Voci clonate dall'IA: la seiyu di Shinji chiede regole urgenti al governo giapponese
Megumi Ogata: La mia voce è parte della mia identità. Non riesco davvero a capire perché qualcuno voglia farmi dire cose che non voglio dire a proprio piacimento e poi venderle come se fossero la mia voce. È straziante"
di Ironic74
"La mia voce è parte della mia identità. Non riesco davvero a capire perché qualcuno voglia farmi dire cose che non voglio dire a proprio piacimento e poi venderle come se fossero la mia voce. È straziante", ha dichiarato Ogata, aggiungendo di non poter "voltare le spalle" a questo problema. La doppiatrice ha sottolineato come la questione non si limiti alle voci, ma si estenda a tutte le forme di contenuto giapponese, comprese anime e manga: "Perché il Giappone, che si definisce una superpotenza dei contenuti, non riesce a stabilire regole per l'uso dei contenuti o a dire al mondo 'questa è la nostra politica' o 'questo è un problema per noi'?"

Non si tratta di parole dette a distanza di sicurezza dalla questione: già nel maggio di quest'anno Ogata aveva partecipato a una riunione di revisione del Ministero della Giustizia insieme ad altri doppiatori per discutere proprio di questo tema, sostenendo fin dall'inizio che "la generazione AI non autorizzata deve essere fermata". È probabile che la pressione esercitata da figure di spicco dell'industria come la Ogata abbia contribuito a spingere il governo a muovere finalmente i primi passi concreti verso la definizione di linee guida chiare a tutela dei diritti di pubblicità dei doppiatori.
Il caso della Ogata non è isolato. Come abbiamo già riportato su queste pagine, il doppiatore Kenjirō Tsuda, noto per interpretare Kento Nanami in Jujutsu Kaisen e Seto Kaiba in Yu-Gi-Oh!, ha intentato una causa legale contro i gestori di TikTok per l'uso e la monetizzazione non autorizzati della sua voce. I video in questione, realizzati con l'intelligenza artificiale per imitare la caratteristica voce profonda di Tsuda, avrebbero generato una stima di entrate mensili tra i 500.000 e i 750.000 yen, equivalenti a circa 3.100 e 4.700 dollari ovvero tra i 2.800 e i 4.300 euro al cambio attuale, in favore di chi li produceva senza aver mai chiesto il permesso al diretto interessato.
Il problema della clonazione vocale tramite IA è diventato negli ultimi anni una questione sempre più urgente in Giappone, dove i video su TikTok e altre piattaforme con voci generate artificialmente che imitano i doppiatori più famosi si moltiplicano a ritmo costante, spesso a scopo di lucro. Fino ad oggi l'assenza di un quadro giuridico specifico ha reso praticamente impossibile tutelarsi efficacemente, e la bozza di linee guida approvata dal Ministero della Giustizia rappresenta dunque un primo passo significativo, sebbene manchino ancora tempi certi per la sua traduzione in norme vincolanti.
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