Ma tutte le donne vorrebbero andare con uno come Dylan Dog!!! Come?! Solo io?! Ops... Scherzi a parte capisco il discorso, in effetti gli shoujo parlano di noi donne, dal nostro punto di vista. Io non sono molto per le storie romantiche però manga come Nana mi sono arrivati dritti al cuore, forse perché un po' mi riconosco nei personaggi e poi perché non è tutto miele e amore... Akira resterà per sempre il mio manga preferito, fu il primo che lessi, prestato da un compagno di liceo. Una folgorazione! Mi verrebbe voglia di fare un salto in Belgio per vedere questa mostra, magari facessero qualcosa di simile qui!
"Vent'anni di manga in Europa. Vent'anni da quel 1989, quando Jacques Glénat andò in Giappone a promuovere il fumetto franco-belga, e se ne tornò con Akira: 2000 pagine di fantascienza giapponese che cambiarono la storia del fumetto in Europa."
Che attacco, bellissimo!
Belli, grandi stupendi i manga. Peccato che nonostante questo successo qui da noi vengano visti come roba strana, pericolosa, perversa, per bambini o per dementi.
E poi in considerazione del fenomeno se ne parla troppo poco e quando lo si fa c'è sempre incompetenza e luoghi comuni. Questo articolo però mi è piaciuto. A volte ho letto baggianate incredibili.
Bella iniziativa quella belga, magari la mostra arrivasse anche qui da noi.
"Europa. Vent'anni da quel 1989, quando Jacques Glénat andò in Giappone a promuovere il fumetto franco-belga, e se ne tornò con Akira"
E diciamo anche che non poteva fare scelta migliore, Akira è stato rivoluzionario persino per i giapponesi, quando è uscito in Italia faceva sembrare scarabocchi buona parte degli altri titoli che si potevano trovare in edicola e fumetteria, tra l'altro ha lasciato il segno anche nel cinema (le prospettive impossibili e le inquadrature rovesciate in buona parte vengono da lì) però questa è forse una questione più americana che europea.
Rock Holmes (anonimo)
- 17 anni fa
0
Citazione:E invece i primi a portare in Italia i fumetti giapponesi furono i Kappa Boys, quattro ragazzi bolognesi che da lettori sono diventati editori di manga. Lamù, Ken il Guerriero, sono loro a farceli conoscere nei lontani anni '80. Massimiliano De Giovanni, Andrea Baricordi, Andrea Pietroni e Barbara Rossi erano gli animatori della rivista "Mangazine". «Il nostro sogno? - dice De Giovanni - Far scoprire al pubblico italiano le potenzialità dei manga». Ancora con stà storia? A parte che il primo numero di Zero uscì nel1990 ( quindi non negli anni 80), ma alcuni fumetti giapponesi furono già pubblicati in Italia molto prima che arrivassero i Kappa boys. fin dagli anni 70. Certo, i Kappa hanno sdoganato definitivamente il genere da noi, però ad iniziare l' invasione sono stati altri: se non fosse stato per questi ultimi, i kappa neanche avrebbero saputo cosa fossero i manga e gli anime, e ora farebbero altro nella vita. Se poi dobbiamo davvero ringraziare qualcuno, quelli sono anche Luigi Bernardi di Granata press (se non c' era lui a mettere i soldi, voglio vedere come i Kappa portavano da noi i manga!) e Fedrico Colpi ( grazie a lui abbiamo potuto comprare ( e legalmente) in anteprima europea manga direttamente dal Giappone e non da aattamenti americani). Qui si cerca di cambiare la memoria storica dei fatti ( cosa abbastanza usuale in Italia)!
Mi sento ancora in debito con chi portò quel capolavoro di Akira anche qui da noi, spalancando le porte all'universo giapponese! Una mostra che se non fosse proibitiva per la distanza sarei di certo andato a vedere.
@Ibra gear second, purtroppo si sà che l'uomo per natura è diffidente ed intimorito da ciò che non conosce ma più di tutto non comprende, tutte le persone che tu hai citato che considerano questa forma d'arte strana, pericolosa o perversa, sicuramente non la cmprendono o non si sforzano minimamente di farlo. Fortuna che siamo in tanti a pensarla diversamente!
io col senno di poi avrei preferito meno manga. andate in fumetteria a vedere quanto pattume c'è sugli scaffali. e considerate che quel pattume è uno dei motivi per cui c'è un aumento del prezzo.
nn so voi, ma io ultimamente sto davvero mandando tutto al diavolo. sto vendendo tutto quello che ho comprato negli anni perchè m'hanno fatto passare la voglia.
Davvero ottima questa mostra! Potrebbero farla itinerante e mandarla in giro per i vari paesi come si fà con molte altre mostre, non la vedo una cosa impossibile. Comunque andrei sicuramente a vederla.
@Aquila della notte Concordo in parte. Specialmente sulla mole di volumi sugli scaffali. Evidentemente molti editori, specie i piccoli ma non solo, hanno il loro tornaconto anche a fare uscire diversi titoli bemchè vendano un numero limitato di copie. Non posso che auspicare più attenzione sia da editori che soprattutto dal pubblico anche se ciò portasse alla prematura chiusura di qualche testata (doloroso, ma una scrematura ci vuole) Comunque sia buone vendite!
yuno (anonimo)
- 17 anni fa
0
Aquila la spazzatura ce ovunque nei fumetti come nei film o nei videogiochi l'importante e saper cogliere anche i capolavori
il loro tornaconto è in quelli che comprano purtroppo... ai loro prezzi ovviamente, prezzi aumentati a causa anche dei manga che nn vendono... è un casino che nn si risolverà mai purtroppo.
@ Rock Holmes, concordo con te, del resto avevo già letto l'articolo sul Corriere, e avevo notato l'errore, ma la superficialità è la regola a volte, ricordo un Corriere dei Piccoli pieno di Manga giapponesi, anche se non potrei giurare sul fatto che fossero gli originali, è passato troppo tempo ed erano gli anni 80.
@ Aquila, l'importante è comprare ciò che ci piace, il mercato funziona così, comprando ciò che ci piace lo sosteniamo, certo non è bello se qualcosa piace a pochi e lo interrompono, meglio diluirlo nel tempo ed eventualmente aumentare un po' il prezzo piuttosto che togliere il piacere di finire una serie a chi si è affezionato, almeno io l'ho sempre visto i questo modo: conciliare sempre col cliente. Il numero di titoli è un problema, sono d'accordo, ma la maggior possibilità di scelta non dovrebbe essere sottovalutata.
@ *Lukino*24*: secondo me dipende anche da come viene presentato tutto ciò nel nostro paese. Si sa che Mediaset cerca di adattare molte opere per target infantili e poter così vendere gadget delle relative serie animate. Io conosco solo due o tre persone che leggono manga (e mi dispiace che siano così poche), ma se non fosse stato per uno di loro non sarei mai entrato in contatto con questo magnifico mondo. Purtroppo, come dice Ibra, in Italia vige ancora il pregiudizio 'fumetto/cartone=intrattenimento per bambini'. Sinceramente mi rallegro di avere questo hobby e di non seguire la massa come ahimè sono in molti a fare al giorno d'oggi.
Questa mostra è un'ottima idea sia per i fan che possono imparare cose nuove, sia per i neofiti che possono entrare in un mondo che io ritengo favoloso.
Ehhh... sti belgi, sempre avanti a noi! Bisogna pur dire che sono i capolisti del fumetto europeo e che hanno una visione differente dalla nostra. Anche a me piacerebbe vedere una mostra del genere magari al Vittoriano, ma credo che di decenni ne dovranno passare, chissà magari ci porterò i miei figli.
Certo, pensando ad Akira, mi dispiace che sia finito nel dimenticatoio della Panini insieme a tante altre serie che hanno fatto sparire dalla circolazione e di cui detengono ancora i diritti. Spero che i diritti di questo manga se li prendano jpop o d/visual o magari addirittura GP.
akira...quanto mi piacerebbe poterlo leggere...ma alle fiere ha dei prezzi a dir poco proibitivi, delle cifre assurde, anche se varrebbe proprio come acquisto... questa mostra dev'essere qualcosa di spettacolare, peccato sia lontanissima...sarebbe davvero molto interessante vederla, ormai sono quasi 3 anni (certo alla maggior parte di voi devono sembrare davvero pochi XD) che ho iniziato con questa "droga" (non ne posso più fare a meno), grazie ai manga mi sono anche avvicinata alla bellissima cultura jappo, e ho conosciuto anche molte persone ora miei grandi amici grazie a questa passione... W I MANGA!!!
stoner la maggior scelta è uguale ad un maggiore possibilità di prezzo aumentato.
anzicchè proporre 10 manga contemporaneamente perchè nn farli finire 5 per poi iniziarne altri 5 o ancora alternare e farli tutti bimestrali?
in sto modo i prezzi nn sarebbero alti perchè un conto è fare 100mila stampe di 10 manga per 1 mese che farne 100mila per 5 manga in 1 mese...
nn so se avete capito cosa intendo...
panini ha la classica politica: ho gli albi migliorie me ne vanto... e fa le figure di merda quando interrompe le serie... e credetemi. vedere interrotta una serie come slam dunk è una vergogna peggio di chi va a rubare...
Esiste un sito per sapere altre info? Dove la fanno... giorni ecc??
[<b>Moderatore</b>: "<i>Bruxelles festeggia questa "invasione" con una esposizione al Belgian Comics Center, che inaugura l'11 marzo per chiudere il 7 giugno prossimo. La mostra di Bruxelles cade nell'anno del cinquantenario dei Puffi, di cui il Belgio è patria, come di Tintin e Lucky Luke.</i>" - Antonio.]
@Rock Holmes Mangazine è nata negli anni '80, nel 1990 è stata portata in edicola da Granata con l'aggiunta dei manga. Il primo manga ad uscire in edicola se non erro è stato proprio Akira di Glenat (aprile 1990 mi sembra) seguito qualche mese più tardi da Ken il guerriero di Granata press. Se per manga pubblicati negli anni '70 intendi Il grande Mazinga edizione Fabbri, quello non era proprio un manga, era un libro con inserti a fumetti presi dal manga di Nagai/Ota (ripubblicato poi nel '93) ricolorati e ampiamente rimaneggiati.
@ Aquila: ora che hai espresso più compiutamente ho capito la portata dell'intervento e concordo, sopratutto se fossero tutti bimestrali e alternati, anche le tasche dei clienti ringrazierebbero
Per Travellerkino: no no no ragazzo mio non ci siamo proprio: immagino che sei molto giovane e per questo fai confusione, ma eccoti un ripasso generale: all' inizio cè stata la rivista antologica Eureka della Corno che pubblicava fumetti da tutto i mondo: su questa rivista, verso fine anni 70, videro la luce episodi sparsi di BlackJack, Golgo 13, Sabu te Ichi, più vari articoli sulle serie animate nipponiche ancora inedite da noi. Poi uscì Il grande Mazinga della Fabbri, che conteneva il manga di Gosaku Ota a colori e censurato ( e in più venduto illegalmente ad un ignara Fabbri) in albetti settimanali di una trentina di pagine,poi raccolti in volume da libreria. Semprela Fabbri, pubblica successivamente Candy Candy, Lady Oscar, Georgie e altri shojo . Nell' 83 esce lo " speciale If orfani robot" di Bono e Castelli, dove per la prima volta in Italia vengono divulgati nomi come Go Nagai e Osamu Tezuka e termini come manga e anime, foto di riviste come Animage ,ecc... Nel frattempo, il Corriere dei piccoli della Rizzoli pubblica i manga originali di Creamy, Hello Spank, Mila e Shiro, una ragazza alla moda (guarda caso, quasi tutti ristampati dalla Star) e, nel 89' la Glenant ( che faceva sempre parte del gruppo Rizzoli) pubblica Akira. Un ultima cosa: prima di Mangazine fanzine, esisteva già la fanzine Yamato ( nonostante la leggessero quattro gatti). Qualcuno è ancora convinto che i Kappa sono stati i primi come spesso si vantano?
@ Adn: quoto in pieno il tuo discorso. Io faccio per la maggior parte manga bimestrali alternati e devo dire che riesco a comprarli facilmente. Ringrazio la Panini di aver fato la bimestralità a Bleach, niente più complimenti poi, oggi ne ho fatti troppi XD Comunque mi piacerebbe davvero molto leggere Akira, se è il capostipite dei manga sarebbe un eresia non leggerlo. A Fumettopoli l'ho trovato a 75 euro è un prezzo conveniente? XD
@Rock Holmes Golgo 13 e Black Jack erano pochi episodi, Il grande Mazinga come hai detto tu stesso erano solo parte di alcuni numeri del fumetto originale con i dialoghi inventati, anche sul corriere dei piccoli gli unici ad essere originali erano Candy, Lady Love, Mila e Shiro, Creamy e Spank sempre pubblicazioni parziali di alcuni numeri, tutto il resto era disegnato e creato in Italia. I manga così come li intendiamo adesso (ovvero pubblicazioni integrali con traduzione e disegni originali) sono arrivati negli anni novanta. Comunque non è che mi stia particolarmente a cuore la reputazione dei Kappa Boys, dicevo solo che nell'articolo si parlava di anni '80 perchè è in quel periodo che è nata Mangazine.
"nel 89' la Glenant ( che faceva sempre parte del gruppo Rizzoli) pubblica Akira."
Sul primo numero che mi è capitato sotto mano ovvero il nr 4 c'è scritto luglio 1990. Yamato invece è nata nel 1991 e la fanzine se non sbaglio è del '93.
"no no no ragazzo mio non ci siamo proprio: immagino che sei molto giovane e per questo fai confusione"
Al massimo se faccio confusione è perchè sono troppo vecchio.
Rock Holmes (anonimo)
- 17 anni fa
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Per travellerkino:sulla data di Akira ho cannato, ma su Yamato no: devi sapere che la fanzine prima della versione gigante da libreria ( quella con Harlock in copertina e che tu probabilmente possiedi) esisteva già in versione ciclostilata e diffusa tra pochi eletti prima del salto di qualità in libreria. Vorrei far notare che ancora oggi vengono pubblicate versioni censurate di molti manga (es. dei cacciatori di elfe non è stato mai pubblicato il primo volume originale, del mazinga z di ota la d/visual ha saltato 20 e passa pagine della storia di Mazinga z in Africa e la lista potrebbe continuare) ma nessuno si lamenta: perchè?
Io mi ricordo di aver letto che Georgie fu pubblicato "alla cieca" dal Corriere dei Piccoli, per poi rendersi conto che la storia non era quella di Mediaset ma quasi un hentai... Lo pubblicarono ugualmente, smorzando al massimo le espressioni più forti (ad esempio "sei una donna dai facili costumi" e cose così) e coprendo le nudità con degli accappatoi improvvisati orribili, ma fu pubblicato integralmente...
@bruttabestia, si certo, quello che dici tu l'ho tralasciato, ed è vero. Quà da noi purtroppo l'animazione viene considerata per antonomasia un prodotto per bambini o ragazzi, o almeno è stato così per molto tempo, vuoi perchè abbiamo la Walt Disney dietro l'angolo, che inizialmente sfornava solo fiabe, vuoi per i motivi citati nei nostri precedenti commenti, quindi è dura far capire che l'animazione giapponese e i manga non hanno target esclusivamente di bassa età, questo però non sono in molti nei vertici delle tv che lo capiscono e puntano soltanto a lucrarci il più possibile.
"devi sapere che la fanzine prima della versione gigante da libreria ( quella con Harlock in copertina e che tu probabilmente possiedi) esisteva già in versione ciclostilata e diffusa tra pochi eletti prima del salto di qualità in libreria."
Si questo lo sapevo, però non so se stiamo parlando della stessa cosa, io ho solo il nr 6 in copertina c'è La regina dei mille anni.
"Vorrei far notare che ancora oggi vengono pubblicate versioni censurate di molti manga"
Si ma quella era una cosa diversa, non era solo censura prendevano una paio di volumi originali e aggiungevano storie inventate da loro per farli durare di più, oppure prendevano i fotogrammi del cartone e aggiungevano dei testi. Comunque si può anche tralasciare chi è uscito un mese prima o dopo altri, più o meno nello stesso periodo c'erano vari gruppetti amatoriali che poi sono arrivati a pubblicare fanzine ed edizioni ufficiali. Non sarei sicuro neanche del fatto che non ci sia più nessuno a protestare per le censure, c'è chi giustamente parla di boicottaggio per molto meno.
@RyOGo Quella è la versione apparsa sul Giornalino di Candy Candy, interrotta perchè troppo spinta. Qualche pagina venne pubblicata anche nei due libri per bambini. Un'altra edizione originale invece era quella di Lady Oscar, edizione Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas, 1984, tradotta da K.F. Inumaru, non saprei però se sia mai stata pubblicata per intero.
Rock Holmes (anonimo)
- 17 anni fa
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E vero travelkino, la gente minaccia boicottaggi per molto meno, come periodicitàdelle uscite , stampa, pecette ecc...però sulle censure dei manga non ho mai sentito lamentarsi nessuno... La prima edizione di Berserk, che presenta ritocchi alle tavole dei primi 15 volumi, è la più quotata su Ebay. Nessuno si è mai lamentato della sostituzione di molte tavole originali di Mao Dante da altre rifatte ad hoc dal maestro. Approfitto per sfatare un luogo comune: il manga di Georgie non è quella maialata che i Kappa cercarono di spacciare per far sì che venisse acquistato da lettori in cerca di emozioni forti. Invece è molto casto ( soprattutto se paragonato ai manga per ragazze di oggi). Anche le tanto chiaccherate sevizie di Harwin ad Arthur le hanno visto solo loro, ciò non toglie che la Fabbri lo trovò comunque sconveniente nel finale, tanto da arrivare a interromperlo.
Scherzi a parte capisco il discorso, in effetti gli shoujo parlano di noi donne, dal nostro punto di vista. Io non sono molto per le storie romantiche però manga come Nana mi sono arrivati dritti al cuore, forse perché un po' mi riconosco nei personaggi e poi perché non è tutto miele e amore...
Akira resterà per sempre il mio manga preferito, fu il primo che lessi, prestato da un compagno di liceo. Una folgorazione!
Mi verrebbe voglia di fare un salto in Belgio per vedere questa mostra, magari facessero qualcosa di simile qui!