Produttore veterano giapponese su accordo MAPPA-Netflix: "può rivoluzionare l'intero sistema"
Fino ad oggi solo gli Investitori hanno tratto il grosso del profitto, spiega Hiromichi Shizume
di Ironic74
Ne parliamo ormai da mesi, la globalizzazione di anime e manga sta ridefinendo i confini dell'industria dell'intrattenimento giapponese. Quello che prima era un fenomeno principalmente domestico si è trasformato in un mercato globale da miliardi di dollari, con giganti dello streaming che competono per accaparrarsi i titoli più promettenti. Ma questa espansione internazionale potrebbe portare con sé cambiamenti ancora più profondi, toccando le fondamenta stesse di come gli anime vengono prodotti in Giappone.
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Una Partnership che Fa Discutere
Lo scorso 21 gennaio, MAPPA, lo studio dietro successi come Chainsaw Man e Jujutsu Kaisen, ha annunciato una partnership strategica con Netflix che potrebbe segnare un punto di svolta per l'intera industria dell'animazione giapponese. Attraverso questa collaborazione, le due compagnie lavoreranno insieme su nuovi progetti con una prospettiva globale, dallo sviluppo delle storie fino al merchandising, e Netflix trasmetterà in esclusiva una serie di titoli originali prodotti da MAPPA ai propri abbonati in tutto il mondo.
Ma ciò che rende questa partnership davvero significativa non è solo l'accordo distributivo. Il presidente di MAPPA, Manabu Otsuka, ha dichiarato che gli studi di animazione giapponesi devono ora prendere in mano le redini di tutte le fasi della produzione degli anime, affermando l'intenzione della compagnia di diventare indipendente. Questa mossa, secondo il veterano produttore televisivo di TV Asahi Hiromichi Shizume, potrebbe creare pressioni per ripensare il sistema tradizionale dei "comitati di produzione" giapponesi, da tempo consolidato.
Il Sistema dei Comitati di Produzione: Una Struttura Controversa
Diventato prassi comune negli anni '90, un comitato di produzione è un consorzio di aziende (come editori di manga, emittenti televisive e società di marketing) che si riuniscono per investire nella produzione di anime progetto per progetto. Sebbene questo sistema aiuti a finanziare nuovi titoli e riduca il rischio finanziario che gli studi di animazione devono sopportare, è anche piuttosto noto per non consentire agli studi stessi di guadagnare.
Come spiega Shizume, gli investitori allocano agli studi di animazione solo il minimo indispensabile, mantenendo bassi i costi di produzione. Questo significa che un budget base per lo studio è garantito anche se l'anime non avrà successo commerciale, ma offre anche agli investitori l'opportunità di incamerare la maggior parte dei profitti. E poiché non esiste un sistema di royalty (come nell'editoria libraria, per esempio), la quota dello studio rimane invariata indipendentemente dal successo che l'anime ottiene. A causa di questa struttura (e di altri fattori correlati come la carenza di manodopera), si è assistito a un numero crescente di studi che dichiarano bancarotta, mentre i salari degli animatori sono rimasti praticamente immutati nel corso degli anni.
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Una Nuova Via: Partnership Dirette con i Giganti Globali
Tuttavia, se gli studi giapponesi saltano i comitati di produzione e iniziano a firmare direttamente con i giganti dello streaming globale (come ha fatto MAPPA con Netflix), Shizume ritiene che i budget di produzione aumenteranno considerevolmente. "I creativi vogliono naturalmente lavorare dove la paga è migliore e dove hanno più libertà. Questo vale non solo per gli anime, ma anche per i drama e i varietà televisivi."
Sebbene Shizume metta in guardia sul fatto che non è ancora chiaro fino a che punto questo tipo di partnership possa arrivare nello smantellare il sistema dei comitati di produzione, osserva che "se iniziamo a vedere una serie di successi travolgenti, potrebbe esserci una pressione crescente per ripensare un sistema in cui solo gli investitori traggono profitto."
L'Impatto della Globalizzazione
Questa evoluzione si inserisce perfettamente nel discorso più ampio sulla globalizzazione che abbiamo già affrontato. Il mercato globale degli anime è in espansione esponenziale: più della metà degli abbonati Netflix guarda anime sulla piattaforma, e la visione di anime è triplicata negli ultimi cinque anni. Questi numeri dimostrano non solo l'appetito internazionale per i contenuti giapponesi, ma anche il potere contrattuale che gli studi potrebbero esercitare se decidessero di rivolgersi direttamente ai distributori globali.
La partnership MAPPA-Netflix rappresenta un modello alternativo in cui lo studio mantiene maggiore controllo creativo e potenzialmente una quota più significativa dei profitti.
Verso un Futuro Più Equo?
La domanda che molti si pongono ora è: questa partnership segnerà davvero l'inizio di una riforma sistemica? La risposta non è semplice. Il sistema dei comitati di produzione è profondamente radicato nell'industria giapponese e ha sostenuto la produzione di anime per decenni. Tuttavia, la crescente influenza dei mercati globali e l'interesse diretto delle piattaforme di streaming potrebbero effettivamente fornire agli studi la leva necessaria per negoziare termini migliori.
Se MAPPA avrà successo con questo nuovo modello, è probabile che altri studi seguiranno l'esempio. E se, come suggerisce Shizume, vedremo una serie di successi schiaccianti nati da queste partnership dirette, la pressione per riformare il sistema tradizionale potrebbe diventare irresistibile.
Ciò che è certo è che la globalizzazione degli anime e dei manga non sta solo cambiando dove e come questi contenuti vengono consumati, ma potrebbe trasformare le fondamenta stesse di come vengono prodotti. Per un'industria che ha lottato a lungo con problemi di sfruttamento lavorativo e scarsa remunerazione dei creativi, questo potrebbe rappresentare un raggio di speranza per un futuro più equo e sostenibile.
Fonte: Automaton media