Non sono mai delle operazioni molto felici i live action. Ma non dubito che tra il pubblico femminile, soprattutto nipponico, ci sia un positivo riscontro.
Non sono mai delle operazioni molto felici i live action. Ma non dubito che tra il pubblico femminile, soprattutto nipponico, ci sia un positivo riscontro.
Perdonami, ma a mio parere di infelice qui c'è solo il tuo parere, che per come è stato scritto (magari sbaglio, nel qual caso ti chiedo gentilmente di specificare cosa intendevi) io lo interpreto così:
1) generalizzare e banalizzare, come di consueto, su una realtà invero molto complessa. Mettiamo sullo stesso piano live action giapponesi e americani, che partono da basi diverse, si prefiggono scopi completamente diversi e puntano a un tipo di audience ancora diverso? Vogliamo gettare discredito su autori e registi come Kore'eda che toh, anch'essi lavorano sui live action (si veda il progetto su Look Back o Little Sister, solo per citare due nomi)? Vogliamo porre sullo stesso piano serie educative della NHK ad altre destinate a casalinghe disperate, o ancora paragonare progetti cinematografici come Rurouni Kenshin che hanno ricevuto plauso a livello globale, accanto a drama che vengono prodotti con zero budget (e i risultati chiaramente 'si vedono')?
Come possiamo, mi chiedo, ridurre queste e mille altre specifiche con un semplice "mai operazioni felici"?
2) indicare che il pubblico femminile (nipponico e non solo, tu specifichi) sia obiettivamente incapace di individuare la qualità di un prodotto, visto che può farsi andar bene delle 'operazioni infelici come i live action'. Immagino che invece il pubblico maschile può puntare esclusivamente a serie o film di massima qualità, di certo non può accontentarsi di niente di diverso, credo, giusto?
I live action non vengono prodotti solo per le casalinghe disperate che citavo sopra o le ragazzine adolescenti. Insomma per persone che cercano robe 'alla Beautiful' tanto per. Certo, ci sono anche questi prodotti, ma sono una parte e non il tutto, perché è come dire che nelle serie TV inglesi c'è Mr. Bean e c'è Downton Abbey. O che in quelle americane ci sono i prodotti da teenager della Disney e c'è Shogun.
Puntano allo stesso pubblico? No.
Hanno lo stesso budget dietro? No.
Possiamo e vogliamo metterli sullo stesso piano? Mi sembra di no.
Allora perché con i live action giapponesi, puntualmente e innegabilmente, lo facciamo, spesso senza nemmeno sapere di che cosa stiamo parlando?
Non sono mai delle operazioni molto felici i live action. Ma non dubito che tra il pubblico femminile, soprattutto nipponico, ci sia un positivo riscontro.
Perdonami, ma a mio parere di infelice qui c'è solo il tuo parere, che per come è stato scritto (magari sbaglio, nel qual caso ti chiedo gentilmente di specificare cosa intendevi) io lo interpreto così:
1) generalizzare e banalizzare, come di consueto, su una realtà invero molto complessa. Mettiamo sullo stesso piano live action giapponesi e americani, che partono da basi diverse, si prefiggono scopi completamente diversi e puntano a un tipo di audience ancora diverso? Vogliamo gettare discredito su autori e registi come Kore'eda che toh, anch'essi lavorano sui live action (si veda il progetto su Look Back o Little Sister, solo per citare due nomi)? Vogliamo porre sullo stesso piano serie educative della NHK ad altre destinate a casalinghe disperate, o ancora paragonare progetti cinematografici come Rurouni Kenshin che hanno ricevuto plauso a livello globale, accanto a drama che vengono prodotti con zero budget (e i risultati chiaramente 'si vedono')?
Come possiamo, mi chiedo, ridurre queste e mille altre specifiche con un semplice "mai operazioni felici"?
2) indicare che il pubblico femminile (nipponico e non solo, tu specifichi) sia obiettivamente incapace di individuare la qualità di un prodotto, visto che può farsi andar bene delle 'operazioni infelici come i live action'. Immagino che invece il pubblico maschile può puntare esclusivamente a serie o film di massima qualità, di certo non può accontentarsi di niente di diverso, credo, giusto?
I live action non vengono prodotti solo per le casalinghe disperate che citavo sopra o le ragazzine adolescenti. Insomma per persone che cercano robe 'alla Beautiful' tanto per. Certo, ci sono anche questi prodotti, ma sono una parte e non il tutto, perché è come dire che nelle serie TV inglesi c'è Mr. Bean e c'è Downton Abbey. O che in quelle americane ci sono i prodotti da teenager della Disney e c'è Shogun.
Puntano allo stesso pubblico? No.
Hanno lo stesso budget dietro? No.
Possiamo e vogliamo metterli sullo stesso piano? Mi sembra di no.
Allora perché con i live action giapponesi, puntualmente e innegabilmente, lo facciamo, spesso senza nemmeno sapere di che cosa stiamo parlando?
Oddio. Non credevo di alzare un tale putiferio. Non volevo essere in alcun modo offensivo. Ma se ne ho data l'impressione, chiedo scusa.
Il mio, era solo un modesto parere da persona che in passato ha visto questo genere di trasposizioni, tratti manga, e che non hanno avuto un impatto positivo sul sottoscritto. Benché la versione anime e manga le abbia apprezzate. Prendo in esempio Nana, Bokura ga Ita, Koizora. Sara sicuramente un mio limite. Qualcosa che ha che vedere col modo che ognuno di noi di vedere le cose. Non dubito affatto che le tematiche siano delicate. Anzi. Ora, gli altri live action non li ho visti ma, ho un fratello omosessuale. E mi è molto caro.
In the clear moonlite dusk, sto seguendo l'anime. Mi piace. Lo apprezzo molto. Tuttavia, mia modesta ed opinabile opinione, non credo sia sia sul livello dell'anime che si mantiene ad un buon livello. Ma per una semplice questione che riguarda l'impatto visivo e il modo che ognuno di noi ha di vedere un determinato prodotto. Sul discorso che avrà un buon impatto sul pubblico femminile giapponese, non significa affatto che non abbiano cervello e che non sappiano dare una valutazione. Ma, semplicemente perché piace questo tipo di prodotti. Altrimenti non verrebbero neanche prodotti. Il manga riscuote un buon successo, l'anime risponde bene. Si decide di fare anche un live action. Va bene.
Ad ogni modo, se sono sembrato scortese o acido, chiedo scusa. Non era la mia benché minima intenzione di creare fastidio. ✌️
Non sono mai delle operazioni molto felici i live action. Ma non dubito che tra il pubblico femminile, soprattutto nipponico, ci sia un positivo riscontro.
Perdonami, ma a mio parere di infelice qui c'è solo il tuo parere, che per come è stato scritto (magari sbaglio, nel qual caso ti chiedo gentilmente di specificare cosa intendevi) io lo interpreto così:
1) generalizzare e banalizzare, come di consueto, su una realtà invero molto complessa. Mettiamo sullo stesso piano live action giapponesi e americani, che partono da basi diverse, si prefiggono scopi completamente diversi e puntano a un tipo di audience ancora diverso? Vogliamo gettare discredito su autori e registi come Kore'eda che toh, anch'essi lavorano sui live action (si veda il progetto su Look Back o Little Sister, solo per citare due nomi)? Vogliamo porre sullo stesso piano serie educative della NHK ad altre destinate a casalinghe disperate, o ancora paragonare progetti cinematografici come Rurouni Kenshin che hanno ricevuto plauso a livello globale, accanto a drama che vengono prodotti con zero budget (e i risultati chiaramente 'si vedono')?
Come possiamo, mi chiedo, ridurre queste e mille altre specifiche con un semplice "mai operazioni felici"?
2) indicare che il pubblico femminile (nipponico e non solo, tu specifichi) sia obiettivamente incapace di individuare la qualità di un prodotto, visto che può farsi andar bene delle 'operazioni infelici come i live action'. Immagino che invece il pubblico maschile può puntare esclusivamente a serie o film di massima qualità, di certo non può accontentarsi di niente di diverso, credo, giusto?
I live action non vengono prodotti solo per le casalinghe disperate che citavo sopra o le ragazzine adolescenti. Insomma per persone che cercano robe 'alla Beautiful' tanto per. Certo, ci sono anche questi prodotti, ma sono una parte e non il tutto, perché è come dire che nelle serie TV inglesi c'è Mr. Bean e c'è Downton Abbey. O che in quelle americane ci sono i prodotti da teenager della Disney e c'è Shogun.
Puntano allo stesso pubblico? No.
Hanno lo stesso budget dietro? No.
Possiamo e vogliamo metterli sullo stesso piano? Mi sembra di no.
Allora perché con i live action giapponesi, puntualmente e innegabilmente, lo facciamo, spesso senza nemmeno sapere di che cosa stiamo parlando?
Oddio. Non credevo di alzare un tale putiferio. Non volevo essere in alcun modo offensivo. Ma se ne ho data l'impressione, chiedo scusa.
Il mio, era solo un modesto parere da persona che in passato ha visto questo genere di trasposizioni, tratti manga, e che non hanno avuto un impatto positivo sul sottoscritto. Benché la versione anime e manga le abbia apprezzate. Prendo in esempio Nana, Bokura ga Ita, Koizora. Sara sicuramente un mio limite. Qualcosa che ha che vedere col modo che ognuno di noi di vedere le cose. Non dubito affatto che le tematiche siano delicate. Anzi. Ora, gli altri live action non li ho visti ma, ho un fratello omosessuale. E mi è molto caro.
In the clear moonlite dusk, sto seguendo l'anime. Mi piace. Lo apprezzo molto. Tuttavia, mia modesta ed opinabile opinione, non credo sia sia sul livello dell'anime che si mantiene ad un buon livello. Ma per una semplice questione che riguarda l'impatto visivo e il modo che ognuno di noi ha di vedere un determinato prodotto. Sul discorso che avrà un buon impatto sul pubblico femminile giapponese, non significa affatto che non abbiano cervello e che non sappiano dare una valutazione. Ma, semplicemente perché piace questo tipo di prodotti. Altrimenti non verrebbero neanche prodotti. Il manga riscuote un buon successo, l'anime risponde bene. Si decide di fare anche un live action. Va bene.
Ad ogni modo, se sono sembrato scortese o acido, chiedo scusa. Non era la mia benché minima intenzione di creare fastidio. ✌️
Ti ringrazio davvero per il tuo chiarimento.
Non traspariva nulla di tutto ciò da quel che avevi scritto, pertanto sono contenta che tu abbia precisato i tuoi pensieri.
Credo che sia sempre importante aver cura delle parole che scegliamo, qualunque sia l'ambito in cui interveniamo, perché ciascuna di esse reca un peso oltre che un significato.
Concordo con te col fatto che ciascuno abbia i propri gusti e preferenze, ci mancherebbe; ed è vero che molto dipende dal modo in cui vediamo le cose. A me personalmente ha fatto molto piacere che tu, da appassionato di Clear Moonlit Dusk, abbia comunque voluto curiosare anche in questa notizia malgrado in passato i live action non siano stati di tuo gusto.
Va detto che adattare un manga in un film, anziché una serie (animata o meno), come di norma avviene per gli shojo manga in Giappone, comporta di operare dei tagli che per forza di cose vanno a ridurre (o in certi casi appiattire) l'impatto emozionale della storia, la crescita e lo sviluppo dei personaggi.
Quindi questo può essere senz'altro un motivo per il quale il manga (in più volumi) o una serie animata (che si dipana in più episodi) ha modo di restituire un coinvolgimento pieno e profondo.
Poi eh, dipende dai casi: non c'entra niente con lo shojo manga in generale, ma per fare un esempio, io amo alla follia la serie animata di Run with the wind, tratta da romanzo.
Ne ho letto anche il manga (il quale a sua volta non è "l'originale", ma anch'esso un adattamento): è in più volumi, quindi non è troppo "sintetizzato", e l'ho trovato bellino e caruccio, in certe parti mi ha anche emozionato... ma il paragone con l'anime non è proprio fattibile in termini di impatto ed estatica meraviglia. Quindi per quell'opera, al di là del romanzo, il mio amore incondizionato va alla serie animata al di sopra di ogni altra versione ♥
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Non vedo l'ora di iniziare Contrast visto che il manga, inspiegabilmente, mi ha deluso.
Sono molto curiosa anche per Ano Hoshi ga Furu Oka de, Kimi to Mata Deaitai. dato che il primo film l'ho parecchio apprezzato.