Due maestri del fumetto d'autore. E' incredibile quanta umiltà ci sia in questi grandi autori che ci mettono l'anima in quel che fanno... e si vede. Il rispetto che hanno l'uno dell'altro e la naturalezza con cui ne parlano è impressionante (forse tipica giapponese?). Davvero dei maestri che impersonificano l'espressione "il fumetto è arte".
Interessante come questi due mangaka, soprattutto di questo spessore artistico, si rispettino l'un l'altro e ammirino vicendevolmente la loro rispettiva produzione. Ma oltre alle parole d'elogio che si sono scambiati, mi ha colpito come si siano analizzati tecnicamente nella composizione dell'opera senza tanto risparmiarsi sui dettagli, entrando direttamente ed efficacemente con domande professionali. Igarashi è un genio visionario, Matsumoto è uno straordinario poeta legato ad un mare di ricordi. Devo recuperare ancora alcune loro opere, ma dopo questa lettura lo farò anche più volentieri.
Non credevo che i mangaka affrontassero certi problemi, è stata una lettura bella e interessante, soprattutto se gli interlocutori sono di una certa levatura.
"Ci sono state volte in cui i miei ricordi reali si mischiavano con il manga."
"I miei personaggi dicono cose che avrei voluto dire io, ma che non ho potuto dire. E non dicono cose che mi pento di aver detto. Delle volte mi sembra di stare riscrivendo i miei ricordi."
Questa cosa fa riflettere. Per un autore che ci mette esperienze e ricordi personali nei suoi manga, e magari anche personaggi ispirati a persone realmente conosciute, il rischio di "confondere" e mescolare assieme le due realtà non è mica tanto improbabile. Soprattutto poi se pensiamo che i mangaka dedicano praticamente il grosso della loro vita al loro lavoro.
intervista interessante e gradevole da leggere conoscendo entrambi gli autori e le loro rispettive produzioni, ho potuto seguire al meglio questa loro conversazione. In questo periodo la planet sta pubblicando Children of the Sea e concordo con quello che dice Matsumoto su tale opera. Rispetto per questi due grandi maestri ^^
Utente1594
- 11 anni fa
2
@oberon: in più ho letto da un'altra intervista che Matsumoto è veramente stato abbandonato dai genitori in un orfanotrofio da piccolo, dove ha passato gran parte della sua infanzia e adolescenza (dopo è stato adottato da uno zio, riprendendo a vivere in un ambiente più familiare). Sunny è nato proprio come manga autobiografico "manghesco", quindi, come dice lo stesso autore in questa intervista, con alcuni cambiamenti per renderlo più appetitoso