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Penso sia importante avere diverse fonti di informazione per mantenere un equilibrio".
"I mangaka giapponesi disegnano per i lettori giapponesi. Proprio perché non conosciamo il resto del mondo, ci dedichiamo a rappresentare con cura la vita quotidiana e le emozioni sottili del Giappone. Credo sia importante mantenere questo approccio
Probabilmente perché hanno realizzato da poco quanto i manga e anime possano diventare mainstream anche all’estero, e molti si stanno accorgendo di come molte cose che prima erano molto comuni o comunque non viste come un problema in Giappone, nel pubblico mainstream americano “fanno scandalo”, vedasi qualsiasi personaggio “arrapato” o sessualizzazione dei personaggi femminili. Che, ad essere onesti, non sarebbero una gran perdita considerando che spesso peggiorano l’opera, ma se un autore ce li vuole mettere ben venga, non è niente di illegale o offensivo se lo fai bene.Mi spiegate una cosa: Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)? In fin dei conti, con i "manga per giapponesi" non avete certo avuto una brutta accoglienza...
Probabilmente perché hanno realizzato da poco quanto i manga e anime possano diventare mainstream anche all’estero, e molti si stanno accorgendo di come molte cose che prima erano molto comuni o comunque non viste come un problema in Giappone, nel pubblico mainstream americano “fanno scandalo”, vedasi qualsiasi personaggio “arrapato” o sessualizzazione dei personaggi femminili. Che, ad essere onesti, non sarebbero una gran perdita considerando che spesso peggiorano l’opera, ma se un autore ce li vuole mettere ben venga, non è niente di illegale o offensivo se lo fai bene.Mi spiegate una cosa: Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)? In fin dei conti, con i "manga per giapponesi" non avete certo avuto una brutta accoglienza...
Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)?
Posso ricordarvi il successo dell'Attacco dei Giganti? Quanto fan-service ha?
Quella in generale è la lamentela più “uniforme”, ma c’è anche chi si lamenta dello stile di disegno, dei personaggi (e del termine) “trap”, addirittura ho visto lamentele sul tono di voce delle doppiatrici perché è “troppo acuto e infantile”.Quindi il "problema" è due t*tt* in meno?
Mi spiegate una cosa: Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)? In fin dei conti, con i "manga per giapponesi" non avete certo avuto una brutta accoglienza...
Grande maestra con MAO sta disegnando un nuovo capolavoro... purtroppo ormai è incompresa: secondo me dire vecchio non significa necessariamente sorpassato
Mi spiegate una cosa: Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)? In fin dei conti, con i "manga per giapponesi" non avete certo avuto una brutta accoglienza...
Per il resto concordo su molto di quanto sostiene; anche se ammetto l'IA solo come spunto di ispirazione e punto di partenza per un lavoro creativo (umano). Quanto al digitale, probabilmente non è avezza ad usarlo, ma non è mai stato un problema.
Grande maestra con MAO sta disegnando un nuovo capolavoro... purtroppo ormai è incompresa: secondo me dire vecchio non significa necessariamente sorpassato
Non solo: mi permetto di aggiungere che apprezzo moltissimo che continui a disegnare a mano, con retini e acquarelli.
Questo dilagare del digitale ha reso sicuramente il lavoro più comodo per i mangaka (possibilità di correggere velocemente gli errori, possibilità di lavorare in più persone sulla stessa tavola contemporaneamente, velocità nelle spedizioni delle tavole alle case editrici, ecc), ma ha anche inevitabilmente appiattito tutti i tratti, e dà un'idea di "pulito" che però è il pulito di una sala operatoria: freddo e senza sentimento.
La differenza con delle tavole degli anni '70, '80 o '90 è impietosa.
Mi spiegate una cosa: Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)? In fin dei conti, con i "manga per giapponesi" non avete certo avuto una brutta accoglienza...
Per il resto concordo su molto di quanto sostiene; anche se ammetto l'IA solo come spunto di ispirazione e punto di partenza per un lavoro creativo (umano). Quanto al digitale, probabilmente non è avezza ad usarlo, ma non è mai stato un problema.
Fondamentalmente perchè il manga sta sfondando sul mercato Nord Americano, stracciando tutti gli altri comics. Questo grazie anche alla scoperta degli anime sulle piattaforme streaming. Un mercato dalle enormi potenzialità che gli stessi editori giapponesi stanno gestendo in prima persona.
Mi spiegate una cosa: Com'è che ultimamente si parla così tanto della possibilità di creare manga specificatamente rivolti al mercato internazionale (ed anche che cosa avrebbero si specifico)? In fin dei conti, con i "manga per giapponesi" non avete certo avuto una brutta accoglienza...
Per il resto concordo su molto di quanto sostiene; anche se ammetto l'IA solo come spunto di ispirazione e punto di partenza per un lavoro creativo (umano). Quanto al digitale, probabilmente non è avezza ad usarlo, ma non è mai stato un problema.
Fondamentalmente perchè il manga sta sfondando sul mercato Nord Americano, stracciando tutti gli altri comics. Questo grazie anche alla scoperta degli anime sulle piattaforme streaming. Un mercato dalle enormi potenzialità che gli stessi editori giapponesi stanno gestendo in prima persona.
Comunque i giapponesi (ma varrebbe per qualsiasi paese) devono analizzare molto bene la situazione, perchè è tutto MOLTO ipotetico che dando impronte diverse alle opere guadagni "clienti", al contrario rischi di perderli se lo snaturi togliendo elementi che le caratterizzano e piacciono.
ma al momento non stanno snaturando nulla, a dominare le classifiche dei fumetti americane sono chansaw man e jujutsu kaisen...e in piu' stanno arrivando tanti manga mai pubblicati li tra cui ashita no joe
a dominare le classifiche dei fumetti americane sono chansaw man e jujutsu kaisen...e in piu' stanno arrivando tanti manga mai pubblicati li tra cui ashita no joe
a dominare le classifiche dei fumetti americane sono chansaw man e jujutsu kaisen...e in piu' stanno arrivando tanti manga mai pubblicati li tra cui ashita no joe
Vero, infatti se continuano così non ci sono particolari problemi. Quelli nascerebbero se pensassero di adeguarsi per l'appunto alle "policy" di varie grosse aziende d'intrattenimento americane, che non permetterebbero assolutamente tante cose che invece sono parte integrante della cultura del manga, ma visto quanto piacciono per l'appunto storie come CM e JK da quelle parti, tanto per cambiare si darebbero così molto probabilmente la zappa sui piedi da soli.
L' americanizzare opere giapponesi e' stato un retaggio degli anni 90 che non ha avuto neanche tanto successo, Power rangers a parte.
L' americanizzare opere giapponesi e' stato un retaggio degli anni 90 che non ha avuto neanche tanto successo, Power rangers a parte.
Ma quali altre operazioni di "americanizzazione" ci sono state oltre i PR?
Non parlo di fusioni di più serie o di adattamenti alla "Licia e le cotolette" di cui temo che noi italiani siamo stati "maestri".
L'occidentalizzazione passata era più un "nascondere" per quanto possibile tutti i riferimenti asiatici (vuoi per motivazioni puerili di comprensibilità o di velato razzismo), a meno di non prendere le opere nipponiche che già avevano ambientazioni occidentali o erano tratte da opere letterarie occidentali (che non credo i giapponesi facessero puntando di venderle all'estero).
e i vari tentativi di realizzare versioni loro di sailor Moon e dei Cavalieri.
"I mangaka giapponesi disegnano per i lettori giapponesi. Proprio perché non conosciamo il resto del mondo, ci dedichiamo a rappresentare con cura la vita quotidiana e le emozioni sottili del Giappone. Credo sia importante mantenere questo approccio"
Sì ma sono comunque quasi tutte opere fantasy che strizzano molto più l’occhio a un pubblico giapponese rispetto a quelle fatte da occidentali (Personaggi come Sanji sono principalmente in opere giapponesi, l’eccessiva “drammaticità” di Jojo è anche quella molto giapponese, il combat system di HxH prende molto ispirazione da Jojo che è un prodotto che, almeno ai tempi, aveva sfondato in Giappone ma non all’estero…)Non sono molto d'accordo con questa affermazione.
A mio parere i manga da sempre strizzano l'occhio anche al pubblico occidentale, basti pensare che alcune tra le opere più popolari di sempre come One Piece, Berserk, JoJo, FMA, AoT, HxH, Ken, ecc., hanno un setting fantasy o storico-fantasy di ispirazione occidentale.
Tra l'altro questa frase denota anche una certa chiusura mentale, se non si conosce qualcosa in quanto distante dalla propria cultura, basta studiare e documentarsi, come ha fatto Yukimura con Vinland Saga. Il manga, infatti, offre una rappresentazione accurata dal punto di vista culturale e politico di un periodo storico, quello dell'epopea vichinga, molto distante dalla cultura giapponese.
Uno dei motivi per cui non apprezzo i manga odierni è che la nuova generazione di mangaka, rispetto a quella precedente, tende a realizzare opere più nippocentriche. È come se ci fosse una certa pigrizia intellettuale di uscire dalla comfort zone della propria quotidianità. Ovviamente le eccezioni, come TPN, Frieren, Made in Abyss, ci sono sempre, ma trovo che siano più rare rispetto al passato.
EDIT: una certa influenza statunitense nel mondo dei manga la noto nel crescente numero di opere a tema supereroistico, a cui il successo di MHA ha dato sicuramente un contributo notevole, e in quelle con protagonisti sicari e/o assassini, nelle quali è preponderante la presenza di armi da fuoco, rispetto alle storie classiche giapponesi aventi come protagonisti spadaccini e/o esorcisti.
Tra l'altro questa frase denota anche una certa chiusura mentale, se non si conosce qualcosa in quanto distante dalla propria cultura, basta studiare e documentarsi
È come se ci fosse una certa pigrizia intellettuale di uscire dalla comfort zone della propria quotidianità.
una certa influenza statunitense nel mondo dei manga la noto nel crescente numero di opere a tema supereroistico
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A mio parere i manga da sempre strizzano l'occhio anche al pubblico occidentale
In generale i giapponesi hanno sempre fatto opere per i giapponesi, poi che qualcuno di loro abbia voluto scrivere manga con un’impronta più “occidentale” come Berserk o appunto Vinland Saga non toglie che l’abbiano voluto fare sempre con lo stesso pubblico in mente (anche perché vent’anni fa erano pochissimi i manga ad aver avuto un successo considerevole all’estero).
E anche in manga chiaramente molto ispirati dai comics americani come MHA si vede tantissimo quanto poi, alla fin fine, non sia comunque una “cornice” per una classica storia da manga (setting scolastico, protagonista “debole” con un grande sogno, battaglie con poteri “alla jojo” e così via). Non che ci sia niente di sbagliato nel farlo, ma secondo me è così.
In più, personalmente non lo vedo affatto questo “nippocentrismo” nelle opere moderne, anzi. O meglio, dipende dal genere: le romcom o in generale gli slice of life sono molto più “giapponesi”, ma i fantasy (e supernatural) sono molto influenzati dall’occidente, a che opere ti riferisci, per esempio?
a prescindere dal periodo storico nel quale si svolgono, hanno tutte un setting giapponese.
"I mangaka giapponesi disegnano per i lettori giapponesi. Proprio perché non conosciamo il resto del mondo, ci dedichiamo a rappresentare con cura la vita quotidiana e le emozioni sottili del Giappone. Credo sia importante mantenere questo approccio"
Non sono molto d'accordo con questa affermazione.
A mio parere i manga da sempre strizzano l'occhio anche al pubblico occidentale, basti pensare che alcune tra le opere più popolari di sempre come One Piece, Berserk, JoJo, FMA, AoT, HxH, Ken, ecc., hanno un setting fantasy o storico-fantasy di ispirazione occidentale.
Tra l'altro questa frase denota anche una certa chiusura mentale, se non si conosce qualcosa in quanto distante dalla propria cultura, basta studiare e documentarsi, come ha fatto Yukimura con Vinland Saga. Il manga, infatti, offre una rappresentazione accurata dal punto di vista culturale e politico di un periodo storico, quello dell'epopea vichinga, molto distante dalla cultura giapponese.
Uno dei motivi per cui non apprezzo i manga odierni è che la nuova generazione di mangaka, rispetto a quella precedente, tende a realizzare opere più nippocentriche. È come se ci fosse una certa pigrizia intellettuale di uscire dalla comfort zone della propria quotidianità. Ovviamente le eccezioni, come TPN, Frieren, Made in Abyss, ci sono sempre, ma trovo che siano più rare rispetto al passato.
EDIT: una certa influenza statunitense nel mondo dei manga la noto nel crescente numero di opere a tema supereroistico, a cui il successo di MHA ha dato sicuramente un contributo notevole, e in quelle con protagonisti sicari e/o assassini, nelle quali è preponderante la presenza di armi da fuoco, rispetto alle storie classiche giapponesi aventi come protagonisti spadaccini e/o esorcisti.
Ah intendevi come setting, io pensavo più alle tematiche.Ad esempio, le principali hit commerciali a tema battle/action degli ultimi anni, Demon Slayer, Jujutsu Kaisen, MHA, Chainsaw Man e Tokyo Revengers, a prescindere dal periodo storico nel quale si svolgono, hanno tutte un setting giapponese.
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