Haruki è un buono scrittore ma non è giapponese. Cambiando nomi e set dei suoi romanzi tutto resterebbe uguale. Provate a immaginarveli ambientati a Roma: sarebbero identici. Assolutamente non all'altezza dei grandi (leggasi Kawabata, Akutagawa, Dazai, MISHIMA).
Al momento sto leggendo "Kafka sulla spiaggia", la mia ragazza "Norwegian Wood". Tu guarda che coincidenze... E finora mi sta piacendo molto il suo stile di scrittura!
Di Murakami non ho mai letto niente, vorrei cominciare da "Tutti i figli di Dio danzano" oppure "La ragazza dello Sputnik" poichè sono citati anche in Mawaru Penguindrum.
Questo autore è eccezionale. Sto ripercorrendo pian piano tutta la sua linea editoriale e non vedo l'ora che esca questo suo nuovo titolo! Murakami rulez!
Non ne sapevo nulla! D: meglio che inizi a tenermi informata su queste cose... non vedo l'ora che esca in Italia >.< (anche se prima dovrei recuperare i due iQ84...) Di Murakami ho letto e gradito molto Kafka sulla spiaggia, di meno Norwegian Wood (che rimane pur sempre un ottimo libro), mentre L'uccello che girava le viti del mondo è uno dei miei libri preferiti di sempre *^* Non sapevo che fosse un personaggio così schivo da non apparire praticamente mai in pubblico, pur avendo tanti lettori appassionati, e molti oltremare. Questa sua personalità è molto in linea col suo stile di scrittura ^-^
Grifis2 (anonimo)
- 13 anni fa
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letto norwegia wood, 1q84 e la ragazza dello sputnik, a parte il primo, libri del tutto dimenticabili.
1q84 poi l'ho trovato davvero terribile, la storia è già pessima in se, il fatto poi che dilunghi il tutto per la bellezza di mille pagine di *quasi nulla*, rende il tutto uno dei peggiori libri che personalmente abbia mai letti
comprendo cosa intendi, pure non sono completamente d'accordo. Murakami è stato pesantemente influenzato da diversi autori occidentali, americani soprattutto, del '900 e la cosa si vede. Pure in diverse cose l'influenza della cultura giapponese è presente e non potrebbe essere altrimenti. Considera che per alcuni autori (o anche artisti in generale) giapponesi essere evidentemente legati alla propria cultura è sentito come segno di "provincialismo", ergo adottano uno stile che sentono "internazionale" (che spesso per loro si traduce in USA). Lascio a chi è più ferrato e competente di me un eventuale approfondimento su Murakami in questo senso.
Al di là di questo, pur avendo letto soltanto quattro dei suoi romanzi, è un autore che apprezzo.
"La fine del mondo e il paese delle meraviglie" è stato un bellissimo libro, mentre 1Q84 inizia nel migliore dei modi ma finisce nel peggiore, con tanto fumo derivato dalla carne che aveva messo sul fuoco. Inoltre il libro 3 è davvero noiosissimo a volte. Ma è comunque scritto in modo sopraffino, come al solito. Un 9 abbondante e un 7, rispettivamente, se dovessi valutarli. Però ho l'impressione che Murakami si stia vendendo al mercato... qualità del suo ultimo libro a parte, che senso ha dividerlo in 3 parti? Quando 2 erano più che sufficienti, alla fine non ha fatto altro che allungare il brodo... Poi ho saputo che questo suo ultimo libro costerà una cosa assurda come tipo 40€... no, non ci siamo proprio. Meglio recuperare libri più vecchi che seguire le mode.
@Franzelion: E' comprensibile che qualcuno cominci a pensare che Murakami si stia vendendo al grande pubblico, tuttavia, c'è da precisare, che questo autore non lascia veramente niente al caso. Anche io mi sono chiesto quale fosse la ragione che ha portato Murakami a dividere in tre parti il libro e, come ogni cosa di questo scrittore, sono giunto alla conclusione che ciò non è dovuto principalmente a ragione di mercato, anzi, è in accordo completo con la filosofia del libro. In 1Q84, l'opera citata, che riveste più importanza in assoluto come chiave di lettura, non è tanto il capolavoro di Orwell quanto "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust. Tamaru lo esplicita chiaramente ad Aomame nel secondo libro. Non ricordo esattamente la citazione ma è qualcosa del tipo "è un romanzo che si può leggere solo con molto tempo a disposizione, in solitudine, in momenti particolari e di riflessione" e ha la specifica finalità di ritrovare quel tempo perduto che la vita ci toglie costantemente. Credo fermamente che Murakami abbia voluto emulare, in un certo senso, il concetto temporale proustiano ed invitare il lettore a riflettere e a "riprendersi" quel tempo perduto. In ogni caso, credo che 1Q84 sia stato vittima del mercato da un altro punto di vista: doveva durare di più; i buchi enormi che Murakami lascia dietro non sono colmabili con la ricerca personale del lettore, come avveniva per i suoi romanzi precedenti. Questo è, forse, il più grande difetto del romanzo. Mi permetto un ultima riflessione: il tuo discorso sulla moda lo trovo assolutamente fuori posto, con tutto il rispetto possibile. E' come se un lettore del '900 avesse smesso di leggere Pirandello dopo "Sei personaggi in cerca d'autore" solo perché andava di moda, perdendosi cosucce come "Questa sera si recita a soggetto".
Anche Norwegian Wood uscì diviso in due parti. Non si nasconde la ragione di mercato che c'è dietro, visto che n Giapponei due volumi uscirono assieme! Ma per quel che ne so dell'autore, è molto accorto a ciò che scrive... non è un allunga brodo logistico. O almeno a me piace pensarla così
@Ichimaru: Credo fermamente che Murakami abbia voluto emulare, in un certo senso, il concetto temporale proustiano ed invitare il lettore a riflettere e a "riprendersi" quel tempo perduto
Ci ho pensato anch'io che potesse essere una delle interpretazioni per "giustificare" la "noia"... fin quando si trattava di Aomame e Tengo infatti ci poteva stare, ma poi che mi rappresentano i capitoli di Ushikawa? Ecco, quelli mi hanno fatto cadere le braccia.
I buchi che lascia (molti di più rispetto alle altre opere che come dici risultano comunque pienamente soddisfacenti dal punto di vista della "trama") hai ragione, è la cosa da criticare maggiormente. Ma i momenti "vuoti" che generano noia proprio per questo danno ancora più fastidio, perchè Murakami avrebbe potuto colmare quei buchi in quello spazio, e invece no... sì ok il messaggio che si vuole lasciare, ma la "trama" dovrebbe meritare almeno il 50% di attenzione in un libro del genere.
Parlavo di seguire le mode perchè mi sembra che Murakami, un po' con la suddivisione in libri (di questo non ne vedo proprio il motivo comunque, anche considerando la filosofia che dici dovrebbe starci dietro), un po' con i prezzi, stia facendo lo svelto. Quindi magari un lettore che ha apprezzato Murakami in passato per un paio di opere, non dovrebbe comprare questi nuovi romanzi ma dovrebbe pensare prima a recuperare quelli vecchi, secondo me.
Bellissima notizia! Amo molto quest'autore, ricordato spesso per Norwegian Wood, che fu sì un caso letterario ma che certo non è il suo libro più rappresentativo anzi, si tratta piuttosto di un caso isolato nella sua produzione.
Romanzi preferiti: Nel segno della pecora e L'uccello che girava le viti del mondo.
Haeun.ssi
- 13 anni fa
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Sono molto contenta,era da un po' che non pubblicava! Ma a dire il vero sono d'accordo con altri utenti: Murakami ha qualcosa (nel modo di scrivere) che lo rende "poco giapponese" mentre ci sono altri autori (tra tutti ADORO Kowabata) molto piu' forti in tal senso.Ovviamente sono anche gusti personali,ma in ogni caso sono comunque contenta. ^-^
Utente9371
- 13 anni fa
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Se è della qualità di ciò che scrisse prima di 1Q84, ottimo. Se è della qualità di 1Q84, se lo può anche tenere.
@Amaterasu la notizia girava da un pò nei siti dedicati e fra i fan ma in effetti è andata sottotraccia - il che è ben curioso - temo soprattuto perchè della trama si sa abbastanza poco. Non ho guardato i siti dell'Einaudi confesso.
Che meraviglia! Ho giusto finito la bibliografia (sono alle ultime battute di A sud del confine, a ovest del sole) e stavo già chiedendomi cosa potessi fare ora che ho finito i suoi magnifici libri (primo tra tutti La fine del mondo e il paese delle meraviglie), che mi date questa splendida notizia! Grazie ragazzi! E ora non resta che sperare che Giorgio o Antonella lo traducano...spero più in Giorgio in realtà (si può dire??)
Murakami è tra i miei autori preferiti. Ho letto tutti i suoi libiri pubblicati in Italia, devo solo recuperare Sotto il segno della pecora. Oltre che come romanziere è noto anche come saggista e per chi non lo ha letto suggerisco la sua inchiesta sugli attentati alla metropolitana di Tokyo, Underground, a cui credo si sia ispirato anche l'autore di Mawaru Penguindrum. E' vero che le opere di Murakami sembrano poco giapponesi, ma secondo me quelle scritte dopo il suddetto saggio sono più immerse nella realtà giapponese, soprattutto con le descrizioni dei quartieri di Tokyo, almeno questa è l'impressione che ho avuto io.
Titolo interessante!