Shonen Jump e il fanservice imposto: un autore rompe il silenzio dopo dieci anni

Ken Ogino, autore del manga Lady Justice cancellato nel 2015 dopo soli sedici capitoli, rivela che fu la redazione di Weekly Shonen Jump a imporre il fanservice come condizione per pubblicare una serie con protagonista femminile

di Ironic74

Nel 2015 la rivista Weekly Shonen Jump  pubblicò Lady Justice, un manga supereroico con protagonista femminile firmato da Ken Ogino, noto agli appassionati per aver disegnato l'adattamento manga di The Ossan Newbie Adventurer, serie fantasy mai pubblicata in Italia in versione cartacea ma disponibile come anime su Crunchyroll. Lady Justice, anch'essa inedita nel nostro paese, durò appena sedici capitoli prima di essere cancellata, e per anni la narrazione dominante tra i fan attribuì quel fallimento a un autore troppo concentrato sui contenuti erotici a scapito della storia. Recentemente però, dopo che un post virale su X aveva riproposto questa lettura commentando che l'autore sembrava essersi avvicinato al progetto con il solo scopo di disegnare qualcosa di provocante, salvo poi fallire, Ogino ha deciso di rispondere pubblicamente e la sua versione ha sorpreso non poco la comunità dei lettori.

 





Lady Justice racconta le avventure di Kenzaki Ameri, una liceale dotata di forza sovrumana che combatte criminali e gangste: un tema ricorrente della serie è l'imbarazzo della protagonista per il costume che si strappa durante i combattimenti mostrando generose parti del suo corpo, rendendo la lettura piuttosto ricca di fanservice. Ma secondo Ogino le cose stavano in modo molto diverso da come le ricordava il fandom. "Ho basato quest'opera sul concetto di un fumetto americano in stile giapponese, e poiché pensavo che la giapponesità equivalesse a moe, ho deciso di rendere la protagonista una supereroina femminile", ha spiegato, chiarendo però che la sua idea originale era quella di ritrarre una figura femminile tosta e determinata, con il fanservice nel ruolo di semplice elemento accessorio. Il punto cruciale della sua rivelazione è un altro: "Il reparto editoriale mi disse che se la protagonista fosse stata femmina, non avrebbero pubblicato la storia a meno che il contenuto erotico non fosse il focus principale, quindi ho accettato a malincuore". Una dichiarazione che getta una luce molto diversa sull'intera vicenda e che ha inevitabilmente riacceso il dibattito sul trattamento delle protagoniste femminili all'interno di una delle riviste manga più influenti e lette al mondo. Ogino ha concluso con una nota amara ma rivelatrice: "Sono invidioso perché Jump ora permette ai suoi creatori di rappresentare protagoniste femminili anche senza contenuti erotici", lasciando intendere come il panorama editoriale della rivista sia profondamente cambiato nel decennio trascorso. L'autore ha anche chiarito un malinteso storico che circolava da anni: non era sua intenzione competere con My Hero Academia, come molti avevano ipotizzato. Il oneshot di Lady Justice era stato pubblicato prima che la serie di Kōhei Horikoshi, edita in Italia da Star Comics, iniziasse la serializzazione, e quando quest'ultima prese il via mentre Ogino stava preparando i manoscritti per il lancio settimanale, fu un colpo tanto per lui quanto per il suo editor. 

Fonteautomaton-media.com

 



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