Il gruppo francese Vivendi acquisisce il 51% di Lucky Red
StudioCanal rileva il 51% della storica casa di distribuzione italiana per 26,6 milioni di euro. Occhipinti resta con il 49% e la guida operativa rimane invariata.
di Ironic74
Chi segue le uscite anime al cinema o acquista home video in Italia conosce bene il marchio Lucky Red: è uno dei nomi più familiari per chi ha visto in sala Il ragazzo e l'airone di Hayao Miyazaki o si è avvicinato al cinema d'animazione d'autore giapponese attraverso le edizioni italiane curate nei minimi dettagli. Ebbene, quella Lucky Red ha appena cambiato padrone — o meglio, ha trovato un nuovo socio di maggioranza.

L'operazione in sintesi
Pochi giorni fa, a Roma, davanti al notaio Nicola Atlante, si è consumato un passaggio societario di notevole portata. Andrea Occhipinti — fondatore di Lucky Red nel 1987, anima creativa e volto pubblico della società — ha ceduto il 40% delle proprie quote a StudioCanal, divisione cinematografica del gruppo francese Vivendi guidato da Vincent Bolloré. Contestualmente sono usciti di scena i due soci di minoranza: Valerio Scarinci ha venduto il suo 10% per 5,2 milioni di euro, Stefano Massenzi ha ceduto il residuo 1% per circa 521.000 euro.
Il risultato finale è che StudioCanal detiene ora il 51% di Lucky Red, acquistato per un totale di 26,6 milioni di euro, mentre Occhipinti conserva un solido 49% e rimane alla guida operativa della società. L'atto è stato firmato con Anne Louise Marsh, amministratrice delegata di StudioCanal.
I numeri parlano chiaro: nel 2024 Lucky Red ha chiuso il bilancio con ricavi superiori a 50 milioni di euro e un utile netto di 3,7 milioni. Solo nei primi due mesi di quell'anno la società aveva raggiunto una quota di mercato del 17% nella distribuzione nazionale, con oltre 2,3 milioni di presenze in sala e quasi 16 milioni di euro incassati al botteghino. La cosa interessante è che a far da traino a questi risultati sono stati film come Perfect Days di Wim Wenders, Past Lives di Celine Song e il già citato Il ragazzo e l'airone di Miyazaki.
Ok ma cosa cambia in sostanza?
Stando a quanto comunicato dalle parti, l'accordo è stato strutturato come una "partnership strategica" che non dovrebbe alterare né il management né le scelte creative di Lucky Red. Occhipinti resta al timone e la sua visione editoriale — che da sempre privilegia cinema d'autore, animazione di qualità e titoli festivalieri — non è destinata a mutare per effetto di questa operazione.
Sul piano pratico, l'ingresso di StudioCanal potrebbe anzi rivelarsi un vantaggio per la distribuzione dei titoli anime: la società francese dispone di una rete consolidata in tutta Europa e di capacità di gestione dei diritti su più territori e più finestre di uscita (sala, home video, piattaforme). Questo significa che i titoli acquisiti da Lucky Red potrebbero circolare con maggiore facilità a livello continentale, e che la casa italiana potrebbe avere accesso a risorse più ampie per acquisire e promuovere nuove uscite.
Il piano editoriale per il biennio 2025-2026 già prevede una line-up che spazierà dall'animazione d'autore ai restauri di classici fino alle opere festivaliere: una traiettoria coerente con il percorso degli ultimi anni.

Il contesto più ampio
L'acquisizione di Lucky Red non è un caso isolato, ma si inserisce in una tendenza strutturale ben documentata: negli ultimi dieci anni numerose realtà indipendenti dell'audiovisivo italiano sono finite nel perimetro di grandi gruppi stranieri. BIM Distribuzione è entrata nell'orbita del tedesco Wild Bunch nel 2014, Wildside è passata a Fremantle nel 2015, Cattleya è stata acquisita da ITV Studios nel 2017, Palomar è finita per il 72% nelle mani del francese Mediawan. Lucky Red era rimasta fino ad oggi una delle poche eccezioni.
Le ragioni di questa tendenza sono strutturali: produrre e distribuire contenuti di qualità nel mercato attuale richiede capitali e infrastrutture che le realtà indipendenti italiane — per quanto eccellenti sul piano creativo — faticano a costruire da sole. L'alternativa, per molte di loro, è scegliere un partner internazionale che garantisca sostenibilità finanziaria senza cancellare l'identità editoriale.
Per il pubblico anime, la sostanza cambia poco nel breve periodo: Lucky Red resta Lucky Red, con la stessa cura nella selezione dei titoli e la stessa attenzione alla qualità delle edizioni italiane. Quello che cambia è il retroterra finanziario e strategico che sorregge quelle scelte — e, almeno sulla carta, le prospettive di crescita potrebbero essere più solide di prima.
Fonte: affariitaliani
Il cinematografo