Kotaro
Per l'anime
Sailor Moon SuperS Plus - Ami's First Love
Special di genere Demoni/Magia/Scolastico/Sentimentale/Soprannaturale
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 8 Nel 1995, abbinato al lungometraggio animato tratto dalla quarta serie Sailor Moon SuperS, gli spettatori giapponesi poterono godere anche della visione cinematografica di questo corto, appositamente realizzato, "Ami-chan no hatsukoi".
"Ami-chan no hatsukoi" è tratto da una side story della Takeuchi stessa, presente nel manga e appartenente a un ciclo di storie brevi fuoriserie chiamate "Cronache della guerra degli esami", che mostrano episodi di vita quotidiana e brevi combattimenti "filler" delle protagoniste, che in questi episodi sono alle prese con la preparazione per i test d'ammissione alle scuole superiori, cosa che già costituiva un pò il leitmotiv comico-quotidiano della terza e quarta serie animata (ricordate tutti gli innumerevoli gruppi di studio delle protagoniste a casa di Rei, giusto?).
Ognuna delle quattro guerriere Sailor comprimarie ha il suo bel capitoletto extra dedicato, con Usagi a fare da coprotagonista o personaggio secondario, nel manga, ma soltanto Ami/Sailor Mercury ha avuto l'onore di vedere il suo capitolo trasposto in animazione, e per di più non in un episodio qualsiasi della serie TV ma in un cortometraggio per il cinema.
Il perchè di questa scelta è facilmente spiegabile. Pare che, in quel lontano 1995, Ami fosse il personaggio più popolare tra i lettori giapponesi, e in virtù di questo si sia scelto di trasporre in animazione unicamente la sua storia. Beh, io, personalmente, in quanto innamorato follemente di questa ragazza sin dai tempi della scuola elementare non posso assolutamente lamentarmi della scelta!
Mentre le sue amiche si disperano perchè assolutamente incapaci nello studio, la strada della ragazza geniale Ami Mizuno verso la scuola superiore sembra essere liscia come l'olio.
Eppure, qualcosa, nella sua vita, sembra mancarle.
Impegnata com'è unicamente nello studio e nella realizzazione dei suoi sogni futuri, Ami ha tralasciato una parte fondamentale della vita di ogni ragazza sua coetanea: l'amore.
Non solo non ha mai provato attrazione verso un ragazzo, ma ha anche sviluppato un'inconsapevole forma di reazione alle lettere d'amore e a frivolezze simili, che la portano ad ammalarsi fisicamente quando ci è in contatto.
Quando ormai ogni speranza di trovare l'amore sembra perduta, ecco entrare nella sua vita un misterioso rivale, che riesce sempre ad arrivare al suo stesso livello nelle graduatorie delle prove d'esame e che usa un nickname, Mercurius, fin troppo stranamente affine al nome del pianeta da cui la ragazza è protetta. Il desiderio di primeggiare su di lui si trasformerà ben presto nel desiderio di volerlo incontrare personalmente, nell'ossessione di volerlo sconfiggere... o di volerlo amare?
Divisa tra l'onore di studentessa modello e il tormento di ragazza alle prese col primo amore, Ami finirà per risvegliare Bonnon, un'entità malvagia che le darà delle grosse gatte da pelare...
Il corto è poco più breve di un episodio classico della serie TV, ma riesce, nell'arco di quei quindici minuti scarsi, a puntare i riflettori su Ami, dipingendone alla perfezione lo stile di vita, i sentimenti, i problemi, le ansie, e la bella guerriera dai capelli blu ne esce sicuramente vincente, risultando empatica allo spettatore e suscitando la sua simpatia (e il suo amore, nel caso dei tanti fans del personaggio tra cui mi annovero).
La storia è volutamente, data la breve durata, molto semplice e punta molto sull'umorismo. Questo è dato dall'assoluta fedeltà al materiale cartaceo di riferimento, aspetto che si riflette quindi sulla narrazione mettendo in scena il modo, assai umoristico, di tratteggiare le vicende della stessa Naoko Takeuchi, piuttosto che quello degli sceneggiatori della serie TV.
Per questo suo riferirsi al manga e non all'anime, "Ami-chan no hatsukoi" non è da considerarsi nella continuity della serie animata, perchè troppe cose vi differiscono, prima fra tutte la caratterizzazione della stessa Ami, che qui indossa gli occhiali (mai messi nella serie TV) e ha un carattere molto caricaturale ed umoristico che non ci aspetteremmo dalla Ami posatissima dell'anime. Consideriamolo dunque un piacevole divertissement che ci aiuterà a guardare la guerriera di Mercurio da un altro punto di vista, sicuramente molto divertente ed interessante anche per chi il manga non lo ha letto, visti anche i vari, divertenti, cameo degli altri protagonisti e persino di Naru ed Umino, che assai poco ormai comparivano nella serie animata regolare.
La parte sovrannaturale segue anch'essa il trend umoristico dettato dall'opera cartacea. Bonnon è un personaggio caricaturale e dall'assai scarsa importanza, messo lì chiaramente solo per far ridere e non per rappresentare un'effettiva minaccia per i personaggi, e anche il combattimento in sè è trattato senza i toni epici caratteristici della serie animata, ma è volto a strappare due risate allo spettatore.
Essendo una produzione cinematografica, quindi con un budget più alto della serie regolare, il lato grafico di "Ami-chan no hatsukoi" è veramente su ottimi livelli. Il character design di Ikuko Itoh, già ottimo nella quarta serie animata, raggiunge qui il suo punto di massimo splendore, i colori sono vivaci, le animazioni fluidissime e possiamo godere, addirittura, di una nuova trasformazione creata ad hoc per Mercury e persino di un nuovo attacco, il Mercury Aqua Mirage, spettacolare ulteriore conferma che lo special non segue la continuity dell'anime, dove questo non è presente.
Sul lato musicale, possiamo godere della frizzante "Rashiku Ikimashou", seconda sigla di chiusura della quarta serie, qui ripresa in chiusura del corto accompagnata da un nuovo filmato dedicato unicamente alla guerriera di Mercurio.
Naturalmente, inutile dirlo, ottima la prova di Aya Hisakawa come Ami, già timidamente dolcissima nella serie animata, qua continua a far tenerezza e persino a far ridere (preparando il terreno per la quinta serie animata che sarebbe arrivata in Giappone di lì a poco, dove il personaggio di Ami darà vita a scene comiche non indifferenti).
Chiariamoci, "Ami-chan no hatsukoi" non aggiunge ovviamente nulla all'universo di Sailor Moon, e la sua visione si esaurisce nel giro di un istante, ma acquisisce svariate marce in più in virtù del personaggio scelto come protagonista, che è tra i più azzeccati, amati e profondamente umani della serie e probabilmente anche del genere.
Se non siete avvezzi all'universo delle guerriere in marinaretta e vorreste in futuro recuperare la visione delle loro avventure animate, "Ami-chan no hatsukoi" potete anche trascurarlo o trattarlo per quello che è, ossia un cortometraggio carino ma trascurabile. Se, invece, siete fans della serie e il vostro personaggio preferito è Sailor Mercury, allora lo amerete come non mai.
E siccome io appartengo alla seconda categoria e nutro per Ami Mizuno un profondo affetto sin dall'infanzia, promuovo a pieni voti questa produzione, così come fecero i fans giapponesi all'epoca della sua uscita.
