logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 1
Kotaibushi

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Caligula è un'anime di 12 episodi andato in onda nella primavera del 2018, tratto dall'omonimo videogioco.
Se devo descrivere quest'anime con una singola parola è decisamente "confusione" quella più appropriata, davvero una grossa delusione.

Il primo episodio, anche non capendoci molto, mi aveva decisamente intrigato, aveva quel qualcosa di strano che reputo positivo, facendomi sperare in un continuo tutto in salita, ma ben presto sono stato prontamente smentito, infatti già dai successivi episodi ho iniziato a percepire che la trama stava perdendo diversi colpi, ma non mi sarei aspettato un climax negativo del genere, man mano che si va avanti più le puntate sembrano completamente scollegate tra loro, la trama perde ogni logica e viene divorata dalla confusione, durante gli episodi stessi mi sono perso diverso volte, avendo l'impressione di aver saltato alcune scene, di certo non aiutano alla comprensione i diversi combattimenti lanciati a casissimo nel bel mezzo delle puntate tra personaggi praticamente mai visti prima, a mio avviso messi per coprire gli evidenti buchi della storia.

Anche i personaggi non si salvano, tutti abbastanza stereotipati e per nulla approfonditi, l'unico che ho apprezzato un minimo è stato il protagonista, soprattutto per la sua parte psicologica, nota dolente anche per i "villain" fin troppo scontati e prevedibili, che dire, decisamente un cast troppo ampio con così poco tempo a disposizione.
In conclusione, a parer mio questo Caligula è un'opera di scarso livello, senza una logica precisa e una trama sicuramente rivedibile. Ne sconsiglio la visone.
Voto finale: 4


 1
alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Ennesima serie in stile "Matrix", la cui influenza, nel mondo dell’animazione, è ancora intensa dopo vent'anni dal primo film. O, almeno, è questo che ho pensato dopo il primo, confusionario episodio. Dopo un anno di pausa ho ripreso la serie dall’inizio e devo dire che ne è valsa la pena, poiché "Caligula" è molto più di quanto non sembri. È una storia che va ben oltre il solito dilemma tra mondo virtuale sì o no, dato che i protagonisti saranno divisi in due gruppi, o forse dovrei dire tre, dato che i personaggi saranno divisi in tre gruppi, ovvero chi vuole tornare alla realtà, chi vuole rimanere e chi, semplicemente, non ha capito di essere in un mondo fittizio. Eppure sono tutti uguali, dato che si sono ritrovati lì in seguito al desiderio di fuggire da una vita reale ma orribile. Tutti vivranno un grande cammino di crescita, inframmezzato da molte importanti riflessioni. Simbolico, oltre che reale, il fatto che ben quattro ragazze protagoniste avranno lo stesso volto, ma differiranno per la pettinatura e il colore dei capelli, e questa differenza apparentemente insignificante sarà in grado di differenziarle profondamente e di renderle uniche. La caratterizzazione dei personaggi a livello psicologico sarà davvero perfetta. Un vero gioiellino che richiede però allo spettatore pazienza, almeno nei primi episodi, dato che ci sarà molta confusione e anche una seconda visione a serie finita potrebbe essere utile. Splendida regia, grafica e le due sigle. Ottimo risultato, considerando che si tratta della trasposizione di un videogioco. Certo, non sarà Shakespeare, che ci insegna che “siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”, ma anche le riflessioni dell’ultimo episodio, in cui si dice che le nostre vite sono fatte di realtà e di immaginazione e sogni e che solo i gli occhi del soggetto possono valutare la propria vita, finiscono con l’essere interessanti. Un vero gioiellino cui, con un po' di generosità, do 9.


 1
npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5,5
“Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del Bianconiglio.”
“Scusi signor Morpheus, ma… ehm… la pillola azzurra non serviva ad altro?”
“Ehi, ma io sono µ, la bella e dolce µ! Ti sembro forse Morpheus?”
“Certo che no. Proprio per quello mi interessava conoscere l’effetto della pillola azzurra…”
“…”
“Ma adesso vi siete date all’informatica? Niente più concorsi per gruppi di idol?”
“Quelle sono le µ’s! Io sono µ!”

Tra tutti gli Isekai che ho visto finora questo “Caligula” è stato uno di quelli che mi ha ricordato di più, come struttura, il vero grande padre di questo genere e cioè “The Matrix”. In questo anime, infatti, le persone vengono imprigionate inconsapevolmente, devono arrivare a comprendere la verità, devono fare la fatidica scelta e, se questa è di opposizione al sistema, devono cercare di fuggire dalla realtà fasulla combattendo contro un nemico che può incarnarsi in chiunque. Sebbene non originale, usare questa struttura come base per creare un anime (o anche solo il videogioco da cui è tratto) è, secondo me, un’idea buona ma anche impegnativa: se non si hanno le idee chiare si finisce fuori strada in un attimo. Ed è, purtroppo, questo il caso di questo “Caligula” che ad un certo punto (ed anche abbastanza presto aggiungerei) comincia a fare confusione e poi, nonostante gli sforzi, non riesce più a riaversi.

Cominciamo con qualche cenno sulla trama (anche se ormai non ce ne sarebbe più quasi bisogno). Ritzu Shikishima è uno studente di bell’aspetto, intelligente e socievole; la sua vita sembra scorrere sui binari della perfezione fino a quando, mentre è intento ad ascoltare la nuova hit delle µ’s (“Ancora? Mi chiamo µ!”) sente una strana voce provenire dal suo lettore musicale che invoca aiuto. Ritzu, ovviamente, intuisce subito che le due scodelle di ramen mangiate dopo la scuola con gli amici più la cena preparata dalla madre pochi minuti dopo non potevano avergli intasato il cervello fino a questo punto. No, doveva trattarsi di una incongruenza spazio-temporale e quindi bisognava investigare…

Come si sarà capito dal tono usato per questa recensione, nonché dal voto in alto ovviamente, il mio parere su questo anime non è dei migliori: “Caligula” comincia anche bene ma poi diventa confuso, gli eventi sembrano non avere un filo logico, gli scontri sono messi un po’ a casaccio, il comportamento di diversi personaggi diventa presto incoerente. Ma la cosa più fastidiosa è quella sensazione di essersi distratti in qualche punto o di aver saltato per sbaglio qualche episodio, che accompagnerà lo spettatore per tutta la durata della serie, a causa dei buchi o delle scelte narrative fatte da chi ha prodotto questo anime.
Dopo aver unito tutti i puntini che compongono la trama, qualcosa di buono la si trova: le riflessioni sulla natura della felicità sono forse un po’ semplicistiche (personalmente le ho trovate irritanti ma è un’opinione personale) ma il modo di ragionare dei due gruppi che si contrappongono è corretto. Da un lato abbiamo chi è disposto a difendere con le unghie e con i denti la felicità artificiale ottenuta su Mobius e dall’altro c’è chi la rifiuta, preferendo un’esistenza infelice ma reale ad una bugia ben confezionata ed infiocchettata. Peccato che a rappresentare i due gruppi ci siano dei personaggi abbastanza standardizzati e decisamente poco attraenti: il problema, forse, è che sono troppi per soli dodici episodi, e dato che non stiamo rappresentando una partita di calcetto ma un dramma con forti risvolti psicologici, il tempo per approfondire ognuno di essi in modo adeguato non c’è.
Ad ogni modo, se siete alla ricerca di un buon motivo per seguire lo stesso questo “Caligula” uno posso darvelo io: la colonna sonora. Sigle a parte, l’anime propone una serie di canzoni cantate da µ (“ho detto che mi chiamo µ’s! Ah, no… insomma mi fai confondere!”) davvero molto belle; decisamente una colonna sonora di gran lunga superiore rispetto all’anime a cui sono state associate.

In definitiva, nonostante un inizio che lasciava ben sperare, “Caligula” si è dimostrato un anime piuttosto deludente. Mentre lo si guarda, lo sforzo profuso per tirar fuori una storia diversa dalle altre appare evidente; tutta questa smania, però, ha probabilmente mandato un po’ in confusione il suo realizzatore che cercando di dire troppo ha finito per comunicare poco. Non voglio essere troppo severo perché, come detto sopra, qualcosa di buono l’anime ogni tanto lo propone; nonostante questo, a mio avviso, “Caligula” non raggiunge la sufficienza.


 1
smallus99

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Tra gli anime della primavera 2018 "Caligula" è uno di quelli che ho trovato più interessanti, anche perché non conoscevo il gioco e di conseguenza non ne avevo mai sentito parlare.
La trama è semplice, forse a tratti un po' banale, ma il mistero che avvolge la storia lo rende piacevole da guardare.
I personaggi sono generalmente ben strutturati anche se alcuni sembrano più stereotipati di altri, motivo che non mi ha fatto affezionare a numerosi personaggi importanti.
Combattimenti e scene d'azione non mancano, anche se non sono certamente l'aspetto più importante della storia.
Il valore aggiunto della serie è la colonna sonora: l'opening e la ending sono piuttosto belle e anche le canzoni che caratterizzano gli scontri si sposano perfettamente con lo stile di "Caligula".


 9
Nox

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
"Caligula" è un anime di dodici episodi andato in onda dall'aprile al giugno del 2018.

I protagonisti sono i membri del "Going Home Club", i quali, a differenza di tutti gli altri, si sono resi conto di essere intrappolati in una realtà fittizia chiamata Mobius e lotteranno contro i Musicisti per poter tornare nel mondo reale.

Ora, io avevo letto la trama. La conoscevo. L’avevo capita. O almeno così pensavo. Alla fine del primo episodio, infatti, non ho potuto fare a meno di esclamare, in curioso sincrono con il protagonista: "Non ci ho capito una mazza." Ed è con questa aulica espressione che viene perfettamente espresso il fondamentale problema di questo anime: la sceneggiatura. Lasciate che vi faccia un veloce riassunto di come sono stati organizzati questi dodici episodi.
Per i primi cinque, gli spettatori sono lasciati a brancolare nel buio, senza spiegazioni di cosa stia accadendo, e, contemporaneamente, si assiste alla trasformazione dei protagonisti nell'equivalente dark delle guerriere Sailor, che lottano contro questi fantomatici Musicisti, i guardiani di Mobius, determinati a proteggere Miu, la creatrice di questa realtà fittizia dove tutti i tuoi sogni si avverano e puoi essere tutto ciò che vuoi.
Al sesto episodio, finalmente, viene data qualche spiegazione e più o meno si capisce qualcosa, e ci illude che questa gigantesca premessa di cinque puntate sia terminata e ora la situazione comincerà a farsi interessante. Ma è proprio a questo punto che gli sceneggiatori, che già si vedeva tenevano poca voglia di lavorare, hanno deciso di prendersi una meritata vacanza.
Gli spettatori vengono, dunque, lasciati in un limbo di episodi assolutamente inutili conditi con combattimenti a caso per ammazzare il tempo, fino alla decima puntata dove finalmente vengono fatte delle belle rivelazioni, che proseguono nei due episodi successivi con colpi di scena, spiegazioni "sensate" (enfasi sulle virgolette) e chi più ne ha più ne metta.
Tutto ciò finché non si arriva all'ultima puntata che ho trovato piatta, banale e prevedibile.
Come penso sia perfettamente intuibile a questo punto, ritengo la visione di quest’anime una gran perdita di tempo.

Passiamo ora ai personaggi. Ce ne sono tantissimi, davvero, a parte il protagonista Ritsu, non disturbatevi a impararne i nomi, il chara dalle linee molto marcate vi aiuterà a capire se si tratta di uno dei "buoni" o dei "cattivi" e tanto basta. Ognuno di loro ha subito un trauma nel mondo reale, ma ciò che li distingue è il modo in cui decidono di fronteggiare i loro problemi: tornare a casa e affrontare il proprio passato, o rimanere a Mobious ed essere felici di non essere nel mondo reale.
Fondamentalmente, il concetto di base era anche bello, l’incapacità di interagire con il mondo, di diventare quello che si vuole, di trovare la felicità con i propri mezzi, ma è stato reso malissimo.
I personaggi sono forzati in questi dialoghi banali, a volte proprio senza senso, che matematicamente portano sempre a un combattimento di qualche tipo. Mi sono fatta l’idea, infatti, che a parte le rivelazioni finali, non si sia speso molto tempo a pianificare il resto della storia, per cui, per colmare il vuoto degli primi nove episodi, si è deciso di farli combattere, perché chi non ama una bella esplosione? Come diretta conseguenza, gli scontri risultano molto sterili e fini a se stessi, meri riempitivi, in attesa dei colpi di scena finali.

Personalmente, ritengo avrebbe reso molto di più se fosse stato semplicemente incentrato sull'aspetto psicologico, senza tirare fuori queste armi gigantesche e spuntoni neri che gli escono dal petto, ma poi di nuovo, come lo riempivi l’enorme buco di trama?

Riassumendolo in una frase o meno: "Qualcuno paghi un corso di scrittura creativa agli sceneggiatori, per cortesia."