Ecco si, anche lì Netflix c'entra il giusto, è stata la SABAN a cambiare tutto e chiamarlo Glitter Force (esattamente come ha sempre fatto con i Super Sentai che ha trasformato in Power Rangers) e poi ha rivenduto al colosso streaming.Intanto, Smile PreCure grida ancora vendetta.
li ci vuole il licenziatario che sappia quello che stia facendo e crei una collaborazione tra le parti. Poi ti ritrovi i 2 opposti tipo Dandadan con mille mila doppiaggi e Daima con 1 doppiaggio fatto e non ancora rilasciato dopo 1 anno e mezzoSe questa strada porterà a più prodotti di qualità e, magari, anche localizzati ben venga. Speriamo che questa strategia porti anche alla sparizione dei doppi/tripli doppiaggio. La collaborazione, con questa "nuova" politica Giapponese di "vendere un po' a tutti", è una soluzione percorribile ed in alcuni casi inevitabile, sono certo che anche quando arriverà in Italia ADN si ripresenterà la stessa situazione con gli editori nostrani (e quindi qualche collaborazione, a mo' di Netflix, dovrà uscire fuori).
Si certo, ma se una delle parti è anche il licenziatario (o comunque fa parte di una sorta di comitato di produzione), come in molti casi in futuro sarà Netflix, i tempi si dimezzeranno e ci saranno sempre più produzioni in simulcast/simuldub internazionale.li ci vuole il licenziatario che sappia quello che stia facendo e crei una collaborazione tra le parti. Poi ti ritrovi i 2 opposti tipo Dandadan con mille mila doppiaggi e Daima con 1 doppiaggio fatto e non ancora rilasciato dopo 1 anno e mezzo
Nel caso di Akane Banashi è possibile che, la Yamato Video, sia stata "costretta" a doppiare in tempi brevi perché il licenziatario aveva stipulato un accordo con Netflix (Akane-banashi compariva insieme a Kagurabachi in un video di Netflix del Japan Expo di un anno fa) che prevedeva anche il doppiaggio in varie lingue. Poi, visti i moltissimi titoli in comune con ADN (e che Yamato potrebbe aver acquisito proprio tramite quest'ultima), è possibile che a fine anno, data ipotetica dell'arrivo di ADN in Italia, anche altri doppiaggio YV dovranno andare su quella piattaforma, quindi, Di Sanzo, avrà poco da rosicare (sempre che lo faccia, anche perché ormai è il mercato che lo impone e, comunque, sono soldi che entrano in qualche modo).Perché loro sono forti di essere un portale generalista. E quindi sanno che la gente a cui si rivolge non andrà su canali di nicchia con programmazione lineare, e di conseguenza per loro collaborare vuol dire semplicemente pagare meno per avere lo stesso risultato, e son tutti contenti (tranne di sanzo che rosica)
Si certo, ma se una delle parti è anche il licenziatario (o comunque fa parte di una sorta di comitato di produzione), come in molti casi in futuro sarà Netflix, i tempi si dimezzeranno e ci saranno sempre più produzioni in simulcast/simuldub internazionale.li ci vuole il licenziatario che sappia quello che stia facendo e crei una collaborazione tra le parti. Poi ti ritrovi i 2 opposti tipo Dandadan con mille mila doppiaggi e Daima con 1 doppiaggio fatto e non ancora rilasciato dopo 1 anno e mezzo
Questo meccanismo recentemente si è già "visto" e mi ricollego all'ultima parte di questo post:Nel caso di Akane Banashi è possibile che, la Yamato Video, sia stata "costretta" a doppiare in tempi brevi perché il licenziatario aveva stipulato un accordo con Netflix (Akane-banashi compariva insieme a Kagurabachi in un video di Netflix del Japan Expo di un anno fa) che prevedeva anche il doppiaggio in varie lingue. Poi, visti i moltissimi titoli in comune con ADN (e che Yamato potrebbe aver acquisito proprio tramite quest'ultima), è possibile che a fine anno, data ipotetica dell'arrivo di ADN in Italia, anche altri doppiaggio YV dovranno andare su quella piattaforma, quindi, Di Sanzo, avrà poco da rosicare (sempre che lo faccia, anche perché ormai è il mercato che lo impone e, comunque, sono soldi che entrano in qualche modo).Perché loro sono forti di essere un portale generalista. E quindi sanno che la gente a cui si rivolge non andrà su canali di nicchia con programmazione lineare, e di conseguenza per loro collaborare vuol dire semplicemente pagare meno per avere lo stesso risultato, e son tutti contenti (tranne di sanzo che rosica)
Se questa strada porterà a più prodotti di qualità e, magari, anche localizzati ben venga. Speriamo che questa strategia porti anche alla sparizione dei doppi/tripli doppiaggio. La collaborazione, con questa "nuova" politica Giapponese di "vendere un po' a tutti", è una soluzione percorribile ed in alcuni casi inevitabile, sono certo che anche quando arriverà in Italia ADN si ripresenterà la stessa situazione con gli editori nostrani (e quindi qualche collaborazione, a mo' di Netflix, dovrà uscire fuori).
Sempre se lo farà.Vorrei capire con che pretese ADN si inserisce nel mercato italiano…
Per vedere abbreviati i tempi e multiplicati i doppiaggi ci vorrebbe una volontà molto forte da parte del licenziatario principale, cosa che per ora tranne casi rari stenta ad arrivare. E non parlo di quelle 2 serie grandi che tanto comunque sarebbero sicuramente arrivate in ogni caso, ma tutti quei prodotti che stanno poco sotto o nel mezzo che adesso finiscono nel calderone di Cruchyroll.Si certo, ma se una delle parti è anche il licenziatario (o comunque fa parte di una sorta di comitato di produzione), come in molti casi in futuro sarà Netflix, i tempi si dimezzeranno e ci saranno sempre più produzioni in simulcast/simuldub internazionale.
Questo meccanismo recentemente si è già "visto" e mi ricollego all'ultima parte di questo
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