Kadokawa e la crisi degli isekai: quando puntare sempre sullo stesso genere diventa un boomerang

l colosso giapponese di anime e manga registra un crollo del 51% nei profitti e punta il dito contro la saturazione del mercato isekai nel suo nuovo piano strategico

di Ironic74

Kadokawa è uno dei colossi più influenti dell'intero panorama culturale giapponese: si tratta di una gigantesca holding che opera nel mondo dell'editoria, dei manga, dell'anime e dei videogiochi, responsabile di franchise importanti come Sword Art Online o Re:Zero, solo per citarne alcuni. Negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza globale anche attraverso l'acquisizione di From Software, la software house autrice di Elden Ring e Dark Souls. Nonostante questo peso specifico nell'industria, Kadokawa sta attraversando un momento difficile, e per la prima volta ha deciso di guardare in faccia le cause dei propri problemi con una franchezza sorprendente. La compagnia ha pubblicato i risultati finanziari consolidati per l'anno fiscale conclusosi a marzo 2026, e i numeri non lasciano spazio a interpretazioni: un crollo del 51,3% nell'utile operativo rispetto all'anno precedente, trascinato dal pessimo andamento del suo business principale legato all'editoria e alla creazione di IP, che ha registrato a sua volta un calo del 51,6%. Nel nuovo piano di gestione a medio termine per il periodo tra il 2026 e il 2031, Kadokawa ha indicato come una delle cause principali di questo declino l'"eccessiva dipendenza da schemi vincenti già consolidati", con un riferimento esplicito alla sovra-produzione di titoli appartenenti al generi isekai.
 
Il logo di Kadokawa



L'isekai, il genere che racconta di protagonisti trasportati in mondi fantastici paralleli, è diventato negli ultimi anni il motore commerciale dell'editoria light novel e manga giapponese, ma proprio il suo successo ha spinto le case editrici a saturare il mercato di titoli sempre più simili tra loro, sacrificando originalità e qualità sull'altare della formula sicura. Kadokawa riconosce apertamente che questo approccio ha finito per bloccare l'esplorazione di nuovi generi e soffocare i progetti più innovativi. A peggiorare le cose, la strategia di assumere più editor per aumentare il volume di pubblicazioni senza sovraccaricare il personale ha prodotto l'effetto opposto a quello desiderato, generando un'ondata di titoli privi di originalità e qualità insufficiente. Per invertire la rotta, la compagnia ha annunciato una profonda ristrutturazione della propria strategia editoriale, con criteri più severi per l'approvazione dei progetti e un nuovo organo interno, il Publication Steering Committee, istituito già nel novembre 2025 per guidare le riforme strutturali. Kadokawa ha inoltre annunciato un programma di pensionamento anticipato volontario rivolto ai dipendenti con almeno 45 anni di età e cinque anni di anzianità aziendale, attivo a partire dal 1° giugno, con incentivi economici aggiuntivi rispetto al normale trattamento di fine rapporto (QUI articolo a parte)

Fonte consultata:
Automaton media

Versione originale della notizia