Inoltre continuiamo a dire "isekai", ma molti in realtà sono fantasy normali.
Era ovvio che prima o poi sarebbe successo, gli isekai e anche il soggetto-fratello (tizio cacciato dal party perchè sembra il più debole mentre invece è il più forte) sono ormai troppi e davvero in tutte le salse, ci manca solo la serie sul camion che investe i protagonisti per mandarli in un altro mondo^^.
Per forza gli isekai sono in crisi: sono tutti uguali.
Il tizio che dopo una vita squallida si rincarna in un giovane eroe amato e riverito da tutti, oppure la ragazza giovane mancata improvvisamente che diventa la villainess del suo media preferito e si comporta bene per il bad ending.
Io amavo gli Isekai ancora prima che esistesse un termine per definirli... da bambina se trovavo un libro in cui il/la protagonista che viveva nell'epoca moderna veniva trasportato/a per varie ragioni in altre epoche o mondi fantastici con paladini, castelli ecc. ero al settimo cielo...
Questa mia passione si è poi trasferita anche ai manga del genere, però diciamo che per riuscire a stufarmi ho operato una scelta accurata e ne ho selezionato giusto qualcuno (da alternare ad altre tipologie) così non mi è mai venuto a noia...
Ad es. per adesso seguo solo "Final Fantasy Lost Stranger" e "How to Win My Husband Over"...
per dire, non ho mai neanche iniziato "Frieren" perchè sapevo già che ci avrei trovato troppi luoghi comuni. Concendendomeli col contagocce riesco ad apprezzarli ma capsico che se uno ne acquista tanti poi finiscono per sembrare tutti uguali.
("Mao" può definirsi Isekai?! Non lo so, nel caso aggiungo anche quello. Diciamo che parlo in generale della roba fantasy con viaggi nel tempo e i soliti cliché del genere...).
Parlando di manga, ho notato una cosa: quando si ha una buona idea te la copiano subito e quindi escono decine di prodotti molti simili in poco tempo (e non vale solo per gli isekai).
Ne ho visti di tutti i tipi (di quello che combatte con un dildo, a quello che manipola una parte del corpo femminile, a quelli che lavorano per gli isekai, al torneo di isekai, a quello che voleva vendicarsi delle ragazze che lo avevano rifiutato andando con le loro madri, al più bello della madre che credeva che il figlio scomparso fosse andato in un isekai).
(Ma non ho mai visto uno dove si spiega che fine fanno le persone di cui prendono il posto).
"Isekai" è solo un'idea, dietro puoi crearci l'infinito basta un po' di fantasia, se fatto bene neanche te ne accorgi che lo sia. Quando c'erano El Hazard, Rayearth e pochi altri chi poteva mai pensare che fosse un'idea mediocre?
Preferiscono seguire buone idee peggiorandole, questo dovrebbe venire fortemente disincentivato, è parte integrante del declino del genere.
E dire che trasportare o reincarnare qualcuno in un altro mondo è un incipit che darebbe un sacco di spunti interessanti e anche maturi, che però puntualmente non vengono MAI trattati, o se succede viene fatto con superficialità e faciloneria.
Sì, lo puoi leggere (link sopra), ma era anche un esempio, il discorso è più complesso e non è solo un problema di scelta dei generi ma un mix che va dal calo generalizzato delle vendite, aumento dei titoli, strategia di marketing, promozione non a fuoco ecc ecc.Dall'articolo non mi è chiaro, ma nel comunicato dell'azienda si faceva esplicitamente riferimento agli isekai o solo all'"eccessiva dipendenza da schemi vincenti già consolidati"?
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