Il monologo della Speziale: l'autrice svela che l'ambientazione non è quella che tutti credono
Natsu Hyūga racconta i retroscena dell'opera di culto: dalle origini al primo film anime in arrivo al cinema. La sua ispirazione? Doraemon.
di Artax
Molti hanno scoperto Maomao, la giovane speziale protagonista de Il monologo della speziale, attraverso l'omonima serie anime andata in onda a partire dal 2023 e diventata rapidamente uno dei titoli più discussi e amati del fandom anime. Non tutti sanno però che prima dell'anime, prima della serie di light novel pubblicate da Square Enix e prima ancora degli adattamenti manga, Il monologo della speziale era una web novel pubblicata gratuitamente sul sito giapponese Shousetsuka ni Narou, la principale piattaforma giapponese di narrativa amatoriale, da cui sono nate decine di serie diventate poi fenomeni editoriali di prima grandezza. La sua autrice, Natsu Hyūga, è oggi una delle scrittrici di light novel più amate del momento, ma ha iniziato esattamente come migliaia di altri appassionati: scrivendo per il puro piacere di farlo, senza pensare troppo alle conseguenze.
In una recente intervista rilasciata a Scrmbl, piattaforma di intrattenimento e cultura pop giapponese, Natsu Hyūga ha raccontato le origini del fenomeno e ha chiarito alcuni degli equivoci più diffusi sulla serie. Il primo riguarda le differenze tra la versione originale pubblicata su Shousetsuka ni Narou e quella poi edita in forma di light novel: "All'inizio ho iniziato a scrivere senza pensarci troppo. Non capivo affatto come funzionasse il settore, e mi è stato detto che il mio stile andava bene così com'era. Tuttavia, una volta deciso di pubblicare la serie come light novel, volevo davvero assicurarmi che tutto fosse perfetto per l'uscita del volume." Una revisione profonda, dunque, che spiega perché chi ha letto la web novel originale e chi ha poi acquistato i volumi cartacei abbia trovato differenze non trascurabili tra le due versioni.

Il secondo equivoco, forse il più radicato tra i lettori occidentali, riguarda l'ambientazione. Molti danno per scontato che la serie sia ambientata nell'antica Cina, ma Natsu Hyūga corregge questa impressione con una precisione quasi accademica: "'Antica' è già sbagliato", precisa, "perché considererei quel periodo come l'inizio dell'età moderna. Nella storia giapponese, lo collochiamo durante e dopo il periodo Edo. È quasi 1000 anni fa, quindi 'antica' non descrive affatto la serie. Anche 'Medioevo' ci sta a malapena." L'ambientazione è dunque qualcosa di più sfumato e deliberatamente vago, a metà strada tra la ricostruzione storica e la fantasia, e l'autrice ammette senza imbarazzo di aver attinto liberamente dalla storia cinese senza pretendere di riprodurla fedelmente: "In pratica quello che ho fatto è stato prendere tutte le parti più interessanti di 1000 anni di storia cinese e riorganizzarle come meglio credevo. Rubare è esattamente quello che ho fatto. Ad esempio, ho inserito strumenti a fiato nella storia, ma il fatto è che avevano appena iniziato a diffondersi nel periodo moderno." Quella vaghezza geografica e temporale, lungi dall'essere una mancanza, è una scelta precisa che le permette di costruire un mondo coerente con le esigenze narrative senza doversi vincolare alla precisione storica. Una serie che non è ambientata nell'antica Cina, né tecnicamente in Cina, pur essendone fortemente ispirata, filtrata attraverso una sensibilità narrativa tipicamente giapponese: "Immagino sia normale, dato che sono giapponese", conclude l'autrice con la stessa leggerezza con cui ha costruito uno dei mondi fantasy più originali degli ultimi anni.

Nella stessa intervista scopriamo anche quale fosse il concept iniziale di Maomao: "Inizialmente volevo che la protagonista fosse una donna più anziana con tre figli", racconta Natsu Hyūga, ma poi ha ragionato sulle logiche di mercato: «In fin dei conti, se vuoi che la tua serie abbia un certo seguito, devi puntare su una ragazza tra i 14 e i 17 anni. Ecco perché Maomao ha 17 anni nella storia.» Forse è questo che le ha conferito quella saggezza fuori dal comune: l'età anagrafica è cambiata, ma il carattere è rimasto lo stesso. conferma l'autrice. E le trame? Accessibili a chiunque abbia almeno fatto le medie, dice: "Perché se non capisci cosa sta succedendo, non ti puoi godere la storia."
Un altro aspetto curioso riguarda i casi che Maomao risolve grazie alle sue conoscenze botaniche: spesso si basano su ricerche storiche reali. "Spesso attingo a vecchie notizie", dichiara Natsu Hyūga. "Ad esempio, quando Maomao risolve un caso che coinvolge un certo tipo di alga, si basa su un vero episodio di intossicazione alimentare. Lo stesso vale per quello con l'oleandro. Immagino che un tempo morissero in molti per avvelenamento, dato che non sapevano bene cosa fosse cosa. Questo influenza molto la mia scrittura."

Presto arriverà sui grandi schermi giapponesi primo film anime tratto dalla serie, diretto da Norihiro Naganuma. "Il team dell'anime è venuto da me con la proposta", racconta Natsu Hyūga, che ha accettato pur rimaneggiandola profondamente, occupandosi personalmente anche della scrittura dei dialoghi. L'autrice ha consegnato una prima bozza in forma di romanzo, successivamente trasformata in sceneggiatura con l'aiuto di uno sceneggiatore professionista, un processo che racconta quanto il suo coinvolgimento nel progetto sia andato ben oltre la semplice supervisione creativa.
Quando le viene chiesto quale sia stata la sua ispirazione per il film, Natsu Hyūga risponde ridendo con un nome inaspettato: Doraemon. "Doraemon di solito è una storia di vita quotidiana, ma nei film i personaggi si lanciano sempre in qualche avventura folle. L'ambientazione è fuori dal comune, ma la trama e i personaggi sono gli stessi di sempre." Lo stesso approccio è stato applicato al film de Il monologo della speziale: Maomao, solitamente sedentaria e riflessiva, si ritroverà a correre qua e là e a cacciarsi nei guai, in un'avventura che amplifica il tono della serie senza tradirne lo spirito. Un modello narrativo che rimanda anche ai film di Detective Conan, paragone tutt'altro che casuale: l'autrice e il regista Naganuma ne hanno discusso abbondantemente durante la fase di pre-produzione, trovando in quella formula collaudata un punto di riferimento ideale per costruire un'avventura cinematografica all'altezza delle aspettative dei fan.
Ricordiamo frattanto che la light novel è pubblicata in Italia per Dokusho Edizioni, che ha dato alle stampe sinora otto dei sedici volumi in corso dell'opera; il manga I Diari della speziale è invece edito da J-Pop Manga e gode delle illustrazioni di Nekokurage, mentre il manga Kusuriya no Hitorigoto - Maomao no Koukyuu Nazotoki Techou risulta tuttora inedito in Italia.Quanto alla serie animata, essa si trova disponibile anche con doppiaggio in lingua italiana su Crunchyroll, Netflix e Prime Video.
Fonte consultata:
Scrmbl