Concordo nel parere complessivo dell'autore della recensione. Anch'io mi aspettavo qualcosa di più in questo volume, in realtà come ricordato nella recensione stessa non mancano spunti interessanti, purtroppo però sono solo accennati, non trattati come meriterebbero...forse sono anche tematiche che necessiterebbero di + pagine per approfondire gli aspetti della storia e la psicologia dei personaggi e quindi il formato oneshot non sembra proprio l'ambito ideale....in generale darei cmq a quest'opera una sufficienza piena, seppur siamo lontani dall'eccellenza
Realizzare storie brevi può essere molto più difficile che crearne una lunga. Anzi, sicuramente lo è. Non è assolutamente facile colpire il lettore, lasciargli qualche cosa dentro insomma, in poche pagine. Ciò vale per i libri come per i manga. Blaise Pascal scrisse una volta ad un amico: "Scusa se ti ho scritto una lettera lunga, ma non ho avuto il tempo per scriverne una corta".
A me di questa mangaka non piace proprio lo stile grafico, dopo aver sfogliato hataraki man appena ne leggo il nome mi viene spontaneo evitarne l'opera. Magari sarà il pregiudizio ma imho se non avesse sposato Mr Anno non avrebbe fatto tutta la strada che ha fatto..
Con un opera come Tokyo Style, anche senza Mr. Anno, merita da solo il successo. E' un'autrice molto duttile, con uno stile particolare, strano, diverso dal solito, ma non per questo non efficace.
Insomma, leggete Tokyo Style, sopratutto se lavorate in un ufficio
@Ansonii390: Mi spiace contraddirti, ma quando Anno Moyoko ha sposato il suo omonimo Anno Hideaki, era già una stella in Giappone. In Italia la maggior parte del pubblico è molto legata allo "stile grafico" delle opere, che devono "apparire" manga ai loro occhi. In Giappone ciò non è necessario, perché basta che un fumetto sia pubblicato affinché sia considerato "manga". Anno Moyoko è a tutti gli effetti l'esponente più illustre di quella corrente di "romanzo femminile disegnato" iniziata da Okazaki Kyoko e Kusumoto Maki e che ha le sue interpreti migliori nella scuderia Shodensha. Se vedessi i disegni di Okazaki Kyoko ti schiferebbero ancor più di quelli della Anno, ritengo. Eppure, pur non avendo sposato nessuno e pur essendosi ritirata anzitempo a causa di uno sciagurato incidente stradale, la Okazaki è considerata un autentico mito dei manga per donne. Il fumetto non è per forza solo virtuosismo grafico: è anche ricerca, introspezione, narrazione, simbolo. E' impossibile che certi fumetti più "intellettuali" possano piacere a tutti: è auspicabile però, perlomeno, il rispetto anche da chi non li può o non li vuole apprezzare.
Non ho ancor letto nlla di questa autrice, e non sapevo fosse la moglie dell'omonimo regista Da quello che ho letto non sono molto interessato a quest'opera al momento, magari in futuro. Se Tacchan dice di leggere TS, mi sa che gli do un'occhiatina, visto che lavoro in ufficio
Io molto prosaicamente spero solo che Flashbook in futuro non abbandoni più la carta che utilizza di solito, ormai ho scoperto di adorarla ed è una delle cose che secondo me contribuisce a porre le sue edizioni un bel po' di gradini più in alto rispetto a quelle delle altre case editrici.
Riguardo Moyoco Anno, io ritengo un'esagerazione che si debba addirittura pensare che la sua fama sia immeritata; capisco che il suo genere di idealizzazione possa risultare, a ragione, difficile da digerire (anche io ad esempio non ci riesco) ma c'è da ammettere che la Anno sa essere comunque "comunicativa", sopperendo in espressività li dove con lo stile "particolare" magari non arriva. Insomma qualsiasi sintassi artistica rappresenta una complessa alchimia in cui interagiscono una marea di fattori che non si riducono alla sola correttezza delle anatomie, l'eleganza del tratto, la resa volumetrica o la ricchezza degli scenari... di contro neanche bisogna giungere però alla conclusione che un'opera graficamente virtuosa, sia automaticamente vuota.
Poi credo non ci sia nulla di male ad ammettere che uno stile non ci piaccia, in fondo c'è chi, sotto questo aspetto, non riesce addirittura a stimare Adachi che invece è, oggettivamente parlando, un eccelso disegnatore; però la professionalità va rispettata.
Complimenti per la recensione, non ho ancora avuto modo di leggerlo ma quanto prima mi addentrerò nella lettura e vedrò di fare anch'io una bella recensione. E la prima opera della Anno che ho preso e spero si dimostri anche più brava del marito (ma la vedo difficile)...
@Cristian: non mi sembra di aver offeso o mancato di rispetto a nessuno, anzi ho chiaramente espresso che era una mia personalissima opinione, magari influenzata dal pregiudizio. Io dico quello che penso, non mi piace nascondermi dietro un dito, magari posso anche sbagliarmi. Oltretutto la mia insinuazione non potrà mai essere verificata, ma non per questo nego la realtà dei fatti: nulla viene tolto al successo che in patria sta riscuotendo questa artista. Purtroppo quando leggo un fumetto do grande peso allo stile grafico, stiamo pur sempre parlando di un fumetto. Il disegno riveste un ruolo a mio modo di vedere parallelo alla storia, che per quanto possa essere bella e profonda mai colmerà la lacuna dell'altro versante. Se non devo basarmi più di tanto sul disegno a sto punto mi leggo un romanzo, no? (cosa che faccio già) Condivisibile o meno, per me vale così..
@Ansonii390: Ma infatti nessuno critica la tua posizione, che può non essere condivisa ma è comunque assolutamente rispettabile. Quello che si contestava era la tua "insinuazione", assolutamente immotivata e un po' gratuita. Anche perché la Anno è malata da un paio d'anni, e non sta disegnando quasi niente. Il suo successo non è una cosa recente, ma risale a diversi anni addietro. Basta leggersi una sua bibliografia con date di pubblicazione per scoprire come la maggior parte delle sue opere e dei suoi successi sia precedente al suo matrimonio. Tutto qui.
@Ansonii390 dai che la Anno ultimamente è migliorata tantissimo, gli ultimi numeri di Hataraki Man (Tokyo Stile) ad esempio presentano un disegno gradevole, un discreto utilizzo dei retini ed il chara è anche simpatico; certo resta ancora il tratto leggermente incerto tipico dell'autrice, e la g-pen probabilmente neanche sa a cosa serva però il miglioramento è innegabile.
però il successo della hanno in italia è relativamente "nuovo", portata alla ribalta da tokyo style e dall'anime sugar sugar rune! Io lo sto ancora aspettando nella mia fumetteria... son scioccato!!! Cmq ho notato che una storia di naked star scritta sotto il nome di E-Ko da Ogure, ricorda molto lo stile della Hanno, con quegli occhi e le orecchie... Avete fatto apposta a mettere lì al pubblicità di chameleon army??
@Turboo: Non, non l'abbiamo messa per quello, ma in effetti anch'io ho sorriso per questa "coincidenza". Quella storia, comunque, pur non citando direttamente la Anno, cita altre autrici della stessa corrente avanguardista che in Italia non si sono mai viste. Insomma, ci hai preso abbastanza bene! ^^
Comunque, per me il disegno è sempre subordinato alla storia e alla capacità narrativa, e la Anno in questo è grande.
Per la raccolta, vero che mi aspettavo di più, ma comunque, è una lettura che consiglio. Obbligata se già conoscete l'autrice.
Se non la conoscete, non partite dalla raccolta, ma da Tokyo Style, per poi, se vi piace, prendere Chameleon Army, che, nonostante i limiti che ho trovato sopra, è un prodotto atipico e meritevole di lettura
@Cristian "Quello che si contestava era la tua "insinuazione", assolutamente immotivata e un po' gratuita." Non mi piace fare polemica sterile, posso capire il "gratuito" (nel senso di banale) ponendomi dal tuo punto di vista, ma immotivato direi di no. Sicuramente tante persone si sono avvicinate a quest'autrice solo per il nome del marito, e senza mettere in dubbio il valore delle sue opere, penso sia stato un vantaggio enorme rispetto ad altre autrici. Che questo piaccia o meno. Essere moglie di un uomo idolatrato da tanti per tanti anni, penso obiettivamente sia stato un ottimo trampolino di lancio (all'estero), o in ogni caso una spinta non indifferente (in Giappone). Che poi abbia ripagato le aspettative degli acquirenti è un altro discorso...
Epicuro (anonimo)
- 16 anni fa
0
Per me invece il disegno non è mai subordinato alla storia ne tanto meno alla capacità narrativa semplicemente perché in un fumetto che è linguaggio che unisce disegni e parole, per avere buone "storie" supportate da ottime "capacità narrative" bisogna anche avere un buon disegno. Efficace, almeno.
La Anno in questo mi pare parecchio altalenante e spesso certe cadute grafiche sembrano più frutto di poca attenzione da parte sua che telento negato. Certo, non è una dea del disegno ma quel che mi infastidisce son proprio quei cali fatti con disattenzione.
Comunque, questo volume mi interssa e spero sia meglio di quello sull'anoressia.
A proposito sembra esserci stata una dichiarazione di Cristian Posocco della Flashboock secondo la quale stavano cercando una carta di particolare qualita per questa edizione ed avevano scelta questa carta che in sede di prova stampa aveva dato buona prova,poi purtroppo....
Come si dice in questi casi...le vie dell'inferno...
Cmq Questo volume tutto sommato mi è "piaciucchiato", nulal di eccezionale ma è godibile. Certo al Anno ha fatto di meglio... molto meglio. Il mio grosso disappunto è per l'edizione: intanto non capisco perchè un formato grande quando i disegni di questa autrice (con tutto il bene che le voglio) non sono "da artbook", avrebbe credo fuzionato meglio su di un formato più minuto, e magari più economico. Poi ovviamente la carta, che credo sia la più rasparente che abbia visto di recente in giro.. ma ok, da quel che leggo nella recensione c'è stato qualche problema quindi non infierisco. nel complessso lo consiglio solo agli amanti di questa autrice.