Catulla
Per l'anime
Cosmo Warrior Zero
Serie TV di genere Azione/Fantascienza
Episodi Visti: 13 su 13 ---
Voto: 8 Nel 2001 nasce una nuova serie di 13 OAV, che questa volta non vedono Harlock al centro delle vicende che in essa sono narrate. La serie prende il nome di Cosmo Warrior Zero e già nel titolo compare il nome di colui che sarà il protagonista delle vicende, il nuovo eroe di Leiji Matsumoto, il capitano dell’astronave Karyu.
La Terra, appena uscita dalle terribili battaglie che hanno visto contrapporsi gli esseri umani ai meccanoidi, è governata da questi ultimi, dopo un armistizio che ha portato gli esseri umani a formare un governo di collaborazione terrestre, da cui proprio Zero, che durante l’ultima guerra ha perso la propria famiglia ed è rimasto completamente solo, viene incaricato di monitorare lo spazio alla ricerca di pirati spaziali che ne possano turbare l’ordine e la disciplina.
Il grande antagonista di Zero sarà proprio il giovane Harlock, in un periodo della vita di quest’ultimo antecedente alla costruzione dell’Arcadia.
La Death Shadow, l’astronave su cui si muove il giovane pirata, con ancora entrambi gli occhi, diventerà l’obiettivo principale di Zero e dell’equipaggio della sua Karyu, che Matsumoto reinventa totalmente, creando delle tipologie di personaggio ben diverse da quelle a cui finora eravamo stati abituati nelle peripezie dell’Arcadia.
Formato da umani e meccanoidi, l’equipaggio della Karyu presenta al suo interno delle forti divisioni, dovute alla convivenza di due stirpi che si erano contrapposte e uccise a vicenda in un’assurda guerra fino a poco tempo fa. E’ questa la sfida del nuovo capitano, il far sì che le antipatie e gli odi presenti tra membri fin troppo diversi si trasformino in fraterni legami che possano costituire la forza della Karyu negli scontri contro i ribelli, uomini che ormai ai suoi occhi hanno perso ogni valore.
Il cuore degli umani e la resistenza dei meccanoidi per Zero non sono per sempre destinati a combattersi, ma a venirsi incontro in vista degli obiettivi comuni: la sopravvivenza in una nuova epoca di pace e prosperità.
Singolare la figura di Zero: uomo ineccepibile, ma allo stesso tempo diverso dal nostro Harlock. Dotato di forte sensibilità, è ossessionato dalla distruzione della propria famiglia, il cui ricordo spesso obnubila le decisioni da prendere nei momenti critici. Zero è un personaggio fondamentalmente più umano e imperfetto di Harlock, più facile all’ira, all’amore, all’indecisione. L’astuzia di certo non è il suo forte, più incline piuttosto all’ingenuità, quando è il primo ad essere stato raggirato dal governo terrestre sul vero obiettivo della sua missione. Lo vediamo più volte dubitare nei momenti in cui serve l’energica determinazione di Harlock, ma alla fine la sua stessa umanità finirà col conquistare l’equipaggio della Karyu, che nella diversità di membri troverà una ricchezza nella comune lealtà verso il proprio capitano, uno degli ultimi uomini di valore rimasti sulla Terra.
Per converso troviamo la figura del giovane Harlock, un pirata che si aggira nello spazio per uccidere esseri innocenti e per predare insieme al suo ingegnoso amico Tochiro e con l’aiuto della bella Emeralda.
Harlock ci viene presentato non come l’uomo a cui siamo abituati, ma con gli occhi di Zero, che prova per lui una profonda curiosità mista a odio per un fuorilegge. Ribelle e sleale all’inizio, compirà una significativa evoluzione nel corso della serie, quando Zero lo rivaluterà, accorgendosi che invece si tratta del suo alter ego, uno dei pochi uomini di valore rimasti, che combattono per la protezione dell’universo contro un misterioso essere che intende distruggere per sempre il pianeta ideale in cui esseri umani e meccanoidi hanno finalmente realizzato la loro pacifica utopia: Technologhia.
Altrettanto singolare la figura della vice-comandante Marina Oki, misteriosa la sua storia, ancora più misterioso il suo essere, collegato con uno degli elementi primordiali della vita: l’acqua, la fonte prima di sopravvivenza per ogni essere vivente, persino di alcuni tipi di meccanoidi, che pur essendo perfetti ne hanno un bisogno profondo.
La serie è ambientata in un’epoca di significativi cambiamenti, in cui gli esseri umani cominciano a provare una profonda paura per le malattie, per la sofferenza e per la morte soprattutto. Diventare delle macchine è l’unico modo per cancellare la fatica e la sofferenza. Ma ciò implica anche una profonda perdita di ciò che un cuore umano può provare, implica la capacità di emozionarsi e di piangere, come anche di essere felici. L’umanità si trova al bivio: è meglio vivere per sempre, ma privi di ogni coscienza, privi dell'anima? O al contrario condurre un’esistenza breve ma intensa?
Un’epoca in cui esseri umani si fanno trasformare in macchine; le macchine perfette che un giorno uccideranno i propri simili; un pianeta desolato e dominato da profonda tristezza: un’immensa landa ghiacciata, un cimitero in cui riposano i corpi di coloro che si sono trasformati in meccanoidi, e sullo sfondo una figura solitaria e malinconica quanto quello stesso pianeta, che piange senza lacrime:
Gli esseri umani… perché vivono gli esseri umani? E perché muoiono? E perché si affannano tanto alla ricerca della vita eterna? Se vivessero così a lungo cosa li aspetterebbe alla fine di tutto? Alcuni dicono che alla fine del tempo ci saranno solo tristezza e disperazione… Parole toccanti e profonde che rappresentano densamente il pensiero e il filo conduttore delle opere "matsumotiane" più grandi.
Harlock e altri pirati si sono coalizzati per far sì che l’umanità ritrovi una ragione di vivere… ma nessuno potrà mai capire il vero motivo delle azioni del pirata, in un’epoca di profonda diffidenza e sfiducia: è l’inizio del suo eterno vagabondare nell’universo e senza una meta.
Intensi combattimenti vedranno al centro dell’universo non più l’Arcadia, ma la Karyu, una potente corazzata su cui sventola il vessillo del governo di collaborazione terrestre, un drago fiammeggiante che ne simboleggia la forza e la resistenza. Questa astronave ha un design così diverso da quello a cui sono abituati i fan dell’Arcadia che risulterà difficile riuscire familiarizzare con essa al primo impatto.
La serie mostra i progressi tecnici dell’animazione, per la sua giovane età. Il charachter design, opera di Keisuke Masunaga, si è molto evoluto, pur restando fedele ai prodotti precedenti. Il tratto si è semplificato, anche se ha conservato l’eleganza tipica delle serie supervisionate da Matsumoto, soprattutto nei corpi femminili. Alla regia troviamo il nome di Kazuyoshi Yokota, che conduce molto bene lo svolgersi delle vicende, pur con un evidente susseguirsi di fermo-immagine visti e rivisti che di sicuro abbassano il lato tecnico dell’opera.
Musiche davvero piacevoli, anche se non presentano una grande varietà di repertorio, alternano i ritmi convulsi e frenetici dei combattimenti spaziali a quelli ilari, drammatici e tristi che accompagnano le vicende di ogni personaggio.
La serie di sicuro non toccherà le vette dei prodotti precedenti, ma è molto piacevole e presenta nuovi spunti che allargano ancora l’universo di Matsumoto: quello che predomina su tutto è lo scorrere del tempo che produce angoscia nei mortali, la felice giovinezza di Harlock e Tochiro, e infine la nuova figura del capitano Zero, tanto diverso eppure vicinissimo ad Harlock.
Tema principale, e tipico nelle opere che precedentemente avevano trattato l’universo di Harlock, è la tristezza profonda che domina l’umanità, la paura di perdere la propria anima e con essa i propri sentimenti per l’assurdo susseguirsi di battaglie che ogni giorno tolgono qualcosa ai pianeti e agli esseri che vi vivono. Il tutto raggiunge un discreto livello, consigliabile per chi ama una serie che riproponga combattimenti galattici misti alla complessa tecnologia delle astronavi che si aggirano in uno spazio senza confini, ma soprattutto per chi sappia cogliere la profondità di alcuni significati che vi vengono appena sfiorati.
