La voce è identità. È con queste parole, nella sostanza, che Megumi Ogata, doppiatrice giapponese celebre soprattutto per il ruolo di Shinji Ikari in Neon Genesis Evangelion e di Makoto Naegi in Danganronpa, ha commentato il crescente problema dell'uso non autorizzato della propria voce da parte di modelli di intelligenza artificiale generativa. L'occasione è stata un'intervista rilasciata a TBS News Dig in seguito a una notizia di rilievo: il 27 luglio il Ministero della Giustizia giapponese ha approvato la prima bozza di linee guida che potrebbero finalmente proteggere le voci dei doppiatori sotto il diritto di pubblicità, rendendo la clonazione vocale non autorizzata tramite IA e la sua monetizzazione online una potenziale violazione di legge, in modo analogo a quanto già avviene per l'uso non autorizzato dell'immagine o del nome di un personaggio pubblico in pubblicità.
"La mia voce è parte della mia identità. Non riesco davvero a capire perché qualcuno voglia farmi dire cose che non voglio dire a proprio piacimento e poi venderle come se fossero la mia voce. È straziante", ha dichiarato Ogata, aggiungendo di non poter "voltare le spalle" a questo problema. La doppiatrice ha sottolineato come la questione non si limiti alle voci, ma si estenda a tutte le forme di contenuto giapponese, comprese anime e manga: "Perché il Giappone, che si definisce una superpotenza dei contenuti, non riesce a stabilire regole per l'uso dei contenuti o a dire al mondo 'questa è la nostra politica' o 'questo è un problema per noi'?"

Non si tratta di parole dette a distanza di sicurezza dalla questione: già nel maggio di quest'anno Ogata aveva partecipato a una riunione di revisione del Ministero della Giustizia insieme ad altri doppiatori per discutere proprio di questo tema, sostenendo fin dall'inizio che "la generazione AI non autorizzata deve essere fermata". È probabile che la pressione esercitata da figure di spicco dell'industria come la Ogata abbia contribuito a spingere il governo a muovere finalmente i primi passi concreti verso la definizione di linee guida chiare a tutela dei diritti di pubblicità dei doppiatori.
Il caso della Ogata non è isolato. Come abbiamo già riportato su queste pagine, il doppiatore Kenjirō Tsuda, noto per interpretare Kento Nanami in Jujutsu Kaisen e Seto Kaiba in Yu-Gi-Oh!, ha intentato una causa legale contro i gestori di TikTok per l'uso e la monetizzazione non autorizzati della sua voce. I video in questione, realizzati con l'intelligenza artificiale per imitare la caratteristica voce profonda di Tsuda, avrebbero generato una stima di entrate mensili tra i 500.000 e i 750.000 yen, equivalenti a circa 3.100 e 4.700 dollari ovvero tra i 2.800 e i 4.300 euro al cambio attuale, in favore di chi li produceva senza aver mai chiesto il permesso al diretto interessato.
Il problema della clonazione vocale tramite IA è diventato negli ultimi anni una questione sempre più urgente in Giappone, dove i video su TikTok e altre piattaforme con voci generate artificialmente che imitano i doppiatori più famosi si moltiplicano a ritmo costante, spesso a scopo di lucro. Fino ad oggi l'assenza di un quadro giuridico specifico ha reso praticamente impossibile tutelarsi efficacemente, e la bozza di linee guida approvata dal Ministero della Giustizia rappresenta dunque un primo passo significativo, sebbene manchino ancora tempi certi per la sua traduzione in norme vincolanti.
Fonte consultata:
Automaton media
"La mia voce è parte della mia identità. Non riesco davvero a capire perché qualcuno voglia farmi dire cose che non voglio dire a proprio piacimento e poi venderle come se fossero la mia voce. È straziante", ha dichiarato Ogata, aggiungendo di non poter "voltare le spalle" a questo problema. La doppiatrice ha sottolineato come la questione non si limiti alle voci, ma si estenda a tutte le forme di contenuto giapponese, comprese anime e manga: "Perché il Giappone, che si definisce una superpotenza dei contenuti, non riesce a stabilire regole per l'uso dei contenuti o a dire al mondo 'questa è la nostra politica' o 'questo è un problema per noi'?"

Non si tratta di parole dette a distanza di sicurezza dalla questione: già nel maggio di quest'anno Ogata aveva partecipato a una riunione di revisione del Ministero della Giustizia insieme ad altri doppiatori per discutere proprio di questo tema, sostenendo fin dall'inizio che "la generazione AI non autorizzata deve essere fermata". È probabile che la pressione esercitata da figure di spicco dell'industria come la Ogata abbia contribuito a spingere il governo a muovere finalmente i primi passi concreti verso la definizione di linee guida chiare a tutela dei diritti di pubblicità dei doppiatori.
Il caso della Ogata non è isolato. Come abbiamo già riportato su queste pagine, il doppiatore Kenjirō Tsuda, noto per interpretare Kento Nanami in Jujutsu Kaisen e Seto Kaiba in Yu-Gi-Oh!, ha intentato una causa legale contro i gestori di TikTok per l'uso e la monetizzazione non autorizzati della sua voce. I video in questione, realizzati con l'intelligenza artificiale per imitare la caratteristica voce profonda di Tsuda, avrebbero generato una stima di entrate mensili tra i 500.000 e i 750.000 yen, equivalenti a circa 3.100 e 4.700 dollari ovvero tra i 2.800 e i 4.300 euro al cambio attuale, in favore di chi li produceva senza aver mai chiesto il permesso al diretto interessato.
Il problema della clonazione vocale tramite IA è diventato negli ultimi anni una questione sempre più urgente in Giappone, dove i video su TikTok e altre piattaforme con voci generate artificialmente che imitano i doppiatori più famosi si moltiplicano a ritmo costante, spesso a scopo di lucro. Fino ad oggi l'assenza di un quadro giuridico specifico ha reso praticamente impossibile tutelarsi efficacemente, e la bozza di linee guida approvata dal Ministero della Giustizia rappresenta dunque un primo passo significativo, sebbene manchino ancora tempi certi per la sua traduzione in norme vincolanti.
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Automaton media
I collegamenti a Mangayo fanno parte di un programma di sponsorizzazione.
Il problema iniziale più grande è stato rendere accessibile a tutti questo tipo di tecnologia insieme al fatto di non averla regolamentata immediatamente. E invece nessuna regolamentazione, free for all per l'utilizzo sfrenato senza che nessuno dica nulla se non per vie legali che poi si protrarranno per chissà quanti anni con ulteriori spese legali.
Ma l'AI... ahhhh l'AI aiuterà tutti anche nell'animazione... poveri coloro non riescono a guardare oltre il proprio naso, gli stessi che stanno facendo sprofondare l'intero mondo artistico in un'abisso di letame per avere tutto gratis e magari lucrandoci pure sopra in maniera assolutamente illegale oltre che immorale semplicemente digitando una manciata di prompt, che schifo.
Totalmente d'accordo con te.
E aggiungo: mi chiedo quanto di tutto questo caos NON sia stato già previsto. Anche perché tu non dai in giro gratis a chiunque una cosa che a te costa tantissimo.
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