Oguri racconta che, vedendo attorno a sé colleghi di maggior successo come Eiichiro Oda, l'autore di One Piece, ottenere pause regolari dalla serializzazione, si convinse che l'unico modo per strappare una pausa anche per sé fosse rendere il proprio manga abbastanza popolare da giustificarla
Oguri ricorda di aver provato invidia nei confronti di Masashi Kishimoto, l'autore di Naruto, che aveva ottenuto il permesso di consegnare gli storyboard in parti separate man mano che li completava,
Se magari prima di sparlare la gente leggesse il post originale, c’è scritto che Kishimoto gliel’ha detto personalmente. Inoltre parla in modo molto positivo di entrambi gli autori in realtà, non ha “denigrato” nessuno di loro. Essere invidiosi non vuol dire per forza odiare.Naruto è iniziato praticamente quando la sua serie stava finendo, come faceva questo a sapere che Naruto veniva consegnato a pezzi, in più una serie appena iniziata che venga consegnata a pezzi la vedo molto strana come cosa
Per me questo si è autoconvinto di ste cose leggendo qualche cazzata sul web negli anni, e ora per denigrare le spara a zero sulla sua autoconvinzione basata su fantasie e non sulla realtà per auto giustificare la sua incapacità di tenere i ritmi
Il problema è ahimè di mentalità, i giapponesi vivono una tipologia di realtà lavorativa così lontana dalla nostra che sarebbe inconcepibile anche solo provare a capirli.
Se non ti impegni e non hai un successo degno di nota allora sei un fallito, punto. Non è esattamente la società giapponese a dirlo, sono gli individui stessi che, messi sotto pressione dai piani alti, se lo infliggono fino a perderci la salute.
I poveri illusi che credono che l'AI potrà essere d'aiuto non hanno capito una mazza perché come già detto è un problema dettato dagli stessi individui che si vedono in una perenne competizione per avere successo. Aumenterebbe solo il carico di lavoro senza effettivi benefici per questi poveracci.
Cambiare questo modus operandi è difficile pur con qualche accenno qua e là, c'è bisogno di una "ribellione" generale perché penso che se un'opera è valida la gente è ben disposta ad attendere per vederne il continuo.
Anche sta cosa delle serializzazioni settimanali secondo me è totalmente sballata perché spezza il ritmo e confonde anche coloro che seguono quella serie, non solo l'autore e coloro che ci lavorano. Personalmente non ho mai compreso/apprezzato questo metodo di rilascio.
Sono l'unico che non è particolarmente simpatetico con i mangaka?
Non è che li abbiano obbligati con la forza a fare quel lavoro, anzi, si vede in molti fumetti (Bakuman, Now That We Draw, ...) come quello del mangaka sia considerato un lavoro difficile, pesante, con scarse possibilità di successo.
Certo, ci sono dei casi in cui uno si trova a farlo di lavoro e magari voleva fare altro. Mi pare fosse Toriyama (vado a memoria, verificate, magari sbaglio autore) che non amava i manga e semplicemente aveva iniziato quel lavoro perché non aveva trovato niente di meglio. Però gran parte degli autori sanno perfettamente ciò a cui vanno incontro. Capite cosa intendo? Non è che in Giappone ci sia un "convitato di pietra" che tiene nascosto quanto sia difficile quel lavoro. Eppure molti lo scelgono lo stesso, anziché preferire qualche altra occupazione basata sul disegno o sull'espressione artistica.
E, a mia memoria, non mi pare ci sia mai stata una rivolta della categoria per ottenere condizioni di lavoro migliori. Sintomo evidente del fatto che una gran parte degli autori ritiene che quella sia, se non una situazione positiva, quantomeno qualcosa che ricade nella normalità.
Detto ciò, l'introduzione del disegno digitale ha portato a un miglioramento incredibile della qualità generale delle tavole. Autori incredibili c'erano anche prima, ma oggi ho la netta impressione che il tratto medio sia migliorato parecchio, o almeno è diventato davvero raro trovare un manga disegnato male. Quindi, a parer mio, ci sono le condizioni affinché l'introduzione dell'AI possa portare dei miglioramenti in termini di contenuti, di qualità del prodotto e, qualora venga utilizzata correttamente, in termini di quality of life per il mangaka. Ma è ancora presto per valutare l'impatto reale.
Il problema qui è anche che, dopo aver penato per ottenerlo questo successo (e anche se personalmente non ne avevo mai sentito parlare prima, una serie con 17 volumi su WSJ successo deve averlo avuto), devi vederti negata una pausa quando sei letteralmente sull’orlo del crollo fisico.Sono l'unico che non è particolarmente simpatetico con i mangaka?
Non è che li abbiano obbligati con la forza a fare quel lavoro, anzi, si vede in molti fumetti (Bakuman, Now That We Draw, ...) come quello del mangaka sia considerato un lavoro difficile, pesante, con scarse possibilità di successo.
Certo, ci sono dei casi in cui uno si trova a farlo di lavoro e magari voleva fare altro. Mi pare fosse Toriyama (vado a memoria, verificate, magari sbaglio autore) che non amava i manga e semplicemente aveva iniziato quel lavoro perché non aveva trovato niente di meglio. Però gran parte degli autori sanno perfettamente ciò a cui vanno incontro. Capite cosa intendo? Non è che in Giappone ci sia un "convitato di pietra" che tiene nascosto quanto sia difficile quel lavoro. Eppure molti lo scelgono lo stesso, anziché preferire qualche altra occupazione basata sul disegno o sull'espressione artistica.
E, a mia memoria, non mi pare ci sia mai stata una rivolta della categoria per ottenere condizioni di lavoro migliori. Sintomo evidente del fatto che una gran parte degli autori ritiene che quella sia, se non una situazione positiva, quantomeno qualcosa che ricade nella normalità.
Ah per la cronacaIl problema qui è anche che, dopo aver penato per ottenerlo questo successo (e anche se personalmente non ne avevo mai sentito parlare prima, una serie con 17 volumi su WSJ successo deve averlo avuto), devi vederti negata una pausa quando sei letteralmente sull’orlo del crollo fisico.
Immagino ci fossero anche meno modi di informarti sul “dietro le quinte” ai tempi, quindi dubito che molti mangaka dell’epoca sapessero effettivamente a cosa andavano incontro.
Spero che l'AI aiuti queste persone
Spero che l'AI aiuti queste persone
L'AI farà solo perdere lavoro a tonnellate di assistenti.
In realtà è scritto nell’articolo stesso che l’anime era in corso quando è successo. Il salto di medium l’aveva già fatto, ma neanche quello era abbastanza.Ah per la cronaca
Serie di successo = Opera che genera un media-mix
Lui sarà pure di successo nel suo ambito ma non dimentichiamoci che le aziende sotto Hitotsubashi (quindi discorso che vale sia per Shueisha che per Shogakukan) il trattamento preferenziale nei fatti te lo danno solo se la tua opera fa il salto di medium.
A lui che è appunto nel settore da più di trentanni non è mai capitato e appunto...
Ok rielaboro.In realtà è scritto nell’articolo stesso che l’anime era in corso quando è successo. Il salto di medium l’aveva già fatto, ma neanche quello era abbastanza.Ah per la cronaca
Serie di successo = Opera che genera un media-mix
Lui sarà pure di successo nel suo ambito ma non dimentichiamoci che le aziende sotto Hitotsubashi (quindi discorso che vale sia per Shueisha che per Shogakukan) il trattamento preferenziale nei fatti te lo danno solo se la tua opera fa il salto di medium.
A lui che è appunto nel settore da più di trentanni non è mai capitato e appunto...
Il problema è che se gli autori li sovraccarichi così, rischi che la cosa impatti ancora di più sulla loro salute mentale e ti potresti rovinare più di un potenziale “successone”. Pensa se avessero trattato così all’inizio gente come Gege o Horikoshi, si sarebbero persi due dei più grandi successi dell’ultimo decennio.Ok rielaboro.
media mix di successo*
Se non diventa un franchise come le primissime cose che associate a un'opera Shueisha trasposta in animazione e poi altro il discorso non vale.
Appunto c'è la corsia preferenziale solo per alcuni.
Horikoshi si è visto cancellare due serie e il proposal che ha fatto per quella che poi è diventata MHA è stato pesantemente cambiato.Pensa se avessero trattato così all’inizio gente come Gege o Horikoshi
Sì, purtroppo anche queste cose succedono, ma perlomeno sappiamo che si è potuto prendere svariate pause quando era necessario (magari altre volte non gli sono state concesse e non lo sapremo mai, però almeno adesso li trattano “meno peggio”).Horikoshi si è visto cancellare due serie e il proposal che ha fatto per quella che poi è diventata MHA è stato pesantemente cambiato.
Perchè alla fine è il Central Planning che decide mica l'autore.
Sia mai.
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Kouji Maki ci ha fatto un intero manga a riguardo.