figli!
anonimo arrogante
- 17 anni fa
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La società si muove a ritmi forsennati, a per andare dove nessuno lo sa veramente. I filsofi fino al secolo scorso continuavano a ripetere che il fine ultimo dell'indivuduo è la sua felicità intesa come realizzazione personale. Oggigiorno chi è che non si sente almeno una volta inadeguato a raggiungere questo obbiettivo? Viene tolta a tutti la possibilità di fare scelte, se si vuole un lavoro bisogna adeguarsi a quello che c'è e non a quello per cui hai studiato, non puoi essere felice ma hai diritto a consumare, ecc... La persona non si sente piu' "persona" ma "preda". la reclusione volontaria viene fatta come scelta personale, almeno in questo. Se qualcuno ha fatto una simile scelta non può quindi essere biasimato ne compatito. Ogni giorno c'è almeno un momento in cui ci si chiede "Che sto facendo? perchè lo sto facendo?" e questo vale anche per chi si è isolato da tutti. Può passare anche molto tempo ma a questi interrogativi si vorrà dare risposta, si vorrà diventare consapevoli. A me nessuna persona a mai fatto cambiare idea su qualcosa, dovevo sempre essere io a convincermi con la consapevolezza su quella cosa. Chi "non riesce" ad uscire da uno stato di auto reclusione e anche perchè non gli è stata data (sia prima sia durante, con continui inviti ad "uniformarsi") l'opportunità di essere consapevole.
@ Kuro: Sono d'accordissimo con te: pensare che esista un sola "cura", o comunque un unico modo di rapportarsi con queste persone e/o con chi soffre, è una cosa che rischia addirittura di peggiorare la situazione.
Invece di provare pena o schifo per queste persone bisognerebbe cercare un modo per aiutarle. Il computer, come credo qualunque altra cosa se si esagera, diventa una droga. Prima di dire che il mondo fa schifo, io mi impegnerei a fare qualcosa per non farlo morire, cosa non impossibile. I media ci bombardano di brutte notizie (la fine del mondo sembra imminente), ma non è esattamente così, ci sono tantissime persone che combattono nel silenzio. Gli eroi non si sbandierano, e noi non sappiamo nemmeno chi ringraziare, ma c'è qualcuno che ha a cuore i problemi di tutto il mondo. Ovviamente, se ci si basa solo su tv e internet, queste cose non si vedono. La speranza dovrebbe essere l'ultima a morire..
Quello degli hikikomori è un problema serio, che però a mio parere potrebbe diventare una moda da non sottovalutare (un po' come gli emo...). e le reazioni delle famiglie, preoccupate dalla situazione? Qualcuno che li ha notati c'è, allora. ho paura che il fenomeno possa allargarsi a macchia d'olio. Perchè? Perchè c'è pieno di persone deboli che non ce la fanno da sole. Non hanno una colpa, hanno solo bisogno di qualcosa...ma nemmeno loro sanno che cosa. Per fortuna che ci sono gli psicologi che si preoccupano anche di questi casi.
...Tutto sommato meglio una decisione del genere che è tutt'altro che positiva, ma che almeno non danneggia troppo gli altri. C'è chi, insoddisfatto della società, va a fare stragi nelle scuole. e parlo di ragazzi di 17 anni, non di uomini stufi della vita.
Ichigo (anonimo)
- 17 anni fa
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Toh. Ho ricevuto il CDS a scuola oggi ed ho subito notato questo articolo che ho conservato gelosamente perchè pensavo che mi sarebbe servito a qualcosa lol e lo trovo qui =P
Avere un opinione su un tale argomento è un bene ma pretendere di haver capito la loro situazione siete dei grandi presuntuosi,non mi riferisco a tutti ma a qualcuno in particolare.
jenn (anonimo)
- 17 anni fa
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Quoto Kuro. è facile dire bisogna fare così o colì senza sapere cosa provano davvero quelle persone. è anche depressione, paura di essere inadeguati, paura di uscire di casa, paura degli altri. e internet anche se non è una causa offre comunque un modo protetto dallo schermo per venire a contatto con gli altri senza però venire troppo a contatto. Questo mi fa pensare che anche se si isolano gli hikikomori hanno comunque il desiderio di venire a contatto con gli altri (è nella natura umana) però a causa dei loro timori non riescono a farlo nel mondo reale. Credo che ci siano vari hikikomori, quelli più gravi e quelli meno gravi. In alcuni commenti si è detto che in realtà sono persone che si adagiano sulle spalle dei genitori. Non sono completamente d'accordo, quelle persone secondo me o sono hikikomori che soffrono meno e che potrebbero reagire se gli viene tolto cibo, internet ecc. oppure sono semplicemente mammoni che non vogliono fare nulla nella vita e capiscono bene la loro situazione. Gli hikikomori più gravi vanno aiutati perchè soffrono davvero. Capisco davvero che questa società amorale, senza valori, pericolosa, schifosa fa venire voglia di rinchiudersi in camera ma fortunatamente esistono anche brave persone e isolarsi non è un bene perchè va contro la natura umana.
Leggere di queste persone mi rende estremamente triste e al tempo stesso mi mette in corpo la paura di cadere nel loro stesso baratro, diciamo che la mia è solo una forte pigrizia e quanbdo mi va di farmi un giretto non mi faccio nessun problema. A parte questo io forse condivido con loro lo stesso contrasto con la società a mio parere completamente vuota di idee, stupida e per la maggior parte inutile, ho reagito alla cosa con un bel po' di cinismo e sfogandomi nella scrittura (il mio sogno è scrivere un romanzo che faccia tantissimo clamore e sbatta in faccia al mondo quanto faccia schifo), oltre che con un buon senso di superiorità nei confronti della massa (senza il quale cadrei in depressione) che mi porta a vivere con lo scopo di dimostrare agli altri la mia superiorità intellettuale. L'unica cosa che mi dispiace veramente alla fine è quella di vivere in mezzo ai truzzi (con cui per non restare completamente solo ho dovuto stringere amicizia) e di sentire la mancanza di qualcuno con cui fare un discorso intelligente. In ogni caso quello degli hikikomori è un modo sbagliato di affrontare la vita nei confronti della quale bisogna essere cinici e aggressivi quanto lei, purtroppo non tutti hanno la capacità di opporsi e la causa primaria del male è da ritrovarsi nella società ingiusta nella quale tutti siamo costretti a vivere.
io non ci vedo nulla di male nel diffondersi della cultura hikikomori. non è una malattia, è una scelta di vita, tant'è che credo che finchè nessuno vada ad importunarlo per trascinarlo fuori dalla sua stanza l'hikikomori non vedo la sua condizione come un disagio.
ci sono tanti modi per vivere e nessuno è quello giusto. con internet e i mezzi di oggi si può avere una vit sociale anche senza vedere nessuno, si può comprare senza uscire di casa, si può sia consumare che produrre stando davanti al pc.
ripeto:ognuno è libero di viver la propria vita come gli pare. lasciateli in pacegli hikikomori.
(anche io non ci sono lontano, esco di casa solo per andare a lezione e per fare la spesa, per il resto sto costantemente davanti al pc, quando possibile veglio di notte e dormo di giorno)
L'hikikomori deve destare preoccupazione quando non è più in grado di avere cura di sè (non parlo di estetica, ma a 360 gradi). Per il resto, stare chiusi in casa per non vedere le brutture del mondo può essere una scelta valida come un'altra.
Anche perchè lo sappiamo tutti com'è il mondo: conta solo l'apparenza, nessuno si chiede PERCHE' quella gente si esclude. Molto più comodo sfotterla per sentirsi superiori: d'altra parte il popolino ci campa, con queste gratificazioni di basso livello.
Quoto chi sopra criticava la tendenza dei "dottori" a creare e disfare teorie dal nulla solo per farsi pubblicità: ormai l'accademia è questa, c'è poco da fare e molto da ignorare.
Dovessi accampare una spiegazione, da parte mia, credo che punterei sulla dissonanza tra aspettative e realtà: crescere credendo che il mondo è bello, sentirselo ribadire tutti giorni dai media e da chi ti sta crescendo, e poi scontrarsi con una realtà che ti schifa anche se non lo meriti... In questo senso, il Giappone è perfetto per essere una fabbrica di hikikomori: distrugge le loro illusioni, e intanto ha una cultura visiva incredibile che le sostiene, e che può fungere da rifugio. Invece di cercare conforto fuori, lo si cerca nei sogni di personaggi con ideali splendidi, non sporcati dalla zozza morale del mondo reale.
Koro24 (anonimo)
- 17 anni fa
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No, non è una scelta di vita l'hikikomori; è un problema e in alcuni casi riguarda questioni delicate. Che motivo ci sarebbe, sennò, ad arrivare a escludersi persino ai familiari? A saltare la scuola e quindi a rischiare la bocciatura, a perdere amici e persone care.
Detto e ridetto più volte che internet è diventato un mezzo più che utile per socializzare, sono convinta che esso debba servire solo come mezzo di svago momentaneo e di conoscenza per poi, però, spostarla su piano reale (come faccio io per esempio, soprattutto per organizzare gruppi cosplay, anche se fortunatamente nella mia città ho amici reali che condividono la mia passione). Comunque: lo dico perchè io ci sono passata anni fa, pur se fortunatamente in maniera più lieve. Ora sono maggiorenne,ma quando avevo tipo tra i 12 e i 13 anni fino ai 15, ho vissuto un lungo periodo di depressione,stavo tutto il pomeriggio davanti al pc e non uscivo più di casa (anche se non ero proprio del tutto estraniata) e, per problemi miei,evitavo anche la scuola. Mia madre,il sabato, mi spronava ad uscire ed io rifiutavo sempre. Vedevo che era preoccupata,ma io non facevo niente per migliorare la situazione, a dirla tutta proprio non me ne fregava: stavo bene così (forse?). Ero introversa e insicura con tutti, tranne con la mia famiglia anche se ci litigavo molto spesso per il fatto che saltavo scuola. Il mio vero carattere è sempre stato quello di una persona dolce,solare e un po' casinista ma in quegli anni mi ero trasformata. Tralasciando altri dttagli, dico che per fortuna, ringraziando il cielo, sono cambiata e sono uscita da questo turbine che, seppure chi ne è risucchiato non se ne renda il quel momento conto, può veramente avere un impatto non solo sul soggetto stesso ma anche sugli altri individui che gli stanno intorno.
Io credo solo che, si, può succedere ad un certo punto della propria vita di volersi isolare un attimo per concentrarsi più su sè stessi, ma non si può arrivare ad estraniarsi per anni dalla realtà perchè è dentro di essa che noi viviamo, e prima o poi bisognerà affrontarla a meno che non si voglia davvero diventare un vegetale.
Questo è quello che penso e che mi sento di dire, con tutto il rispetto per queste persone.
Ognuno è libero di vivere come gli pare e gli altri dovrebbero rispettarne le scelte...
Kiseiju
- 17 anni fa
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Mah non siamo tutti uguali, e non abbiamo tutti lo stesso carattere. Se a uno piace starsene chiuso in casa e così si sente a suo agio non vedo che male ci sia, ovviamente purché questo non si ripercuota sulla salute. Basta star bene con se stessi, inoltre visto ciò che c’è in giro di sti tempi non è che uno si perda molto a starsene a casina bella.
@ICHIGO-KON: viva il liberalismo più sfrenato..se un tuo amico ti dicesse che si vuole suicidare tu cosa faresti? rispetteresti la sua scelta perchè è libero di decidere della propria vita autonomamente?
okay che non si deve condannare il fenomeno degli hikikomori, ma un fatto è fregarsene o meglio non cercare di arginarlo (non intendo forzatamente)..si può fare tanto per gli altri anche con piccole cose, e aiutare qualcuno che manifestatamente è in difficoltà (senza che lui stesso si accorga di ciò) mi pare il minimo...poi molti mi sa che confondono il vivere una vita socialmente poco attiva con il fenomeno in questione, dal quale non si riesce ad evadere senza per l'appunto un aiuto esterno.. poi tutti criticano il mondo, la società attuale, eccecc, ma pensate realmente che solo per questa ottusità di fondo la vita attuale per come si prospetta non sia degna di essere vissuta e sia meglio rinchiudersi in un mondo utopico, meraviglioso ma irreale come quello cibernetico? se il mondo fa schifo continuerà a farlo se qualcuno non si adopera per cambiarlo, e quel qualcuno non sono gli altri ma siamo noi...
Non capisco perché tutta questa agitazione per la scelta di queste persone, ci sono persone che vanno in ritiro spirituale in montagna nel cercare Dio, persone che girano il deserto per ritrovarsi, altri invece fanno vita da branco e vestono tutti alla moda, parlano tutti lo stesso gergo e fanno tutti le stesse cose. Questi hanno deciso volontariamente di isolarsi dal resto del mondo e cercano se stessi sulla rete. Beh spero per loro che possano trovare la pace, sul fatto che non sia salutare beh per quello non ci vuole certo un medico eppure anche fumare come un dannato, doparsi per sport (o andando in palestra @_@ ) e alla fine uno della propria vita può fare le scelte che vuole finché non danneggiano gli altri.
Io se avessi un figlio del genere lo prenderei a calci in culo perché non lavora e perché se vuole decidere della propria vita come prima cosa dev'essere autosufficiente e non solo economicamente (vorrei sapere se questi ragazzi si lavano le cose da soli o trattano la madre da "schiavetta").
Sono scelte di vita e finché vengono fatte in maniera consapevole vanno rispettate, ovviamente un ragazzino che a 15 anni fa questa scelta va aiutato però se all'età di 18-20 anni si inizia a pensarla in quella maniera allora amen l'importante è che sia in pace con se stesso.
Certe volte mi piacerebbe trovarmi su un'isola deserta, vivere allo stato brado, e non trovare connessioni internet o bipede nel raggio di 100 km, alla lunga un'isolamento del genere mi farebbe apprezzare ancora di più i rapporti umani che vale la pena di coltivare anche se ritengo che ogni tanto isolarsi fa bene.
il problema sta tutto nell'errata concenzione della stragrande maggioranza delle persone secondo la quale essere sociali = bene, essere solitari = male. essere sociali era un vantaggio per la razza umana quando si trattava di lottare con le bestie, tenere acceso il fuoco e altre problematiche da preistoria, ma il mondo è andato avanti. è sicuramente vero che la spinta alla socialità c'è in ogni essere umano, e lo vediamo anche negli hikikomori più irrecuperabili: bbs, messenger, ecc ecc; però non è più indispensabile come ai tempi dell'età della pietra.
se una persona decide di vivere così la sua vita, e non ci sta male, per me va benissimo. anzi, molto meglio così che quei beoti che magari fanno la vita, conoscono migliaia di persone, hanno mille amici e nessuno vero, e il vuoto nel cuore.
tomlak (anonimo)
- 17 anni fa
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io penso che i problemi degli "hikikomori", quelli veri, siano soltanto due, la difficoltà di relazionarsi con persone reali (dietro a uno schermo è molto più facile, io lo so bene XP) e il timore di essere giudicati dalla società. ora, può anche essere che i casi di estrema pigrizia possono essere facilmente "guariti", non ricordo chi nei commenti sopra, parlava di togliere loro corrente elettrica e cibo, e quindi il reintegramento nella società può essere più facile, diretto. ma per gli hikikomori, quelli veri, non credo possa essere così facile, io un po' posso capirli, da un certo punto di vista è meglio rinnegare la realtà e la società che giudica soltanto per le apparenze (mentre il modo virtuale no: secondo me anche con un identità virtuale, la persona che scrive, se non frivola, nel mondo virtuale può mostrare ciò che è senza timore) e vivere una vita ben più piacevole, fatta sì di apparenza, ma molto più piacevole di quella reale. e allora per loro, il reintegro nella società deve andare per gradi, il contatto con al società può anche ricominciare, ma con moderazione, e si deve trovare il coraggio di reintegrarsi con la società, poco alla volta. ma il primissimo passo io credo che debba essere infondere quel coraggio di farsi forza e affrontare la realtà, consci del fatto che alla fine la realtà virtuale può servire da fonte di sfogo e di vera realizzazione, ma non la si deve sovrapporre a quella reale, almeno non completamente. trovare il coraggio di ritagliarsi uno spazio, seppur minuscolo, nella vita reale, e benchè quella virtuale sia migliore, accettare che non è quella vera. perdonate il ragionamento un po' contorto! sono un po' di fretta e ho scritto di getto! XP
p.s: grazie a tutti voi di "animeclick", questo articolo mi può essere utilissimo per la tesina!! X3 XP
Kuro (anonimo)
- 17 anni fa
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@Koro24; sai, in un certo senso io sto ancora vivendo il momento che hai vissuto tu. Nel senso che ci devo ancora uscire del tutto.
Il mio problema principale non è tanto l'essere depressa o avere particolari problemi (non più, almeno) con la società o con qualcuno, è proprio che sono così insicura, non ho fiducia in me stessa, tanto da essere diventata ansiosa, e questo, ovviamente, influenza la mia vita sociale. Per questo tendo a stare sempre a casa, al pc ( esco, non vado a scuola perchè l'ho già finita ma comunque esco, anche se nei posti con tanta gente mi sento sempre molto a disagio).
Spero anche io di riuscire a cambiare come ci sei riuscita tu
Trovo che questo sia un fenomeno inespiegabilmete affascinante...triste certamente, non capisco come qualcuno di voi possa definirla una "scelta di vita", affrontare un malessere sociale in questo modo è chiaro sintomo di un disturbo che va risolto, non elogiato, ma in questo genere di comportamenti spazia il vasto universo otaku a cui da tempo mi sto (ci stiamo) vouyeristicamnete interessando (il mio nick è tutto un programma XD), quindi, no so, lo trovo in qualche modo malsanamente significativo... Non sento il bisogno di dare un giudizio pratico a questa notizia, ma mi piacerebbe che fosse fatto comprendere a queste persone quanto sia impoprtante che capiscano che "la felicità è reale solo se condivisa!" fategli vedere into the wild!
anche le suore di clausura sono hikikomori allora? del resto loro vivono isolate dal mondo e in continuo contatto con la loro vita, cioè Dio.
uno della propria vita può fare quello che gli pare, fino a che nn danneggia gli altri, nn è potenzialmente dannoso per gli altri e soprattutto fino a che nn si fa male da solo ANCHE mentalmente.
perchè parliamoci chiaro: io a leggere qualche commento (sui vari forum nn solo qui) e pensare che questi hikikomori potrebbero stare rinchiusi per parlare con certi soggetti, temo seriamente per la loro vita...
Slan (anonimo)
- 17 anni fa
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Ragazzi miei vedo che non ci siamo proprio, qui non si tratta di una scelta di vita autonama come gli eremiti che si ritiravano nei boschi e poi se la vedevano da soli. Questi possono fare quello che fanno perchè hanno una sovrastruttura sociale, ovvero quasi sempre la famiglia, che lo permette, altrimenti aivoglia a morire di fame. Scelta di vita un cavolo, questo è parassitismo. Vuoi ritirarti a fare l'eremita? Ok, però poi non puoi dipendere da quella società che tanto disprezzi. Tempo fa lessi un articolo in proposito, in cui uno psicologo del centro di Bethesda a Baltimora affermava che il vero problema sono i genitori giapponesi, perchè in qualsiasi altro paese del mondo se un figlio finisce per trincerarsi in camera propria, il genitore la prima volta si limita a bussare, la seconda volta butta giù la porta e crepa di mazzate il figlio. Forse si tratterà di un'analisi fin troppo sbrigativa, ma alle volte ciò che ci vuole è un sano pragmatismo, oltre che una dose iniziale di buon senso. Concludo ricordando che il mondo fa schifo da sempre, ma come diceva il portiere di casa mia: " il mondo là fuori farà pure schifo, ma io il marciapiede lo tengo pulito lo stesso". Chi vuole capire capisca...
@Ness1: sono d'accordo sul fatto che se uno fa una scelta di vita di questo tipo deve essere autosufficiente. Troppo facile dire faccio quello che mi pare, la vita è mia. Puoi farlo solo se ti mantieni e ti arrangi a farti i lavori di casa. A quel punto se decidi di non uscire più il problema ce l'hai solo con te stesso. Hai fatto la tua scelta, hai chiuso fuori il mondo decidendo che preferisci isolarti che provare a cambiarlo. Credo che sia comprensibile, anche se non condivisibile. E' un punto di vista, un modo di affrontare la vita. Ma di certo quelli che dicono vivo come mi pare e intanto pesano sulle spalle della famiglia sono solo dei grandi egoisti. E' comodo non fare nulla e lasciare che siano gli altri a mantenerti. Se vuoi ritirarti sulla cima di una montagna, in mezzo all'oceano o in camera tua benissimo. Ma sii completamente responsabile della tua vita. Comunque non mi sento in grado di disprezzare queste persone, capisco quanto brutta e crudele possa essere la vita e ci sono situazioni a cui non puoi opporti neanche mettendoci tutto te stesso. A quel punto la tentazione di sparire è forte. Non esiste nemmeno una ricetta per uscirne, credo che ognuno trovi le sue ragioni per decidere di affrontare il mondo ogni giorno. Oppure non le trova. Questo però non significa che sia una persona schifosa e di certo il disgusto degli altri non l'aiuta a venirne fuori, semmai il contrario.
Slan, personalmente conosco 3 persone che lavorano stando in casa e fanno gli eremiti come questi hikikomori. li conosco perchè sono stati dei miei compagni alle elementari e alle medie. uno lo conosco perchè prendeva lo stesso treno con me il primo anno delle superiori, poi si è ritirato a fare eremitaggio.
tu, giustamente affermi che è colpa della famiglia... se tuo figlio diventasse eremita, lo sbatteresti fuori di casa a calci? io sono daccordo a randellare di mazzate il figlio se fa qualcosa che gli crea danno o crea danno ad altri, ma se il figlio continua a fare il solitario che cosa possono fare di piu i genitori?
la situazione nn è facile.
io penso che si arriva a diventare hikikomori per come si passa l'infanzia e l'adolescenza e soprattutto per le amicizie che si frequentano. la famiglia è davvero l'ultima delle cause secondo me. in primis metterei le amicizie.
Concordo con quanto hai scritto, nel mio post ho cercato di dire più o meno lo stesso ^^
Il problema in questa discussione è che ci sono persone che trattano questi individui come dei malati (o anche peggio li compatiscono) altri invece li considerano delle persone "normali". Il problema sta nel significato di normale dato che è una concezione relativa che muta in ogni luogo e tempo, normale quando è accettato dal resto della comunità quindi era normale uccidere la donna se tradiva, normale era tagliare la mano del ladro, normale era per il re essere tale per potere divino, normale era l'inquisizione, normale era credere che i preti debbano battezzare i figli, normale è avere una sola moglie (e per altri non lo è), normale o quasi è stare con compagni dello stesso sesso... e l'elenco è infinito.
Ora è devianza? E' normalità?
L'articolo dice:
-------------- Tamaki Saito è stato il primo psicoterapeuta a studiare quello che viene definito un disturbo («non una patologia»). --------------
Ora se la considerate patologia dovete quanto meno spiegare il PERCHE' e lo stesso dovrebbero fare chi sostiene il contrario evitando possibilmente gli insulti.
Anch'io come brady sarei curioso di sentire qualche hikikomori italiano dirci la sua opinione (che poi non è comunque vincolante e non fa testo perché se parla un otaku non vuol dire che parlano così gli otaku).
Non la considero una patologia e al pari di altri fenomeni sociali (perché questo è) ci sono degli aspetti troppo profondi per poter bocciarlo a priori. Come ho scritto nel primo intervento ci sono altre persone che fanno scelte drastiche della propria vita ma che tutti considerano normali (non avere figli per un motivo religioso vi sembra "naturale" oppure una scelta personale?)
Spero di non aver offeso nessuno e comunque l'unica cosa che conta è Love & Peace ;D
come fenomeno esiste in tutto il mondo anche in italia quindi,ma qui non si chiamano hikkikomori...in ogni luogo ha un nome proprio questo fenomeno,anche se forse in giappone è più marcato...io non mi sento di criticarli è un modo di vivere come un altro basta che non vadano a far danno alla vita di altri ...!
penso che comunque molti degli ipotetici o reali presenti e futuri hikikomori si annidino in questi forum di manga ed anime e videogame,succede che da dieci anni stò su un qualche forum che tratti questi argomenti ed ho conosciuto,gente estremamente depressa,gente che provava suicidarsi una settimana sì e l'altra pure,gente stranissima che facevano cose imponderabili per me,gente ultracinica con una visione cupa della vita(con questi ci andavo a nozze essendolo anche io cronico),gente alienata dalla realtà etc... probabilmente io stesso son entrato nel mio primo forum per cercare qualcosa di diverso e c'era e c'è gente secondo me molto più interessante di quelli che ho attorno; con un carattere distintivo essere molto colti,avendo recuperato dai 19 anni in poi una vita più reale e meno virtuale,mi manca un pò la gente di quel tempo,scusate per il mio scritto un pò banale potrei aver scritto una marea di stronzate ed offendetemi pure se volete per il post; comunque mi ripeto per questo non mi sento di criticarli!
Dice Miki: «hikikomori è un traguardo, è la frontiera. In Giappone sono circa un milione. In Italia siamo mostruosamente indietro». Non la conosco e non so se frequenta questo sito, ma mi permetto di dire: ma sei impazzita? Che vuol dire «siamo indietro»? Allora anche nel campo dei serial killer siamo indietro rispetto agli americani! Se questa reclusione volontaria (io ho visto l'esempio del protagonista di "Rozen Maiden") è un problema palesemente riconosciuto come tale anche da chi lo vive, allora perché dire che «siamo indietro»? Ognuno ha il diritto di vivere come vuole, ma ognuno ha anche il dovere di partecipare alla vita sociale. Sono stato adolescente anch'io ed ho sperimentato sulla mia pelle cosa vuol dire, ma quando si cresce ci si rende conto che tutti quei problemi e quei soffocamenti erano indotti da una percezione distorta della realtà che lasciavano cogliere una scala di valori alterata rispetto a quella reale. Voglio essere brutale: questi hikikomori si chiudono in camera perché hanno una camera, un tetto, del cibo ed una famiglia; di fronte alle sfide che l'età adulta proporrà loro la possibilità di rinchiudersi in un mondo piccolo apparirà come inapplicabile e saranno costretti ad uscire, se non altro per lavorare quel minimo che serve a comprare per sostenersi. E se pure la dipendenza da strutture di comunicazione alternativa (PC) dovesse restare, si passerà da hikikomori a più comuni otaku. È già qualcosa.
Debris (anonimo)
- 17 anni fa
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Panapp, piccolo OT sui serial killer l'italia non è indietro temo.. - fra le prime nazioni in Europa - .In Italia ci sono parecchi casi che potrebbero inquadrarsi come ipotesi di serial killer solo che la maggior attenzione si riversa sulla criminalità organizzata.
I dati vengono da una trasmissione di "Chi lo ha visto" che ho seguito...era presente anche una rappresentanza dell'Arma che non ha smentito.
Poi ovviamente c'è una questione di percentuali...la nostra popolazione è più bassa.
Tycho (anonimo)
- 17 anni fa
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Ma una domanda: visto che non escono mai, come cavolo fanno a mantenersi? Secondo me a volte si esagera con le attenzioni: basta togliergli i viveri, tagliare la linea ADSL, smettere di dargli la "mancetta settimanale" e dirgli chiaro: "COSI' E' LA VITA: SE TI VA BENE E' COSI', ALTRIMENTI E' COSI' LO STESSO", e vediamo se non muovono il culo, almeno per lavorare. Dalle esperienze che ho avuto con persone depresse, sono giunto alla conclusione che molte di loro hanno troppo tempo per compatirsi. Una mente occupata non cade in depressione.
@furios: "NESSUNO deve dire a gli altri cosa è giusto e cosa no... perchè esiste una verità per ogniuno di noi..." "P.S a me piace vivere la mia vita come C@@@O voglio e infatti lo dedico alla POLITICA !! "
Scusa, ma non è una contraddizione? La politica pone appunto quei vincoli che tu dici nessuno deve imporre. PS: ognUno senza la "i"
Comunque non sono d'accordo: va bene che nessuno può imporre stili di vita, ma alcuni comportamenti sono malati, e come tali sono da curare. Oppure se vedi uno che si sta gettando da un ponte ti fermi solo a guardare?
"solo perchè DIVERSI, solo perchè si rifiutano di andare a SBALLARSI in discoteca e drogarsi COME FA IL 100% DEI GIOVANI... "
Ma lo sai che l'85% delle statistiche è inventato? (...) Io faccio parte dello 0% dei giovani che non si sballa, che non si droga, che non beve, e che soprattutto non guarda cagate come le mariadefilippate e GF. E che soprattutto non cede alla tentazione di bollare TUTTI i giovani come SBALLATI e DROGATI...
Invito tutti gli utenti a moderare i termini, a non insultare nessuno (altri utenti o persone generiche), ad evitare polemiche inutili e sopratutto ricordo che questo sito non è una area per chiarire diatribe personali tra utenti, fatelo su altri lidi e se ritenete di essere stati insultati e vedete il commento ancora attivo è dovuto forse che non è ancora passato nessun moderatore a eliminarlo. Abbiate un po' di pazienza o altrimenti segnalateci la cosa tramite e mail animeclick@gmail.com o alla mia personale e-mail che trovate nella mia scheda utente. Becar
Solito articolo per la gloria dei saccenti strizzacervello che pensano di sapere tutto ma non sanno niente.
Sugli hikki non ho nulla contro di loro come per gli otaku, è una loro libera scelta che rispetto, non mi metto a sindacare sulla vita degli altri. Ognuno fa quel che gli pare con il proprio tempo e con il proprio corpo.
Slan (anonimo)
- 17 anni fa
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Beh, gli strizzacervelli qualche titolo lo avranno pure, visto che è il loro lavoro. Inoltre non è vero che ognuno può fare quello che vuole del proprio corpo e della propria vita, considerando che poi le conseguenze ricadono comunque sulla collettività. Non per niente il suicidio è un illecito giuridico (che è altra cosa dal reato). Per fare un esempio, se provo a tagliarmi le vene senza riuscire a passare a miglior vita, è il sistema sanitario nazionale, e quindi la collettività, a prendersi cura di me. Ripeto, una cosa è andare nei boschi e tagliare tutti i ponti con il mondo, tutt'altra cosa è disprezzare la società e avvalersi poi della possibilità che questa comunque ci offre, internet compresa. La vita di ognuno di noi è un delicato equilibrio di diritti e doveri, se si vuole intraprendere una scelta di vita radicale, e personalmente non ho nulla in contrario, allora che sia davvero radicale, e non il frutto di un mero escapismo improntato all'ipocrisia. E' ovvio poi che ci sono infinite sfumature di grigio, e che talvolta capita che un individuo, per i motivi più disparati, abbia difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno. Ma ammettere questo, vuol dire ammettere l'esistenza di un problema, e ogni problema presuppone la ricerca di una soluzione, e allora non si può più parlare di semplice scelta di vita. Quindi, eviterei di fare inutili sofismi...
[<b>Moderatore</b>: Forse non ci siamo capiti - per tutti - , evitate offese e frecciatine agli altri utenti e "frasi ad effetto", o scatta il ban! - Antonio.]
beh devo dire che sono abbastanza vicino all'essere hikikomori. Provate voi a vivere in un paese del sud, dove non c'e' un beneamato c.... di niente e poi vedete come vi passa la voglia di uscire. Poi rendersi conto di vivere in una teocrazia, mi fa ancora deprimere di piu'.
Koro24 (anonimo)
- 17 anni fa
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@ Kuro: Ti rispondo dicendoti che ti capisco molto bene; purtroppo quando si è insicuri e non si ha fiducia in sè stessi, anche se ci si impone, con un sorriso sulla faccia, di cambiare , specchiandosi e piacendosi per un attimo, quando si affronta ciò che viene chiamato "società" si ricade nuovamente nella sfiducia... io, nonostante sia cambiata, risento tutt'ora di piccoli complessi di inferiorità (che sono cosciente che siano del tutto inutili, eppure me li faccio da sola ...vedi la mente umana com'è fatta?) e anche adesso conservo dei momenti in cui mi piace rintanarmi in casa a riflettere e stare per conto mio. Ma al massimo una giornata! Non ti conosco, e non so i momenti che hai passato tu, però ti dico che la vita è imprevedibile, chi due anni prima era schivo e timido, ora potrebbe essere diventato l'opposto e pieno di amici. Io da questa situazione sono diventata un giusto equilibrio, e sono felice così, con quei pochi amici ( e veri) che ho avuto la fortuna di incontrare (casualmente,tra l'altro). Quindi, per superare queste insicurezze, cerca anzitutto di trovarti un hobby in cui riesci bene e dove pensi di avere le giuste qualità (che ne so,la musica, l'arte ecc... a me ha aiutato tanto il fatto di saper disegnare) e di far uscire tutto il tuo talento per fare il primo passo e poter dire con orgoglio "ah! questo l'ho fatto io!". Ok sto divagando un po' troppo! =P Ti auguro tanto di riuscire in quello che desideri !
Comunque,tornando al discorso generale di hikikomori..... da sempre sento legare le parole "internet" "anime" "manga" "videogiochi" al termine hikikomori. Perchè?! Che relazione c'è? I cosiddetti 'otaku'... otaku vuol dire 'collezionista' e può andare dal collezionare manga a modellini di navi in bottiglia. Ma non è detto che gli otaku debbano essere per forza hikikomori!! E poi,come ripeto, prima o poi la realtà, triste o bella che sia, va affrontata...PURTROPPO. Credo che questo lo sa anche chi è dentro a questo fenomeno...forse isolati si, ma non stupidi.
io lo sono stata e credo di esserlo ancora un pochino..non gradisco molto uscire di casa soprattutto per via della gente di schifo che abita nella mia città e che mi considera "strana". Soltanto gente volgare e frivola..ti passa subito la voglia di uscire..soprattutto se a questo si aggiungono orribili esperienze e bullismo a scuola.
@ Ansonii390 Bè io parlo di "vivere la vita" non di "morire", per il resto, se una persona si sente meglio chiusa tra quattro mura che in mezzo alla gente, è libera di farlo. Poi non è mica detto che sia per tutta la vita...
diciamo pure che i motivi per rinchiudersi in camera davanti ad un pc ci sono e sono anche molti. Penso che queste persone siano molto... forse troppo riflessive e si fanno un po troppi problemi (mi ci metto anche io anche se cerco di uscire, cerco perchè in realtà esco poco).In fin dei conti se penso alle persone che ci sono in giro, con un minimo di intelletto e sensibilità, la voglia di relazionarsi con gli altri manca proprio.Per fortuna ho quei quattro amici con cui mi trovo bene se no sarei un mezzo recluso anche io. l'unico modo per uscirne è conoscere una/delle persona/e con cui ti trovi bene ma proprio per il fatto che tu non esca, non riesci a trovarle. è un po un circolo vizioso e se un giorno non dici "basta devo uscire" e non hai la fortuna di trovare qualcuno... ritorni in camera... non è semplice. solo che spero che non facciano troppe pressioni i genitori dicendogli devi uscire, non puoi sempre star li dentro... oltre ad avere i propri motivi per stare in camera si aggiunge anche la rabbia nei confronti delle prime persone che vedi quando esci dalla tua stanza: un vero problema
@Yoite bè ecchettenefotte di quel che pensano gli altri? vedo che io esco tranqullamente nonostante mi faccia schifo la maggior parte dell'umanità(e il venerdì in certi periodi vado fuori pure per i razzi miei dato che i miei amici non c'hanno un buon sindacato e spessissimo lavorano pure il sabato mattina^^) guarda che se ti "autopunisci" recludendoti da sola vincono loro
a prop "strana" in che senso?( n.b.solo curiosità , non per fare polemica,guarda che di gente strana ne ho conosciuta a bizzeffe^^)
Io riporto il mio punto di vista, ho 21 anni, un lavoro, pratico sport, ed ho un vivo interesse per videogiochi, libri, film, anime e manga. Dalla mia ho la sfortuna di non avere NESSUN amico che codivide i miei stessi interessi (se non in modo alquanto superficiale), c'è addirittura chi, ancora, se il sabato non và in discoteca (premettendo che raramente anchio le frequento) gli sembra di essere tagliato fuori dal mondo, o chi ancora perde tempo seguendo e discutendo su programmi di dubbio interesse ed utilità quali grande fratello e simili....
Ma di certo non rimango chiuso in casa, ed ho molti compagni fantastici anche se con interessi totalmente diversi dai miei, se da una parte è vero che a molte persone non vale nemmeno la pena chiedergli l'ora, dall'altro ve ne sono molte con cui si può stare da Dio, e torno a ripetere, pur non avendo nulla in comune.
Magari cercado di vedere le cose con un pò più di ottimismo ed essendo più razionali si può uscirne diversamente che rintanadosi in casa ed isolandosi.
Lungi da me comunque, il voler liquidare il discorso con qualche consiglio (ci mancherebbe), però magari aiuta. Ad ogni modo ho letto anche da altre fonti come questo fenomeno si stia diffondendo, vi è addirittura una descrizione su Wikipedia.
@jabawack: mi definiscono strana perchè vesto lolita (e leggo manga..perchè questo è strano per i bigotti della mia città =.=) comunque proprio come hai detto tu ora non me ne frego più di tanto ed ho ripreso ad uscire di casa anche da sola..tanto non per forza bisogna essere in compagnia per divertirsi ^^
@Yoite... crito! vivi proprio i una grande città i suppose^^ (dalle mie parti al ma ssimo, ma proprio massiomo ci son le darkettone coatte^^) le loli(anzi siam su animeclick indi roriì)non ce le abbiam ancora^^ bye^^
n.b. ho dovuto spezzare il messaggio a metà(cugini SCROCCONI senza adsl sorry^^) volevo solo agiungere che non avevo intebti ofensivi,.. a prop scusa se ti infastidisco.....nel post precedente parlavi di "orribili esperienze e bullismo a scuola"...è un discrso in generale o esiste il bullismo pure tra ragazze?(sarebe troooppo na brutta storia, semmai ti sparo pure due dritta^^) bye^^
@jabawack: oh per niente xD vivo in una città neanche tanto grande del sud italia x°D comunque si, esite anche il bullismo femminile purtroppo ed è una brutta storia..per fortuna ne sono uscita..era una situazione insopportabile =.= bhe anche qui da me siamo solo due a vestire così x° ma meglio così..non sopporterei divenisse una moda commerciale u_u
Un mio amico purtroppo a passato una cosa del genere! [non hai livelli qui descritti al confronto questa è una sciocchezza] Dopo aver scoperto un gioco online chiamato "ULTIMA ONLINE" ha incominciato a giocarci i primi tempi lo viveva come un passatempo, un divertimento!!!! Purtroppo con il trascorrere del tempo da svago è diventata proprio vità reale!!!! Il primo passo è stato non uscire più regolarmente con noi che eravamo il suo gruppo di amici !!!!!!!Secondo passo nn uscire più con noi e infine nn andare neanche più a scuola!!!! Fortunatamente per lui i genitori hanno preso questo incastro [chiamarla malattia mi pare troppo] di petto e lo hanno rimesso sulla retta via!!!!! Il tutto è durato per 2 mesi circa + o -
Su questo argomento ne so parecchio, non perchè me ne voglia vantare, ma perchè un po' è un rischio che ho sempre rischiato di correre, e un bel po' perchè ho aiutato delle persone ad uscire da questo tunnel di depressione e sfiducia, e tuttora lotto per togliere le radici di questo problema alla mia ragazza... Non mi piace l'articolo, dà per scontato che tutti gli hikikomori siano lettori di manga o simili, quando la parola otaku in giapponese è in realtà diversa dall'uso internazionale del termine... Ogni persona che soffre di questo problema ha i suoi più diversi motivi, e non pensiate che togliendogli la corrente cambino idea, anzi, perrderebbero l'unica occasione che hanno per rinforzare un po' la loro fiducia, ovvero il loro contatto col virtuale, che non sarà reale ma è meglio di niente, tolto questo addio definitivo alla fiducia verso i genitori, con conseguente crisi da dipendenza infornografica (impariamo ad amare Lain ) e il rischio di suicidoìio è effettivamente alto (altro fenomeno più che diffuso in Giappone, bisognerebbe vedere se ci sono collegamenti con le mie ipotesi).
A queste persone manca la fiducia in sè stessi, e spesso è dovuto non solo alla società che influenza i loro coetanei (specie se si ha una sfiga tale da non aver nessuno con cui condividere le proprie passioni), ma anche dai genitori che invece di tentare di capirli, cercano di spronarli criticandoli... Se mio padre non si fosse ammalato e non fosse morto, ora probabilmente sarei uno dei peggiori hikikomori italiani, mancando lui ho avuto più libertà che mi hanno permesso di conoscere più gente simile a me ed a uscire da questo tunnel.
Se qualcuno volesse una mano per un proprio amico o per se stesso, il mio contatto msn è ryogo@live.it , se vi va' di parlarne o di approfondire la mia conoscenza diretta aggiungetemi pure o mandatemi una mail.
Credo comunque che da noi colpirà sopattutto quei soggetti che comunque,anche senza il Web,senza la rete,finirebbero comunque ,per escludere gli altri. Per cercare se stessi altrove. Spero si trovino.