Dancougar - Super Beast Machine God
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micheles
Per l'anime Dancougar - Super Beast Machine God
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 7 'Dancougar' costituisce uno strano caso di ritorno al passato: per quanto l'anno di uscita sia il 1985, anni dopo l'inizio dell'era del real robot, di cui pure mutua vari stilemi, si rivolge soprattutto alla tradizione classica del super robot. Questo non è apparente all'inizio, in quanto si tratta di una serie militare tipicamente post-Gundam, con un mecha design più simile a quello del real robot che al super robot. Il Dancouga (senza la "r" finale) è più simile a un soldato moderno armato di fucile che a un antico samurai armato di spada o alabarda, come è tipico per il super robot. D'altra parte il Dancouga è un robot componibile e trasformabile con una componente animale (i componenti sono ispirati a quattro animali: aquila, coguaro, ligre e mammuth) alla Golion/Voltron. La dicotomia mecha moderni/robotico classico si vede anche nei personaggi: sono dei militari, come è tipico del mecha, ma d'altra parte sono delle teste calde, come tipico del robotico. Inoltre tutta la serie è basata sull'idea che l'istinto è più importante della ragione, che l'uomo può vincere il computer, che quello che conta è la forza d'animo e la fiducia in se stessi, tutte tematiche tipiche del robotico.
La trama della serie è tutta improntata alla tradizione nagaiana: extraterrestri mostruosi invadono la Terra, comandati da un malvagio imperatore, e la storia si sviluppa in una serie di combattimenti, con trasformazioni e agganciamenti rituali a ogni puntata: verso la fine, secondo un copione visto più e più volte in 'Danguard', 'Zambot', 'Daltanious', 'Vultus', 'Daimos' e in altri super robot, la base si trasforma in astronave (più precisamente in una versione mecha moderna del Drago Spaziale del 'Gaiking') e porta la guerra nello spazio. Ci sono i soliti intrighi politici tra i nemici, che non sono mai d'accordo tra loro, come avviene in tutte le serie nagaiane e in genere in tutto il filone robotico; l'unico aspetto innovativo è costituito dalla figura di Shapiro, terrestre che volontariamente per la sua ambizione decide di tradire la Terra e affiliarsi agli invasori, e questo avviene fin dalla prima puntata.
Continuando ad annotare i richiami alla tradizione segnalo la figura del misterioso Black Night, che appare più di una volta a salvare i nostri eroi a bordo di un mecha uccelliforme: a mio avviso si tratta di un chiaro omaggio al Capitano Dan di 'Danguard Ace'. Anche la struttura della serie, con i classici filler in cui dei coraggiosi terrestri combattono contro gli alieni finendo quasi sempre tragicamente, è del tutto tradizionale. L'innovazione sta nel character design che a mio avviso è molto simile allo stile di Mamoru Nagano, specialmente in personaggi come Sara, Ryo, Luna e Shapiro: l'influenza diretta è comunque improbabile perché all'epoca Nagano non era certo famoso come character designer, si tratta quindi di una strana coincidenza (?).
Dal punto di vista della trama 'Dancougar' è un po' più sofisticato di un robotico anni settanta, specialmente nella prima parte, e contiene meno filler del solito. L'idea più originale e interessante è quella di fare apparire il super robot soltanto nella sedicesima puntata, in una scena di grande impatto scenografico. Tra l'altro il Dancouga è un super robot estremamente potente rispetto ai mecha dei nemici, più del super robot tipico che rischia di essere sconfitto a ogni episodio, mentre il Dancouga di solita schiaccia i mecha nemici a mani nude con poco sforzo. I combattimenti sono abbondanti e adeguati al genere: ce n'è almeno uno per puntata, anche se non sempre appare un super robot nemico diverso e a volte il Dancouga combatte contro semplici mecha.
Dal punto di vista di disegni e animazioni bisogna segnalare che 'Dancougar' è una serie realizzata al risparmio. Il chara sarebbe buono (specialmente per i personaggi femminili Sara Yuki e Luna), ma la qualità dei disegni è molto discontinua e tra un fotogramma e l'altro le facce dei protagonisti possono peggiorare tanto da diventare delle caricature, con occhi storti stile Guernica. Rispetto a 'Gundam Z' dello stesso anno 'Dancougar' risulta veramente povero. Invece, sorprendentemente, alla pochezza dei disegni corrisponde un'ottima colonna sonora: una bella opening, una buona ending, varie musiche da combattimento azzeccate, una canzone ricorrente ( Love, Harmony) orecchiabile.
Il mecha design è abbastanza curato ma si tratta di uno stile che non apprezzo affatto: ricorda lo stile dei Transformers, con un robottone massiccio e squadrato. Inoltre la scelta cromatica, dominata dal grigio metallico e dai colori scuri, non è affatto di mio gusto. Non è comunque per questo che critico 'Dancougar'.
I personaggi sono adeguati al loro ruolo, ma molto standard, mancano il protagonista e/o l'avversario carismatico, quello che fa la differenza tra una serie discreta e una serie ottima. Ci sono poi varie pecche a livello d'intreccio - sto pensando per esempio alla fine del generale Igor - che erano perdonabili negli anni settanta, ma non nel 1985. L'ascesa di Shapiro ai vertici dell'Impero Muge da semplice prigioniero è altamente inverosimile, anche se nella penultima puntata viene in qualche modo giustificata. Nel finale la serie migliora sensibilmente: è apprezzabile la coerenza dei personaggi (i criminali non si redimono in punto di morte come nelle serie moderne) e la presenza di qualche colpo di scena che tiene alta la tensione. Il mio voto è 7,5.

God87
Per l'anime Dancougar - Super Beast Machine God
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 38 su 38 --- Voto: 6 Qualcuno dovrà un giorno spiegare, a chi scrive, quali sono i meccanismi che portano le cosiddette opere "cult" a diventare magicamente, per questo, anche capolavori. Non ce l'ho in particolare con il classico 'Dancougar', ma è incredibile come ogni lavoro dai forti meriti storici, fosse anche brutto o mal sviluppato, per merito di questi finisce archiviato come eccellente. Chiusa la parentesi, come avrete immaginato 'Dancougar' gode di una notorietà tale che in molti ambiti se ne legge in giro come di una "seriona". Pur avendo degli innegabili meriti che non si possono discutere, a parere di chi scrive il giudizio deve andare di molto ridimensionato.
Gli amanti di Storia già conoscono quel 1985 culla dei capolavori 'Z Gundam' e 'Layzner': grazie alla mia rece (si spera) sapranno anche che quello è stato l'anno della conclusione dello schema narrativo tokusatsu ("mostro della settimana") nelle produzioni Super Robot, la cui fine è scritta, per l'appunto, da 'Choujuu Kishin Dancougar'. Se, infatti, anche dopo Gundam le serie Super non rinunciavano mai al solito canovaccio ripetitivo a ogni episodio ('Ideon' era l'eccezione che confermava la regola), è solo dopo questa serie che anche queste evolveranno, finalmente, la loro struttura narrativa. La trama è, com'è giusto che sia, il classico buoni vs. cattivi visto come terrestri vs. alieni, dove il solito gruppetto di amici piloti deve in ogni episodio sconfiggere il mostro di turno che attacca la Terra con un robottone gigante. Fin qui nulla di nuovo, se non che 'Dancougar' è il primo a cambiare e modificare i numerosi topoi del genere per adeguarsi al nuovo modo creato da 'Gundam' e 'Macross' di concepire l'animazione robotica, maggiormente improntata a realismo e continuity.
Ecco così la prima, scioccante novità: il robottone protagonista, il Dancougar, appare per la prima volta a serie inoltrata, per la precisione a circa 15 episodi dalla fine. Buona parte della storia vede infatti il gruppetto di eroi affrontare gli alieni con i semplici Jyusenki, e senza apparente difficoltà. Il robottone arriverà molto più avanti, quando inizieranno ad arrivare nemici più forti, ed è qui che avviene la seconda innovazione: sarà così forte da venire usato, realisticamente, solo contro i nemici più tosti. Non aspettatevi dunque di vederlo, dopo la sua prima apparizione, in ogni episodio, perché contro nemici deboli nessuno va a usare l'asso nella manica! La cosa buffa è che quando apparirà sarà comunque talmente forte che anche il mostro di turno non riuscirà mai a metterlo in difficoltà, mostrandosi per davvero un robot invincibile e devastante come mai s'è visto.
Provate ora a immaginare quale genere di shock sia stato per gli spettatori dell'epoca, abituati alle ferree regole del genere, vedere così di rado il robot protagonista, per altro così sfacciatamente superiore rispetto a qualsiasi avversario. Bella anche l'idea di creare un super mecha che funziona al massimo delle capacità a seconda dello stato d'animo del pilota: pur essendo un'idea già accennata in passato (fin dal classico 'Getter Robot') qui è meglio sviluppata, ed è piacevole l'idea dell'esercito che decide di usare espressamente teste calde sul Dancougar perché più facilmente portate alla rabbia e all'aggressività, quindi perfette a rendere più potente il robot.
A dispetto delle innovazioni strutturali, però, lo schema narrativo è bene o male quello classico, invero ben difficilmente sopportabile per gli standard odierni se non coadiuvato da una storia all'altezza. In questo 'Dancougar' fallisce perché la solfa è sempre la stessa, puntata dopo puntata, filler dopo filler, con numerosi personaggi insignificanti. Oltretutto per certi versi la serie si risolve non solo nell'anonimato, ma anche nelle potenzialità sprecate e negli orrori: stupisce in questo senso l'assenza di sorprese in questa storia con protagonisti principali ottimamente caratterizzati (indimenticabili l'impulsivo Shinobu Fujiwara, con il suo caratteristico "yatte yaru ze!", e il freddo e calcolatore karateka Ryo Shiba); come alcuni di essi vengano usati nel modo più banale possibile (Shapiro?); come taluni a volte, per esigenze di copione, si lascino andare a certe reazioni emotive incredibilmente assurde e, sopratutto, come certe scene drammatiche sulla carta risultino non solo impoverite, ma addirittura ridicolizzate dal basso budget della serie, così povero da tradursi in una generalmente mediocre realizzazione tecnica.
Pollice in alto invece per tutti gli aspetti di contorno, che riescono perlomeno a salvare una trama che, se non fosse per gli eccellenti personaggi, sarebbe subito da dimenticare. Musicalmente 'Dancougar' è fantastico: le numerose canzoni presenti come opening, ending e insert song sono trascinanti pezzi j-pop talmente accattivanti da originare anche il primo OVA musicale della Storia, espressamente dedicato loro: il Song Special. 'Dancougar' appartiene infatti a quel novero di anime che, sulla falsariga di 'Macross', hanno anche il merito storico di essere i primi tentativi a fare dell'aspetto musicale un tratto caratteristico della messa in scena. Anche la colonna sonora generale si attesta su buonissimi livelli, con numerose sonorità eighties molto accattivanti ed epiche.
Per quel che riguarda invece l'aspetto visivo 'Dancougar' brilla di una luce vividissima, rappresentando il debutto di due dei più importanti graphic designer moderni, Hisashi Hirai e Masami Obari. Se il contributo del primo al chara quasi non si riconosce (è semplice assistente e i disegni, per quanto piacevoli, non ricordano per niente il tratto semplicissimo ed espressivo del pagatissimo disegnatore odierno), quello del secondo lo si vede eccome, al punto che con 'Dancougar' entrerà a fare parte a tutti gli effetti dell'Olimpo dei migliori mecha designer della Storia. Il suo mecha straordinario e accattivante farà scuola, e con 'Dancougar' in molti conosceranno di fama il suo scintillante - nel vero senso della parola - esercito di creature aliene tondeggianti, le scheletriche versioni umanoidi dei Jyusenki, e sopratutto il possente robot protagonista: il Dancougar stesso è uno dei massimi capolavori di mecha design, minaccioso colosso meccanico combinazione di un mammuth, due giaguari e un'aquila, possente come un dinosauro e alto 34 metri, con una potenza bellica capace di tagliare in due un castello con un colpo solo. Grazie al suo memorabile lavoro su 'Dancougar' Obari potrà così gettare le sue basi per la successiva e fortunosa carriera di mecha design e regia.
Ricapitolando, ben lungi dal potersi definire un capolavoro nel vero senso della parola, 'Dancougar' è un pezzo di Storia e un punto di svolta nel genere robotico e nei suoi stilemi, questo è innegabile. Generalmente mediocre, regge la baracca con protagonisti memorabili e con una grande cura nei disegni e nel sonoro. Che poi non sia nulla di particolare, visto con i canoni odierni, è un altro discorso. Per sapere come va a finire la lotta tra il Dancougar e gli alieni , stranamente troncata a metà dall'episodio conclusivo, è imprescindibile la visione dell'OVA 'Requiem for Victims'.

demone dell'oscurità
Per l'anime Dancougar - Super Beast Machine God
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 1 su 38 --- Voto: 8 In quest'opera sono presenti delle valutazioni del noto filosofo Nietzsche, laddove la teoria superomistica, quella del super-uomo non solo inteso come super-eroe come si può intendere, ma anche come uomo che si pone l'obiettivo di essere, seppur per pochi attimi superiore a Dio, laddove la sua sfrenata voglia di apprendimento e di potenziare la sua forza, qualora se ne presenti una viva occasione, gli permette di arrivare a queste conclusioni, a mio avviso, affrettate.
Il robot in questione presente in questo anime ci permette di capire una simbiosi tra l'uomo e la bestia che forma sì l'automa, ma che è alquanto esagerato poi sfociare in affermazioni appunto superomistiche come quelle descritte prima.
Nell'intenzione dell'autore, nella realizzazione di questo mecha c'è sicuramente il discorso legato all'orgoglio della specie umana, fin troppe volte messo da parte per colpa di guerre e oppressori, quindi la domanda che secondo me l'autore si pone è proprio il perchè ci deve essere concesso un così grande potere al punto da non dover mai desiderare la vicinanza con l'Altissimo?
E allora perchè c'è l'inserimento di alcuni contesti biblici di forte richiamo con la Genesi e il modo di interpretare i Patriarchi? Da tener conto che i soggetti in questione non sono poi trattati in chiave prettamente cristiana, ma "godono" di strane reminiscenze Taoiste, però è da apprezzare uno sforzo santagostiniano di unire la ragione con la fede umana, un mistero che ci permette di scoprire, o almeno tentare di scoprire la sostanziale differenza che c'è tra dio e gli uomini.
Tutto questo si riflette nel protagonista che si sente forse fin troppo "investito" di tale "entità" andando incontro più volte alla fine contro i suoi nemici proprio per questo assurdo modo di intendere di difendere il proprio pianeta, non è un privilegio di pochi, la difesa è sempre nell'interesse dell'intera collettività, laddove il sacrificio e la dedizione sono le uniche vere ragioni per cui si può rappresentare meglio Dio e capire l'amore che ha verso coloro che ha creato a sua immagine e somiglianza.
E la morale di quest'opera ci conduce proprio a questo particolare, ovvero che la fede di ognuno di noi è intoccabile, ma non deve diventare un pretesto per dire ad un'altra qualsiasi persona ciò che è giusto e ciò che non lo è perchè si ha l'arroganza di essere dalla parte giusta.
Tutti facciamo del bene o del male e ci sentiamo il più delle volte l'arroganza di dire ad altri il da farsi, solo le esperienze con amici dediti al giusto e all'impegno possono farci capire attraverso esperienze valide i veri obioettivi da raggiungere nella nostra esistenza, e i personaggi di questa storia ce lo insegnano abbastanza bene.
E' un vero peccato che la serie non sia arrivata in lingua italiana da noi a parte un oav che comunque spiega a grandi linee questi particolari, laddove effettivamente i nemici e i loro obiettivi nella narrazione di questo cartone hanno ben poca importanza rispetto a ciò che si cela dietro questa serie, un discorso complesso fatto di filosofie, intepretazioni a volte fantasiose delle Sacre Scritture e di altre religioni, il tutto unito ad un unico comune fattore: l'evoluzione umana dinanzi ad un'entità e il suo modo di porsi quando il progresso ci avvicina seppur in maniera infinitesimale alla medesima entità.

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Utenti On-line: 352 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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