Nao Hirasawa delinea un panorama produttivo in cui gli studi più grandi possono diventare ancora più grandi mentre i piccoli lottano per sopravvivere.
Sembra che la crescente disparità stia tagliando fuori il gradino più basso delle società di produzione di anime, rendendo la loro esistenza insostenibile; ma d'altro canto vediamo come i livelli superiori sono sempre più dipendenti dal capitale straniero e dall’appeal del mercato di massa per recuperare i costi in modo meno rischioso. Siamo davanti ad un circolo vizioso, perché se ai piani alti si punta a budget sempre maggiori, vediamo che ai piani bassi i piccoli e neonati studi subappaltatori falliscono sempre di più e vanno in bancarotta.
Il mercato straniero però è più esigente e pretende anime di qualità sempre più alta. Produrre titoli che soddisfino sia l’efficacia in termini di prezzo che la domanda globale è sempre più difficile e anche i grandi studi faticano a rimanere a galla.
Quindi si tagliano le produzioni a basso budget e bassa qualità e ci si concentra sui produzioni ad alto budget e si segue il pubblico sempre più esigente che non si accontenta del powerpoint.
Non ci vedo nulla di male anzi proprio il contrario, volenti o nolenti la gente si è costantemente lamentata della sovrapproduzione nel mercato giapponese e adesso si vede come la macchina produttiva si sta rimodulando con le pretese di avere serie sempre più di qualità e sempre meno prodotti usa e getta da cesto del supermercato.
non andrebbero proprio prodotti. Non sto dicendo che debbano essere di miglior qualità, ma proprio che non dovrebbero esserci quelle produzioni minori che poi portavano alle serie PowerPoint e decenni fa permettevano di far galleggiare finanziariamente gli studi più piccoli.Gli anime PowerPoint sono una conseguenza, perché il budget è quello che è.
le puoi chiamare via di mezzo, ma erano sempre causa della sovrapproduzione del mercato e per diretta conseguenza anche dello sfruttamento dei lavoratori che erano impiegati in quelle serie.Prima dell' espansione nel mercato globale c'erano più vie di mezzo che permetteva anche chi non aveva diritti sulle ip di guadagnare abbastanza per crescere fino ad entrare nei comitati di produzione dove ci sono i veri soldi.
non riporto quello che ha detto, per quello è sufficiente leggere l’articolo, riporto quelle che sono le mie conclusioni rispetto alla fotografia che è stata proposta.Non è assolutamente quello che ha detto
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Quindi si tagliano le produzioni a basso budget e bassa qualità e ci si concentra sui produzioni ad alto budget e si segue il pubblico sempre più esigente che non si accontenta del powerpoint.
Non ci vedo nulla di male anzi proprio il contrario, volenti o nolenti la gente si è costantemente lamentata della sovrapproduzione nel mercato giapponese e adesso si vede come la macchina produttiva si sta rimodulando con le pretese di avere serie sempre più di qualità e sempre meno prodotti usa e getta da cesto del supermercato.