Bellissima recensione, soprattutto la parte finale![]()
La cosa che si sente di più durante la lettura è appunto la dolcezza... e, anche se forse è brutto/non politically correct da dire, come la disabilità di Kohei possa anche essere vista come "metafora" e trasportata in una difficoltà di comunincare (e comunicarsi) in ogni relazione.
Mi ero persa l'annuncio di Limit, mio di sicuro!!
Hidamari era effettivamente bello nei primi volumi, davvero un peccato che nel sequel l'autrice abbia voluto allungare il brodo (forse per cavalcare l'onda del successo del live action), inserendo triangoli amorosi e risvolti da soap opera che francamente si potevano evitare.
Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.