Ho visto quasi tutta la trasmissione, esclusi forse gli ultimi venti minuti. L'articolo giustamente parte da una premessa: il target è il generico spettatore che di Giappone non sa quasi nulla. Questo era abbastanza scontato. Quindi ci può stare il mostrare dei luoghi classici, creare l'aggancio con le sigle di vecchi anime e tutta quella lista di cose che l'appassionato medio già conosce.
Però io mi chiedo: la voluta semplicità giustifica certa superficialità?
La maggior parte delle pronunce erano sbagliate e nel 2026 non serve pagare un traduttore in carne e ossa per farsi spiegare dove bisogna mettere un accento. Basta inserire la parola su Google Translate o su Deepl e il sintetizzatore ti restituisce un risultato preciso penso nel 99% dei casi.
Parli di Giappone e in sottofondo metti canzoni anglofone, escluse forse un paio di eccezioni. È evidente che non avevano nulla in archivio e non hanno voluto sborsare.
Alcune cose però io le ho trovate gravi. Accostare il pachinko ai gachapon o agli ufo catcher proprio no, questo è superficiale oltremodo. È gioco d'azzardo ed è anche un problema, io li ho visti con i miei occhi i tipi stralunati in fila alle 9 del mattino (!) aspettare che la sala aprisse. Parlare di straordinari fuori scala per gli impiegati e non sottolineare che per il troppo lavoro si muore, ci hanno coniato anche un termine.
Anche se il target della trasmissione è l'italiano medio, questo non giustifica fornire informazioni gravemente erronee. Non essere lo spettatore designato non dovrebbe equivalere a essere indulgenti di fronte a questi contenuti mediocri. E non mi riferisco solo a questa trasmissione o a contenuti sul Giappone in generale. Al netto della capacità narrativa di Angela (e anche qui.. se avessi bevuto uno shottino ogni volta che ha detto "letteralmente" sarei cappottato) bisogna analizzare il contenuto per quello che davvero è: a me è sembrata solo l'ennesimo video/reel su informazioni generiche sul Giappone apparecchiato per il pubblico di Rai1. Semplicità non significa superficialità, tantomeno negligenza. Me lo aspetto da PincoPallinoInGiappone che dopo un paio di viaggi di gruppo si inventa content creator, non dal servizio pubblico.
Una trasmissione scritta in maniera pigra e parziale. Ma ormai ho la convinzione che la mediocrità di certi contenuti sia largamente accettata - non è ovviamente il caso dell'articolo di AnimeClick che anzi fa il contrario - e si abbia paura a criticare con coscienza. Peccato, occasione persa.
Anche perchè su facebook ci hanno appena accusati di aver fatto un articolo da poveretti perchè ci siamo attaccati a qualche pronuncia sbagliata![]()
Come dici giustamente te, ci sta anche altro poi lascio a voi giudicarne la gravità al netto della vostra sensibilità e di quello che vi aspettavate dalla puntata
Le pronunce temo interessino solo chi vuole parlare il giapponese (e tuttavia ho notato il lodevole sforzo di sincopare le u di alcune parole).
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