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Rieper

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Un titolo che nasconde eccezionali potenzialità dietro la già perfetta resa grafica, con la collaborazione straordinaria del mito Stan Lee "papà Marvel", Heroman è stato per molti versi la sorpresa del 2010.
Lasciamo il Sol Levante per volare in America, dove la vita scorre tranquilla tra ragazze pon pon, sogni e speranze per il giovanissimo Joey Jones, ragazzino come tanti con una serie di brutti vicende alle spalle. Joey è il solito bravo ragazzo preso di mira dai bulli e in particolar modo dal fratello di una majorette verso la quale prova qualcosa di più della semplice amicizia. Un giorno trova per caso un robottino giocattolo in cattive condizioni nell'immondizia e decide di raccoglierlo per aggiustarlo e renderlo di nuovo funzionante, anche perché quel modello, se acquistato nuovo, vale una cifra che va oltre le possibilità economiche del ragazzino.
Durante una tempesta però un fulmine ricade sul piccolo giocattolo trasformandolo in un gigante robotico dalle incredibili abilità. Questo avvenimento coinciderà (un po' forzata come catena di eventi a dirla tutta) con l'arrivo dallo spazio degli Skrugg, un popolo alieno con un solo obiettivo, annientare l'umanità.

Heroman ha varie carte nel suo mazzo, c'è la storia d'amore, l'azione, la fantascienza, la commedia e tanto, tanto patriottismo. Su quest'ultimo punto tuttavia ci sono varie circostanze in cui la sceneggiatura sembra essere tratta da un parodia sull'America. Insomma dei poliziotti che quando arriva l'esercito esclamano " Viva l'America!!" fa tanto patrioti persi, cosa che nella realtà, sono certo, non si vedrebbe mai. Ciò mi ha fatto pensare che la "vena" nipponica abbia un po' voluto giocare con quelli che sono i valori a volte un po' estremi degli Americani, grassi/grossi, un po' maniaci della loro patria nonostante lamentino sempre una miriade di problemi, ecc.

C'è anche da notare che Lina, la ragazza pon pon di cui Joey è innamorato perso, indossa sempre e solo la divisa da cheerleader, e ciò è molto strano visto che appartiene a una famiglia ricchissima, dovrebbe avere un guardaroba invidiabile.
Ci sono altri dettagli che lasciano piuttosto perplessi, ad esempio il prof. Denton, professore di scienze di Joey e palese parodia di "Doc" di "Ritorno al futuro": pur essendo un genio di rara grandezza capace di interpretare linguaggi alieni e tecnologie sconosciute, è solo un professore di scienze di una scuola. Possibile che una persona con un tale potenziale non sia riuscita a trovare un posto di lavoro che gli rendesse giustizia?

La storia scorre via come in un fumetto, mostrandoci la nascita di un eroe e i modi in cui riesce a superare non solo i nemici dell'umanità ma anche le proprie debolezze, facendolo crescere seguendo i giusti, e un po' stereotipati, ideali dell'eroe.

Passiamo al lato tecnico: i disegni sono di sicuro impatto, regalandoci ambienti pieni di vita e colore, con quella sensazione "losangelina" che in questo caso non guasta. I personaggi sono disegnati in maniera eccelsa, tuttavia alcuni soffrono del classico sorvolo delle leggi di gravità (vedasi capelli in stile afro, buccoli e altre bizzarre capigliature che potevano essere decisamente accantonate). Anche le animazioni sono assai convincenti specie osservando mezzi da trasporto e militari in azione.
Da notare come Joey in molti casi assomigli davvero troppo a una ragazzina, sarà per i capelli lunghi, per la voce molto giovane, e anche un po' per gli atteggiamenti. Eppure vi dirò che con tutta la simpatia che provo per il giovane eroe un po' di femminilità la possiede. Tanto per rendervi l'idea ci sarà un momento in cui Joey si travestirà da "femmina", ebbene tralasciando il vestito e il fiocco nei capelli devo proprio dire che la parte gli calza a pennello.
Gli effetti sonori sono a dir poco eccellenti, con delle ottime opening ed ending, con nota di merito alla seconda opening di Kylee "Missing".

Heroman è un anime che dal solo punto di vista della trama non porta proprio niente di nuovo, eppure nonostante gli evidentissimi stereotipi presi dai classici fumetti questo anime riesce ad appassionare e a lasciarsi guardare senza troppa fatica, promettendo in 26 episodi una sana dose di azione vecchia scuola nel genere dei supereroi. Nonostante qualche particolare non molto gradito in campo stilistico Heroman si merita, da parte mia, un bel 9 che spero mantenga se non addirittura aumenti in una prossima serie, dato il finale chiaramente aperto. Vi consiglio di dargli un occhiata. Ah, quasi dimenticavo di dirvi che a Stan Lee piacciono i cameo.


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Lyla

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Anime dall'ottima grafica e dal character design abbastanza buono, Heroman è una vera e propria "americanata": mentre lo guardi ti sembra di vedere un film di supereroi "made in America" come quelli che stanno spopolando negli ultimi anni. E anche se la "nascita" di Heroman (robot dal character design un po' infantile) è piuttosto inverosimile l'anime regge e ha una serie di pregi, anche se la prima parte resta comunque la migliore.

Il protagonista è Joey, un ragazzino che non mi ha detto nulla come personaggio, il solito bambino che vuole crescere seguendo l'esempio di suo padre diventando coraggiosissimo in breve tempo, mentre i comprimari sono decisamente più interessanti, come ad esempio l'amico disabile Psy o il professor Denton, che lo aiutano a proteggere la città dagli alieni e presentano spunti spesso divertenti - così come l'insegnante che si affianca al gruppetto più tardi nella serie assieme alla spumeggiante quanto tosta sorella del protagonista. Non mi ha detto nulla di che neanche la cheerleader Lina, che ricorda molto la ragazza di Spiderman che da "donna irraggiungibile" diventa cotta del protagonista andando contro il volere di un fratello in cerca di potere nel posto sbagliato, e non dico altro per non rovinare la sorpresa. Ma del resto il creatore è lo stesso, quindi qualche somiglianza è prevedibile.

In sostanza, Heroman è un anime piacevole e leggero da seguire, dalla colonna sonora non memorabile e abbastanza equilibrato in quanto è diviso in tre saghe consistenti in un numero sempre uguale di puntate, con un finale che lascia aperte le porte a una seconda stagione, che seguirei volentieri. Molti i momenti divertenti e di azione: sebbene non sia proprio originale nelle tematiche e nei modi di affrontarle, Heroman si lascia guardare e merita una visione da parte di chi è appassionato del genere, ma anche di chi vuole vedere un anime facile da seguire in vecchio stile, con gli alieni che attaccano una città qualsiasi e il ragazzino di turno che si dà da fare per difenderla. Do 8 soprattutto per la prima parte della serie, alla Bones avrebbero potuto farne un film di un'ora o due senza andare oltre.


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gettagi

Episodi visti: 22/26 --- Voto 9
Sono ormai giunto alla fine, mancano pochi episodi e non ho potuto resistere alla voglia di lasciare una mia recensione, perché quest'anime "robotico" è secondo me interessante.
La storia farebbe pensare alla solita lotta contro gli alieni, invece gli sceneggiatori sono stati molto bravi a creare una serie con molti risvolti anche umani, tra loro sempre collegati, creando cosi una buona dose di suspance e molti colpi di scena. Quest'anime affronta appunto varie tematiche, da quella conosciuta del bene contro il male, alla politica, all'amicizia e alla famiglia.

Per quanto riguarda l'animazione devo dire che gli autori hanno fatto un buon lavoro. I disegni sono belli, la computer grafica non è esagerata e quando c'è è molto piacevole da vedere e secondo me ci sta sta proprio bene.
In conclusione posso dire che a mio avviso quest'anime nel suo genere è bello, e non lascia niente per scontato.
Heroman per me è un bellissimo robot diverso dagli altri, con un po' di patriottismo americano che non stanca mai.

Spider

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Spider

Episodi visti: 12/26 --- Voto 9
Affrontare un periodo di estrema crisi del mercato, sia economica che concettuale, unendo le risorse tra autori che provengono da realtà molto diverse. Su queste basi poggia il progetto "Heroman", frutto della collaborazione tra l'americana Pow! Entertainment, compagnia fondata da Stan Lee (co-creatore dei più celebri personaggi del Marvel Universe) e il colosso nipponico dell'intrattenimento Square Enix.
Operazione che, per la versione animata, coinvolge uno studio come Bones, al quale si devono alcune tra le più importanti produzioni degli ultimi anni, da Cowboy Bebop a Eureka Seven.

Questa serie, come prevedibile, ha suscitato in rete un'infinità di polemiche prima ancora della sua uscita, prevalentemente basate su pregiudizi tipici del fandom più integralista, forse sentitosi minacciato da un'ipotetica invasione occidentale nel vedere un nome come quello di Stan Lee associato a un anime, nonché per la quantità di stelle e strisce presenti un po' ovunque, a partire dal look del protagonista.
In realtà la matrice di Heroman resta prevalentemente nipponica, sebbene si tratti di un caso più unico che raro di anime ambientato negli USA, e per poterlo valutare con obiettività è necessaria un po' di conoscenza della narrativa d'intrattenimento sia americana sia giapponese.
E ovviamente, bisogna seguire un po' di episodi. La vera trama infatti parte praticamente dall'ottavo episodio, nel quale assistiamo a un radicale cambio di registro, con l'aggiunta di varie sotto-trame e una maggior delineazione dei personaggi secondari.
Heroman non è quindi un anime che si giudica da un paio di episodi.

La storia, come già accennato, è ambientata negli USA, per la precisione a Center City, una città fittizia situata nella West Coast. Protagonista della vicenda è Joey, classico teenager sfigato (ma neanche tanto, vista l'attrazione che prova per lui la più popolare cheerleader della sua scuola) che da un momento all'altro entra in possesso di un grande potere, in questo caso un giocattolo capace di trasformarsi in un robot-supereroe comandato da un apposito controller. La misteriosa trasformazione di Heroman da giocattolo a essere vivente coincide con l'arrivo sulla Terra degli alieni Skrugg, intenzionati a impadronirsi del pianeta. Joey e Heroman, supportati dall'amico Psy e dallo strampalato Professor Denton, si pongono a difesa della loro città contro gli invasori provenienti dallo spazio.

La minaccia degli Skrugg si rivela però, quasi a sorpresa, solo il primo arco narrativo della serie. E' un prologo focalizzato in prevalenza sulla componente action, che serve più che altro a presentare Joey e Heroman e i poteri di quest'ultimo, e funge da innesco per le trame successive.
Dopo la (apparente?) sconfitta degli Skrugg, vengono così introdotti nuovi personaggi e situazioni, con Joey e compagni che si trovano nel mirino di scienziati pazzi e agenti governativi.

Il plot non tradisce di certo la natura di serie indirizzata a un pubblico giovane ma, come spesso accade con produzioni di questo genere, è in grado di suscitare interesse presso le generazioni cresciute negli anni '70-'80 con gli anime di robot e i fumetti di supereroi, complice un'atmosfera volutamente retrò e continui omaggi alla cultura popolare americana e nipponica di diverse decadi.
Così capita di assistere a uno scambio di battute tra Joey e Denton che si rifà al primo dialogo tra Doc e Marty in Ritorno al Futuro, e anche il logo "to be continued" alla fine di ogni episodio omaggia la celebre trilogia cinematografica. gli alieni Skrugg (il cui nome cacofonico ricorda una celebre razza aliena del Marvel Universe creata proprio da Lee, gli Skrull) si presentano all'umanità in una maniera non molto differente dagli invasori di Mars Attack. Durante una "passeggiata" nelle fogne, inoltre si scorge una ragnatela sulla quale si arrampica il ragno rosso-blu del film Spider-Man. E poi, numerosi sono riferimenti visivi a diversi anime, tra i quali Gurren-Lagann ed Evangelion.

Ovviamente il buon vecchio Stan, dopo essere comparso in tutti i film dedicati a personaggi Marvel, con all'attivo una sequenza fondamentale in Mallrats di Kevin Smith, un cameo nel serial Heroes e un'apparizione memorabile in un episodio dei Simpson, non poteva perdere la ghiotta occasione di fare capolino anche in questa serie, ed eccolo quindi in versione anime, come personaggio ricorrente, seppur marginale - s'intravede persino nella opening!

Va detto che la trama, nel suo volersi rifare alle atmosfere tipiche dei comics della silver age (ma in un certo senso anche degli anime degli anni '70-'80), spesso presenta qualche eccessiva ingenuità, perlomeno nella fase iniziale, in primis il modo con cui gli Skrugg vengono a conoscenza del pianeta Terra. Ma superate queste leggerezze con il potere della sospensione dell'incredulità, ci si accorge che successivamente la narrazione procede in modo coerente e, anzi, riesce anche a prendere una piega molto credibile nel rappresentare i risvolti politici e mediatici delle vicende.
Buono è anche l'equilibrio tra le componenti action e commedy, quest'ultima estremamente divertente grazie ai dialoghi frizzanti e alla simpatia dei personaggi.

Il comparto tecnico è di un livello elevatissimo, come ci si aspetta da una produzione Bones. Animazioni fluide, scelte cromatiche sempre adatte alla situazione, ottimo il character design, fondali molto curati e una rappresentazione precisa delle location. Infatti, anche se Center City non esiste, lo scenario dell'American West Coast è reso in modo impeccabile. La computer grafica è presente, ma non invasiva.
Heroman è inoltre una produzione nativa in alta definizione, per cui i colori risultano molto brillanti e si denota una particolare attenzione ai dettagli.

Va poi spezzata una lancia a favore del look del personaggio principale. L'aspetto di Heroman è stato uno degli elementi che ha subìto le maggiori critiche, e in molti lo hanno paragonato (parecchio forzatamente) al famoso "omino" simbolo della Micheline. In realtà, nonostante l'impatto iniziale sia quello di una figura un po' goffa, non appena lo si vede in azione l'effetto che fa è ben altro.
Perennemente silenzioso e dall'espressione incazzosa, con un incedere pesante e minaccioso, Heroman trasmette una sensazione d'imponenza incredibile! Questo design un po' caricaturale, ma che esprime una tale forza, ricorda lo stile di molti character ideati da Akira Toriyama. Senza dimenticare che è dai classici robot di Mitsuteru Yokoyama (Tetsujin 28-go e Giant Robot) che Heroman trae maggiore ispirazione.

In conclusione, Heroman è una serie di puro intrattenimento adatta a diverse generazioni di appassionati che, nonostante si basi su cliché classici, risulta ben costruita e accattivante, del tutto priva di volgarità e fanservice ecchi. E' un prodotto uscito in una stagione creativamente morta e monotematica, e perciò riesce a distinguersi dalla massa di anime sempre più anonimi che hanno invaso le TV giapponesi.
In mezzo a tanta spazzatura, una boccata d'aria. Certo non aria nuova, ma comunque aria buona rispetto a quella che si respira di questi tempi.

paul1968

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paul1968

Episodi visti: 3/26 --- Voto 7
Allora, per prima cosa do 10 e lode per al disegno, perché raramente ho visto un tale carattere nel tratto. In una parola, è semplicemente perfetto per il genere.

La storia tratta in buona sintesi del solito ragazzino sfigato, amato dalla strafighissima della situazione con contorno di fratello e padre di lei che lo vedono come fumo negli occhi. Per giunta il ragazzini è povero e orfano di padre, e si arrabatta lavorando per aiutare la nonna con cui vive a tirare avanti.
Comunque, per farla breve tira su un giocattolo rotto dall'immondizia; questo, ingrandendosi, si rivela essere un robottone da combattimento molto utile alla bisogna, quando cioè occorre combattere i soliti cattivissimi alieni che vogliono invaderci. Questi, chissà perché, stavolta hanno le sembianze di "scarrafoni" antropomorfi.

Dunque, nota di merito per il disegno, dicevo all'inizio; in particolare i dettagli degli ambienti e dei fondali sono curatissimi. Inoltre fantastica è la professoressa - chi non ha mai sognato un'insegnante così? - e caratteristici quando non carismatici i personaggi di contorno.
Ulteriore punto interessante è l'ambientazione, che una tantum è stata fatta nelle periferie americane, o almeno questa è l'impressione vividissima.
Ci sono poi richiami ad almeno un paio di serie storiche (Astroganga, sicuramente, ma anche un'altra che ora non mi viene in mente), nonché a qualche film ("Ritorno al futuro" docet).

In conclusione, diciamo che può piacere se si ama il genere e si è ancora senza barba. Per quanto mi riguarda, che posso dire? Mi sa che sto diventando troppo vecchio per apprezzare un anime come questo.