È scomparso Yoshiharu Tsuge, pioniere del gekiga e maestro del manga d'autore

L'autore di Nejishiki ci lascia a 88 anni: il suo rifiuto del successo è diventato leggenda

di Ironic74

La casa editrice giapponese Chikuma Shobo ha annunciato poche ore fa la morte di Yoshiharu Tsuge, avvenuta il 3 marzo scorso per polmonite. Il maestro aveva 88 anni.

Nato a Tokyo nel 1937, Tsuge aveva esordito nel fumetto nel 1954, avvicinandosi al medium dopo essere rimasto profondamente colpito dallo stile realistico e crudo dei manga a noleggio di Yoshihiro Tatsumi. Negli anni Sessanta collaborò brevemente anche come assistente di Shigeru Mizuki, uno dei più grandi autori dell'horror a fumetti giapponese.

 

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Tsuge è considerato uno dei padri fondatori del gekiga , un genere codificato dallo stesso Tatsumi nel 1957 per distinguere uno stile alternativo di manga: più realistico, rivolto a un pubblico adulto, lontano dall'estetica ottimistica dei fumetti per ragazzi dell'epoca. All'interno di questa corrente, Tsuge sviluppò un linguaggio narrativo del tutto personale, mescolando autobiografia, onirico e critica sociale in storie brevi di rara intensità.

La sua opera più celebre rimane Nejishiki del 1968 — pubblicata in Italia da Oblomov Edizioni nel 2018 — un racconto surreale e frammentario ambientato in un Giappone desolato del dopoguerra, nel quale un uomo vaga alla ricerca di un medico dopo essere stato morso da una medusa. Considerato un capolavoro del fumetto mondiale, Nejishiki ha segnato la nascita del manga a matrice onirica e ha rilanciato il dibattito sul valore artistico e letterario del medium in Giappone.

Tsuge è inoltre riconosciuto come il fondatore del cosiddetto metodo dell' "I-novel"  applicato al fumetto: storie in cui il confine tra autore e protagonista si assottiglia fino a scomparire, in una narrazione semi-autobiografica che anticipa molte delle tendenze del fumetto d'autore contemporaneo.

 

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Dopo anni di crisi personali e professionali — segnati anche da un tentato suicidio nel 1962 — Tsuge trovò il suo pieno compimento artistico sulle pagine della rivista d'avanguardia Garo, dove tra il 1965 e il 1970 pubblicò oltre venti storie destinate a cambiare la storia del fumetto. Nel 1987, con il racconto Betsuri (Separazione), abbandonò definitivamente il mondo del manga, ritirandosi dalla vita pubblica in un silenzio durato decenni.

La sua opera più tarda, L'uomo senza talento — serializzata tra il 1985 e il 1986 e pubblicata in Italia da Canicola Edizioni nel 2017 — è forse il suo lavoro più personale: il ritratto tragicomico di un mangaka che smette di disegnare e tenta di vivere vendendo pietre ai turisti, accompagnato da una moglie silenziosa e da un figlio piccolo. Il volume valse a Canicola il premio Gran Guinigi a Lucca Comics & Games 2017 come migliore iniziativa editoriale.

 

Nel corso della sua carriera Tsuge ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2005 fu nominato al Premio Album al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême, e nel 2017 vinse il Gran Premio dell'Associazione dei Fumettisti Giapponesi per Yume to Tabi no Sekai. Nel 2019 tornò ancora una volta tra i candidati ad Angoulême.

Con la morte di Yoshiharu Tsuge scompare uno degli autori più radicali e influenti della storia del fumetto mondiale. La sua capacità di trasformare la marginalità, il fallimento e l'inerzia in materia poetica ha lasciato un segno profondo su generazioni di autori in tutto il mondo. 


Fonte: Anime News Network



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